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VINIYOGA
Lo yoga deve essere praticato in funzione del livello di chi lo pratica
e Viniyoga significa “pratica appropriata in funzione della situazione o
delle condizioni”, significa “partire da dove si è”. Poiché ognuno di
noi è differente e in continua evoluzione, non ci può essere un punto di
partenza comune. Relativamente alla pratica di yoga di un individuo, non
si può prescindere dal prendere in considerazione la situazione del
momento e, man mano che si procede, non farsi scrupolo di mettere in
discussione il tutto.
Questo termine può essere utilizzato anche in contesti diversi dallo
yoga. Basta pensare a come si insegna una lingua straniera ai bambini
quando vanno a scuola.
Viniyoga non è uno stile di yoga ma piuttosto un metodo che utilizza lo
yoga come strumento. Infatti, Patanjali e altri grandi maestri, avendo
riconosciuto l'importanza delle differenze tra un individuo ed un altro
e perfino delle differenze che caratterizzano uno stesso individuo in
diversi momenti della sua vita, hanno proposto numerosi strumenti
lasciando che fosse l'insegnante a metterli in pratica, adattando al
contesto e alle condizioni. L'insegnante propone la pratica corretta di
yoga solo dopo aver preso attentamente in considerazione le esigenze e
le possibilità dell'allievo.
Viniyoga è un termine utilizzato da Patanjali nel III capitolo degli
Yoga Sutra (III-6):
TASYA BHUMISHU VINIYOGAH
Lo yoga deve essere praticato in funzione del livello dell'allievo
Le ragioni che inducono le persone a praticare yoga sono svariate.
Mentre l'atleta può usare lo yoga come preparazione allo sport, la donna
in cinta può utilizzarlo per facilitare il parto. Il bambino può trarne
giovamento per diventare più concentrato e meno agitato mentre la
persona anziana può beneficiarne a livello di movimento e di energia. Lo
yoga da qualcosa ad ognuno e quello che ognuno riceve è differente.
Poiché lo scopo è differente, non possiamo adottare lo stesso approccio
per ognuno. Gli strumenti giusti devono essere scelti e praticati in
funzione dell'obiettivo di ciascuno individuo.
Anche se le persone condividono lo stesso interesse per lo yoga, non si
può proporre la stessa pratica perché il punto di partenza per ognuno di
loro è differente. Ad esempio, mentre una donna sta vivendo la sua prima
gravidanza, un'altra potrebbe essere alla sua terza esperienza, una
situazione e delle condizioni completamente diverse. Inoltre, possono
esserci delle differenze di età, il posto dove vivono, il tempo che
dedicano alla pratica e altri fattori che le rende uniche.
Non è come una maratona dove tutti partono e arrivano allo stesso punto
e il primo che vi arriva è il migliore. Qui il punto di inizio non è lo
stesso e tantomeno il punto di arrivo. Per questo ogni situazione
personale deve essere rispettata e l'insegnante deve scegliere e
insegnare la pratica di yoga più adatta.
Il seguente verso, estratto dallo Yoga Rahasya di Nathamuni, importante
maestro di yoga del nono secolo, riassume il senso di quanto appena
detto:
STHULAH KRSHASTATHA SUSHKAH VAKRA PANGUH SHARIRITAH
ATASTESHAM NA SARVANI VIHITANYASANANI VAI
A causa delle differenze della struttura del corpo, ciascun strumento
dello yoga non è rivolto a tutti. Perché in realtà c'è chi è robusto,
chi è magro, chi curvo e chi zoppo.
Nathamuni suggerisce delle pratiche speciali per i bambini, per i padri
di famiglia, per i pensionati, per le donne in cinte.
Un principio che deve essere salvaguardato è che lo yoga deve promuovere
la salute e non causare la malattia. E una pratica di yoga non adatta
può essere pericolosa. Questo perché i mezzi utilizzati dallo yoga
lavorano in modo molto sottile ma comunque potente, quindi bisogna
praticarli con cautela. L'idea è di praticare yoga per promuovere salute
e benessere in noi.
Per poter utilizzare i mezzi dello yoga in modo corretto abbiamo bisogno
di comprendere almeno due cose:
Perché abbiamo deciso di fare yoga
Quali sono le nostre possibilità, le nostre capacità.
Perché abbiamo deciso di fare yoga? Forse perché vogliamo stare in forma
e in salute, per correggere l'allineamento del corpo, per prepararci a
praticare uno sport, per creare le condizioni per vivere una gravidanza
senza problemi, per essere più concentrati negli studi, per aiutare un
processo di guarigione, per progredire a livello spirituale e moltissime
altre ragioni. Una volta chiarito ciò, sarà più facile scegliere i mezzi
dello yoga più adatti a ciascuno. Ciò che ci serve per prepararci a
praticare uno sport sarà molto differente da ciò che ci può aiutare ad
intraprendere un cammino spirituale. E' chiaro che questi obiettivi, nel
tempo, possono cambiare. Per esempio, la gravidanza durerà solo nove
mesi e dopo potrò decidere di smettere la mia pratica di yoga perché ha
svolto la sua funzione, oppure posso continuare con un fine diverso, per
esempio, mantenermi in buona salute visto che sono una mamma. Con l'età
posso desiderare di iniziare un percorso più specificatamente spirituale
e, quindi, rivedere la mia pratica di yoga, ecc..
Quali sono le nostre possibilità, le nostre capacità? Prima di iniziare
una pratica, è molto importante fare una valutazione dei nostri limiti e
dei nostri punti di forza. Questa valutazione deve prendere in
considerazione numerosi parametri che riguardano il nostro corpo, il
nostro respiro, la nostra mente.
Due dei più importanti mezzi utilizzati dallo yoga sono: asana
(posizioni yoga)e pranayama (regolazione del respiro). Le tecniche che
utilizzano questi due mezzi sono numerose. Ognuna di queste è stata ben
descritta dagli antichi saggi. Queste tecniche occupano un posto di
rilievo nella pratica yoga. Come aiutare comunque a progredire qualcuno
che non riesce a fare le posizioni (asana) in modo perfetto? E qualcuno
che le fa correttamente? È qui che la pratica di asana e pranayama
diventa interessante, se tali mezzi devono essere utilizzati in modo
appropriato per favorire la salute dell'individuo. Sarà importante
imparare come si fanno normalmente determinate asana e pranayama, come
possono essere adattate per soddisfare esigenze diverse e come
pianificare e costruire una pratica di asana e pranayama. È evidente che
per fare tutto questo è necessario l'aiuto di una guida esperta, un
insegnante serio e preparato che può indicarci il “percorso” da fare
tenendo conto del contesto e delle esigenze personali.
Di volta in volta, l'insegnante competente deciderà se usare asana e
pranayama o utilizzare anche gli altri mezzi messi a disposizione dallo
yoga: atteggiamenti nelle relazioni con gli altri, disciplina personale,
consigli sull'alimentazione, pratiche di meditazione e altri numerosi
strumenti.
Ogni individuo con le sue caratteristiche, le sue particolarità, è
unico. Ogni individuo con le sue singolarità ha tutte le ragioni per
essere quello che è. E il punto di partenza di un insegnante di yoga è
proprio l'accettazione della situazione dell'individuo.

E’ lo yoga dell’adattamento che, con le sue confortevoli posizioni, dona
serenità mentale, vitalità fisica e agilità.
Si basa sull’adattamento dei principi e dei mezzi dello yoga alle
necessità fisiche e psichiche di ciascun individuo, rispettando il corpo
e la mente; così come la forma di ogni cosa è adatta alla sua funzione.
Il respiro è spesso un atto meccanico a cui non si bada. Educando però
la respirazione, anche con un corretto movimento della colonna
vertebrale, viene a crearsi una condizione di benessere che, pur senza
utilizzare posizioni esasperanti, porta immediati benefici
all’organismo: rivitalizzazione, depurazione del corpo e migliore
qualità della respirazione e del sonno. Il respiro e la mente sono
coinvolti alla stessa stregua del corpo e tutti e tre questi elementi
vengono influenzati positivamente.
Il corso si rivolge a tutte le persone che preferiscono un approccio
particolarmente dolce allo yoga ed è interessante osservare come
l’organismo umano sia capace di recuperare rapidamente il suo dinamismo
e la sua elasticità perduti.

Krishnamacharya,
il Maestro che ha
"codificato" il metodo viniyoga, sosteneva che non sono le
persone che si devono adattare allo yoga, ma lo yoga alle persone.
Questa disciplina, la cui nascita si perde nella notte dei tempi, è
stata pensata per la gente di quella lontana epoca, in quelle
determinate condizioni geografiche, culturali e fisiche.
Secondo il Maestro è impensabile non dover adattare gli asanas ai nostri
tempi e ritmi di vita, alle nostre capacità fisiche e mentali,
soprattutto alla cultura degli occidentali.
Il Viniyoga altri non è che hatha yoga applicato individualmente.
Se è vero che ogni sequenza di asana deve comportare attenzione ma non
sforzo nè tantomeno disagio è inconcepibile far praticare le stesse
sequenze ad uno sportivo ventenne e ad una casalinga sessantenne.
Questo per spiegare questa metodologia...

Sri Tirumalai Krishnamcharya

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