* ASANA *




Asana per l'equilibrio dei dosha-

Il tipo VATA


Gli asana, nello hatha yoga, possono contribuire a riequilibrare una temporanea alterazione dei dosha, tenendo presente che è la differente modalità di esecuzione, in particolare, a rendere le stesse posture adatte a Vata, Pitta e Kapha.
Se, ad esempio, una esasperazione di Vata conduce l'organismo psico-fisico ad una eccessiva dissipazione delle energie, una esecuzione particolarmente equilibrata degli asana contribuirà a ricondurre questo dosha nella condizione regolare.
Così, al contrario, un temporaneo squilibrio di Kapha - che generalmente si manifesta come eccessivo torpore fisico ed inerzia mentale - sarà riequilibrato da una esecuzione abbastanza vigorosa.




Sukhasana - Siddhasana - Padmasana

La pratica dovrebbe essere svolta con particolare interiorizzazione e concentrazione, tanto da produrre ciò che, nella lingua sanscrita, viene chiamato tapas (calore interiore).
Vanno scelte in modo particolare, le posture di equilibrio.
Non ci soffermeremo a descriverle, in quanto sono normalmente conosciute da chi pratica lo yoga e, comunque, facilmente consultabili in tutti i manuali.
Riteniamo invece più utile fornire particolari consigli per ciascuna di esse.

Sukhasana - Siddhasana - Padmasana


Sono tipiche posture meditative e, nell'ordine, presentano un crescente impegno delle articolazioni delle gambe.
Se non si possiede una sufficiente scioltezza delle anche, delle ginocchia e delle caviglie, la loro esecuzione può produrre dolori agli arti inferiori ed essere addirittura proibitiva come nel caso della posizione del Loto (Padmasana). Forzare queste posizioni del corpo, senza averne le possibilità significa, tra l'altro, costringere la colonna vertebrale ad un atteggiamento innaturale e dannoso.

Il problema principale sta nella difficoltà a ruotare le gambe rispetto al bacino nella tipica posizione incrociata e, addirittura, a sollevarle rispetto al piano di appoggio degli ischi, come nella postura del Loto.
Nei primi due asana si può ricorrere ad un espediente per aggirare l'ostacolo: sollevare il piano di appoggio del bacino rispetto alle gambe, poggiando gli ischi su un piccolo cuscino anziché sul pavimento.
In tal caso la posizione a gambe incrociate risulterà meno difficoltosa e la colonna vertebrale potrà essere mantenuta sufficientemente diritta.

In queste posture la schiena va mantenuta completamente eretta.
Succede spesso che tale esigenza venga abbandonata quando il tempo di mantenimento si protrae.
Ciò è dovuto soprattutto all'indolenzimento dei muscoli che faticano a mantenere la posizione corretta. Occorre individuare l'elemento di sostegno della schiena: il bacino!
E' da lì che parte il corretto allineamento della colonna e non, ad esempio, dalle spalle o dal dorso.
Pertanto, quando si sta per assumere una postura meditativa seduta è necessario spingere leggermente il bacino (le creste iliache) in avanti in modo tale che tutta la pila delle vertebre sia orientata nella stessa direzione.
A questo scopo ci torna utile, di nuovo, il nostro cuscino che verrà collocato non completamente sotto i glutei, ma appena "in pizzo".


Sardulanasana - Matsyendrasana - Tadasana

Sardulanasana


Il movimento del gatto. Facilmente eseguibile da chiunque, ha il pregio di sciogliere armoniosamente la colonna.
La sua esecuzione piuttosto lenta lo rende adatto al nostro scopo: la concentrazione.
Alcuni accorgimenti nella posizione a quattro zampe: si tende inavvertitamente a spostare il bacino indietro, quasi a sedersi. La colonna, allora, non è più allineata perpendicolarmente al peso di gravità e le vertebre non lavorano in maniera uniforme. Facciamo in modo che sia il bacino a guidare i movimenti: sia nell'incurvamento che nell'inarcamento della schiena.
Visualizzeremo così l'onda uniforme nella mobilizzazione delle vertebre.

Ardha Matsyendrasana

Particolarmente utile alla struttura della colonna e delle anche.
Il tipo Vata soffre di problemi alle articolazioni (è una caratteristica della secchezza dell'elemento Aria).
Vi sono differenti esecuzioni di questo asana, dalla più semplice a quella più complessa.
Riteniamo sia fondamentale il ruolo svolto dal braccio collocato dietro la schiena nella fase di rotazione del tronco.
In effetti l'appoggio e la spinta della mano a terra, proprio dietro il bacino, assicura il corretto allineamento della colonna, impedendo il suo incurvamento.
Attenzione ad allineare alla stessa verticalità della colonna anche il collo, mantenendo il mento leggermente abbassato, sulla spalla.

Tadasana

E' una facile postura di equilibrio su appoggio bipodale. Alcuni autori danno particolare importanza alla messa in tensione di tutti i muscoli del corpo al fine di garantire un totale allineamento della struttura ossea.
Riteniamo, dal nostro punto di vista che, una volta che sia assicurato l'allineamento del bacino rispetto alla colonna, mediante una leggera retroversione (il che si ottiene facendo rientrare la pancia) tutto il resto del corpo debba essere mantenuto abbastanza fluido. Tadasana è, infatti, una posizione che si presta ad una meravigliosa interpretazione simbolica - non dimenticate che questo è un importante elemento nello hatha yoga.
La totale verticalità della posizione del corpo, il suo rapporto assiale rispetto alle altre dimensioni dello spazio suggeriscono il senso della centralità. L'immancabile sensazione della crescita verso l'alto, sia della struttura articolare che della respirazione contribuiscono - assieme ad altri elementi dipendenti dalla sensibilità del praticante o dall'insegnante che guida la pratica - a favorire una buona interiorizzazione; cosa che verrebbe ostacolata dalla spasmodica ricerca delle tensioni muscolari. E' solamente il nostro punto di vista!

Vajrasana - Pavanamuktasana

Vajrasana

Altra postura meditativa. Questo asana ha il pregio di consentire un naturale allineamento della colonna senza grandi sforzi e ciò è dovuto al leggero orientamento anteriore del bacino. Per un principiante, comunque, anche in questo caso possono esservi delle difficoltà: il classico dolore, spesso assolutamente insopportabile, alle caviglie ed ai piedi, oppure alle ginocchia.
Ci torna nuovamente utile il nostro prezioso cuscino.
Se il problema maggiore sono le caviglie, le quali sono costrette dal peso del tronco ad una forte estensione, questo andrà collocato sotto i piedi, in modo tale che lo spessore soffice possa attenuare l'eccessiva estensione.
Se il problema, invece, sono le ginocchia - costrette ad una forte flessione - esso andrà collocato tra i talloni ed i glutei, in modo da attenuarlo. Se il problema riguarda ambedue i casi... bhè... vedete voi!

Pavanamuktasana

Letteralmente, come la maggior parte di voi saprà, questa parola significa: asana che libera il vento. Di quale vento si tratti, è facilmente intuibile. Una conseguenza di Vata in eccesso è, appunto, l'eccessiva presenza di gas intestinale. L'asana può essere intensificato cingendo le gambe non all'altezza delle ginocchia, bensì in una collocazione più vicina alle caviglie.


Vrikshasana - Sirshasana

Vrikshasana

Postura dell'Albero. E' tra le classiche e più semplici posture di equilibrio. Richiede, naturalmente, molta concentrazione, dato che l'assetto del corpo è su una sola gamba.
In un principiante spesso favorisce più una condizione di nervosismo che di vera e propria interiorizzazione.
Occorre, quindi, tener presente che la struttura del corpo non è stata concepita dalla natura per stare su un solo piede, ma la sua stabilità deriva da un appoggio bipodalico. Di conseguenza vengono disturbate tutte quelle funzioni che fanno capo al sistema vegetativo, come la respirazione. Occorre prestare particolare attenzione al ritmo respiratorio, cercando di mantenerlo il più regolare possibile. Sarà di grande aiuto focalizzare un punto visivo sul pavimento, a qualche centimetro di distanza e mantenerlo come ancoraggio per tutta l'esecuzione.

Sirshasana

Postura sulla testa. Tra le posizioni di equilibrio è sicuramente la più difficoltosa.
L'insegnamento andrebbe fatto personalmente, soprattutto per coloro che hanno qualche problema al tratto cervicale della colonna.
Se il praticante ad esempio pesa sessanta chili, quasi tutti e sessanta se li troverà sulle vertebre cervicali! Vanno quindi sciolti e potenziati i muscoli del collo, ancor prima di accingersi ad eseguire questo asana.
Per quanto concerne l'equilibrio, alcuni autori consigliano di aiutarsi col sostegno di una parete. E' sicuramente una scorciatoia che aiuta a raggiungere una certa stabilità, ma prima o poi giungerà il momento in cui occorre staccarsi dal muro ed allora, spesso, occorre ricominciare tutto da capo!
Sarebbe preferibile cimentarsi sin dall'inizio nella ricerca dell'equilibrio.
Da tener presente anche il notevole flusso di sangue che improvvisamente - per chi non è avvezzo - giunge alla testa a causa del peso di gravità. Cautela!


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Asana per l'equilibrio dei dosha

 Il tipo PITTA


Gli asana, nello hatha yoga, possono contribuire a riequilibrare una temporanea alterazione dei dosha, tenendo presente che è la differente modalità di esecuzione, in particolare, a rendere le stesse posture adatte a Vata, Pitta e Kapha.
Se, ad esempio, una esasperazione di Vata conduce l'organismo psico-fisico ad una eccessiva dissipazione delle energie, una esecuzione particolarmente equilibrata degli asana contribuirà a ricondurre questo dosha nella condizione regolare.
Così, al contrario, un temporaneo squilibrio di Kapha - che generalmente si manifesta come eccessivo torpore fisico ed inerzia mentale - sarà riequilibrato da una esecuzione abbastanza vigorosa.




Nidrasana - Sukhasana

Nidrasana. E' una postura di relativo rilassamento muscolare disposta su un fianco; il capo viene poggiato su una mano, con il gomito a terra mentre l'altro braccio è disteso lungo il fianco.
Particolare attenzione va rivolta alla sufficiente distensione del tratto cervicale visto che il capo non si trova propriamente in posizione naturale. Avremo quindi l'accortezza di tenere il mento leggermente avvicinato alla gola.
L'attività respiratoria andrebbe rivolta all'emitorace diretto in alto. La posizione va, naturalmente, eseguita anche sul fianco opposto.



Sukhasana. E' stata già descritta





Yogamudra - Parvatasana


Yogamudra. L'asana classico si esegue mantenendo la postura del "loto" durante il piegamento del tronco in avanti sino a far toccare la fronte sul pavimento. L'intensa compressione addominale dovuta alla presenza dei pugni posti tra le cosce e la parete addominale favorisce una benefica tonificazione diaframmatica. L'asana, naturalmente, non è alla portata di tutti. Si può ovviare assumendo Vajrasana anziché Padmasana (posizione del Loto).



Parvatasana (posizione della montagna)
Il corpo assume la classica posizione a triangolo. E' preferibile che i talloni non siano appoggiati a terra, in modo tale da sfruttare la loro spinta verso terra per stirare i muscoli dei polpacci. Il capo va mantenuto tra le braccia stirate ed il mento viene collocato vicino alla gola. Il torace viene "spinto" in fuori durante l'inspiro: questo contribuisce a allineare il dorso.

Vantanasana - Tadasana

Vantanasana. Si parte dalla posizione seduta sui talloni e si inclina il capo, sino a condurre la fronte a terra.
Le braccia sono distese in avanti, rilassate. Ci si assicuri, nella posizione finale, di rimanere effettivamente seduti sui talloni, mantenendo le ginocchia separate tanto da consentire al tronco di scendere e di avvicinarsi al pavimento.
Il particolare sviluppo della respirazione toracica contribuisce ad un salutare ondeggiamento della colonna vertebrale.

Tadasana. E' una facile postura di equilibrio su appoggio bipodale. Alcuni autori danno particolare importanza alla messa in tensione di tutti i muscoli del corpo al fine di garantire un totale allineamento della struttura ossea.
Riteniamo, dal nostro punto di vista che, una volta che sia assicurato l'allineamento del bacino rispetto alla colonna, mediante una leggera retroversione (il che si ottiene facendo rientrare la pancia) tutto il resto del corpo debba essere mantenuto abbastanza fluido. Tadasana è, infatti, una posizione che si presta ad una meravigliosa interpretazione simbolica - non dimenticate che questo è un importante elemento nello hatha yoga.
La totale verticalità della posizione del corpo, il suo rapporto assiale rispetto alle altre dimensioni dello spazio suggeriscono il senso della centralità. L'immancabile sensazione della crescita verso l'alto, sia della struttura articolare che della respirazione contribuiscono - assieme ad altri elementi dipendenti dalla sensibilità del praticante o dall'insegnante che guida la pratica - a favorire una buona interiorizzazione; cosa che verrebbe ostacolata dalla spasmodica ricerca delle tensioni muscolari. E' solamente il nostro punto di vista!


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Asana per l'equilibrio dei dosha -

Il tipo KAPHA
Le posture adatte alla tipologia Kapha ed in particolar modo la loro modalità di esecuzione tendono a riequilibrare la tendenza di questo dosha all'inerzia eccessiva. Gli asana, quindi, andrebbero praticati con intensità e ripetuti più volte in maniera dinamica.




Bhujangasana

Bhujangasana. E' la postura del "cobra". Vi sono differenti modalità di esecuzione: dalla più semplice, adatta a chi la assume per la prima volta, alla variante più intensa che presuppone una certa predisposizione della colonna. Da tener presente che questo asana (come tutti quelli che comportano una estensione pronunciata della schiena) tendono ad esaurire l'azione quasi esclusivamente sul tratto lombare. Questa circostanza andrebbe accuratamente evitata cercando invece di distribuire l'azione più che altro sul tratto dorsale della colonna. A questo scopo può essere utile mantenere una certa tensione dei muscoli addominali e concentrare l'attenzione sul respiro costale, accentuandone la dinamica (si consideri che i polmoni sono un punto debole del soggetto kapha). La schiena nella fase finale dell'asana, va assolutamente mantenuta rilassata, affidando il sostegno esclusivamente alle braccia. Shalabhasana


Shalabhasana (postura della "locusta"). Valgono le stesse raccomandazioni. In questo caso il ventre probabilmente non è a terra, ma si trova ugualmente in forte tensione. Si tratta di una notevole posizione di sforzo. Se vogliamo attenuare tale impegno muscolare lasciando inalterati gli effetti dell'asana, possiamo scegliere di collocare le mani, a dita intrecciate, sotto il pube anziché allineare le braccia ai lati del tronco.

Dhanurasana

Dhanurasana. Postura dell' "arco". Anche questo asana può lavorare sulla colonna più o meno intensamente, a seconda della variante assunta. La meno impegnativa lascia le ginocchia a terra, limitandosi al trascinamento della schiena attraverso l'azione di spinta delle gambe. La variante più intensa prevede il distacco delle ginocchia dal pavimento che, insieme ad una forte estensione della schiena producono la forma dell' "arco" in tensione. Riteniamo utile suggerire due consigli:
limitare l'azione di spinta più o meno intensa alle gambe: la schiena dovrebbe essere trascinata passivamente;
specialmente all'inizio cautelarsi da una eccessiva pressione intraddominale. In sostanza la postura, di per sé, causa una notevole pressione sullo stomaco e sul ventre. Se la si esegue durante la fase inspiratoria, la discesa del diaframma accentua notevolmente tale pressione, con il rischio di favorire un'ernia inguinale soprattutto nei soggetti predisposti. Questa spiacevole conseguenza potrebbe essere scongiurata eseguendo la dinamica durante la fase espiratoria. Tale circostanza, tra l'altro, crea maggiore sostegno alla zona lombare.




Ushtrasana


Ushtrasana (postura del "cammello"). Se la schiena è troppo rigida, questo asana diventa una vera e propria sofferenza. Notare, comunque, che non sono solamente la rigidità della colonna e del cingolo scapolare a rendere difficoltosa la postura ma anche un eccessivo accorciamento dei muscoli psoas che impediscono l'estensione del bacino sul femore. Conviene "preperare" l'asana classico con la variante che prevede la posizione prona, la gamba flessa fino a portare il tallone sul gluteo, la presa della caviglia con la mano dello stesso lato, la trazione della gamba verso l'alto del corpo fino a distaccare la coscia dal pavimento, mantenendo l'inguine incollato a terra. E' una buona esperienza per scoprire quanto il nostro psoas sia corto!
Noterete che abbiamo suggerito solamente asana che "lavorano" all'indietro. E' impensabile che una seduta completa sia composta solamente da un unico genere di posture. Sta al praticante integrare con le opportune compensazioni: piegamenti in avanti e torsioni

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POSIZIONI ASANA

 

SIEDI QUIETO

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Inizia la tua pratica yoga seduto in silenzio. Questi primi minuti ti procurano un intervallo nel quale lasciare le tue preoccupazioni  quotidiane, raccogliere la tua energia, diventare centrato, ed affermare con entusiasmo la tua motivazione alla pratica.

 In questo momento di quiete sii consapevole delle asana che ti senti di assumere. Queste arriveranno alla tua attenzione spontaneamente, come un specifico cibo viene alla mente quando si pensa a cosa mangiare. Fai attenzione a queste richieste sottili, ti aiuteranno a chiarificare il contenuto della tua pratica.

 

1 siedi. Siedi eretto sul pavimento in una posizione comoda. Prendi un momento per osservare ciò che ti sta attorno . Senti l'energia nella stanza, osserva i colori e forme, ed sii consapevole di come ti senti. Ora chiudi gli occhi e respira profondamente, dolcemente. Gusta l'aria per un momento mentre trattieni l’inspiro, e poi rilascia lentamente. Fai questo tre volte, ricorda a te stesso che sei  una parte integrante dell'universo. Fai attenzione alla tua postura, a come senti il tuo tono, stai rilassato ed immobile. Puoi recitare una invocazione o preghiera come: "sono grato per questo tempo di comunione e rinnovamento nel quale posso praticare yoga."

2 Trova il tuo centro per mezzo dalla Consapevolezza del respiro. Ruota l’attenzione al tuo interno, siedi calmo, e divieni intimamente consapevole del tuo respiro, pratica la consapevolezza del respiro.. A questo punto non controllare o regolare il tuo respiro. Permettigli di fluire liberamente dentro  e fuori secondo il suo ritmo naturale. Senti cosa è cambiato in tutto il tuo corpo che accompagna ogni respiro, restando consapevole del tuo “sentirti ora", lascia che ciascun respiro migliori questa consapevolezza. Quando la tua consapevolezza si svia, prendine nota e riportala alla percezione del tuo corpo respirante. Fai questo per un minuto o due.

3 Approfondire Il respiro  respirando in ujjayi , mettendo enfasi su una lunga, liscia esalazione. Respira profondamente per circa un minuto. Tutto questo può prendere tre o quattro minuti del tuo tempo.

Ora sei pronto per le asana. Porta la centratura che hai ottenuto anche nelle asana ,rimanendo sempre focalizzato sul respiro.

Benefici: Calma il respiro favorisce l’attitudine mentale alla pratica, pone al proprio centro.

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BIDALASANA (IL GATTO)

 Questo gesto ti insegna a  iniziare il movimento dal tuo centro e a coordinarlo col respiro. Questi sono due dei temi principali di quest’asana.

L'allineamento del tuo centro dipende dalla posizione della  pelvi. Perciò, pensa alla posizione delle anche come al centro di ogni asana. Questo è importante perché la spina dorsale è la linea di energia più significativa in ogni posa e perché il suo modo di  allungarsi dal tuo centro dipende solamente da come la pelvi ruota..

Se il sacro è inclinato in avanti (inclinazione del cane), la spina dorsale si proietterà  in avanti prima di iniziare la sua ascesa diretta verso l'alto, aumentando la curva lombare. Se il sacro è inclinato  indietro (inclinazione del gatto), la spina dorsale si proietterà all’indietro, arrotondando la parte più bassa della schiena

Ogni asana implica il posizionare la pelvi nell'una o l'altra  inclinazione: "inclinazione del gatto” "inclinazione del cane," o "neutrale"- o nel muoversi da una all’altra. Nella maggior parte dei casi solo una di queste scelte è adatta

Nota: Quando leggi queste istruzioni, senti l’azione che viene descritta. Guarda bene le fotografie,  immagina di essere nell’asana, e fai esperienza di quanto hai letto nel tuo corpo. Questo darà ai tuoi muscoli, nervi, e cellule il primo importante imprinting sulle asana. Cosi’ quando praticherai fisicamente ti sembreranno famigliari e intuitivamente saprai cosa fare.

 1 Parti sulle Sue mani e ginocchia. Metti le  mani direttamente sotto le  spalle e le ginocchia direttamente sotto le anche. Le dita sono ben aperte con i medi puntati diritti in avanti. La schiena è orizzontale e piatta. Lo sguardo fisso al pavimento. Questa è la posizione "neutrale" . Quando la pelvi è neutrale, la spina dorsale sarà in piena estensione, con il fronte, il retro e i lati della schiena ugualmente allungati.

2 Stabilisci un respiro calmo e naturale. Consapevolmente produci il  suono nella gola di ujjayi  e ricordati che il respiro è la vita dell’asana ed il combustibile per movimento

 

3 Mentre aspetti per la battuta d'entrata ,non abbassarti nelle  spalle (foto 1). Invece, crea una linea di energia attraverso ciascuno braccio: premi le mani a terra e sollevati direttamente verso l'alto fuori dalle  spalle (foto 2). Vai avanti e indietro molte volte, assicurati di capire il movimento. Quando espiri, abbassati nelle spalle e fai l'azione scorretta;  Quando  inali, allunga le braccia, alzati fuori delle spalle e senti l'azione corretta

INCLINAZIONE del GATTO

4 Quando sei pronto per cominciare, respira profondamente. Come esali, gira le anche nella "inclinazione del gatto " (foto 3). Fai questo tirando dolcemente i muscoli addominali indietro verso lo spina dorsale, piega il coccige giù e sotto, e dolcemente contrai le natiche. Con le mani schiaccia la terra allo scopo di stare sollevato fuori delle spalle, e spingi il mezzo della schiena verso il soffitto, arrotonda la spina dorsale verso l'alto. Arriccia la  testa verso il basso. Sguardo fisso al pavimento tra le ginocchia.

5 questa è una "chiusura", un movimento nel quale riduci il volume polmonare, questo movimento accompagnerà l’espirazione.

La posizione delle anche (coccige piegato, sacro inclinato indietro) è chiamato "inclinazione del gatto". Mantieni per diversi respiri

INCLINAZIONE del CANE

6 Come inspiri, gira le  anche nella "inclinazione del cane" (foto 4). Fai questo rilasciando la presa delle natiche, inversa l'inclinazione della  pelvi, e curva la spina dorsale in un agevole arco. L'osso pubico si muoverà  indietro attraverso le gambe, gli ischi gireranno direttamente verso l'alto, ed il sacro cambierà il suo angolo.

Tieni l'ombelico volto indietro verso lo spina dorsale, e continua a schiacciare giù con le mani mentre allunghi le braccia e stai sollevato fuori delle spalle. Solleva il torace lontano dall’addome, alza la testa, scivola le scapole dietro la schiena, e tieni lo sguardo fisso a un punto sul pavimento di fronte a te o diretto verso l'alto verso il soffitto- oppure chiudi gli  occhi e immergiti in ciò che senti.

7 Senti il flusso della curva. Accentua la curva aumentando l’inclinazione della  pelvi  e muovi la spina dorsale più profondamente nel dorso, porta su incurvando la schiena. Fai questo senza abbassarti nelle spalle. Inarca al massimo spina dorsale per tutta la sua lunghezza.

 

 

8 Questo è un "apertura" un movimento nel quale aumenti il volume dei polmoni ed espandi il torace, movimento legato all’inspirazione. La posizione delle anche (natiche rilassate, sacro inclinato in avanti) è chiamata "inclinazione del cane” Rimani cosi qualche respiro

 

9 La tecnica coinvolta in questo movimento di estensione  è un'azione importante in molte asana, e dovrebbe essere imparata correttamente e accuratamente. L'idea è di curvare spina dorsale uniformemente come ti avvicini al massimo, non sovrapiegare  nella zona lombare Fai questo continuando a tirare l'ombelico e muscoli addominali indietro verso lo spina dorsale mentre inclini la pelvi in avanti e inarchi la spina dorsale, quindi dirigi l'apice della curva nella alta schiena  e nel torace- dietro al cuore- fai scivolare le scapole lungo la schiena mentre espandi il torace con lo sguardo fisso diretto verso l'alto.

10 Vai avanti e ritorna dieci volte. Come espiri, gira le  anche nell’inclinazione del gatto e pressa il mezzo della tua schiena verso il soffitto; come inali, gira le  anche nella inclinazione del cane ed inarca la spina dorsale. Continua lentamente in dietro ed avanti, coordina questi due movimenti con la respirazione. Accoppia la velocità di ciascuno movimento con la velocità della  respirazione. Respira lentamente, agevolmente, così il  movimento sarà lento e liscio. Lascia l'inspirazione cominciare giusto prima del movimento di inclinazione del cane e finire al termine del movimento- così che il movimento è circondato dall’aria, imbottito. Lascia l'espirazione iniziare il movimento di inclinazione del gatto e finire dopo che il movimento è completo.

11 Come ti muovi avanti e in dietro senti che il respiro inizia il movimento ed il movimento stesso origina dalla  pelvi. Le  anche girano prima. Il movimento quindi fluisce attraverso la spina dorsale e fuoriesce dalla fontanella del capo. Tieni il movimento fluido

 

12 Assicurati di avere capito questo: Il movimento scaturisce dal respiro, e la prima cosa da muovere sono anche. Per esempio ogni volta che espiri, naturalmente tira il basso addome all’interno, volto indietro verso lo spina dorsale, piega il coccige sotto. Lascia che questo  inizi l’azione di inclinazione del gatto, e quindi segui col pieno  movimento spinale. Inizia la fase di inclinazione del cane esattamente nello stesso modo, lascia che l’inspirazione inizi  il movimento. Ricordati che il respiro alimenta il movimento ed il movimento comincia dal centro.

13 ritorna neutrale e rilassati.

14 le anche saranno sempre in inclinazione del gatto o inclinazione del cane, o moventi verso uno di questi estremi. E essenziale imparare a tradurre questi due semplici movimenti in ogni asana. Posizionare correttamente la pelvi stabilisce un corretto allineamento del tuo centro. Inclinare il sacro indietro porta le anche verso l’inclinazione del gatto; riversare questo movimento porta le anche verso l’inclinazione del cane.

15 la maggior parte dei piegamenti all’indietro(estensioni) saranno fatti in inclinazione del gatto, sebbene ci sono eccezioni, perché questo previene un overbending nella zona lombare. Le flessioni in avanti saranno fatte nell’inclinazione del cane perché questo aiuta a avanzare dalle  anche senza arrotondare la schiena.

16 "pensa" sempre dal tuo centro. Ogni linea di energia ed ogni respiro originano da qui. Il tuo centro è la fonte del movimento. Più ti muovi dal tuo centro-  più senti dall’interno – più divieni sensibile- e più il tuo corpo ti dirà come propriamente affrontare le asana. Solo quello che è giusto puoi sentirlo giusto, e coltivare la tua sensibilità ti aiuterà a scoprirne la differenza. Questa è la chiave nel fare yoga.

17Tu sei il tuo migliore insegnante, e mantenendo la focalizzazione all’interno imparerai meglio come fare yoga. Gira la tua consapevolezza all’interno, e  lascia che si esprima esteriormente. Yoga non è meccanicità.

Benefici: scioglie la Spina dorsale e il dorso. Stira la parte anteriore e il dorso, libera collo e spalle. Insegna i movimenti corretti della pelvi: inclinazione del gatto, inclinazione del cane, neutrale. Durante l’inclinazione del gatto , i muscoli posteriori si allungano ed i muscoli addominali si contraggono; durante inclinazione del cane, i muscoli posteriori si contraggono ed l'addome si tende; in neutrale, la spina dorsale è allungata. Favorisce la circolazione del fluido spinale, e nel tratto digestivo. Migliora la circolazione nella spina dorsale  e nel centro.

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TADASANA LA MONTAGNA
 

 TADASANA la montagna

L’asana della Montagna promuove l'esperienza di calma, forza, potenza rilassata, e stabilità immobile; e tutto ciò è associato alle montagne. Ricorda che fare esperienza della calma in te è il modo più diretto di sperimentare te stesso con chiarezza. Questa asana, e ritornando qui alla calma dopo le altre asana, è uno dei migliori modi  per famigliarizzare con la calma stessa.

Tadasana è un asana di base ed è, perciò, il fondamento per tutte le altre. Ci sono due versioni della Montagna. La prima, essere stazionario e passivo, coinvolge l’apprendere a stare in piedi eretto, rilassato, e calmo. La seconda variante,  più attiva, comporta il tendere ed allungare il tuo corpo dall'interno al fuori. Ciascuna versione ha due linee primarie di energia irradianti dal tuo centro verso l’esterno: una linea muove diretta verso l'alto attraverso lo spina dorsale ed una linea discendente lungo le gambe. Le tue anche saranno nella inclinazione del gatto.

MONTAGNA in quiete

1 In piedi con i piedi divaricati come la larghezza delle anche e le braccia ai lati del corpo. Osserva i tuoi piedi paralleli: i margini interni puntano diritti in avanti. Allarga le dita dei piedi.

2 Piega leggermente le ginocchia, fai dolcemente contrappeso su e giù alcune volte, e permetti al peso del tuo corpo di sprofondare verso i tuoi piedi. Allarga la pianta dei piedi sul pavimento, rendi piedi pesanti, e stai ben presente alla terra. Questo è più facile da fare con le gambe piegate. Sentiti sostenuto dal pavimento.

3 Con le gambe ancora piegate, allinea il tuo centro. Porta la tua pelvi in debole inclinazione del gatto e dolcemente tira l'ombelico indietro verso lo spina dorsale fino e che il coccige punta giù diritto verso i calcagni. Come la pelvi ruota indietro il sacro diverrà più verticale. Questo non è una energica inclinazione del gatto (è più simile al neutrale), ma devi comunque girare la tua pelvi verso inclinazione del gatto.

4 Mantenendo l’allineamento del centro tanto più disinvolto quanto è possibile, lentamente raddrizza le gambe. Fa' questo lentamente. I tuoi piedi diverranno più presenti alla terra, più fermamente in contatto col pavimento perché premi diritto giù in loro. Unisci ciascuno piede al pavimento senza lasciare il tuo peso andare avanti e indietro, oppure verso l'interno o l’esterno del piede. Bilancia le quattro direzioni ugualmente così da impegnare ciascuno piede ,in modo di avere il miglior collegamento possibile con la terra.

5Quando le gambe sono diritte, mantieni l’allineamento al centro tirando dolcemente indietro i femori mentre premi delicatamente col coccige  in avanti . Questo è un altro modo di dire "Ruota la pelvi  indietro" o "Gira le tue anche verso l’inclinazione del gatto." Osserva come questi movimenti opposti lavorano assieme per creare stabilità tra la parte superiore e la parte bassa del corpo.

6 Chiudi gli occhi. Con gli occhi chiusi, piegati un poco in avanti e sposta il tuo peso sul davanti dei piedi. Nota come le dita del piede afferrano il pavimento per prevenire una caduta. Rimani qui un momento e fai esperienza della tensione nei piedi ed in tutto il corpo. Ora piegati leggermente indietro e porta il peso sopra i talloni. Senti le dita dei piedi diventare leggere e sollevarsi dal pavimento. Rimani qui un momento e fai esperienza dell'equilibrio incerto.

7 Sposta il peso avanti e indietro molte volte, sperimentandone la differenza, quindi cerca il punto di equilibrio  sul quale il peso è distribuito ugualmente tra i calcagni e le dita del piede- proprio di fronte alle caviglie. Sii sensibile e delicato quando fai questo. Quando trovi il punto di equilibrio, stabilisciti in lui e sta in piedi immerso nella calma.

8 Per ottenere l’equilibrio perfetto devi organizzare il tuo centro di gravità (le tue anche, addome, e pelvi) direttamente sopra il punto centrale della tua base di sostegno (i piedi). Trova questa posizione facendo attenzione alla sensazione interna di equilibrio. Quando la tua asana non  è correttamente allineata, sperimenterai il “tirare giù” della forza di gravità come pesantezza. Quando sei perfettamente allineato ed equilibrato, invece, sperimenterai una spontanea leggerezza galleggiante . Ti sentirai  espanso, spazioso, rilassato, e quasi senza peso. Fa' sottili accomodamenti interni  finché ti senti così.

9 Allunga il tuo centro diretto verso l'alto attraverso la corona del capo (fontanella). Il tuo centro, la tua "spina dorsale invisibile,"  si estende dal coccige alla corona della testa. Senti dove questo è, permetti alla spina dorsale e al centro di rilasciarsi ed allungarsi. Immagina espandersi gli spazi tra le  vertebre, specialmente nelle aree dove provi disagio o dolore. Come gli spazi tra le vertebre si espandono ed aumentano, percepirai un sottile tirare giù dal coccige ed un gentile movimento diretto verso l'alto per tutta la lunghezza della spina dorsale. Familiarizza con questo movimento sottile.

10 Permetti al torace di espandersi dolcemente,  di galleggiare, e agevola la sua via diretta verso l'alto allontanandolo dalla pelvi. Questo allungherà la vita ed aumenterà la distanza tra le anche e le costole più basse. Impara a creare, o permettere, più spazio nel tuo corpo. Mantieni questo andare diretto verso l'alto, verso la corona del capo.

11 Senti l'area toracica della  spina dorsale, dietro al cuore, e permettile di muoversi dolcemente in avanti nella schiena. Senti come questo favorisce l’espansione del torace, e fai esperienza di come questa nuova apertura è sostenuta dalla forza della spina dorsale. Permetti allo sterno di sollevarsi senza sforzo e venire in avanti così come le clavicole si  allargano verso la cima del torace. Ammorbidisci le spalle indietro e giù, allontanale dalle orecchie, e fai scivolare le scapole giù lungo la schiena. Mantieni l’ombelico diretto all'indietro verso lo spina dorsale.

12 Permetti alla testa di stare a galla direttamente verso l'alto via dalle spalle Ammorbidisci il collo ed abbassa o eleva il mento, per eliminare la tensione nella gola. Rilassa il viso, permetti a un debole sorriso di spuntare. Semplicemente  lascia le  braccia penzolare senza tono . Più si rilassano le braccia, mani, e dita, più il collo, spina dorsale, e centro  si allungheranno.

13 Porta la consapevolezza ai piedi sul pavimento e continua a lasciare cadere il peso del corpo verso la terra. Allo stesso tempo continua a tirarti su direttamente verso l'alto attraverso la corona del capo. Il peso del tuo corpo va giù, e le  sensazioni interne salgono. Sperimenta te stesso allo stesso tempo andare su e giù, senza andare da nessuna parte.

14 Sii ben presente alla terra percepisci la spina dorsale rilasciarsi direttamente verso l'alto e oltre attraverso la corona del capo. Questa sensazione di terra, e di proiezione verso l’alto è l'impulso naturale di un corretto equilibrio. Più la senti ,  più conoscerai se il tuo equilibrio è corretto. Percepisci la trazione sottile, senza sforzo tra la testa e i piedi come se si allontanassero l'un dall'altro. Il tuo centro ora  si estende lungo la lunghezza del corpo, dalla pianta dei piedi su fino alla fontanella del capo.

15 Rilassati. Come ti rilassi, ti espandi; è questo senso sottile di espansione che senza sforzo ti tiene su ed assicura il tuo  nuovo allineamento.

16 Respira agevolmente. Ricorda che il respiro orchestra il sentimento-tono dell’asana. Orchestra calma, morbidezza, liscia parità.

17 Rimani calmo, Immobile, senza muovere un muscolo. Non pensare .Rimani aperto, sveglio e consapevole. Come ti senti ora? Sii aperto come lo spazio, come il cielo.

Benefici delle posizioni in piedi

ti insegnano a muoverti  nella parità, in modo integrato. Sono la base delle più contorsionistiche asana. Trascorri molto tempo con queste asana, anche quando divieni  avanzato, ma particolarmente come principiante, perché costruiscono la forza e resistenza necessaria per sostenere l'aumentata richiesta di flessibilità per avanzare nelle asana. Le posizioni in piedi aiutano a creare un equilibrio tra forza e flessibilità in tutto il corpo sviluppandole simultaneamente, non una alle spese dell'altra. Esse aumentano forza, potenza, e mobilità nei piedi, gambe, ed anche, che diventano una solida base di sostegno per la spina dorsale e dorso nelle altre asana. I piedi, ginocchia, gambe, anche, spina dorsale, dorso, addome, torace, collo, spalle, braccia, e mani, e pure le dita dei piedi, guadagnano in forza e elasticità, si liberano dalle tensioni, e dolori. Essendo piuttosto intense, migliorano  la circolazione del sangue, incentivano digestione ed eliminazione, riscaldano preparandoci alle altre asana, allontanano l’ottusità  e la depressione, e lasciano rinvigoriti,  rinfrescati, e leggeri. Tutto ciò aiuta a armonizzare le energie sottili del corpo. La vita quotidiana sembrerà allora ed è più facile. Non ti affaticherai facilmente. Avrai più energia, entusiasmo e sarai più interessato in che cosa succede.

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UTTANASANA Piegamento in avanti

  Uttanasana ha due linee di energia che dal centro si irradiano verso l’esterno . Le tue anche saranno nella inclinazione del cane, e la colonna vertebrale sarà la tua linea primaria di energia. L'idea è allungare lo spina dorsale verso la corona del capo come ti fletti nell’asana. Questa è la base dei piegamenti in avanti. Tutto ciò che impari qui sarà applicabile a tutti i piegamenti in avanti . Ci sono diversi modi eccellenti di praticare Uttanasana. L’asana di base è qui descritta.

UTTANASANA

1 In Tadasana con i piedi divaricati come la larghezza delle anche. Guarda i piedi e controlla di averli ben paralleli l'un con l'altro, il margine interno di ciascuno piede punta diritto avanti, e  le dita del piede sono allargate. Accomoda  i  piedi nel pavimento. Aspetta finché sei pronto, quindi inspira profondamente.

2 Come espiri, fai scivolare le  mani giù per le  gambe e piegati in avanti dalle anche.Procedi lentamente. Prendi i  gomiti con le mani e  lascia penzolare il capo e le braccia, oppure aggancia le tue mani attorno alle gambe e  lascia scivolare giù le braccia lungo la parte posteriore delle gambe.

. 3 Rilassati. Non fare nulla. Lasciati andare dall’interno e arrenditi all’asana.

4 L'idea qui è di lasciare ogni sforzo, tutte le resistenze ad essere nell’asana, e semplicemente rimani completamente rilassato . Scandisci il tuo corpo con un ritmo comodo e mentalmente incoraggia le tue cellule, nervi, muscoli, e pelle, a rilassarsi e  ammorbidirsi. Rilascia ogni senso di trattenere. Rilassa la pancia, natiche, schiena, spalle, faccia. Permetti al collo di ammorbidirsi, alla testa  di penzolare, ed alle braccia di dondolare. Allunga specialmente il tuo centro. Sospenditi dalle anche. Penzola. Lascia cadere. Lascia tutto. Pratica il lasciare andare. Più  lasci andare, più lasci andare le tensioni . Rilassati in questa posizione. Consapevolmente, intenzionalmente arrenditi.

5 Specialmente senti dove è la spina dorsale , il tuo centro, dal coccige alla fontanella, e permetti agli spazi tra le vertebre di espandersi. Sentirai la spina dorsale allungarsi e il tuo centro schiarirsi. Fa' questo lasciando andare, rilascia. Lascia andare: tensione, energia contratta e dolore.

6 Orchestra morbidezza con una respirazione agevole,  rilassata e libera.

7 Se  penzolare dalle anche è troppo intenso, piega le ginocchia metti le mani sulle creste tibiali e fermati più  su. Piegare le gambe ridurrà notevolmente la tensione, e sostenendoti con le braccia preverrà di piegarti troppo lontano. Rimani entro la tuo zona di confort. Trova un luogo nel quale ti puoi rilassare. Tirati più su se necessario. .

8 Continua a lasciarti andare. Lasciare andare non è qualche cosa che fai solo ogni tanto. Come rilassi l’interno e rilasci ogni senso di tensione, i tuoi muscoli diverranno meno duri, meno contratti. Gradualmente si ammorbidiranno, si allungano, ti troverai a fletterti maggiormente nella posa, senza sforzo. Da là, lascia ancora di più, continua a lasciare, e nota quello che accade. In qualunque luogo senti lo stiramento ,vai là mentalmente. Calma ogni parte del tuo corpo che si oppone allo stiramento. Convinciti di ammorbidire e rilassare. Ti troverai  a andare più in profondità quando il tuo corpo è pronto per un stiramento più profondo, non prima. Questo è ciò che fa sicura questa tecnica.

9 Il solo "controllo" è di stare nella asana abbastanza a lungo perché il cambiamento accada. Tutto è un lasciare andare ed abbandonarsi. Rimani qui fino a cinque minuti, ma non forzati di stare più lungo di quanto senti giusto. Esci della asana quando ne hai avuto abbastanza. Più tardi, puoi sentire di  sfidare il tuo margine di resistenza  anche se sperimenti qualche grado di disagio. Questo sarà volontario, comunque, non devi sentirti come se ti sferzassi un attacco. Sarà attraente e piacevole.

10Occasionalmente, varia lo spazio tra i tuoi piedi. Spesso è più facile rilassarsi quando i tuoi piedi sono più divaricati.

11Sciogli l’asana, piegando le ginocchia e lentamente accovacciati(Malasana). Rimani qui alcuni respiri, quindi sali in piedi eretto in Tadasana.

12 Chiudi  gli occhi e pratica tadasana perfettamente calmo. Non muovere un muscolo. Non pensare, ma non tenerti calmo. Rilassati nella calma. Sii rilassato come puoi , e semplicemente sii consapevole di come ti senti. Immergi la tua consapevolezza nel ritmo naturale del respiro e fai esperienza del tuo unico sentirti. Trai diletto da questa parte.

Benefici di Uttanasana

Stira l’intera parte posteriore del corpo, specialmente le gambe e la bassa schiena . Allunga  la spina dorsale. Aumenta la flessibilità . Massaggia gli organi interni, tonifica il fegato, milza, e reni. Aumenta circolazione del sangue verso gambe, torso, e cervello. Ottima asana per riposare dopo altre più intense.

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ARDHA CHANDRASANA

La mezza luna ha due linee di energia che si irradiano dal centro. Una linea di energia si estende verso l'alto dall’addome attraverso e oltre il braccio, l’altra linea discende attraverso le gambe. La tua pelvi sarà nell’inclinazione del gatto. Questa è una semplice asana  con uno meraviglioso stiramento.

1 In Tadasana (Montagna ) coi tuoi piedi uniti. Le braccia ai  lati, guarda fisso diritto avanti,  stabilisci un  respiro fluente e regolare e aspetta  la battuta d'entrata per cominciare. Quando sei pronto, espira.

2 Come inali, solleva il braccio sinistro finché è verticale, al lato dell’ orecchio, con il palmo rivolto all’interno. Stira il  braccio e la mano mentre li porti su, circoscrivi un grande un cerchio con la punta delle dita. Mantieni il  braccio sinistro a fianco dell’orecchio per tutta l’asana. Metti la mano destra sul fianco destro.

3 Senti dove sono le linee di energia , una lungo il braccio ed una giù  lungo le gambe, e quindi stabilisci l'allineamento del tuo centro. Fa' questo  tirando all’interno i muscoli addominali, dirigendoli dolcemente indietro verso lo spina dorsale, così il coccige  punta giù diritto e il sacro è allineato in verticale-(inclinazione del gatto).

4 Determina le linee delle gambe. Espandi le  dita dei piedi e accomodali nel pavimento. Solleva le rotule, contrai le cosce, e dolcemente stringi le  gambe insieme. Premi in giù attraverso le gambe nei  piedi, diventa ben presente alla terra, e prendi un momento per essere molto solido e stabile. In quest’asana non arriverai a sollevarti  sulle dita dei piedi , ma crea quello stesso elastico sentimento.

5 Stabilisci la linea del braccio diretta verso l'alto, partendo dall’addome e dalla spalla sinistra, solleva il torace direttamente verso l'alto, tendi diritto diretto verso l'alto e in fuori il braccio e la mano. Allunga le  dita. Mantieni entrambe le  scapole  giù verso la schiena, e continua a tirare l'ombelico  indietro verso lo spina dorsale. Senti la differenza tra il lato sinistro e destro del corpo .

6 Resta in questa posizione per alcuni respiri, chiarificando la linea verticale diretta verso l'alto e discendente dal tuo centro. Ora inspira profondamente ed aumenta la corrente su per il braccio. Stirati con entusiasmo.

7 Espirando, flettiti a destra. Gira la  testa e guarda giù, pressa le tue anche lateralmente. Questo ti fa sentire bene

8 Va tanto lontano quanto puoi comodamente , quindi fai un  inventario. Espandi il torace via dalla vita, scivola le scapole giù per la schiena, e tieni gli addominali tirati e volti indietro verso lo spina dorsale. Stringi le gambe insieme mentre pigi verso il basso nei piedi, e con entusiasmo raggiungi l’esterno attraverso il tuo braccio sinistro. Tenditi attraverso il braccio nella direzione in cui punta. Se il tuo braccio punta diritto in su, tenditi diritto su; se ha un angolo di quarantacinque gradi, tenditi all’esterno con un angolo di quarantacinque gradi. Segui le linee mentre vai all’interno nella asana.

Mantieni il corpo in un piano con l'addome diritto avanti. Correggi la tendenza di ondeggiare via dal piano muovendo la parte frontale  dell'anca sinistra in avanti e la spalla sinistra verso dietro. La spalla sinistra sta direttamente sopra la destra.

10 Respira consapevolmente, agevolmente, e vitalizza l’asana con il respiro. Quando inspiri aumenta lo stiramento attraverso  la linea del braccio, mentre espiri  ti inclini più lontano , premi le anche verso sinistra. Tenditi attraverso la forma come inali, rilascia attraverso la forma quando espiri. Pratica "fare" e "non-fare" nel periodo di un singolo respiro. Prenditi il tuo tempo.

11Chiudi gli occhi, vai all’interno, e fai esperienza dell’asana. Senti quello che stai facendo. Rimani rilassato come aumenti o diminuisci la corrente attraverso le linee. Sii tanto senza sforzo quanto è possibile. Rilassa con l'intensità. Aspetta che le sensazioni di stiramento si riducono prima di andare più in profondità. Stai qui da trenta secondi a uno minuto

 12 non preoccuparti di quanto lontano puoi o non puoi fletterti a

destra. Invece, gusta lo stiramento.Godi di ciò che accade, è esilarante. Sei una lunga curva di energia.

13 Quando stai quasi per sciogliere, gira la testa e guarda fisso  verso l'alto, muovi la spirale del tuo torace verso il cielo, e intensifica l’energia nell’asana per alcuni secondi. Poi sciogli.

14 Inala per risalire. Esala come abbassi il  braccio.

15 Rimani in piedi ancora per alcuni momenti e gusta gli effetti dell’asana. Aspetta un intimo segnale per ripetere dall’altro lato.

Benefici di Ardha Chandrasana 

Intenso stiramento laterale del corpo, aumenta la flessibilità della spina dorsale, braccia, e della gabbia toracica. Stimola la funzione di: fegato, rene e milza.

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ADHO MUKHA SHVANASANA  

Asana del cane a faccia in giù

L’asana del cane ha due linee di energia irradianti dal centro verso l’esterno. Il centro di questa asana, come sempre, è la pelvi. Le anche saranno nell’inclinazione del cane, La prima linea di energia muove giù lungo le gambe e nei piedi, la seconda linea viaggia attraverso la spina dorsale le braccia e le mani fino sul pavimento. L'idea in questa asana è  di formare una forma triangolare, piramidale. Assomiglierai a un cane che si tende dopo un pisolino.

 

1 Inizia in posizione del Bambino con le braccia stese diritte (fotografia 1). Stira le mani più lontano possibile da te . Questo determina la posizione delle mani e delle  ginocchia.

2 Mantenendo le mani dove sono, sollevati sulle mani e ginocchia nella posizione  del gatto con la schiena appiattita. La linea del braccio non sarà verticale, ma lascia le  mani separate come l’ampiezza delle spalle. Le ginocchia  e i piedi aperti  come la ampiezza delle anche. Accomoda le mani nel pavimento, espandi le dita. allinea le mani così che ciascuno dito medio è puntato diritto avanti. Piega le dita del piede sotto.

3 Stabilisci un respiro liscio e fluente col suono nella gola di ujjayi ed attendi di essere pronto per procedere.

4 Aspettando l’entrata , non calarti nelle spalle. Invece, allunga le braccia premendo in giù nelle mani e sollevati verso l'alto fuori dalle spalle. Questo semplice movimento è vitale per questa asana. Quando sei pronto, espira.

5 Come inspiri, ruota le anche nell’ inclinazione del cane (foto 2). La spina dorsale è  ora inarcata . Dolcemente attira l'ombelico indietro verso la spina dorsale per stabilizzare la pelvi

6 Come esali, raddrizza le gambe (foto 3). Soffermati qui un momento e fai inventario.
7 Il tuo primo obiettivo è di inarcare la spina dorsale e stabilire l’inclinazione del cane con le braccia e le gambe diritte. Fa' questo spingendo giù nelle mani e sollevando verso l'alto con la tua testa; non abbassarti nelle spalle e non ritirare la testa  indietro nel collo. Allunga le braccia sollevandoti. Quindi ruota gli ischi verso l'alto e allarga le natiche lateralmente allontanandole l'una dall'altra, (inclinazione del cane), così le cosce ruotano leggermente all’interno e l’interno cosce  si  muove all'indietro, via da te. Solleva le rotule contraendo i quadricipiti, controlla se i  piedi sono diritti, allarga le dita del piede, e premi i talloni verso il pavimento, mantieni una sensazione di elasticità nelle gambe. Respira. Rimani alcuni respiri.

 

STAGE 2

 

Il tuo secondo obiettivo è determinare una linea diritta attraverso la spina dorsale e le braccia (foto 4). Fa' questo col respiro.  

9 Come inspiri, premi giù nelle mani e sollevati diretto verso l'alto fuori dalle spalle. Alza la testa e il torso via dal pavimento più che puoi; questo è "non abbassarti" o "allunga le braccia."

10 Come espiri, muovi la pelvi all'indietro e verso l'alto, porta il torso in direzione delle tue gambe. Senti come l'inguine, la piega  formata dal  torso e dalle cosce, si muove in su, lontano dai  polsi.

11 Fai questi due movimenti diverse volte, respiro dopo respiro, finché hai ottenuto una linea diritta dalle mani, attraverso le spalle, fino alle anche. Con ciascun inspiro spingi nelle mani per allungare le braccia, sollevandoti verso l'alto fuori delle spalle, e con ciascun espiro rendi l'inguine più profondo muovendo la pelvi via da te. Alla fine le braccia e la spina dorsale formeranno una linea diritta.

12 La spinta discendente e avanzata nelle mani e il movimento diretto verso l'alto e volto all’indietro attraverso la pelvi sono la stessa linea di energia; è una linea bidirezionale. Questo stiramento a due-vie apre spalle e torace, allunga la spina dorsale, ed appiattisce la schiena.

13 Stringi i  gomiti all’ interno l'un verso l'altro così le braccia diventano  diritte, e premi il palmo e l'indice di ciascuna mano fermamente nel pavimento. Non afferrare il pavimento. Premi su esso.

14 Premi le gambe diritte, contrai i quadricipiti, gira le cosce all’interno l'una in direzione dell'altra aiuta ad espandere le natiche, e premi i piedi fermamente nel pavimento. Questo può essere un stiramento intenso, sii sensibile; non eccedere. Fare girare le natiche verso l'alto e premere i talloni in giù (un altro stiramento a due-vie) produrrà una forte tensione sui muscoli posteriori delle gambe.

STAGE TRE

 

15 il Tuo terzo obiettivo, dopo che hai realizzato una linea diritta dalle mani fino al coccige, è approfondire la piega delle anche e inarcare la spina dorsale verso il pavimento. Fa' questo premendo la testa e torace con un movimento discendente ed interno verso le tue gambe (foto 5). Non tentare questo, se non hai determinato una linea diritta attraverso la tua spina dorsale e le braccia. Permettiti di ripetere. Crea una linea diritta dalle mani alle anche attraverso le spalle prima di tentare di inarcare la spina dorsale.

16 Come inspiri, premi nelle mani allunga le braccia e raggiungi la lunghezza massima dalle mani al coccige. Come espiri, dolcemente porta la testa e il torace verso le gambe. Da li, allungati di nuovo con la prossima inspirazione, e espirando porta la testa e il petto più vicino al pavimento. Fa' questo molte volte inala allunga, espira spremi. Coordina il tuo tenderti con la respirazione. Quando non puoi aumentare lo stiramento , resta dove sei e  approfondisci il respiro.

17 Questo è una estensione. Così, come nella fase dell’inclinazione del cane nel gesto del gatto,  con la rotazione degli Ischi  verso l'alto, muovi la zona toracica della spina dorsale più in profondità nella schiena, e di scivolare le scapole giù per la schiena per aiutare ad aprire il petto verso il pavimento. Mantieni l'ombelico tirato indietro verso lo spina dorsale. Alla fine, avrai le braccia e le gambe diritte, la  testa sul pavimento, con la spina dorsale che forma un liscia e aggraziata curva. Approfondisci l’asana muovendo la testa verso i piedi.

18 Rimani nell’asana per uno minuto o finché senti che ne hai avuto abbastanza. Sciogli l’asana piegando le ginocchia, , e riposa.

Benefici: Adho Mukha Shvanasana

Stiramento dell’intera parte posteriore del corpo, specialmente delle braccia, spalle, anche, tendini del ginocchio, polpacci, e tendine di Achille. Rafforza mani, braccia, e la parte superiore del corpo, apre il torace, migliora la respirazione. Stira tutto il corpo e lo ringiovanisce , rimuove la fatica. Allunga la spina dorsale, ringiovanisce dischi. Aumenta la circolazione nel cervello.  

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UPAVISTA KONASANA Flessione a gambe divaricate

1 Siedi sul pavimento con le gambe divaricate. Metti una mano sul pavimento di fronte a te e una mano sul pavimento dietro, quindi solleva le anche e vai in avanti fino al punto di massima comodità. Con le mani tira indietro le natiche cosi che gli ischi si possono unire al pavimento.

2 Siedi alto. Come prima cosa determina le linee delle gambe. Ruota le gambe in dentro o all’esterno fino a che le rotule guardano il soffitto ed i margini interni dei piedi sono verticali. Sei sul centro di ciascun tallone. Premi la parte posteriore di ciascuna coscia fermamente giù nel pavimento, allontana i calcagni via da te, allarga le dita dei piedi e premi il centro di ciascuno piede in fuori.

3 Allinea il torso ed allunga il tuo centro. Inizia, portando la parte bassa della schiena in avanti nel corpo così che la spina dorsale è eretta, non arrotondata. Solleva il torace in alto via dalla pelvi, muovi le spalle indietro, trascinando dolcemente in giù con le scapole, e quindi porta l'ombelico diretto all'indietro verso lo spina dorsale. Porta i palmi a unirsi in NAMASTE, posizione della preghiera, ora allunga il centro abbassando gli ischi diritti in giù e galleggiando con la corona del capo diritto in su. Chiudi gli occhi, se è piacevole, e diventa in modo crescente presente alla terra, e nel tuo centro. Consapevolmente sii qua ora. Respira agevolmente. Permetti al viso di ammorbidirsi. Stai qui finché sei pronto a procedere.

4 Piegati in avanti e metti le mani sul pavimento (foto1)  Le mani sono aperte come l’ampiezza delle spalle, le dita aperte. Accomoda i palmi nel pavimento. Porta le natiche all'indietro e siedi sul margine frontale degli ischi, in inclinazione del cane, Questo ti aiuterà a muoverti in avanti nell’asana.

5 Come inspiri, porta la parte bassa della schiena in avanti, premi le parte posteriore delle cosce giù, e stira il davanti del corpo in su. Allunga le braccia; non calarti nelle spalle. Rendi il davanti del tuo corpo lungo.

6 Come espiri, piegati nell’asana facendo scivolare le mani in avanti (foto 2).

Scivola le mani in avanti finché percepisci un nuovo margine, allora fermati. Non lasciare che le gambe ruotino all’interno o all’esterno mentre ti fletti in avanti; le rotule dovrebbero guardare il soffitto. Aspetta che queste nuove sensazioni di stiramento diminuiscano, per fletterti più a fondo fa scivolare le mani più lontano in avanti. Mantieni la massima estensione dal coccige alla fontanella fino alla punta delle dita. Respira agevolmente.

7 Procedi lentamente, margine dopo margine, scivola, fermati, scivola, fermati. Non piegarti profondamente come puoi tutto in una volta. Fermati quando senti un nuovo margine intermedio, ed aspetta che lo stiramento si allevi un poco prima di fletterti più a fondo. Fai questo molte volte finché non puoi più scivolare le mani o rilasciare la spina dorsale più lontano in avanti .Alla fine il torso, pancia, torace, e fronte- riposeranno comodamente sul pavimento.

 8 Respira agevolmente, lentamente. Senti il movimento ondulatorio del respiro dentro il corpo. mantieni fino a cinque minuti.

9 Sciogli l’asana camminando indietro con le mani ed inspirando torna seduto. Unisci i palmi in namaste, chiudi gli occhi, e fai esperienza dell’eco dell’asana.

Benefici: Upavista Konasana

Tende i tendini del ginocchio e gli adduttori. Libera la spina dorsale e l’articolazione dell'anca, allevia la sciatalgia, migliora circolazione nella regione pelvica. Tonifica gli organi addominali. Calmante e stimolante

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SETUASANA il ponte con le braccia oltre il capo


1 Solleva le anche dal pavimento: Respira profondamente, come espiri attira gli addominali in giù e ruota la pelvi  indietro nell’inclinazione del gatto ; questo solleverà un poco il coccige e il sacro dal pavimento.

2 Gradualmente solleva la pelvi più in alto, respiro dopo respiro. Guida con il coccige e molto lentamente alza le  anche via dal pavimento. Senti come se una mano invisibile ti alzasse da sotto. Senti come la spina dorsale comincia a inarcarsi e andare più a fondo nella schiena mentre l'apice della curva scorre in su lungo il dorso. Vedi quanto alta puoi ottenere la curva. Mantieni il mento piegato giù, le spalle fermamente a terra, e tenta di portare l'apice della curva nella parte superiore della schiena, dietro al cuore, così che la pelvi muove diretta verso l'alto verso il soffitto ed il torace si espande in avanti verso il viso.

 

 


 
 

3 Riafferma l'allineamento del centro attirando i muscoli addominali giù verso lo spina dorsale e tendi il coccige verso le ginocchia. Apri la parte frontale delle cosce e gli inguini verso il soffitto e diventa in modo crescente più presente alla terra attraverso i piedi. Sii solido, non rigido. Allarga i piedi sul pavimento. Siccome i piedi sono aperti come l’ampiezza delle anche , le cosce saranno parallele l'una all'altra. Se le  cosce si allargato in  fuori,  comprimerai la zona lombare e sentirai ancora più peso sui margini esterni di ciascuno piede. Se questo accade, porta le ginocchia l'uno verso l'altro senza muovere i  piedi finche le  cosce sono parallele , e premi discendente nel margine interno di ciascuno piede.

4 Quando non puoi espandere il  torace o sollevare la  pelvi più in alto, resta dove sei e tieni questa posizione più senza sforzo che puoi. Cerca di rilasciare ogni allusione di sforzo senza perdere l'azione dell’asana. Rimani libero da tensioni, tuttavia energico. Rimani calmo e convinto. Respira agevolmente, espanditi nell’asana dall'interno verso il fuori. Mantieni la parte posteriore del collo allungato verso il cranio. rimani per un minuto.

5 Sciogli srotolandoti lentamente. Questo è un movimento importante. Tira gli addominali giù, stira il coccige verso le ginocchia nell’inclinazione del gatto, e lentamente srotola la spina dorsale sul pavimento. Mantieni il coccige più a lungo e su quanto ti è possibile  quando la spina dorsale lentamente ha un contatto sequenziale col pavimento finché finalmente il sacro si appoggia. Riposa, e rilassati sul pavimento. Sii fluido, liscio, non di fretta. Quando il sacro è piatto, rilassati. Respira agevolmente. Trai piacere da come ti senti. L’asana del Ponte  è un precursore di Sarvangasana (candela) e di Halasana (Aratro).

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SUPTA PADANGUSHTASANA 

Stiramenti della Gamba da supini

 Questo serie di stiramenti delle gambe è una combinazione o ciclo di cinque asana da eseguire una di seguito l'altra. Farai le prime quattro pose sul lato destro e sul lato sinistro, quindi esegui la quinta asana. Naturalmente puoi fare ciascuno di questi separatamente, ma essi fluiscono cosi bene insieme .

 GINOCCHIO AL TORACE

1 Supini con le gambe flesse, con entrambi i piedi stesi sul pavimento. Porta il ginocchio destro verso te, stringi il ginocchio con entrambe le mani, e dolcemente tiralo verso il torace. Questo non è pesante. Rimani qui diversi respiri.

2 Scivola la gamba sinistra diritta (foto1)  

Inizia sul centro del  calcagno sinistro, quindi scivola il tallone allontanandolo da te. Ruota la coscia sinistra all’interno finché la rotula fronteggia il soffitto, allarga le dita del piede, e spingi all’esterno attraverso l'avampiede, fai fluire energia verso l’esterno attraverso la gamba. La linea della gamba è ora una lunga spirale. Pressa il sacro giù così c'è una leggera curva lombare, tira con le mani, ed appiattisci le scapole sul pavimento, arrotonda il torace verso il soffitto. Mantieni la gola rilassata. Sguardo fisso al cielo, nell’infinito, respira agevolmente. Rimani qua per diversi respiri.

3 Solleva la testa (foto 2).

Tira con le braccia e cerca di toccare il naso con il ginocchio. Sii rilassato quando fai questo. Tieni le spalle abbassate, lontano dalle orecchie. Rimani qui per molti respiri.

4 Srotola la spina dorsale, riposa la testa sul pavimento e scivola il piede sinistro indietro nella posizione iniziale.

II TIRARE LA GAMBA

1 Raddrizza la  gamba destra sopra la  testa ed aggancia il piede con entrambe le mani (foto3).

A me piace inserire il  pollice sinistro tra l’alluce e il secondo dito del piede ed il pollice destro tra il piccolo dito e il quarto dito del piede. Questo  dà una buona presa ed aiuta ad espandere le dita del piede. Se non puoi raggiungere il piede, usa una cintura per attraversare lo spazio che manca, o aggancia la caviglia, il polpaccio, o la coscia.

2 Premi la gamba destra completamente diritto, contrai il quadricipite, ed estendi il tallone verso il soffitto. Quindi espandi le dita del piede e spingi l’alluce via da te così che la linea della gamba si muove a spirale leggermente all’interno diretta all’esterno nella direzione in cui la gamba punta. Quando fai questo, fermamente pressa il sacro giù nel pavimento e dolcemente tira la gamba verso te, appiattisci le scapole ed arrotonda il  torace. Respira agevolmente. Aspetta che le sensazioni di stiramento diminuiscano prima di procedere. Rimani per molti respiri.

3 Scivola la gamba sinistra diritto sul pavimento (foto4).

 Comincia sul centro del calcagno sinistro, come prima, e ruota la coscia sinistra all’interno fino a che la rotula fronteggia il soffitto. Quindi espandi le dita del piede e spingi all’esterno attraverso l'avampiede. Continua  a pressare il sacro fermamente giù, mantieni le spalle verso il pavimento così che le scapole si appiattiscono, e pressa entrambi piedi via da te mentre dolcemente tiri la gamba . Respira agevolmente ed immergiti  nelle sensazioni di stiramento. Rimani qui da trenta secondi a due minuti.

III GAMBA DI LATO

1 Porta la gamba destra a destra (foto5).