Guida alla Cultura e alla Spiritualità Indiana
Basata sugli insegnamenti di Sri Sathya Sai Baba
(compilata da smt. Kausalyarani Rhagavan - 1980)

INDICE
I. I testi sacri dell'induismo
II. I sistemi della filosofia indiana
III. Gli insegnamenti Divini del Bhagavan Baba
riguardanti la Spiritualita' e la Cultura indiana
IV. Le varie grandi religioni del mondo e la loro unita'
V. Rappresentazioni alfabetiche
VI. Rappresentazioni numeriche
VII. 108 Massime morali

I. I TESTI SACRI DELL'INDUISMO
1. Come si chiama il nostro paese?
Il nome del nostro paese e' " Bharat".
2. Perche' si chiama Bharat?
Perche' la gente del nostro paese sente attaccamento per il Bhagavan;
" Bha" vuol dire Bhagavan, e " Rathi" significa attaccamento. Questo
e' il significato spirituale del termine " Bharat".
3. Dimmi quali sono i due grandi poemi epici del nostro paese.
Sono il Ramayana e il Mahabharata. Il primo e' la storia di Sri
Rama, e il Mahabharata e'la storia di Sri Krsna.
4. Chi li scrisse?
Il Ramayama fu scritto dal saggio Valmiki, e il Mahabharata lo
scrisse il grande saggio Vyasa.
5. Che cosa sono i " Veda " ? Definiscili.
La parola " Veda" significa conoscenza di tutto". Questa parola
deriva dalla radice "vit" che significa conoscenza. Dio, nella Sua
grazia, ci ha dato questi Veda affinche' sappiamo di questo mondo,
capiamo il significato della nascita umana e lo spirito del Divino.
Sicche' "Veda" sgnifica " parola di Dio ".
6. Come furono originati i Veda ?
Dio ha dato i Veda. Essi sono come il respiro stesso di Dio. I sacri
Rsi, i veggenti di questo paese, con le loro penitenze e le ricerche
nella Natura di Dio percepirono i Veda per mezzo di tanti Suoni
Divini che giunsero loro. Per una cosa quale e' l'udire i suoni
Divini non esiste altra Pramana, altra Autorita' che il fatto
stesso. Cosi' i Veda sono la Parola di Dio, e 'Svara' , o 'Vani' il
Suono e' l'origine dei Veda. L''Aksara" AUM e' l'origine dei Veda e
del Creato.
7. Perche' i Veda sono chiamati " Sruti " ?
" Sruti " significa una nota musicale. Questi Veda sono il prodotto
solamente dell'audizione da parte di Veggenti dei vari suoni Divini,
e si chimano Sruti perche' sono stati ricevuti per mezzo dell'azione
uditiva.
8. Quanti Veda ci sono ? Fammene il nome.
Quando per la prima volta furono emanati ce n'era un numero
interminabile, ma oggi, dopo il corso dei secoli, ne sono rimasti
solo quattro:
1. il Rg Veda. 2. il Yajur Veda 3. il Sama Veda, e 4. l'Atharva
Veda.
9. Che cos'e' il Rg Veda ?
E' un insieme di piccole stanze, o Mantra, da cui il nome Rg. Il Rg
Veda inoltre contiene sentenze importanti, come " Sathyyam vada"
(di' il vero ); "Dharmam ciara" ( segui il Dharma, la via della
rettitudine ). Contiene anche vari riti e procedure giovevoli a
mantenere intatta la societa'.
10. Che cos' il Yajur Veda ?
Esso ci insegna come compiere i nostri doveri ( sia rispetto a Dio:
quindi i rituali da seguire in ogni atto sacrificale; sia rispetto
al mondo ed alla societa' ), oltre che occuparsi della sicurezza
della societa'.
11. Che cos'e' il Sama Veda ?
Le parole del Sama Veda sono musicate, e il loro testo contiene
l'essenza del Rg e del Sama Veda.
12. E l'Atharva Veda, che cos'e' ?
Questo Veda ci insegna come allevare i bambini, come aver cura della
famiglia e dei vecchi, e come vivere contenti. Contiene anche
discipline speciali e tecniche curative.
13. Perche' i Veda sono chiamati " Nitya" e " Apauruseya"?
I Veda sono " nitya " perche' sono eterni; e sono " apauruseya "
perche' non sono stati inventati dall'uomo. La loro origine e'
divina. Sono il respiro stesso di Dio.
14. Quale sono le quattro divisioni dei Veda?
Sono: Samhita, o raccolta di Mantra in lode di Dio; Brahmana,
istruzioni dettagliate sui riti e sul cerimoniale; Aranyaka,
indagini sulla Verita' Suprema; e Upanisad, trattati filosofici che
formano la base dei grandi sistemi della filosofia indiana.
15. Com'e' stato conservato l'insegnamento dei Veda ?
Per mezzo della trasmissione tradizionale dalla bocca del maestro
all'orecchio de discepolo. Percio' e' stato chiamato "Sruti".
16. Chi e' il " Mantra-Drasta " ?
Sono i Rsi che hanno ricevuto la rivelazione Vedica e la
trasmissione dei Mantra direttamente dall'Essere Supremo; essi sono
detti " Mantra-Drasta".
17. Chi e' la " Brahmavadini " ?
Le donne veggenti, che ebbero la visione dei Mantra e delle verita'
Vediche sono chiamate Brahmavadini.
18. Quanti sono coloro che ebbero la visione dei Mantra Vedici ?
Si dice che le persone che ebbero la visione dei Mantra Vedici siano
300.
19. E tra essi, quante furono le donne ?
Si contano 32 donne veggenti.
20. Dimmi il nome di qualche Brahmavadini.
1) Vagambhrani, 2) Sarparajni, 3) Uma Haimavathi, 4) Maitreyi (
moglie di Yajnavalka), 5) Garghi ( una veggente della corte di re
Janaka ).
21. Che cos'e' il Vedanta ?
Letteralmente significa " fine dei Veda "; esso comprende il sistema
filosofico che fa da sottofondo alle Upanishad. Queste formano
l'essenza dei Veda e sono percio' chiamate " Sruti sira", la testa
della "Sruti". Esse vogliono portare l'uomo a quella scienza, a
quella saggezza che vede se stessa come reale, e tutto il resto come
irreale.
22. Quanti Mantra e quanti Sukta ci sono nei Veda ? Ci sono altre
tradizioni basate sui Veda, dalle quali possiamo trarre beneficio ?
Contengono 10.581 Mantra e 1.000 Sukta. Dai Veda hanno origine lo
Ayurveda, il Dhanurveda, il Gandharvaveda e il Natyaveda; cio' che
non c'e' nei Veda non c'e' da nessuna altra parte.
23. Quante sono le Upanisad ?
Oggi ce ne sono 108 conosciute, ma in origine erano 1.180.
24. Dimmi il titolo delle dieci Upanisad piu' note.
La Isavasya, la Kena, la Katha, la Mandukya, la
Taitriya, la Prasna, la Candogya, la Brihadaranyaka,
la Mundaka e la Aithareya.
25. Che significato ha il termine " Upanisad " ?
1) cio' che ci porta alla conoscenza del Brahman;
2) cio' che scaccia il timore del Samsara; 3) cio' che
distrugge il dolore; e 4) cio' che il Maestro insegna
al discepolo seduto accanto e sotto di lui.
Le Upanisad contengono il segreto dei Veda.
26. Chi fu il traduttore delle Upanisad in Persiano ?
Jagannata Panditaraja insegno' le Upanisad al
principe Darashikon, figlio dell'iperatore Shajahan.
Dara le tradusse in Persiano. Ci sono traduzioni
delle Upanisad in latino, in inglese, in tedesco e in
molte altre lingue.
27. In quale lingua sono scritti i Veda ?
I Veda sono scritti in sanscrito.
28. Qual'e' la conoscenza che impartiscono le Upanisad?
Le Upanisad impartiscono la Conoscenza della
Brahmavidya.
29. Che significa " Upasana " ?
Significa ricevere la " Diksa " ( l'iniziazione,
l'assunzione dell'impegno spirutale ) e fare
Sadhana sotto la guida del Guru, per finire a
raggiungere il potere Divino.
30. Quanti tipi di Diksa ci sono ?
Ce ne sono 32.
31. Quali sono i passi piu' importanti nell' " Upasana"?
Il passo piu' importante e' " Anunyasa ", ossia
l'intraprendere " japa" ( preghiera, adorazione ) e
sentire la presenza del Divino nel proprio corpo.
32.33. Chi e' l' " Adikavi ", ossia il Primo Poeta, il
sommo Vate nella letteratura Sanscrita ?
L'Adikavi della letteratura sanscrita e' ritenuto
essere Valmiki, l'autore del grande poema epico
" Srimad Ramayana ", pieno di grandezza morale e
di sublime poesia. Gli inni Vedici e le Upanisad
sono anteriori al Ramayama, ma non sono di facile
comprensione per l'uomo comune perche' sono scritti
in sanscrito " vedico". Invece Valmiki scrisse il
suo Ramayama in sanscrito " laukika", piu' facile
da capire; ma cio' non gli toglie il suo fascino e
la sua dignita'. La sua stessa semplicita' lo fa
dolce e sublime a un tempo.
34. Qual'e' la base del Ramayana?
La base del Ramayana e' il Mantra della Gayatry; esso
e' incluso nel poema.
35. Qual'e' il poema piu' lungo nella letteratura di tutto
il mondo ?
E' il Mahbharata con i suoi 18 "parva" , o canti.
Esso contiene molti " upakhyana" ( episodi ).
36. Che cos'e' il " pancama Veda " ( il 5o. Veda ) ?
Il Mahabharata e' detto il " Quinto Veda ".
37. Che cos'e' la Bhagavad Gita ?
E' una parte del Mahabharata. E' la gemma piu'
preziosa di tutte le scritture Indu'. Contiene
l'essenza della filosofia Vedanta sotto forma degli
insegnamenti di Sri Krsna in persona ad Arjuna sul
Kuruksetra, ed e' ritenuto l'insegnamento del Signore
a tutto l'universo. Nel vocabolo " gita" , "gi" sta
per "sacrificio", e "ta" vuol dire spiritualita';
ossia la Gita insegna tanto il sacrificio quanto la
reale natura dell'anima.
38. Quanti sono i capitoli del santo libro della Bhagavad
Gita ?
Sono diciotto.
39. E quante "kanda" (parti) la compongono? Dimmele.
I primi sei capitoli formano la Karma Kanda. I
successivi sei costituiscono la Bhakti Kanda, gli
ultimi sei la Jana Kanda. Cosicche' le Kanda della
Gita sono tre, e rispettivamente trattano
dell'attivita' (karma), della devozione e
dell'abbandono di se stessi a Dio, e della
Conoscenza.
40. Qual'e' la forma piu' alta di Bhakti, che insegna la
Bhagavad Gita ?
La forma piu' elevata di Bhakti, la Prapatti e'
l'abbandono di tutto nella resa di se stessi a Dio.
Il " Niskama Karma", cioe' il "Karma Phala Thyaga"
( rinuncia ai frutti dell'azione ) e' considerato la
pi-u'alta forma di Bhakti.
41. Che cos'e' il Niskama Karma o Karma Phala Thyaga ?
E' il " Niskama Karma" compiere qualunque azione in
pieno abbandono di se' a Dio senza aspirare a nulla di
proprio, ossia non avendo nessuno desiderio egoistico
per i risultati dell'azione.
" Karmaphala Thyaga" significa abbandonare a Dio i
risultati di ogni azione.
42. Che cosa sono i Purana ?
Sono racconti relativi a Dio ed ai Suoi Atti con gli
uomini. Il loro fine e' la divulgazione e la
propagazione dei significati e dei contenuti dei
Veda.
43. Quando furono scritti i Purana ?
Dopo i Veda; anche se i racconti dei Purana possono
essere antecedenti ai Veda, non per questo sono i piu'
antichi dei Veda.
44. Quanti sono i Purana ?
Ci sono diciotto Purana, diciotto Upapurana e altri
diciotto Upa-upapurana.
45. Come si intitolano i XVIII Purana ?
1) Brahma Prurana; 2) Padma Purana; 3) Visnu purana;
4) Siva Purana; 5) Bhagavata Purana; 6) Narada
Purana; 7) Markandeya Purana; 8) Agni Purana;
9) Bhavisya Purana; 10) Brahma Vaivarta Purana;
11) Linga Purana; 12) Varaha Purana; 13) Skanta
Purana; 14) Vamana Purana; 15) Kurma Purana;
16) Macya Purana; 17) Garuda Purana; e 18) Brahamanda
Purana.
46. Quali sono le cinque caratteristiche dei Purana ?
Sono: 1. Sarga ( Creazione ); 2. Prati Sarga
( Riassorbimento ); 3. Vamsa ( Genealogia );
4. Manvantara ( Epoche di un Manu); e 5. Vamsacarita
( Storia ).
47. Qual'e' il contenuto dei Purana ?
In verita' sono dei racconti con una grande componente
miracolosa, che dimostrano la potenza del Divino
nelle Sue molte manifestazioni e la Sua missione
Divina di proteggere il Dharma e di distruggere
l'Adharma.
48. Che cosa sono le Upakyana ?
Nei vari Purana le Upakyana sono le fonti di molti
poemi posteriori.
49. Perche' sono importanti i purana nella nostra vita?
Perche' sono documenti storici validi del nostro
paese. I Purana mantennero viva la religione tra le
masse a causa del loro interesse narrativo e della
natura drammatica dei loro episodi.
50. Che cos'e' il Bhagavata ?
E' uno dei Purana maggiori; descrive i vari
Manvantara e la parte che vi presero i vari Avatar
del Signore. Racconta in breve le storie delle
incarnazioni di Sri Visnu.
51. Quanti sono gli Avatara menzionati nel Maha
Bhagavata?
Sono ventidue, ma i più importanti sono dieci.
52. Che cosa simboleggiano questi Avatara?
I diversi Avatar simboleggiano l'evoluzione graduale
della coscienza dal pesce all'animale e finalmente
all'uomo dotato di consapevolezza.
53. Perchè si presentano gli Avatara ?
Iddio si manifesta al fine di distruggere il male e
di ristabilire il Dharma. L'universo dev'essere
ripulito e rimaneggiato spesso affinchè sia un
" ksetra " degno di Dio. E così vengono gli Avatara.
54. Quale degli Avatar è detto " Purna Avatar" ?
( Avatar Totale)
Sri Krisna è detto Purna Avatar.
55. Qual'è la specie di Bhakti che le Gopi avevano per
Sri Krsna?
La Bhakti delle Gopi è detta " Madhura Bhakti"
(" dolce Bahkti "). Non è amore ordinario
solamente, ma il profondo anelito dell'anima per
unirsi con Dio per mezzo dell'abbandono di se
stesse e di Prema.
56. Che cosa simbolizza la nota " Brahamar Gita" ?
E' il simbolo del perenne anelito dell'Amore Divino,
che è la Bhakti delle Gopi. Esse non riescono a
sopportare neppure per un attimo la separazione dal
loro Signore. Esse riversavano i loro aneliti alla
Bhramara ( l'ape ) perchè li portasse al loro,
Signore, a Krsna.
57. Quali sono le Upakhyana, le storie del Bhagavata ?
Sono le seguenti: 1. Il sacrificio di Daksa; 2. La
storia di Dhruva; 3. La storia di Ajamila; 4. La
Suyagnopakhyana e la storia del cacciatore e
dell'uccello Kulianga; 5. La Gajendra Moksa; 6. Le
storie di Yayathi e Ranti e 7. di Citraketu; e
inoltre, 8. Il Bhagavata parla di Sriman Narayana
Kavaca che protegge gli uomini dal peccato e dal
dolore.
58. Che intendiamo dire con " Yaga"?
Si chiamano Yaga i sacrifici eseguiti in conformità
ai Veda.
59. Che cosa significa " Yaga" ?
Significa abbandono di ciò che è materiale per ciò
che è Divino. Ciò facendo fiorisce il potere
interiore dell'uomo.
60. Quale specie di Yaga è quella di ordine più alto ?
La Gita suggerisce molte specie di sacrifici. Il più
alto è il Sathya Yajna. Dio elargisce la grazia a chi
compie Yaga, se chi lo compie non ha mire egoiche, il
sacrificio gioverà a tutto il mondo.
61. Che cos'è Yagna?
E' lo scopo del Yaga; di far fiorire l'umanità
nell'uomo e aiutarlo a raggiungere il Divino.
62. Che cosa rivela il Yaga?
Il Yaga rivela il Yagjnesvara. Il Supremo Signore del
sacrificio. Per suo mezzo la Gayatri Dvei protegge il
mondo.
63. Che cos'è lo Yoga ?
E' l'unione di Jivi con l'Atman.
64. Quali sono le diverse branche dello Yoga ?
Ci sono diverse branche di Yoga, come l'Hatha, il
Mantra, il Laya, il Raja, e il Sabda. Lo Yoga
fisico, quello della recitazione di un mantra, o
della dissoluzione ( della mente ), della
meditazione e del Suono ).
65. Chi scrisse " Yoga Darsan " ?
Fu Patanjali.
66. Come si deve praticare lo Yoga ?
Le cinque regole esterne da praticare sono Yama,
Niyama, Asana, Pranayama, Prathyahara. Le discipline
interne sonno Dharana, Dhyana e Samadhi. Il
procedimento dello Yoga implica il ritiro della mente
dagli oggetti esterni, e occorre arrestare certe
'vrtti', agitazioni mentali antagoniste della
meditazione. Per controllarle c'è anche l'Abhyasa
( costanza della pratica ) e Vairagya ( distacco ).
E' anche importante la purificazione delle Nadi ( dei
nervi sottili ).
67. Come s'è sviluppato il Mimansa ?
I Veda insegnano il Dharma fondamentale per le
quattro ' Purusarta ' ( Dharma, Arta, Kama, Moksa ).
Il Mimansa è nato allo scopo di chiarire il Dharma; è
un'indagine nella natura del Dharma. Spiega che il
Dharma è il mezzo per avere gioia in questo e
nell'altro mondo. L'azione dev'essere accompagnata
dalla saggezza.
68. Chi scrisse le Mimansa Sutra ?
Le scrisse Jaimini.
69. Che cos'è il Purva Mimansa ?
E' un testo che insegna come procedere per eliminare
le divergenze e stabilire l'unità.
70. Quali sono le azioni previste dai Veda ?
Le azioni che prevedono i Veda sono di tre tipi. Sono
Nitya, Kamya e Visuddha: obbligatorie, finalizzate o
pure.
71. Che cos' Moksa ?
E' il 'moha ksaya', cioè distacco totale dai
desideri e dagli interessi terreni.
72. Che cosa sono le ' Mahavakya '?
Le Mahavakya sono le grandi sentenze delle Upanisad.
Contengono l'essenza dei Vedanta e la Verità Ultima.
73. Qual'è la Mahavakya del Rg Veda, e che significa ?
La Mahavakya del Rg Veda è " Prajnanam Brahma ", e
significa che la Realtà Suprema è la Consapevolezza
Divina, il Parabrahman.
74. Qual'è la Mahavakya del Yajur Veda, e che significa ?
La Mahavakya del Yajur Veda è " Aham Brahmasmi", e
significa " Io sono il Brahman ". Ossia, ognuno,
ogni Io è il Brahman.
75. Qual'è la Mahavakya del Sama Veda e che significa ?
La Mahavakya del Sama Veda è " Tat tvam asi ", e
significa " Tu sei Quello ".
76. Qual'è la Mahavakya dell'Atharvana Veda, e che
significa ?
La Mahavakya dell'Atharvana Veda è " Ayam Atma
Brahma" e significa " l'Atman è Brahman".
77. Quali sono i tre Mantra dell'Isavasya Upanisad?
Spiegami in dettaglio il loro significato.
In tre Mantra dell'Isavasyopanisad è contenuta
l'essenza di tutte le Upanisad. Il primo Mantra
dice." Isavasyam Idam Sarvam Yat Kincya Jagatyam
Jagat" che significa:" tutto in questo mondo è
ravvolto da Dio ", e ci insegna che la gioia più
grande si raggiunge col Thyaga, sacrificandoci per il
bene altrui.
Il secondo Mantra ci dice di operare nel mondo e di
compiere i nostri doveri in ispirito di rinuncia. Il
terzo Mantra dice che chi vede Dio dovunque e in
tutto e dentro di sè non conosce tristezza.
78. Qual'è il significato della Kena Upanisad ? Che dice,
in sostanza ?
Il vocabolo " kena " sta per " da che cosa ?", " per
effetto di che cosa?", ossia, per quale potere tutti
ci muove nell'universo? La risposta è " Dio", o "
Brahman".
.i.b1:;
79. Qual'è la storia che racconta la Katopanisad ?
La Katha narra la storia del piccolo principe
Naciketas, che chiese a Yama, Dio della Morte, il
solo dono dell'Atma Vidya.
80. Che cos'è " Sreyas" e che cos'è " Preyas " ?
" Sreyas " significa il Bene Eterno, e " Preyas"
significa "piacevole ". Il Naciketas della
Katoupanisad credeva fermamente che il "bene eterno"
sia meglio del "piacevole", e preferì Sreyas a
Preyas.
81. Che cosa significa la frase " Avastha Traiya Vicara"?
La Mandukya Upanisad è un'analisi dettagliata della
natura dell'Atman e della sua manifestazione
nell'Omkar ( o Pranava) . Quest'analisi è detta nella
Upanisad " Avastha Traiya Vicara ".
82. Quali sono i tre stati di esperienza che generalmente
si conoscono ?
I tre stati di esperienza della vita comune sono:
1. Jagrat; 2. Svapna e 3. Susupti.
83. Che cosa significa il termine " Jagrat"?
E' lo stato che si sperimenta da svegli, e di tutte
le cose che accadono nel periodo di veglia. Nello
stato Jagrat l'osservatore funziona tanto con la mente
quanto con i sensi; ci troviamo perciò in contatto
immediato con mondo che ci circonda, con altre persone
e con le qualità degli oggetti esterni.
84. Spiegami i termini " Visva" e " Sthula Bhuk".
( Bhukti godimento, possesso )
Nello stato di veglia o Jagrat, l'individuo è detto
'Visva', ossia colui il quale sperimenta oggetti
materiali, grossolani, dotati di peso e di
dimensioni. Ciò che fa di noi dei fruitori di entità
materiali, e l'individuo detto essere uno " Sthula
Bhuk " ( fruitore grossolano )
85. Che cos'è lo stato di " Svapna" ? Spiegamelo in
dettaglio.
E' lo stato di chi sta sognando. Nello stato di
Svapna, nel sonno con sogni gli organi di senso
cessano di funzionare. Non abbiamo contatto con gli
oggetti del mondo esterno, ma solo con le idee
sottili e gli impulsi della mente.
86. Spiegami i termini " Tejasa " e " Pradiviktha Bhuk "
che appaiono nella Mandukya Upanisad.
Lo stato di Svapna è altrettanto ricco, reale e
concreto quanto il mondo delle esperienze di veglia.
Qui è attiva solo la mente, e perciò quest'esperienza
è chiamata " Tejasa" , la parola che in sanscrito
significa " luce". Sicchè nel sogno la mente dipende
solo dalla propria sola luce; è una luce Atmica
autogenerantesi che mostra gli oggetti sottili, e tale
esperienza vien detta " Pradiviktha Bhuk ".
87. Parlami in dettaglio dello stato di " Susupti ".
Lo stato del sonno profondo, senza sogni, di
" Asvapna Nidra " è chiamato Susupti. Qui non
funziona neanche la mente, oltre ai sensi. Funziona
solo l'Atman, che assiste a questo stato di Ananda;
perciò diciamo che solo l'Atman, l'Anima è
onnipresente.
88. Spiega i termini " Prajna" e " Ananda Bhuk ".
L'esperienza dello stato di profondo sonno senza
sogni è detta " Prajna "; ma, benchè abbiamo cessato
di funzionare la mente e i sensi, la persona continua
a sperimentare lo stato di Ananda, ed è perciò detta
Ananda Bhuk.
89. A che cosa si riferisce con il termine " Saksi " la
Mandukya Upanisad?
Quel testimone tacito che è il Sè, che osserva
imparzialmente sia la presenza, sia l'assenza di
oggetti esterni ed è presente in tutti e tre gli
stati d'esperienza - Jagrat, Svapna, e Susupti,-
nella Mandukya Upanisad è chiamato " Saksi " ossia
Testimone.
90. Che cosa c'è di reale e di permanente ?
Mentre la mente e i sensi variano e cambiano
attività, solo la luce del Sè rimane costante e
immutabile. Essa è la Realtà, il " Sat", l'Atman ed è
l'unico punto di immobilità, lampada passiva e
illuminatrice. Poichè tutti gli altri tre stati di
esperienza sono temporanei e irreali, l'Atman il
Testimone è la sola forza reale in noi, il Saksi.
91. Che cos'è ciò che ha nome " Visvavirat " ?
La Visva obiettiva ( l'esperienza del mondo
materiale ) corrisponde obiettivamente al mondo
della materia chiamato " Virat ", e quindi lo stato
Jagrat si chiama " Visvavirat ".
92. Che cos'è il " Taijasa Hiranya Garbha?
Il Taijasa corrisponde alla mente del mondo. Lo
Hiranya Garbha è noto come Taijasa Hiranya Garbha
( stato di sogno, " svapna " )
93. A che individuo corrisponde il termine " Prajna " ?
L'individuo " prajna "( che è sonno profondo senza
sogni ) corrisponde a Isvara, a Dio, da cui procede e
in cui deve tornare.
94. Chi è Brahman ?
L'Atman è Brahman. L'Atman soggettivo, o Turya
corrisponde al Brahman in cui si fondono l'oggettivo
e il soggettivo.
95. Che significa " Om Iti Ek Aksaram " ? ( Aksara=
sillaba, unità indivisibile )
L'Aksaram " Om " è il Brahman Stesso e contiene la
Verità ultima. E' presente in tutti e tre gli stati
d'esperienza come Atman o Brahman. Quindi è l'eterno
testimone.
96. Qual'è la Verità proclamata dalla Taitirya Upanisad ?
La Taitirya Upanisad insegna che nell'essere esistono
cinque involucri che possono essere raggruppati in
tre corpi.
97. Quali sono questi cinque involucri che la Taitirya
Upanisad dice che ci siano in ogni essere ?
Sono: 1. Annamaya Kosa; 2. il Pranamaya Kosa; 3. Il
Manomaya Kosa; 4. Il Vijnanamaya Kosa; 5.
l'Anandamaya Kosa.
98. Che è lo " Stula Sarira " ?
Lo " Stula Sarira ", o 'corpo grossolano', è
l'Annamaya Kosa, ossia il corpo fisico denso, che
subisce cambiamenti ed è soggetto alla morte fisica.
99. E il " Suksma Sarira " ?
E' il corpo sottile, formato dal Pranamaya, dal
Manomaya e dal Vijnanamaya, corpo energetico, corpo
mentale e corpo di saggezza. Esso è il corpo sottile
che costituisce il personaggio " jivi ".
100. Dove risiede l'Atman, o il Brahman, in un essere ?
Risiede nel " Karana Sarira o " corpo causale " ,
che è anche il corpo d'ignoranza, in quanto non è
conscio di se stesso. A causa di questa " Avidya ",
o " ignoranza " è soggetto a rinascere.
101. Che cos'è " l'Atmavidya " ?
E' la Conoscenza ( " vidya " ) dell'Atman, della
Realtà Assoluta. L'individuo si fa assoluto e libero
solo quando riconosce il Sè come propria realtà. E'
anche Brahmavidya.
102. Che significano " Purusa " e " Prakrti " ?
L'universo intero consta di due entità fondamentali,
Purusa e Prakrti. La Prakrti è la materia
primordiale, il materiale dell'universo, a dirla
breve. Il Purusa è la consapevolezza individuale,
l'intelligenza, sempre a dirla breve.
103. Come si evolve l'universo ?
Per effetto dell'interazione fra Purusa e Prakrti
( v. Samkhya Darsana di Kapila )
104. Quali sono i tre Guna, le tre Qualità di Prakrti ?
Le tre qualità fondamentali della Prakrti sono
" Sattva", " Rajas " e " Tamas ". Sattva è la
qualità della luminosità, Rajas quella dell'attività
e Tamas è la qualità dell'inerzia.
105. Come fu messa in moto l'evoluzione cosmica nel
creato ?
Sul principio le tre qualità di Sattva, Rajas e
Tamas sono in equilibrio. Se questo equilibrio viene
rotto dalla strumentalità del Purusa, si mette in
marcia l'evoluzione cosmica. " Mahat " e
" Ahamakara" sono due prodotti dell'evoluzione, di
" Parinama ".
106. Che significano " Mahat" e " Ahamakara " ?
" Mahat " può essere definito come " Buddhi ",
l'intelligenza cosmica, la mente universale.
" Ahamakara " si differenzia tra Ahamkara Sattvico,
l'Ahamakara Rajasico e l'Ahamakara Tamasico, a
seconda del Guna che predomina. L'Ahamakara Sattvico
va verso un'evoluzione psichica dalla quale risulta
l'emergere di Manas ( delle Mente ), dei 5 sensi di
percezione e dei 5 sensi d'azione. L'Ahamkara
Rajasico si evolve nel mondo della materia percepito
dai 5 elementi sottili Sabda, Sparsa, Rupa, Rasa, e
Gandha ( suono-udito, tatto, vista, sapore e odore),
le cui controparti sul piano rajasico ( materiale )
sono Cielo ( " akasa" = spazio ), Aria ( stato
gassoso) Fuoco ( " Agni ", stato igneo ) Acqua
( "Ap" o "Jala", stato liquido ) e Terra
( " Prittivi ", stato solido);
107.a Che differenza c'è tra mente e materia ?
La mente è Prakrti sottile, e la materia e Prakrti
grossolana.
107.b Che differenza c'è tra Purusa e Prakrti ?
Purusa è passivo, prakrti è attiva. Il purusa è
l'intelligenza conscia; la Prakrti è attività
materiale.
108. Chi è il vero Purusa ?
Il solo vero Purusa è Dio, il Brahman. Ciò che è
limpido, puro, indistruttibile e splendente di luce
propria è solo Uno, ed è lo Spirito, il Purusa.
* * *
CAPITOLO SECONDO
I SISTEMI DELLA FILOSOFIA INDIANA
109. Che significa il vocabolo " Darsana" ?
Significa Visione Suprema vista dall'occhio
interiore.
110. Che cosa sono gli " Astika " e i " Nastika " ?
Gli Astika sono coloro che credono nell'esistenza
di Dio, nel Karma e nella Reincarnazione.
I Nastika non credono nell'esistenza di Dio, del
Cielo, dell'Inferno e nella reincarnazione.
111. Quanti sistemi filosofici esistono in India ?
Ce ne sono sei, e cadono in due grandi categorie;
gli Advatistici e i Dvaitistici. Tra i sistemi
Dvaitistici si trovano veri Darsana Asthika come
pure una corrente Nastika.
112. Spiegami in breve la filosofia del " Carvaka
Darsana ".
La filosofia Carvaka non ammette l'esistenza di Dio,
e ritiene perituri tanto il corpo quanto l'anima.
Non crede in un Paradiso e in un Inferno, e ritiene
che lo scopo della vita sia solo ilgodimento
materiale.
Secondo questa filosofia la causa della creazione è
solo il caso e la natura delle cose. Non ammette che
esista altra entità oltre il corpo, e per essi la
coscienza è una facoltà fisica del corpo.
Appartengono ai Nastika e non hanno il concetto di
Dio.
113. Mi puoi spiegare il sistema filosofico Samkhya ?
I Samkhya credono che la materia, la Prakrti e lo
spirito, il Purusa coesistano. La creazione e
l'evoluzione camminano quando il Purusa viene in
contatto con la Prakrti. Il Sè consiste nella
combinazione di " Caitanya " e di " Antahkarana " .
Il sistema di evoluzione è scientifico, ma non
ammette Dio.
114. Illustra ora il sistema " Yoga " dell'India antica.
Nel sistema Yoga Dio è riconosciuto perchè Egli E'
il " Purusa " o " Cetana ".Lo Yoga è teistico
( Asthika).
Nello Yoga la disciplina fondamentale è il giusto
controllo della mente. Patanjali definisce
correttamente lo Yoga come " Citta Vrtti Nirodhah ".
La purezza della mente e del corpo sono i requisiti
essenziali perchè lo Yoghi possa meditare su Dio.
per praticarlo è assolutamente necessario avere un
Guru competente. Il sistema Yoga accetta pienamente
l'esistenza di Dio che è L'Essere di suprema
eccellenza e perfezione.
115. Qual'è la fonte principale riguardante il sistema
della filosofia Yoga ?
Sono gli " Yoga Sutra " di Patanjali.
116. Quante Pada o parti ci sono negli Yoga Sutra di
Patanjali e quali sono ?
Consistono di quattro Pada: Samadhi Pada, Sadhana
Pada, Vibhuti Pada, e Kaivalya Pada.
Il Samadhi Pada tratta della pura consapevolezza, il
Sadhana Pada tratta dei metodi e delle tecniche
Yoga; il Vibhuti Pada tratta del risveglio dei
poteri spirituali e il Kaivalya Pada riguarda Moksa
che è la liberazione spirituale.
117. Quali sono i cinque difetti che ha l'individuo
secondo gli Yoga Sutra ?
Essi sono: 1. Avidya ( ignoranza ), 2. Asmiti
( egoismo ), 3. Raga ( ira ), 4. Dvesa ( odio ),
e 5. Abhinivesa.
118. Che cosa significa la frase " Astanga Yoga " ?
Gli Yoga Sutra descrivono otto passi importanti
nella pratica della disciplina volta alla
realizzazione di Dio e sono:
1. Yama ( divieti, buona condotta ); 2. Niyama
( precetti, purezza d'animo ); 3. Asana
( posizioni ); 4. Pranayama ( controllo del
respiro); 5. Prathyahara ( controllo della mente );
6. Dharana ( concentrazione focalizzata ); 7. Dhyana
( contemplazione ininterrotta dell'oggetto );
8. Samadhi ( Dhyana senza coscienza di se stessi ).
L'Astanga ( composto di otto anga o membra ) Yoga è
composto di queste otto pratiche; le prime cinque
sono esterne e le ultime tre sono interiori.
119. Come si pratica il primo passo chiamato " Yama " ?
Yama si compone di cinque ' divieti ', che sono:
1. Ahimsa ( non-violenza); 2. Satya ( veracità,
non-menzogna ); 3. Astheya ( non esser rubare );
4. Brahmacarya ( non fornicare ); 5. Aparigraha
( non esser malcontento ).
120. Com'è il secondo passo, chiamato " Niyama " ?
Niyama si compone cinque pratiche:
1. Saucha ( pulizia interiore ed esteriore );
2. Santosa ( letizia ); 3. Tapas ( penitenza,
austerità ); 4. Svadhyaya ( studio dei testi sacri);
e 5. Isvara Pranidhana ( arrendersi a Dio ).
121. Qual'è l'aspetto più importante dello Yoga ?
La cosa più importante è la " citta vritti
Nirodha ". Il completo controllo della mente e dei
sensi, e la purezza della mente e del corpo sono
molto importanti. Lo Yoga risveglia la " Kundalini
Sakti " che si trova appena dietro ai nervi e passa
attraverso i sei centri spirituali, dal Muladhara
fino all'Ajina, e giunge al Sahasrara, il Loto dai
Mille Petali, e gode la Beatitudine dell'unione con
Dio.
122. Mi vuoi spiegare i sistemi della filosofia Nyaya e
del Vaisesika ?
I sistemi Nyaya e Vaisesika si studiano assieme a
causa delle loro somiglianze sotto molti aspetti.
Entrambi affermano che il Sè o Atman è una sostanza
indipendente dal corpo; è eterno e onnipervadente.
La conoscenza, la volontà e la gioia, sono solo
proprietà esteriori del Sè e non quello stesso. Il
Nyaya Vaisesika crede nella creazione e non
nell'evoluzione. L'agente è Isvara. I due sistemi,
il Nyaya e il Vaisesika si basano sulla ragione.
123. Quali sono le quattro vie che indica il Nyaya
Vaisesika al fine di conoscere il vero ?
I modi di ottenere conoscenza, sia spirituale o
mondana, sono quattro:
1. l'esperienza diretta; 2. il ragionamento e
l'inferenza; 3. l'analogia; 4. e i Veda.
124. Spiegami i Purva Mimansa.
Esso è un'indagine sui Mantra Vedici, o una loro
interpretazione. Si basa sull'eternità del Suono,
identificato col Brahman. Il Purva Mimansa
differisce in qualche aspetto importante dal Nyaya e
dal Vaisesika. Per i seguaci del Purva Mimansa il
" Sè " è una sostanza, ma la conoscenza non gli è
esterna. E' un modo, o un " Kriya " ( atto )
dell'Atman o Sè. Il Sè non è del tutto inerte
( Jada ) e neppure è " caitanya " ( coscienza).
125. Che cos'è l'Uttara Mimansa e che cosa contiene ?
E' la corrente di pensiero più recente, e contiene
il Vedanta. Si è divisa in tre scuole, che sono
l'Advaita, il Visista Advaita e il Dvaita.
126. Che cosa afferma l'Advaita Dharsana ?
L'Advaita è il non dualismo; afferma che il Brahman
è Uno, e non due. Dei sei Darsana l'Advaita è il
solo sistema filosofico che ritiene che l'Atman e il
Paramatman sono come una sola cosa, e come la stessa
Realtà Suprema. L'Advaita è basato sull'esperienza
diretta; e per esso il mondo percepito dai sensi è
" mihtya " ossia nè " sathya " nè " asathya "; è
illusorio, e l'unica sola Realtà è l'Atman
invisibile. Gli Advaitisti ritengono che l' "io" sia
una combinazione di " Suddha Caitanya" ( pura
coscienza ) e di " Antahkarana" ( l'ego ) che
comprende " Buddhi " ( l'intelletto intuitivo ),
Manas ( mente), Citta ( Coscienza ) e l'Ahamkara
( il senso di essere un'entità staccata ). Qui il
Caintanya sottostà tanto al lato soggettivo quanto a
quello oggettivo. In questo Darsana sono esaminati i
concetti dei " Panca Kosa ", dei tre stati
d'esperienza ( Jagrat, Svapna, Susupti ), dei tre
corpi Sthua, Suksma e Karana. Il Brahman ( o Brahma)
è una combinazione di Suddha Caitanya ( di coscienza
pura ) e di Maya; quest'ultima, coi suoi poteri di
" Avarana" ( illimitatezza ) e di " Viksepa "
( espansività ) può proiettare l'universo, il
" Jagat ". " Brahma Sathya, Jagat Mithya" ( Brahma è
reale, e il mondo è irreale ) dice l'Advaita.
127. Quali sono i tre principi essenziali della filosofia
Advaita ?
I tre principi essenziali sono:
1. " Solo il Brahman è reale "; 2. " Il mondo è
illusorio "; 3. " L'anima non è null'altro che
Brahman ".
128. Spiegami che cosa vuol dire " Mithya ".
Mithya vuol dire illusione; qualcosa che non è nè
reale nè irreale. Nella sua " Filosofia Advaita "
Adi Sankaracarya dice che il mondo è " mithya ".
Noi, quando diciamo Realtà, intendiamo riferirci a
ciò che non è soggetto a cambiamento nè a
contraddizione. Questo mondo sempre cangiante non
può essere accettato come reale, ma al tempo stesso
non è 'irreale', vuoto. Non è nè reale nè irreale
( ma ha lo stesso grado di realtà di colui che si
pone questa domanda, dice Bhagavan Ramana Maharsi )
Perciò è indefinibile; è solo apparenza, come la si
vede in " Vivarta " o trasfigurazione.
129. Parlami del termine Maya.
Maya è la causa della percezione del mondo come lo
vediamo, in molte forme. Maya opera con due
poteri: uno di essi è quello di nascondere il Vero,
e l'altro è proteggere l'immagine illusoria. La Maya
non può ingannare il Brahman ma causa nell'uomo
l' " Avidya " ( la nescienza, l'ignoranza ).
130. Quali sono i tre livelli di realtà riconosciuti
nell'Advaita Darsana ?
1. La Realtà Pura, superiore, Unica che è Brahman;
2. La verità relativa, o " Vyavaharika Sathya "; e
3. l'apparenza, o " Pratibhasika Sathya "; ma a dire
il vero la Realtà è una sola, il Brahman.
131. Qual'è il modo di realizzare il Vero, indicato
dall'Advaita ?
Questo modo è la " Jnana ". Nessuna somma di azione
o di preghiera può servire a dissipare l'ignoranza.
Il Karma ( azione) e la Bhakti ( devozione ) giovano
a purificare la mente, ma solo la " Jnana"
( Conoscenza diretta ) dà la presa di coscienza
della Verità, dice la filosofia Advaita.
132. Quali sono i modi per acquisire " Jnana " ?
I modi sono quattro: lo studio delle scritture, la
riflessione su ciò che si studia, la contemplazione
e, finalemente l'esperienza diretta, la visione
( Sravana, Manana, Nididyasana e Saksatkara ).
133. Quali sono le credenze degli Advaisti sulla
' Liberazione' ?
Essi ritengono che la liberazione si può avere in
questa vita o per subita rivelazione, o con uno
sviluppo graduale, con le buone azioni e la
preghiera. Parlano anche di salvezza individuale e
della salvazione di tutti perchè finchè tutte le
anime non saranno liberate nessuna sarà salvata del
tutto. L'anima deve tornare al luogo donde è
venuta.
134. Chi fu il propagatore della filosofia Advaita ?
L'essenza dell'Advaita Darsana è quella dei Veda; fu
dapprima sistematizzata da Gaudapada e più tardi da
Adi Shankara, che la fece conoscere al mondo.
135. Quali sono le fonti dell'Advaita Darsana ?
Sono: 1. la " Sruti "; 2. " Yukti " e 3." Anubhava "
( la Tradizione , la Comunione con il Maestro , e
l'esperienza personale ) Samkara pone al primo posto
l'Anubhava, e ritiene che la Sruti sia solo una
guida.
136. Spiegami che cos'è la filosofia " Dvaita " ?
Essa crede nel dualismo, e che il Sè sia differente
dal Brahman. I Sè sarebbero dei prototipi del
Brahman, ma non uguali. E' una filosofia suppergiù
simile alla Samkhya ed alla Nyaya Vaisesika. Per i
" dvaitisti " ( dualisti ) la causa materiale è la
Prakrti, mentre il " Karta ", il Creatore è il
Purusa. Essi dicono che il " Jivi " la Prakrti sono
sempre esistiti, ma che non divengono mai Uno.
137. Chi fu il propugnatore della filosofia Dvaita ?
Fu Sri Madhvacarya.
138. Chi propugnò la filosofia Visistadvaita ? com'è tale
filosofia ?
Il campione di questa filosofia fu Sri Ramanuja.
Essa ammette che i fenomeni sono apparenze,
illusioni, e parla di " cit" e di " acit " nel mondo
fenomenico, ed afferma che sono ambedue validi. Il
Visistadvaita ha anche affermato l'unità del Jagat
che è " jada " o inerte, e di " jivi " che è pieno
di consapevolezza. Il Visistadvaita dice anche che
Jada e Caitanya, ossia l'inerzia e la coscienza sono
entrambe manifestazioni del Divino e perciò
ugualmente valide. Jagat, l'universo, Jivi, la
coscienza ( individuale ) e il Purusa, il Supremo,
non sono tre, entità, ma una sola dal punto di vista
ultimo. Benchè in apparenza possano differire, lo
spirito unificante è lo stesso. Per esempio, benchè
i gioielli siano diversi, l'oro è lo stesso. Così le
forme sono differenti, ma c'è solo un Purusa, che è
l'unità nella diversità e nella molteplicità.
139. Quali sono i due aspetti dell'illusione, Maya ?
Uno è l'evoluzione, " Parinama ", e l'altro è
" Vivarta ".
140. Spiega in dettaglio che cosa sono Parinama e
Vivarta.
" Vivarta" è quella proprietà che ci fa credere che
ci sia un cambiamento benchè la sostanza rimanga la
stessa, come l'illusione che ci fa scambiare una
fune per un serpente. Nè è sparita la fune, nè è
arrivato il serpente. Questo è Vivarta, o illusione.
E' quella proprietà di Maya che ci fa dimenticare la
cosa vera e ci sovrappone qualcosa che non c'era.
" Parinama " è la proprietà di evolvere, di
cambiare, come il latte ch si trasforma in cagliata.
Se non c'è latte non c'è cagliata. Ciò che cambia è
Parinama. Maya è presente tanto in Vivarta quanto
in Parinama.
141. Noi siamo sotto l'influenza di Vivarta. Spiegaci
quest'affermazione e dicci " come".
Benchè noi siamo " Atmasvarupa" , dimentichiamo la
Realtà Suprema e viviamo nella " Dehabhranti ",
nell'illusione di essere corpo. Non ci spaventa la
fune, ma ci spaventa il serpente. Allo stesso modo
non ci spaventa l'" Atman ", ma ci fa paura la
" Vita".
Benchè noi siamo " Atmasvarupa " e dovremmo esser
esenti dalla paura, siamo purtroppo sperduti
nell'illusione e nei timori. Questo è effetto di
Vivarata e quindi è giusto dire che viviamo sotto
l'influenza di Vivarta.
142. " Advaita, Visistadvaista e Dvaita ". Benchè siano
sistemi filosofici diversi, in essi c'è unità di
fondo. Qual'è ?
Nonstante le loro differenze, questi tre sistemi
parlano tutti dell'" Atamatattva ". Questo
" Tattva", o elemento, è l'unica cosa
permanente, immutabile ed eterna. Nel Dvaita
rimane sempre la dualità. Il Visistadvaita insegna
che possono esistere diffrenze di Nama e Rupa, ma
che Purusa sta dietro a tutto è Unico; ammette la
permanenza tanto di Jada quanto di Caitanya, e
l'uno è vero, quanto l'altro. Siccome abbiamo un
punto di vista unilaterale, non ci è dato di vedere
l'altra faccia del quadro. Quando poi siamo in
grado di vederli entrambi potremo finalmente
renderci conto dell'Unità. Dobbiamo cercare di
raggiungere l'unità attraverso la dualità.
Se vogliamo raggiungere lo stato di Advaita
dobbiamo passare per lo stato di Dvaita.
III. Gli INSEGNAMENTI DIVINI DI BHAGAVAN BABA
RIGUARDO ALLA SPIRITUALITA'
ED ALLA CULTURA INDIANA
durante il corso estivo 1972
143. Si dice che 'Jana' ( " Sgana ", Vera Conoscenza ) è
l'Advaita Darsana; perchè ?
L'Advaiata lo si può paragonare al latte, il
" Visistadvaiata " al burro e il " Dvaiat " al
siero. Il burro e il siero si ricavano dal latte. Il
latte è la sostanza unificante degli altri due,
com'è l'Advaita, dalla quale derivano gli altri due
Darsana.
144. Spiega il detto " Sathyam Jnanam Anantam Brahman "
( letteralemente " vera Sapienza Eterno Brahman" ).
L'Atmattatva ( l'elemento Atman, identico col
Brahman ), che è Jnana, è permanente. Anche se non
lo vogliamo riconoscere, esiste. E' al di sopra di
ogni sentimento di perdita e di guadagno; nulla lo
può turbare. E' la personificazione della Verità, ed
anche della gioia. : è " Ananda Svarupa ". Nella
Gita Sri Krsna dice ad Arjuna :" Io, che sono
Isvara; tu il Jivi, e il mondo, che è Jagat, siamo
esistiti, in tutti i tempi. " Esistevano ancor prima
della creazione continueranno ad esserci. Benchè i
corpi fisici subiscano trasformazioni, quest'
Atmatattva rimane eterno e immutabile. Così questo
Brahman è il vero ( Sathya), l'Eterno ( Anantman) e
l'Onniscente ( Jnanam ): tutto è Brahman.
145. Che cosa significa il vocabolo " Brahaman " ?
Deriva dalla radice " brhvast " che significa
l'immutabilità. E' detto il Brahmatattva perchè non
cambia ed è eterno ( Altrove il Bhagavan ha anche
detto che deriva da una radice "brh" che corrisponde
al concetto di " immensità " )
146. Come si può giungere a questo " Brahamattatva " ?
A questo scopo ci dobbiamo rifare alla teoria di
" Rasovai Saha " . Tutto l'universo è nato da
" Rasa ", e Dio stesso è " Rasasvarupa " ( " Rasa" =
amore, sentimento, passione ) Ciò che è nato da Rasa
non può essere " nirasa ", ossia privo di Rasa,
privo di emozione.
147. Quante categorie di Rasa si annoverano ?
Si contano nove categorie di Rasa, stando ai Pandit,
ma secondo Sai Baba non occorre tale classificazione
in Navarasa. Lo Swami dice che ci sono solo due
Rasa: Karuna Rasa e Sringara Rasa. ( " karuna "=
misericordia, benevolenza).
Le condizioni di Daya Rasa Prema e Anugraha si
fondono tutte in Karuna Rasa. In Sringara Rasa
invece si fondono le emozioni di Kama, Krodha e
Loba; Sringara ci porta all'errore mentre invece
Karuna ci guida al vero.
Solo Karuna Rasa ci fa vedere il nostro dovere e ci
porta vicino al Signore. Questa è la vera letizia, e
Karuna Rasa ci offre amore puro e privo di egoismo.
Invece l'amore egoistico ci porta a Moha ( errore )
Invece l'amore senza egoismo ci porta a Moksa, che
è Moha-Kasma, distruzione dell'errore, di Moha, e
quindi è Liberazione.
148. A che servono tutte le gioie e i dolori ?
Si devono ad " abhiamana " e " Mamakara " ( ego e
attaccamenti ); e tutto ciò che è il risultato
dell'illusione, di Maya.
149. Che cos'è il Samadhi ?
E' il raggiungimento della perfetta serenità della
mente; di quella imperturbabilità che ci permette di
non essere esultanti o per la gioia o abbattuti dal
dolore. Questa imperturbabilità è al di sopra
dell'esperienza della gioia e del dolore. La parola
Samadhi è spesso interpretata male. Il suo vero
significato è dato dalle due sillabe che la
compomngono : " sama" e " dhi" . " Sama" significa
uguale, e " dhi" viene da " Bhuddi", coscinenza.
Così, essere inattaccabile dalla gioia e dal dolore,
prendere entrambi allo stesso modo è Samadhi.
150. Dammi due esempi per spiegare che cos'è il Samadhi.
Sri Rama e Sri Krsna, quali Avatar, hanno dimostrato
lo stato di Samadhi in questi due casi:
Sri Rama, che alle 7 del mattino era pronto per la
cerimonia dell'incoronazione quale Principe
ereditario, poco dopo prese la decisione opposta e
se ne andò nella foresta. Nè lo faceva gioire il
pensiero di essere il futuro re, nè lo depresse o
lo disilluse l'ordine che ricevette di andare in
esilio.
Sri Krsna sorrideva allo stesso modo, sia che si
trovasse sul " Rudrabhumi" ( il luogo delle
cerimonie sacrificali ) o sul " Yuddhabhumi ", sul
campo di battaglia. Egli diede la Sua Gita ( il Suo
Canto ) sul campo di battaglia. Ciò dimostra che
Egli può cantare anche nel mezzo della mischia e che
la vera natura degli Avatara è che essi sono sempre
traboccanti di gioia e di ananda.
151. Che significa il termine " Svabhava " ?
" Sva " è il Brahmatattva, non si riferisce
all'individuo, ma a Brahman, " svicca " è la
volontà del Signore, e " Svabhava " significa la
Natura del Signore: in realtà la nostra natura è
Ananda.
152. Quali sono le quattro Purusarta ? Dimmi i loro
nomi.
Esse sono: 1. Dharma ; 2. Arta; 3. Kama; 4. Moksa.
153. Descrivimele in dettaglio e dimmi come devono essere
perseguite secondo il consiglio di Sri Sathya Sai
Baba.
Esse sono come pioli di una scala, che, col Dharma,
è fermamente appoggiato al suolo ed ha come punto di
arrivo Moksa. Se non c'è il fondamento del Dharma e
l'arrivo in Moksa, Arta e Kama poste in mezzo non
avrebbero senso.
Una volta che abbiamo capito la natura di ognuna di
esse vedremo che le quattro Purusarta formano
un'unità. Dharma e Arta si possono raggruppare
insieme. Il Bhagavan Baba dice: " adottate Arta per
il Dharma, e fatevi nascere Kama per Moksa "; i
nostri Kama, o desideri, devono essere orientati
verso Moksa, e le Arta che accumuliamo ( averi,
ricchezze ) devono essere impiegate per stabilire il
Dharma. Se diamo preminenza a queste due cose, al
Dharma ed a Moksa ( al Dovere ed alla Liberazione )
vengono santificate anche Kama e Arta.
154. Che cos'è il Dharma ?
E' il modo di una vita superiore, più alta,
diretta dagli ideali più sacri, a seconda del
livello che si è raggiunto, dello stato della
persona nella società e dalla consapevolezza di sè
e del proprio stato che ha ciascuno.
155. Perchè il corpo ha ricevuto il nome di Deha ?
Questo non si riferisce a qualcosa che verrà arso o
distrutto un giorno; è un nome che indica la natura
transitoria del corpo.
156. Che cos'è l'" anima " o spirito umano ?
E' la scintilla divina indistruttibile che è venuta
in questo corpo. Poichè il corpo contiene questo
Spirito Divino indistruttibile, il corpo vivente è
stato chiamato " Manava " ( inglese " man ", tedesco
" Mann " ).
157. Che cosa significa la parola " Manava ". Spiegamelo
in dettaglio.
Questa precisa parola, che significa " uomo " ,
significa che nell'uomo è presente Dio. Delle tre
sillabe in cui può essere decomposta, la prima,
" Ma" sta per Ajnana, o assenza di conoscenza. "na"
sta per indicare ( è una negativa) il desiderio che
questa ignoranza scompaia, e la terza, " Va "
contiene l'ingiunzione a condursi in modo che tale
ignoranza venga eliminata.
158. Come avviene la creazione ?
Così come del sogno è causa il sonno, la causa della
creazione è Maya. La Maya non ha nè principio nè
fine; essa ama sempre il Purusa, ama lo spirito;
desidera essere con il Purusa e raggiungere Dio; e
anche tutto il creato desidera raggiungere Dio. E'
per la coesistenza e le combinazioni dell'anima - il
Purusa - e di Pakrti - la materia Prima - che la
creazione procede.
159. Si dice che " il Purusa è uno solo, e non può essere
molteplice. " Come si spiega ?
Usualmente il vocabolo " purusa " vuol dire 'uomo' e
si applica a un numero indefinito di individui, e il
nome " Prakrti " a un numero indefinito di cose
materiali. Ma in realtà il Purusa è uno solo; il
Purusa nell'umo è solo la manifestazione del Divino.
D'altro lato la manifestazione della materia che è
Prakrti è il mondo, pieno dei suoi cinque elementi.
Esso è indistruttibile e impermanente, mentre ciò
che è chiaro, indistruttibile e splendenrte di luce
sua è solo uno, ed è L'Atman, il Purusa . La "Sruti"
dice che il Purusa non ha attributi, è Superno e
Imperituro. Nel mondo materiale fatto di tante
forme e di tanti nomi, Nama e Rupa, distinguiamo tra
uomini ( " purusa " ) e donne ( " Stri ") ma in
realtà quelli sono tutti aspetti illusori, della
prakrti, mentre per ciò che si riferisce al Purusa
non esistono differenze. Il vero Purusa è solo
l'ATMAN.
160. Che cos'è il " Dehatman " e che cos'è il Paramatman?
Come viene in esistenza il corpo umano ?
Il corpo, che possiamo chiamare " Pot ", viene ad
esistere a causa dei nostri desideri, dell'azione
dei genitori e per il " Sankalpa " , la volontà di
Dio. La vita, " Jivi " , può essere comparata al
fango, e il corpo è il " Dehatama " e sarà
distrutto.
Il fango, ossia il costituenete di base del corpo
umano è " Paramatman ". Tutti codesti corpi umani, a
loro tempo, saranno distrutti e torneranno ad
essere elementi fisici. Quando si muore tutti
torniamo al luogo originario da cui siamo stati
emanati.
161. Che cosa intendi dire con " Io sono nato " ?
Ciò che è nato è il corpo. Il vero " Io " è
l'Atmatattva, ed è eterno; è sempre esistito, e non
nasce nè muore. Esisteva prima che nascessino ed
esisterà dopo che saremo morti. Ciò che viene e va è
il nostro corpo. Sicchè il Paramatma è eterno e solo
il Dehatma cambia e poi muore. Ciò che muore può
rinascere; poichè il vero " IO ", l'anima o Atman
non può nascere, ma che nasce è solo il nostro
corpo, in realtà.
162. Come rispondereste a domande quali " c'è Dio ? " e
" dov'è Dio, e lo si può vedere " ?
La questione è: " C'è o non c'è Dio ? " Il fatto che
nella domanda appare la parola di Dio dimostra che
Dio c'è. Se non ci fosse, da dove sarebbe venuta
fuori la parola di " Dio "? Non sarebbe esistita
neppure; si può dare un nome a ciò che non esiste ?
Ciò che non ha nome non può esistere. Frasi come
" fiore di cielo " indicano, è vero, cose che non
esistono, ma sono formate da elementi, come quel
" fiore " e " cielo " che esistono, uno per uno,
come l'altro famoso esempio della " lepre con le
corna", che non esiste ma esistono lepri da un lato
e corna dall'altro. La frase citata più sopra è
" gagana puspa ".
Dio è ovunque e in tutto. Tutto il creato procede da
Lui ed Egli è in tutto il creato; Onnipresente.
163. Come potresti giustificare l'affermazione che Dio è
Onnipresente? Dammi ragioni scientifiche e
spirituali per spiegare questo asserto.
I cinque sensi Sabda, Sparsa, Rupa, Rasa e Gandha
( suono, tatto, forrma, sapore e colore ) si trovano
nella Terra, la quale è perciò solida e stabile;
ossia l'elemento 'Terra' ( " Pritivi " ) possiede
tutte e cinque queste proprietà. Il secondo
elemento, l'acqua ( " ap, jala " ) non ha odore
( " gandha ") ma ha gli altri quattro soltanto:
Sabda, Rupa, Sparsa e Rasa ( suono, forma
tangibilità e sapore), e perciò si può muovere un
po' più della terra. Il fuoco possiede da solo
suono, forma e tangibilità, ma non gandha nè Rasa; è
perciò è più lieve della terra e dell'acqua e perciò
tende a salire più libero. Il quarto elemento è
l'aria; ha solo Sabda e Sparsa, ossia suono e tatto,
è leggerissima a va dove vuole.
Lo spazio, o Akasa ha soltanto una qualità, il Sabda
o suono. Perciò lo troviamo dappertutto. Dio è al di
là e al di sopra di questi cinque sensi di
percezione, e non ha alcuno degli attributi della
materia. Perciò Egli è più lieve di questi elementi,
ed presente dappertutto; perciò Dio è Onnipresente.
164. Che significa l'affermazione " Dio è Anurasniyan,
Mahato Mahiyan " ?
Che Dio è infinitamente più piccolo
dell'infinitamente piccolo, e che è più vasto
dell'infinitamente grande.
165. Perchè diciamo che il suono AUM è identico col
Brahman ?
Perchè il suono AUM è la combinazione di tre
sillabe: " Aa, Oo, M. " Aa, si riferisce alla
consapevolezza, "Visva"; Oo è il sottile e si
riferisce alla mente, ai sogni; lo si può
considerare come " tajaisa ".
'M' è causale , e si riferisce al sonno profondo, a
Prajnana.
Così quando si pronuncia tutto l'AUM il Visva si
fonde con Tajasisa e il Tajaisa con il prajna, e
abbiamo il Darsana dell'Atman. Allo stesso modo
quando riusciamo a combinare i tre stati di veglia,
sogno e sonno profondo, che significa combinare in
uno degli aspetti grossolano sottile e causale,
abbiamo la possibilità di dare uno sguardo all'Anima
Divina.
Sicchè il Pranava, l'Aum rappresenta l'intero
contenuto del Brahman.
166. Che cosa significa la frase " Ekam Eva Advitiyam " ?
Questa frase dice che il Brahman è Uno, e l'Uno
solo, che non ha secondo. Il Brahman è in tutto e
dovunque; dacchè è Onnipresente e Onniscente, è la
Realtà Assoluta, e l'Assoluto non può avere secondo,
perchè sarebbe un assoluto anche quello, e due
assoluti non sono pensabili, perchè nessuno dei due
sarebbe più assoluto.
167. Perchè diciamo che il " jivi ", l'" Anima " è
indistruttibile mentre tutte le altre cose del mondo
sono distruttibili ?
Tutto ciò che è soggetto a cambiare, tutto ciò che
di tempo in tempo si trasforma è cosa distruttibile,
mentre è indistruttibile ciò che è permanente ed
eterno. Il corpo umano è soggetto ai sei stadi di
trasformazione della nascita, crescita, cambiamento,
evoluzione e declino, morte e distruzione. A Causa
di ciò, e dell'impermanenza del corpo diciamo che
tutto nel mondo è distruttibile. Solo il " jivi " o
Anima non subisce cambiamenti ed è permanente.
Questo JIvi indistruttibile risiede in questo corpo
perituro, che è il solo ad esser distrutto, mentre
l'anima è indistruttibile.
168. La realizzazione del Sè, dell'Anima, è il risultato
supremo ?
La risposta è "no". La presa di coscienza del Sè, o
anima, giova solo a comprendere ciò che nell'uomo è
la parte distruttibile e quella che è
indistruttibile. C'è qualcosa che non è nè corpo nè
anima, ed è il " Purusottama ", che eccede queste
due cose. Raggiungeremo la meta della nostra
realizzazione solo, quando avremo potuto realizzare
questo " Purusottama ", cioè Dio, il Brahman.
169. C'è un detto secondo cui " la mente è lo specchio
del nostro essere interiore ". Spiegamelo.
Nella vita spirituale dobbiamo scoprire l'esistenza
di quattro aspetti:
1. l'anima; 2. l'intelletto; 3. La mente; 4. gli
organi dei sensi.
Degli organi dei sensi la padrona è la mente; della
mente è padrone l'intelletto; dell'intelletto è
padrona l'anima.
Quindi i quattro aspetti sono tutti in correlazione
vicendevole e alla fine questi quattro aspetti non
sono che uno, che è l'Atman o anima. Quindi ciò che
vien fuori da noi stessi, che emana dall'essere
interiore è la mente. Non ci può essere nulla, o
per mezzo della mente, o dell'intelletto o delle
nostre azioni che venga dall'esterno. Tutto viene
dal nostro interno, è, infine, dall'Anima, e quindi
la mente è lo specchio del nostro essere interiore.
170. Che vuol dire " Vairagya ", e come lo si ottiene ?
La mente è come un tessuto, i cui fili sono i
desideri. Se vogliamo far sparire la mente dobbiamo
togliere i fili, ad uno ad uno. Diminuendo i
desideri, che sono il nostro pesante bagaglio nel
nostro viaggio della vita, ci facciamo più leggeri.
La liberazione dai desideri è detta, in termine
Vedantico, " Vairagya " ( pron. ' vairaghia ': la
'g' in sanscrito è sempre dura; " Gita " si
pronuncia 'ghita', ecc) Vairagya non significa
abbandonare la famiglia ed andare a vivere da
anacoreta, ma rimanere nel mondo, compiere tutti i
propri doveri ma avendo sempre la mente libera da
desideri e da attaccamenti.
171. Che cosa ci dà di buono il Vairagya ?
" Viaggiar leggeri permette di fare del viaggio un
piacere". La mente, che è fatta di tanti desideri,
può darci solo un sacco di guai. Il Vairagya vuol
dire compiere i doveri che ci sono assegnati per
far piacere a Dio, e non per il nostro. Ciò elimina
difficoltà e problemi dalla nostra vita. Così
la vera Vairagya rende più agevole, sicuro, sano e
piacevole il viaggio della nostra vita.
172. Perchè Dio lo chiamiamo " Madhava " ?
La parola " Madhava" contiene due parti: " Ma " ,
che può esser interpretata come Maya, o illusione;
e anche 'Prakrti', o Natura, per Laksmi, la Dea
dell'abbondanza. " Dhaya " significa 'padrone'
Colui che è il padrone di Maya e dell'Abbondanza è
il " Madhaya", il Paratman.
173. Che differenza c'è tra Jivatman e Paramatman ?
Il Paramatman è indipendente. E' libero, mentre il
Jivatman o 'Jiva' dipende da qualcos'altro. E' tanto
subordinato alla Prakrti, alla Natura, da non
potersi identificare con l'ananda, con la letizia
Divina. Se vogliamo godere la Beatitudine Divina
dobbiamo giungere a identificarci col Madhava, con
Dio.
174. Da dove sono venute le Upanisad, e qual'è il bene
che possono fare all'uomo ?
Esse indicano la via per la quale possiamo
raggiungere il " Kaivalya", l'Unità con Dio. Sono
l'essenza dei Veda - e la base di tutte le Upanisad
è la Isavasya Upanisad, che viene dal Yaiur Veda.
La Kenopanisad viene dal Sama Veda. Come dei Veda,
anche nelle Upanisad si possono ravvisare tre
parti, che sono: 1. Upasana Kanda; 2. Jnana Kanda;
3. Karma Kanda.
Esse dicono all'uomo ciò che deve e non deve fare,
quali sono le vie che lo conducono al bene e quali
sono quelle cattive. Il solo scopo delle Upanisad è
condurre l'uomo a Dio.
175. Qual'è la classificazione delle Upanisad secondo il
Kavi Vyasa ?
Vyasa assegnò le varie Upanisad a iscuno dei 4 Veda.
Il Rgveda si compone di 21 branche, ed ognuna di
esse ha una corrispondente Upanisad. Alle 109
branche del Yajurveda corrispondono 109 Upanisad, ed
alle 1.000 del Sama veda corrispondono 1.000
Upanisad. L'Atharvaveda poi ha 50 branche e perciò
50 Upanisad. Con ciò le Upanisad assommerebbero a
1.180 secondo il calcolo di Vyasa, ma a noi ne son
pervenute solo 108. Sri Sankaracarya arricchì dieci
di esse coi suoi commenti, e queste divennero perciò
le più apprezzate, e sono quelle citate al n° 24.
176. Oltre le 10 già enumerate, quali sono le altre 98 ?
Sono:
1. Brahma
2. Kaivralya
3. Svethasva
4. Fabali
5. Hamsa
6. Garbha
7. Aruni
8. Maramahansa
9. Amrithanda
10. Narayani
11. Amrttabindu
12. Atarvasikha
13. Atarvavasiva
14. Kasithara
15. Maitrayani
16. Narsimhatapani
17. Brahmajabala
18. Maitreya
19. Kalagnidura
20. Sulabha
21. Mantrika
22. Ksiti
23. Niralamba
24. Sarvahara
25. Vajrasucika
26. Subharahasya
27. Tejobindu
28. Nadabindu
29. Dhyanabindu
30. Brahamavidya
31. Atmabodhaka
32. Yoga
33. Tattva
34. Naradaparivrajaka
35. Brahmana
36. Sita
37. Yogacudhamani
38. Nirvana
39. Mandala
40. Daksinamurti
41. Skanda
42. Sarabha
43. Advaita
44. Tharaka
45. Mahanarayana
46. Sovbhagyalaksmi
47. Sarasvatiahasya
48. Mukkthika
49. Bhavarica
50. Ramathapana
51. Ramarahasya
52. Mudgali
53. Vasudeva
54. Pimgala
55. Sandilya
56. Mahabhiksuka
57. Yogasiksa
58. Samnyasa
59. Turyasvatita
60. Paramaparivrajaka
61. Narasimi
62. Aksamalalika
63. Amnumurnha
64. Ekasara
65. Aksaka
66. Adhumavya
67. Surya
68. Kundhisakhya
69. Atma
70. Savitri
71. Parabrahma
72. Pasupata
73. Thripurathapana
74. Avadhuta
75. Tripura
76. Devi
77. Bhavana
78. Katha
79. Yogakundali
80. Rudrahrdaya
81. Rudraksa
82. Bhasona
83. Darsana
84. Ganapati
85. Thaha Sata
86. Mahavakya
87. Pancabrahma
88. Gopalathapam
89. Pranagnihotra
90. Garuda
91. Krsna
92. Dattatreya
93. Varaha
94. Vajanavalkya
95. Satyayana
96. Avyakta
97. Hayagriva
98. Kalisantharana
177. Qual'è il significato esoterico della Ghita Upadesa?
La Gita insegna che il Campo è il corpo; il Jivi è
Arjuna e Krsna è l'Atman. La mente sono le redini, e
i cavalli sono i sensi. Il quadro d'insieme deve
essere interpretato nel senso che Krsna, che
rappresenta l'Atman, guida il carro, che rappresenta
il corpo, nel campo di battaglia. Gli eserciti
opposti sono " Thag " e " Para ", ossia questo mondo
e l'altro, il male e il bene, oppure Atman e
Anatman, oppure quello che è temporale e quello che
indistruttibile. I Kaurava rappresentano le cattive
qualità, e i Pandava le buone. La battaglia in
Hastinapura è quella che si svolge ogni giorno in
ogni cuore, col nostro controllo dei cavalli dei
sensi con l'aiuto delle redini della mente, sotto la
guida di Krsna. L'Atmanjnana, nella battaglia
dovremmo sconfiggere in noi le cattive qualità per
far vincere quelle buone, ristabilendo così il
Dharma.
178. Qual'è il 'leit-motiv ' della Bhagavad Gita ?
Questo nome significa la 'Divina Canzone',e consiste
essenzialmente di tre parti, che sono la Karma
Kanda, l'Upasana Kanda, e la Jnana Kanda.
In più la Gita ci ha veramente dato quel gran detto
che è 'Tat Tvam Asi': ' Tu sei Quello '.
I primi sei capitoli ci parlano della natura e del
contenuto di ciò che hiamiamo 'jivi', o il 'tvam',
che risiede nel corpo per cui mezzo si manifesta la
natura del 'jivi '.
I sei successivi riguardano la natura e il contenuto
di ciò che chiamiamo ' Tat ' ( la via della Bhakti) .
Gli ultimi sei capitoli ci parlano del contenuto e
del significato di 'Asi' ( 'sei') e ci insegnano
come realizzare l'identità del Sè o del 'Jivatma'
con ' Tat' col Paramatman. Ci insegna come dobbiamo
staccarci dalle cose, come sacrificare e raggiungere
" Moksa", la liberazione.
179. Qual'è il vero significato della parola
' Saranagati ' ?
Con questa parola intendiamo di solito
significare che mettiamo a disposizione di Dio il
nostro corpo, la nostra mente, tute le nostre forze
e quanto abbiamo. Invece non è un significato
corretto, perchè il nostro corpo non è affatto di
nostra proprietà, e la mente non la controlliamo.
Nulla ci appartiene veramente, e perciò non
abbiamo diritto di dire " abbandono a Dio pensiero,
mente e corpo," in quanto nulla appartiene a noi, ma
bensì a Dio. Solo quando ammetteremo e crederemo che
Dio è presente in ogni cosa capiremo che cosa
significa arrendersi a Dio in pensiero, parola a
azione. Il vero Saranagati è divenire uno con Dio.
non c'è abbandono finchè nella mente c'è distinzione
tra "io" e Dio. Non è arrendersi pensare che chi dà
ordini è Dio e chi li esegue è l'uomo; la
beatitudine sta nella unità e non nella dualità.
Quindi il vero significato della parola
" Saranagati " è il sentirsi uno con Dio.
180. Qual'è il merito che rese Arjuna degno di ricevere
l'insegnamento della Ghita ?
E' la domanda che fece anche lui, e Sri Krsna
rispose:
" Dharamaja ha molte migliori qualità di Arjuna, ma
ci pensa " dopo ". Si sente colpevole di aver fatto
il guaio, e quindi non meritava di ricevere
l'insegnamento della Gita. Poi ci sarebbe stato,
Bishma il grande dotto e prode figlio di Ganga, che
aveva pur capito che la ragione e il diritto stavano
dalla parte dei Pandava. Cionostante aveva accettato
il comando supremo dell'armata dei Kaurava. Le sue
azioni non erano coerenti con ciò che pensava; agiva
in contraddizione con le sue opinioni, e non era
degno di ricevere l'insegnamento di Krsna. Nel caso
di Arjuna, egli presentiva tutte le sofferenze che
avrebbe causato la guerra. Era pronto a sacrificare
tutti i piaceri di questo mondo e dell'altro per il
bene degli altri; si affidò al Signore pronto a
seguire tutte le indicazioni che gli avesse dato.
Dobbiamo quindi ammettere che egli era l'uomo che
meritava l'insegnamento della Ghita.
181. A quali condizioni Dio protegge il nostro benessere
e il nostro futuro ?
La parola di Dio è che egli si occupa del tuo bene
semprechè tu abbia devozione per Lui. Nella Ghita
dice che ciò avverrà purchè il devoto passi tutto il
tempo pensando a Dio, accetti Dio come
onnipervadente e presente in ogni essere; sia sempre
attaccato a Lui come fa il piccolo della scimmia,
sempre avvinghiato al pelo della madre. Dobbiamo
attaccarci a Dio in ogni circostanza e condizione;
dobbiamo avere questa fede implicita; se noi non
l'abbiamo, e ci abbandoniamo totalmente a Dio, Egli,
come la gatta fa con i suoi micini, si occuperà del
nostro bene ovunque noi siamo.
182. Quali sono i due modi mediante i quali ci possiamo
liberare delle catene degli affetti e degli
attaccamenti e guadagnarci la Liberazione?
Un modo è quello di ottenere la forza con cui
spezzare la catena. L'altro è quello di farci così
piccoli, che la catena ci sia molto larga e ci
scivoli d'addosso. Sono, il primo 'jnana', la via
della Conoscenza, e il secondo 'Bhakti', la via
della Devozione. Quest'ultima ci insegna
l'atteggiamento di " Dasoham ", ossia della
condotta per cui dici: " io sono il tuo servo "
('das').
Quando ti senti legato da una catena, se puoi
ripetere " Dasoham, Dasoham" ti fai umile, il tuo
ego diventa più tenue, e divieni tanto piccino che
puoi scivolare fuori dalla catena.
L'altra via quella della Jnana, ti fa spezzare la
catena perchè ripeti " Sivoham, Sivoham " - Io Sono
Siva.... - e con questa sensazione ti fai sempre
più grande; tanto grande che la catena si spezza e
non ti tiene più.
Ecco le due vie per arrivare a " Moksa ", alla
Liberazione.
183. Che cos'è " Kama " ? Che differenza c'è fra "Kama"
e " Prema " ?
L'avere dei desideri e mantenerli è " Kama ". La
parola " Bhakti " è anche scambiata con " Prema ",
ossia Amore. Benchè Prema e Kama possano parere
sinonimi, in realtà differiscono molto. Kama si
lega a persone o a cose; è ristretto e limitato. I
desideri terreni son Kama e il desiderio per
l'universale, per Dio Eterno è Prema.
184. Spiegami la frase " Jantunam Narajanma Durlabham ".
Si chiama " jantu " tutto ciò che è nato da una
matrice.
Poichè anche l'Uomo è nato da madre, è detto "jantu"
anch'esso. La sola differenza tra uomo e animale è
la sua intelligenza. La frase citata dice che la
'narayama', ossia la nascita come 'nara' (uomo) è
una grande fortuna.
Perciò devi badare attentamente a tenere una buona
condotta nella vita.
185. Che cosa ci insegna il Ramayana ?
Ci insegna che i due sentimenti di " kama " e
" Krodha " sono la causa di tutte le tristi
esperienze che abbiamo nella vita.
Quella strega di Manthara ebbe la colpa dell'esilio
di Rama nella foresta, e del ratto di Sita da parte
di Ravana, di cui ebbe la colpa anche Surpanaka.
'Manthara' significa ira, cioè Krodha; e Surpanaka
significa desiderio, ossia Kama. Kama e Krodha,
concupiscenza e ira, hanno la colpa di tutti i
dolori che prviamo. Anche nel caso di Sita, ella
poteva stare con Rama solo qando aveea sacrificato
tutti i suoi Kama; quando nella sua mente venne il
desiderio del cerbiatto d'oro, Rama le fu lontano.
Il Ramayana ci insegna anche che dove c'è Rama non
c'è più Kama; e quando subentra Kama, Rama è lontano
da noi.
186. Che cos'è " Visnu Maya " ?
La base eterna, il Brahman, è come uno schermo
cinematografico. Quando gli si proietta sopra
l'immagine del mondo cangiante, con la gente che va
e viene, avete il quadro del mondo, come il film nel
salone del cine. Questo processo per il quale lo
schermo permanente e la pellicola irreale e
transitoria si combinano e ci danno un'impressione
di realtà può essere chiamato la " Visnu Maya "
dell'Universo, del Jagat. La parola " Visnu " non
deve qui esser reinterpretata come una Persona che
riveste le insegne della Buccina (" Sanka") e del
Disco ( " cakra "), ma significa 'onnipresenza'; e
a questa miscela di vero e di falso Samkara diede il
nome di "Mitya", e disse " Brahman Satya, Jagat
Mitya ".
187. " Maya è l'ombra inseparabile di Dio "; spiegami
questa frase con riferimento al Ramayana.
Sappiamo che, mentre viaggiavamo nella foresta,
Rama faceva da guida e camminava in testa alla
comitiva; subito dietro a lui veniva Sita, e per
ultimo camminava Laksama. Rama Rappresenta Dio, il
Paratma; Sita rappresenta Maya, e Laksama
rappresenta il Jivi. Se Laksama ( l'anima umana,
il Jivi ) desidera avere la vista di Dio, del
Paratman, Sita che gli si frappone si deve
allontanare; oppure si deve spostare Laksama.
Se cerchiamo d spinger via Maya, o di cacciarla
con odio, essa si adira. Non solo: neanche Dio
permetterebbe una tal cosa, e non avremo la grazia
del suo Darsan. Il solo modo per un jivi di vedere
Dio e di ottenere la Sua Grazia è di capire che
la Maya è l'ombra inseparabile di Dio Stesso e o
pregare in tutta umiltà di avere l'opportunità di
vedere il Signore. Allora la stessa Maya si farà
gentilmente da un lato ed aiuterà il Jivi ad avere
il Darsan del Signore Iddio.
188. Chi sono io ?
Per rispondere dobbiamo farci molte domande quali:
" Io sono il corpo ? Sono la mente ? sono
l'anthakarana ? " e così via. Se credi di essere il
corpo che senso ha dire, come fan tutti, " il mio
corpo" ? Chi è che dice "mio", e chi è il corpo ? Se
tu dici " il mio corpo" sottintendi che tu sei
qualcos'altro staccato e diverso dal corpo. Se dici
" la mia mente " è evidente che separi la tua mente
dal tuo possessore, il tuo "io". Noi sperimentiamo
tutto, tutto separando tra "mio" e "non mio". La
cultura indiana e gli insegnamenti del Vedanta ti
fanno attraversare, per mezzo della constatazione
" questo non è l'"io" tutto finchè arrivi a capire
che cos'è l'Io; e il vero Io è l'Atman.
189. Chi è i nostro vero Congiunto o parente?
Quando muore un congiunto, la madre per esempio,
ella mi ha lasciato e se n'è andata. Ma chi mi ha
lasciato in realtà ? Il suo corpo è ancora qui, ed è
andata via. La vera madre è solo la sua vita. Sicchè
quando la vita, è fuggita, ci rendiamo conto che il
rapporto di cui abbiamo goduto era solo un rapporto
fisico, che non ha valore. Tutto ciò che era
permamente e lo era solo in rispetto all'Anima
Divina che era contenuta nel corpo, e non era il
corpo stesso.
Perciò il vero parente, il vero amico, la vera guida
può essere solo Dio e nessun altro.
190. Quando ci accorgeremo della nostra vera forma ?
Nel pensiero che ci fa credere nell'Onnipresenza di
Dio, che Dio è presente davanti a te e fuori di te
non occorre che tu dia speciale importanza a ciò che
viene dal di fuori. Devi credere che tutto è
contenuto da te. Tutta la essenza dei Veda viene
dall'interno dell'uomo, e non dal di fuori. A causa
dell'ignoranza, di certe illusioni e dalle nostre
azioni in vite anteriori crediamo che ci venga
qualcosa dall'esterno, da qualcosa di sacro. Non è
esatto, è illusione. Solo se sappiamo liberarci da
codesta illusione, di superare l'ignoranza e di
capire che tutto è dentro di noi potremo conoscere
la nostra vera forma.
191. Nella nostra miotlogia si racconta che una vita
l'Oceano fu sbattuto ( come si fa con il latte per
fare il burro) con il " Mahatahara Parvatha ".
Qual'è il senso occulto di questo segreto ?
Si racconta che c'era un monte di questo nome, e che
con esso l'oceano fu sbattutto, dai deva che
tiravano da un parte e gli Asura dall'altra il
serpente che, attorcigliato al monte, lo faceva
girare ( in India invece dalla nostra zagola il
latte si agita in un recipente cilindrico, in cui è
immerso un bastone che fa da agitatore, attorno al
cui estremo superiore si avvolge una funicella che,
tirata da un capo all'altro, lo fa girare
alternativamente. I Deva, o devata rappresentano le
buone qualità, e gli Asura, o Demoni le cattive.
Dall'Oceano uscirono cose buone, gemme, il
Kalpavriksa, albero che soddisfa i desideri, la
Kamadhenu, vacca che vi dà tutto ciò che volete.
L'Amrita nettare dell'immortalità, ed anche veleni
mortali. Questo è il senso allegorico della storia;
il, senso occulto, 'anagogico' come direbbe Dante è
che è la nostra vita stessa ad essere " zangolata ".
La fonte " Viveka", la sapienza; il corpo è il
recipiente dove avviene la sbattitura e il monte
sbattendo è l'essenza del Vedanta; e i due capi
della fune che muove il monte sono le due Nudi Ida e
Pingala, i nostri due condotti sottile attraverso
i quali si muove la nostra energia interiore.
L'operazione della sbattitura è il Sadhana che noi
dobbiamo praticare ( per sceverare ciò che c'è di
noi di buono da ciò che c'è di male ).
Allora sorgerà il Nettare Divino.
192. Il Bhagavan ha comparato la nostra vita ad una
partita di foot-ball. Perchè ?
Il nostro cuore spirituale è il campo da gioco; da
una parte c'è la squdra delle " Asarida Varga ",
delle cattive qualità, che sono: 1. Kama,
( concupiscenza) ; Krodha ( ira ): 3. Lobha
( avidità, possessività ) 4. Moha ( attaccamento,
illusione ); 5. Mada ( arroganza, superbia);
6. Matsarya ( invidia). I giocatori dell'altra
squadra sono:
1. Satya ( verità); 2. Dharma ( rettitudine);
3. Santi ( pace, imperturbabile); 4. Prema
( amore ); 5.Ahimsa ( non -violenza );6. Purnave
( senso di pienezza).
La " Dharma Vidya " ( l'istruzione che si riferisce
a questo mondo), e la Brahma Vidya ( quella che
riguarda l'Altro Mondo) sono i limiti del campo. La
gente buona e la cattiva stanno calciando la palla
della vita. I cattivi hanno la forza fisica, i buoni
quella Divina, e si vedrà come e quando vinceremo,
o se manderemo il pallone in porta. Questo è il
confronto che fa il Bhagavan fra la vita e una
partita di foot-ball.
193. Quale è il significato occulto del rumore del nostro
respiro ?
E' il " Soham "; "so" è il suono del respiro che
entra, e " Ham " quello del respiro in uscita. La
sillaba " so " sta per " Tat ", che significa Dio,
il Brahman; e " Ham " sta per " io " o me. Ad ogni
respiro diciamo " io sono Dio ", " Io sono Dio ".
194. Si sentono vari suoni. Da dove vengono questi suoni?
Tra i suoni ce n'è uno che è il più importante, ed è
il pranava AUM. Da essi emanano tutti i diversi
suoni, uno e tutti. I Vari suoni sono solo
trasfromazioni dell'" Ekoham Bahusyam "( La Volontà
Divina " Io sono l'Uno e sarò i molti " ).
195. Spiega come l'AUM è " Ekaksaram Brahma " e Rama è
null'altro che l'Omkara ).
L'Omkara è formato da tre suoni principali: A, U, M.
Rama, che è l'incarnazione del Dharma anche lui ha
tre personaggi che lo aiutano, e che sono Laksmana,
Bharata, e Satrughna ( i suoi tre fratelli). Il
suno A può esser comparato a Laksmana, l'U a Bharata
e l'M a Satrughna. La combinazione di questi tre è
l'Omkar, e Laksmana Bharata e Satrughna insieme
fanno Rama. I Veda e le Upanisad ci insegnano che
l'Om (AUM) è l'" Ekaksara Brahman "; cioè l'OM è
Leakam Advitiyam Brahman, ossia Brahman è l'Uno è
solo Uno ". Rama che non è altro che l'Omkara, ebbe
nascita sulla terra per ristabilire il Dharma, la
rettitudine sulla faccia del pianeta. Rama è Dio.
196. Il Ramayama ha altri due nomi. Quali sono ?
Sono " Morte di Ravana " e " Sitacarita ", ossia
" Storia di Sita "; il Ramayama è chiamato " Srimad
Ramayama " perchè descrive tutte le grandi virtù di
Rama. Il titolo di " Storia di Sita " gli spetta
perchè Ella è la donna ideale, ricca di tutte le
qualità che deve avere la Donna Indiana; castità,
purezza, gentilezza, eccc. Ed ella insegna perfino
il Dharma e Rama. A sua volta Ravana è un
personaggio potentissimo e di grande sapere, e
compie molte grandi imprese. Ciononostante egli non
seppe seguire la retta via, e per questa ragione
dovette essere ammazzato da Rama. Ravana non era
sorretto dal Dharma. Poichè il ramauyma cui insegna
che non dobbiamo lasciare spazio alle cattive
azioni, e che la vera forza è quella del Dharma,
questo poema è anche chiamato " L'Uccisone di
Ravana ".
197. Che cosa significa " Saguna Brahman ", e " Nirguna
Brahman " ?
Per spiegarlo prendiamo per esempio ciò che
Uddalaka, il grande Guru disse al figlio per
spiegargli queste cose. " Prendi un vaso pieno
d'acqua, mettici dello zucchero e rimescola bene "
Prima di sciogliere lo zucchero lo abbiamo visto.
Adesso che l'abbiamo sciolto nell'acqua sapremo dire
in che parte del vaso si trova ?
Lo zucchero si trova in ogni goccioletta del
liquido.
Così il Brahman, che è " nirguna ", ossia senza
" guna " attributi, ed è " nirvikara", senza forma
nè limiti di spazio o di tempo, questo è il concetto
di " nirguna Brahman ". Questo Brahman assume gli
aspetti di " saguna ", di chi ha attributi o "guna"
e appare in questo mondo e risiede in ogni essere,
in tutto ciò che vediamo intorno al mondo. Non è
possibile vederLo separatamente coi nostri occhi, nè
afferrarlo con le mani, ma è solo possibile averNe
l'esperienza nel Suo Sgtato Manifesto. Ciò è tutto
ciò che possiamo fare con la grossolanità del nostro
corpo, salvo sperimentarlo in istati più elevati.
198. Dio è presente ovunque e sempre. Perchè si dovrebbe
andare in qualche posto speciale o in
pellegrinaggio per cercare Dio in qualche santuario
particolare ?
Qui c'è una vacca; dal suo corpo si può estrarre
latte. Vogliamo dedurre che il latte scorra per
tutta la vacca ? Provate a mungerla da un orecchio:
avrete un bel torvcere; di latte non ne esce.
Occorre mandarlo a cercare in qualche posto
speciale. Il latte viene dal sangue dell'animale,
ma non è detto che dove c'è sangue ci sia il latte.
Allo stesso modo, benchè Dio sia onnipresente e sia
dappertutto, se Lo si vuole vedere, per realizzarlo
dovete scegliere un momento e il luogo giusto. Se
cominciamo la nosta vita prefiggendoci una certa
ora di preghiera ( di pregare, contemplazione o
meditazione) e ci scegliamo una certa forma; a poco
a poco nella nostra pratica giungeremo a un punto
quando, da quest'adorazione passeremo a realizzare
l'aspetto nirguna del Brahman. Tutto ci apparirà
allora come una sola cosa infinita. Quando
raggiungiamo quaesto stato di Advaiata e
trasformiamo in esperienza le nostre convinzioni
filosofiche non avremo più bisogno di recarci in
qualche posto speciale. Vedremo Dio dappertutto,
senza vincoli di tempo, e LO troveremo dentro di
noi. Questa è la vera realizzazione di Dio.
199. Che cos'è la meditazione ?
Dobbiamo accettare il concetto " Saguna " e
" sakara " perchè col suo aiuto possiamo raggiungere
la meta di " Nirguna " e di " Nirakara ". Questo
procedimento è chiamato Meditazione, o Dhyana ( ma
pare che in altri testi, come Dhyana Vahini non si
legga proprio così. Sta di fatto che Patanjali
enumera Prathyaara, Dharana e Dhyana prima di
Samadhi; ossia introversione dei sensi,
concentrazione, contemplazione e poi Samadhi; e di
quello che si dice " meditazione " specificamente
non parla. Se essa non è ancora Samadhi, sarebbe
lecito identificarla con " Dhyana ", contemplazione;
ma pare che in Dhyana Vah. Baba la ponga un gradino
più su, con Samadhi: siccome di Samadhi, prima di
giungere all'Unità totale, ce ne sono vari livelli,
potremo supporre che Baba intenda per istato
meditativo i primi ivelli di Samadhi.
200. Che cos'è Dhyana?
Se non c'è un oggetto su cui meditare, non si può
farlo. Il processo nel quale si medita
( si " contempla " un oggetto ) si chiama Dhyana.
Colui che fa Dhyana si dice Dhyata. Il Dhyata, per
mezzo di Dhyana, deve raggiungere l'esperienza
dell'oggetto della meditazione, del Dhyeya. Quando
si compie il processo della meditazione, le tre
componenti si fondono in una unità; colui il quale
dà Prema, il Prema stesso, e chi riceve il Prema
diventano una sola cosa; se manca uno di questi tre
elementi non è possibile raggiungere la completezza.
In tutti e tre è presente Prema nello stesso
grado. A ciò si riferisce il detto " L'amore è Dio;
vivi in amore ".
201. Come si può fare Dhyana?
Pr farlo è molto importante l'ora. Dovete meditare
ogni giorno, sempre alla setssa ora, nel periodo che
va dalle tre alle sei del mattino; sono le 3 ore del
" Brahman Muhurta ". Mettetevi a sedere su una
tavola di legno, in " padmasana 2 ( posizione del
loto).
Mettetevi davanti una piccola " jyoti ", una
fiammella di una lucernina ad olio e una candela;
guardate la fiamma ad occhi aperti. Chiudete gli
occhi dopo un minuto; sentitevi la fiamma nel mezzo
delle sopracciglia; portatela pian piano fin dentro
al cuore. Sentite che nel vostro cuore, che si
apre come un loto alla luce della vostra fiamma,
questa si va soffermando. Se non ve la potete
raffigurare, riaprite gli occhi e tornate a fissare
la jyoti. Quando ve la vedrete nel mezzo del vostro
cuore, portate la sua luce ad ogni parte del vostro
corpo; nel collo, poi dal collo alla bocca, e poi
alle mani, e ai piedi, poi agli ochi, e dagli
occhi alle orecchie e al capo, e di lì tutt'attorno
a voi.
Mandatela a coloro coi quali avete relazioni,
a chi vi vuol bene ed anche a chi vi vuol male. Poi
mandatela a tutto: agli uccelli, alle altre bestie,
a tutto. Quando averete finito la vostra Dhyana
recitate la preghiera " Asato Ma Sat gamaya; Tamaso
ma Jyotir gamaya; Mrtyor ma Amrtam gamaya, " che
significa : " (O Signore) conducimi dall'irreale al
reale; conducimi dalle tenebre alla luce, conducimi
dalla Morte all'Immortalità ".
202. A che serve codesta Dhyana ?
Ovunque sarà stata portata questa Jyoti ( fiamma,
luce ) durante la Dhyana non ci saranno più tenebre.
dacchè Jyoti avrà raggiunto i vostri occhi non
avrete più cattive visioni o vista cattiva.
Siccome essa ha raggiunto le vostre orecchie, non
udrete più cose malvagie; poichè è giunta alla
vostra bocca, non proferirete più parole cattive;
ed essendo giunta al vostro capo, non avrete più
brutti pensieri. E'arrivata nel vostro cuore, e non
avrete più sentimenti negativi; è corsa alle vostre
mani ed ai vostri piedi, e non commetterete più
cattive azioni nè andrete più in luoghi cattivi.
Sentirete che con questa meditazione non si sono
solo eliminati i lati brutti del vostro carattere,
ma al loro posto sopravvengono idee sacre e nobili,
e le vostre azioni sacre e nobili saranno. Non solo,
ma potrete arrivare al glorioso Darsan Isvara,
oppure avrete l'esperienza dell'Advaita, dell'UNO,
perchè la luce che è in voi c'è in tutti gli esseri
umani ( e non ), in tutto e dovunque.
203. Non ci è lecito meditare su una delle Forme di Dio ?
Una forma non è cosa duratura. Non è giusto porre la
vostra concentrazione su qualcosa che cambierà, che
non è durevole. Meditate su qualcosa che non cambi
mai. Avendo nella vostra meditazione la Jyoti
( = luce ) che non cambia, vedrete certamente in
essa " Rupa ", la Forma che gradite e che pregate.
Da una Jyoti potete accendere quantità di altre
Jyoti, ma la prima non cambia per questo, nè si
spegne. La prima Jyoti è una " akhanda jyoti ", le
altre sono delle " Jivan Jyoti " ( la prima è come
Paramatman, le altre sono raffigurate come il
Jivatman). Il risultato della meditazione sarà che
ogni singola Jivi Jyoti si fondono con l'Akhanda
Jyoti, e ciò insegna l'Unità di tutto il creato.
Ecco perchè si tiene davanti una luce nella
meditazione.
204. Che cos'è il " Prarabhda Karma"? E il "Sancita" e
" l'Agami Karma ", che sono?
Il Prarabhda Karma è quello in cui ci troviamo al
presente, del quale sentiamo oggi gli effetti. Per
Sancita si intende tutto il Karma passato, e Agami
si riferisce al Karma che seguirà nel futuro. Il
Prarabhda sta in mezzo tra il Sancita e l'Agami, e
noi stiamo subendo questo Prarabhda a causa del
Sancita. Il risultato di quello che facciamo ora
verrà nel futuro. Anche se siete nel Sancita, se
cercate di comportarvi in un modo sattico, pio e
buono, potrete cambiare anche sancita. Se poi
facciamo ogni nostra azione per piacere a Dio e per
la sua Gloria e non c'è Prarabhda che ci possa
turbare ( e l'esempio di Druva e di Markandeya ci
mostra come può essere superato il Karma). Quindi,
la Grazia di Dio può sicuramente vincere i cattivi
effetti di Prarabhda. se possimao avere il
beneficio della Grazia di Dio non dobbiamo temere
nè Prarabhda, nè Sancita nè Agami. Perciò, " siate
buoni, fate il bene e vedete il bene; questa è la
strada verso Dio, " dice Sai Baba.
205. Qual'è il significato spirituale della storia di
Gajendra Moksa ?
Nella sua vita precedente Gajendra era stato un re,
e rinacque come elefante perchè fu maledetto da un
saggio. Qui " re " significa Atman, di cui il
Paramtman è l'imperatore. Questo elefante dimenticò
l'Atmatattva ( il proprio principio spirituale ) e
conduceva una vita di attaccamenti e di illusioni,
nella foresta dell'esistenza. Nel vagare per la
foresta gli venne sete, - il che significa
attaccamento ai sensi -, e vide un lago - il lago
dei desideri materiali, il " samsara "; gli venne
voglia di godere delle sue acque, i piaceri di
" samsara ", ed entrò nel lago. Apparve un
coccodrillo - che simboleggia il " mamakara " o
attaccamento, e l'Ahamkara", o egoità - e gli
azzannò una gamba.
L'elefante non se ne poteva liberare, benchè
impiegasse tutte le sue forze fisiche e mentali.
Finalmente invocò in preghiera l'aiuto di Dio. Lo
stesso accade per noi, che nella vita ci affidiamo
solo alle forze del nostro corpo e della nostra
mente, ma queste non possono darci pace e gioia. Se
dedichiamo a Dio queste due forze, la sua Grazia ci
darà quella Pace e quella Gioia. Alle preghiere
dell'elefante, Dio lanciò il suo " Sudarsana
Cakra " e uccise il coccodrillo salvando l'elefante.
Il nome " Sudarsana" è formato dalla radice " su "
che significa " buono " , mentre " darsan "
significa " visione ": quindi " Sudarsana non è solo
un'arma o uno strumento, ma è la giusta visione di
Dio: quando l'elefante volse a Dio le sue preci, lo
sguardo di Dio si volse verso l'lefante. Ecco perchè
il Bhagavan dice: " Guardate Me, e Io certamente
guarderò voi ".
206. Qual'è la prima cosa che dobbiamo cercare di
conoscere ?
La prima cosa da conoscere è te stesso. La ricerca
della conoscenza di te stesso si chiama
" Sankhyajnana", e " Tarkajnana " è ciò per cui
mezzo si conosce ciò che è l'" io " e da donde è
venuto codesto " io ". Lo stato di chi cerca
costantemente di conoscere la verità dell'" io " si
chiama " Amanaska ". Perciò tutti dovrebbero cercare
di sapere questa verità e di essere sempre nello
stato di Amanaska.
207. Che cos'è il " nostro ", in realtà ?
Abbiamo tutti l'idea errata che una certa cosa è
"nostra", ma non è così. Il corpo non è nostro, nè
lo è la mente e neppure questa vita è nostra, perchè
nulla è sotto il nostro controllo. Il nostro essere
è formato da vari strati: " Annamyakosa" ( corpo
mentale), " Pranamayakosa " ( corpo enegetico),
" Manomayakosa " ( corpo mentale), " Vijnanamyakosa"
( corpo di intelligenza), e " Anandamayakosa"
( corpo di beatitudine). Finchè l'uomo dipende
dall'Annamayakosa non può conoscere ciò che riguarda
il vitale ( il Pranamayakosa) e vive da animale.
Quando dipende dal Pranamayakosa comincia a credere
che esista Dio. Col Manomayakosa si rende conto
delle leggi naturali, e col Vijnanamayakosa conosce
gioia e dolore, e finalmente con l'Anandamayakosa
conosce la beatitudine. Tutto è creato da Dio e Gli
appartiene. Di nostro non c'è che l'esperienza
dell'Unità con Dio.
208. Quali sono i tre tipi di Satya ( verità) comunemente
noti ? Spiega come la verità è Una, in realtà.
Si dice che ci sono tre verità: la " Pratibhasika
Satya ", la " Vyavaharika Satya " e la " Paramatika
Satya ", ma la Verità è una sola, e e non è mai
triplice. Siamo solo noi a credere che ce ne siano
tre.
Per esempio, nella penombra ci può accadere di
credere che una fune per terra sia un serpente; ma
in realtà il serpente è solo nella nostra mente, e
la verità è che non c'è un'altra cosa, che è la
fune.
Questa verità illusoria è la Pratibhasika Satya, che
non ha nè base nè esistenza.
Se ci mettiamo davanti ad uno specchio, ci vediamo
riflessa la nostra immagine; se ci allontaniamo,
l'immagine non c'è più. In questo caso una base c'è,
e siamo noi, che abbiamo prodotto il nostro
riflesso; ma in nostra mancanza il riflesso non c'è
più. Esso e Vyavaharika Satya. Finalmente la
Paramartika Satya è un'entità che è presente sempre
e dovunque; è la vera ed eterna verità. Anche se in
questo mondo vediamo molte forme, molti nomi, tante
cose, varie razze, religioni e caste, dobbiamo
sapere che Dio è presente in tutte esse; l'Essere
Interiore, in realtà, è solo UNO.
209. Che persona è uno " Sthitaprajna " ? Come si può
raggiungere tale stato mentale ?
Si chiama Sthitaprajna chi non è nè giubilante per
il successo nè depresso per la sconfitta, perchè ha
raggiunto l'imperturbabilità dell'animo. Per
raggiungere questo stato occorre avere un dominio
totale sui sensi. Non è affatto facile dominare i
sensi, ma è meno difficile indirizzarli verso Dio
invece che verso le cose terrene. Con questo
procedimento si eliminano tutte le impurità dei
sensi, e il primo passo è far crescere in noi
l'amore per tutte le creature viventi. Chi poi
divien capace di dominare e superare l'ira, l'ego e
gli attaccamenti diventa un grande Yoghi. Dobbiamo
renderci conto che l'ira, la superbia e le altre
passioni riducono l'uomo peggio di un animale.
Cercate in voi Vijnana, Prajnana, e Sujnana che sono
latenti nell'uomo, dirigete i sensi entro il giusto
canale e raggiungerete lo stato perfetto della
suprema gioia.
210. Com'è che l'ira è il peggior nemico e la calma è
invece la miglior protezione ?
Sotto l'effetto dell'ira perde la calma e diventa
ansioso. In realtà la gioia è il paradiso, e il
dolore è l'inferno dell'uomo. Chi è posseduto
dall'ira perde il pieno e corretto esercizio di
tutte le proprie facoltà, e si fa odiare dagli
altri, perchè commette cattive azioni e gravi
peccati. I sentimenti d'ira hanno una grossa
componente egoica, e l'ira è causata dalla
debolezza della mente. Quando siamo adirati i nostri
nervi si indebolisci non e perdiamo più energia di
quanta ce ne darebbero tre mesi di cibo. L'ira non
solo ci debilita e ci porta via i meriti delle
nostre buone azioni, ma ci mette in cattive
condizioni di salute fisica e mentale. Se siamo
capaci di dominare l'ira possiamo farci dei meriti
pronunciando il Nome del Signore. La calma dà la
forza alla mente e ci dà lo stato di Sthitaprajna,
di imperturbalbiltà d'animo. Per arrivarci cercate
di riempirvi la mente di buoni pensieri, di buoni
sentimenti e di buoni concetti. Invece chi è preso
dall'orgoglio, dall'ira e dall'ego vive l'inferno.
Invece la calma è la nostra protezione.
211. Che cos'è il " cibo sattvico " ?
Non è solo mangiare latte e yogurth, vegetali e
olio. E' cibo anche quello che entra in noi da tutti
i sensi, dagli Jnanendriya; è l'aria che respiriamo,
ciò che vedono i nostri occhi, ciò che entra dalle
nostre orecchie, e dagli oggetti che tocchiamo e
palpiamo. Sono oggetto della selezione per una dieta
Sattvica tutte le cose che entrano per le porte dei
nostri sensi, i quali devono essere puri e
immacolati: ecco perchè ne dobbiamo avere il
controllo.
212. Qual'è il significato esoterico della
rappresentazione del Signore ( Visnu ) dormiente sul
'Ksira Sagara ', l'Oceano di Latte ?
L'Oceano di Latte è il nostro Anthakarana, il corpo
causale, e ciò che resta dopo la Dhyana ( la
meditazione), il " sesa " o residuo è l'" Adisesa ",
il gran Serpente. La consapevolezza che si trova tra
i due e Sri Visnu Stesso, mentre colui che adora, il
devoto è la dea Laksmi. Molti grandi ci hanno
insegnato come far addormentare Dio sul nostro
Oceano di Latte, sul nostro Anthakarana o sul nostro
cuore. Il fatto che " sadhakara " sia Laksmi ha il
suo significato occulto. Il Jivi non può essere
chiamato Purusa finchè la natura inerte non sia del
tutto eliminata; è possibile raggiungere il
principio Purusa per mezzo della natura femminile si
" Stri- Tattva " . E' questo il significato
anagogico dello " Sri- Sayana " del Signor Nostro.
213. Che cos'è la " jadattva ", l'inerzia ? Parlamene in
dettaglio.
Ci sono cinque fasi, o aspetti dell'inerzia. Esse
sono: 1. " Ghata-Akasa "; 2. " Jala-ekasa ";
3. " Dehara-ekasa " 4. " Cida- akasa " e
5. " Mahadkasa".
1. Questo nome ( di Ghata Akasa ) si riferisce solo
al corpo e non all'Atman che vi è contenuto. Il
Ghatakasa è quello stato in cui si dice: " questo è
Me" . Anche quando siamo persi nella cosapevolezza
solo del corpo, c'è ancora quel sentimento per
l'Atman che è in noi: è come lo spazio ( " akasa " )
entro il vaso.
2. lo stato di " Jalakasa " è quello in cui si è
pieni di " sankalpa ", di intenzione, e può esser
raffrontato col cielo riflesso nell'acqua. Il
Sankalpa e il Vikalpa ( La Scelta ) in noi sono
come l'acqua nel vaso.
3. Il " Dharakasa " è quello stato in cui si
osservano Sankalpa e Vikalpa e noi, ma siamo consci
che li stiamo osservando; per esempio, se l'immagine
viene ferita fisicamente da qualcuno, la ferita non
viene sentita dall'oggetto, ma se invece viene
offesa e ingiuriata ( moralmente ) da qualcuno,
quest'oggetto, il cui riflesso si trova nell'acqua,
risente dell'insulto. Sicchè c'è unità in " Sabda "
(suono) ma non in "kriya" ( azione); eppure vi è
contenuta, occulta, anche la natura del
" Sabda Brahman ". Così in Jalakasa si trova anche
la natura di Daharakasa ( "dahara"= piccolo, tenue,
sottile).
4. Venendo ora a " Cidakasa", dirò che questo è lo
stato in cui l'uomo non è semplice spettatore. In
esso l'uomo non è per nulla scosso da emozioni, ma
osserva come testimone indifferente tutto quello che
accade al corpo, perchè è occupato in una coscienza
superiore. Questo stato è " Cidakasa ".
(" Ghata "= giara, contenitore, il corpo fisico;
" Akasa " = spazio, 'cielo'; " Jala " = acqua;
" Dahara "= sottile; " cid " = consapevolezza.)
5. Il vaso può essere rotto, lo stagno si può
asciugare, ma la " Akasa " rimane sempre. Lo spazio
immenso è lo stato chiamato " Mahadakasa " è lo
stato ottenuto col controllo dei sensi, nel quale è
possibile realizzare lo stato supremo del
" Nirvikalpa ". Questo stato è ancora chiamato
" Nirvikalpa ". Questo stato è ancora chiamato
" akasa " perchè ha ancora l'elemento d'inerzia, di
"jada". Lo spazio (' cielo ') riceve diversi nomi
oltre l'" akasa " : " gagana ", " sunya "
('vuoto',nulla). Si parla anche di " Hrdakasa " in
riferimento allo spazio ( o 'firmamento') del
'cuore'. La Grazia di Dio può farti andare
direttamente allo stato di Mahadakasa senza dover
passare per tutti i vari stati di Gata, Jala,
Dahara, e Cit.
214. Dove risiede questa " Citasakti " luminosa, che è il
nostro Atman ?
Tutte le figure che troviamo nel mondo non sono che
proiezioni del 'cid-akasa'. L'anima proietta sullo
schermo le varie figure che vediamo muoversi come al
cinema. Se chiudiamo gli occhi non vediamo nessuno,
ma tutta quella gente ci dev'essere. Aperti gli
occhi, vediamo con essi tutte quelle apparenze, ma
non è che esse entrino negli occhi. Gli occhi
proiettano una luce, che non è proiettata dagli
oggetti. Per esempio, il sole illumina tutto il
mondo, ma questo non illumina il sole. La luna è
come uno specchio che riflette la lce del sole, che
viene rimandata fredda e piacevole. I Veda dicono
che la luna è come la mente, che riflette lo
splendore dell'Atman. Di essa parte si riflette
nello specchio di " Buddhi", dell'intelletto, e così
la mente buia può esser illuminata e splendente
della luce riflessa. La mente può permetterci di
ottenere ' Prajnana', anche se siamo allo stato di
Ajnana. Se volgiamo Buddhi verso l'Atman possiamo
disperdere il buio della nostra mente; L'Atman è il
padrone dell'intelletto e ciò che esso afferra
trascende i sensi.
215. Spiegami come il Dharma ha perso i suoi Pada
( piedi, sostegni ) nonostante la comparsa dei
grandi Avatar ?
Il Bahgavan Baba dice che nel'" Krytayuga" camminava
e si sosteneva su quattro piedi, che erano:
" Yajna ", 2. "Yaga", 3. "Yoga", 4. "Tapas". I Rsi
del Krita Yuga seguivano tutti e quattro questi Pada
per armonizzare pensiero, parola ed azione.
La perdita di un Pada nel Treta Yuga in realtà
importò la perdita di uno, il Tapas. Poi nel Dvapara
Yuga era possibile raggiungere il Dharma con l'aiuto
solo di due Pada: il Yoga e il Yajna. Nel Kaliyuga
il Dharma ha soltanto nu Pada, lo Yoga, cioè il
Bhakti Yoga, lo Yoga della devozione. Così il
significato segreto è che il processo è stato
facilitato. Gli Avatar hanno eliminato i Pada più
difficili, ma il Dharma non è stato cambiato.
Finchè avete un solo anno di età usate quattro gambe
per camminare; poi dopo, più tardi solo tre, e poi
due e cominciate a correre, sempre però usando una
gamba per volta. Il Dharma è imperituro, è
indistruttibile, e gli Avatar sono venuti solo per
facilitare la via per raggiungere il Dharma.
216. Dove va l'Atman dopo la morte del corpo ?
Esiste una sola realtà così come c'è solo un sole; e
questo corpo può essere comparato con un vaso pieno
d'acqua, e in ogni vaso si riflette l'unico e solo
Atman, anche se ogni immagine pare separata. Quando
il vaso si spezza e l'acqua si sparge al suolo, dove
va il sole che fin'ora era stato riflesso
dall'acqua?
Il sole non è venuto e non se ne è andato, ma è
apparso come riflesso perchè c'era il vaso e nel
vaso c'era l'acqua. Il valore del vaso dipende del
materiale di cui è fatto, ma il riflesso ha lo
stesso valore per tutti i vasi. Così pure L'Atma
Svarupa ha ovunque lo stesso valore e tutte le
differenze sono illusorie. L'Atma Tattva è una e
indivisibile ( " Tattva " = quiddità ).
217. Quali sono i tre tipi di Karma ?
Benchè la via del Karma sia difficile, ci offre
diverse esperienze. Ci sono tre specie di Karma:
" Karma ", " Vikarma", e " Akarma ". Il Karma può
essere definito come il dovere prescritto ; sono
Vikarma le azioni vietate; le azioni che sono
compiute per raggiungere la realizzazione di Dio,
divengono santificate. L'Akarma è la pura pigrizia,
l'inerzia.
Il Karma è la responsabilità nostra fin dalla
nascita, e perciò la Gita chiama l'uomo " Karmaja"
( La radice "ja" sta ad indicare ciò che è nato, da
cui " janma " = nascita, eccetera; quindi " karmaja"
è come dire " nato per compiere karma " ).
218. Che cosa dice la Gita a proposito del Karma ?
L'azione comporta sempre la sua ricompensa, il suo
risultato. Il frutto di una azione è una reazione,
un riflesso, un rimbalzo dell'azione stessa. Però la
Gita ci insegna che le azioni che imprendiamo devono
essere fatte senza pensare alla ricompensa o al
risultato.
Molti dicono che l'uomo ha solo il diritto di agire,
ma non di pretendere il frutto della sua azione. Ciò
è errato. La Gita non ha mai detto quello, ma solo
che l'uomo dovrebbe rinunziare volontariamente al
diritto di godere del frutto dell'azione. Non ha
detto " Na Phalesu ", ossia che non c'è frutto, ma
ha detto " Ma Phalesu ", ossia di non desiderare il
frutto dell'azione.
219. Che cos'è la Beatitudine perfetta ?
Tutto ciò che gettiamo nel gran fuoco delle nostre
arie vitali del corpo viene trasformato in qualcosa
di sacro. Il questa dedizione il Jivi si tramuta in
Isvara, e poi portato al livello della gioia
suprema. In tale stato l'uomo è completamente
silente ed assorto nella gioia suprema. E' questa la
perfetta Beatitudine.
Dio, che è Mahakarma Svarupa ha assunto una Karma
Rupa ed apparve come Krsna. Quando Krsna, in una
Karma Rupa, dà il Suo messaggio, Arjuna prega il
Signore che gli tolga il velo che è innato nella
Stula Rupa, e solo dopo che gli è stato tolto può
assimilare la Gita ed avere il Darsan della Visva
Rupa ( La forma universale di Dio ). Non ci aveva
potuto trovare alcun insegnamento finchè lo
ascoltava con la propria Stula Rupa ( la sua forma
grossolana, fisica e mentale ). Per poter
assaporare la Gioia occorre avere una coscienza
risvegliata.
220. Quali sono le parti nelle quali può essere
classificato il nostro godimento ?
Son tre: " Prya ", " Pramoda " e " Moda ". Quando
osserviamo un oggetto che ci piace e ce ne sentiamo
contenti, è " prya ". Quando acquistiamo l'oggetto
che ci piace, è " moda ". " Pramoda " è la gioia che
sentiamo quando la nostra acquisizione è veramente
reale. Per avere la vera gioia dobbiamo cominciare
da Pramoda; non possiamo trovare