Il nostro corpo fisico è una realtà semplice che i nostri sensi razionali percepiscono immediatamente. Dietro questa realtà, e la fisica ce lo conferma sempre più, c'e' un'altra realtà più sottile, meno palpabile, che esercita la sua azione sul corpo fisico. Mentre la nostra mentale funziona consapevolmente ed inconsapevolmente, il nostro corpo reagisce in modo fisico ed energetico. Questa energia, il Prana, e' iscritta in noi secondo le leggi millenarie che la tradizione tantrica dell'India ha esplorato, codificate, per un un approccio olistico dell'essere umano. Per vivere pienamente il suo potenziale
e le sue capacità extrasensoriali, l'insieme della nostra energia deve circolare sotto forma di una fontana
attraversando dei canali, dette Nadi, situati fra le ruote energetiche: i Chakras. e non c'è nessuno bisogno di essere adepto del buddismo tantrico per svegliare ed aprire i propri Chakras.
Vere ruote energetiche,
i Chakras sono in numero di sette e la loro apertura è la chiave che permette di sviluppare le nostre facoltà extrasensoriali innestandosi in osmosi con la nostra natura divina...
Per introdurre l’aspetto più prettamente ‘tecnico’ del Reiki come disciplina ‘energetica’ è utile introdurre brevemente la conoscenza della ‘Teoria dei Chakra’ che è la base essenziale e fondamentale di tutta la cultura indiana che è tra le più antiche del mondo ed ha ispirato anche le tradizioni Tibetane (da cui con ogni probabilità il Reiki trae origine), la Medicina Cinese e le altre che seguirono. E’ esperienza comune ed ormai fa parte della consapevolezza di molti che non siamo fatti di solo corpo, di pura materia fine a se stessa, ma esiste una realtà, certo invisibile finchè vogliamo, la quale viene percepita non dal sistema cognitivo come da sempre lo conosciamo, ovvero i normali 5 sensi, bensì dalla nostra sensibilità, più o meno sviluppata, che ci permettere di ‘leggere’ aspetti della vita diversi da quelli che i normali sensi percepiscono: si parla quindi di ‘Energia’ (dal greco ‘forza in atto’ o ‘forza dentro’), concetto a volte sfuggente, molte altre volte indefinibile, ma che sicuramente tutti, in qualche modo, conosciamo; chi non ha mai sperimentato la carica energetica che ci dà una bella giornata, oppure l’incontro con una persona cara, ecc. ecc. La stessa scienza ufficiale ha sentenziato che la stessa materia altro non è che una forma altamente condensata di Energia; a questo punto è facile affermare che tutto, noi compresi, siamo Energia, in senso strettamente scientifico siamo costituiti da campi elettromagnetici che interagiscono solidalmente tra loro ed anche con altri campi, sempre elettromagnetici, che sono tutte le cose e gli esseri che ci circondano senza escludere neppure l’atmosfera e praticamente l’Universo intero. Facendo un passo indietro nel tempo scopriamo come circa 3000 anni fa in oriente, ed in India in particolare, compaiono i primi testi in cui si fanno precisi riferimenti a questo concetto in relazione a tutto il Creato ed in particolar modo alla relazione tra questo e l’Uomo; ovvero si definiscono le ‘leggi’ che regolano appunto l’Energia, la sua circolazione, la sua trasmissione e così via. Chiariamo meglio: se tutto è Energia, così come esiste la spina da cui prendiamo energia elettrica per far funzionare radio, tv, computer, ecc. ci sarà anche per l’essere umano qualcosa che, proprio come una spina elettrica, permetta di ‘alimentarsi’ di Energia, a parte le forme convenzionali di cibo, acqua ed aria: questo qualcosa, secondo la tradizione Vedica (Veda=conoscenza) indiana sono i ‘Chakra’, la cui traduzione dal sanscrito è ‘vortice’ o ‘ruota che gira, i quali sono situati su tutto il corpo in gran quantità; facendo un esempio simbolico i Chakra sono le nostre finestre ‘virtuali’ da cui l’Energia fluisce; così come il naso, la bocca, i pori della pelle sono le finestre da cui l’aria entra ed esce per metterci di respirare e quindi di vivere, così come l’ostruzione di tutti i pori porterebbe in poche ore alla morte, in modo analogo l’ostruzione dei Chakra non consente all’Energia di circolare per alimentare tutti i processi, anche fisiologici, di cui l’organismo ha bisogno.
Di tutti i
Chakra è importante fare riferimento ai sette principali: Ciascun chakra è raffigurato anche da un simbolo grafico detto ‘Mandala’ (=
cerchio, in esso tutti gli elementi che lo compongono sono equidistanti
dal centro in significato di riunione unitaria di tutte le cose, di
armonia globale). In pratica, e qui giungiamo al nocciolo del discorso, con l’attivazione Reiki ci si immette in un cammino, assolutamente personale e particolare, che porta verso una piena consapevolezza della propria esistenza, e come ogni cammino sulla via possiamo trovare di tutto, cose che ci sono gradite ed altre meno ma, citando una massima che non vuole certo impensierire o mettere paura, si sa che “Nessuno Arriva in Paradiso con gli Occhi Asciutti”, nel senso che ogni percorso di vita pone sicuramente ostacoli o difficoltà ma ponendosi verso questi con accettazione e consapevolezza meglio si apprezza la vita ed il cammino verso cui ci conduce. E’ un po’ come riuscire a vedere meglio la pianura (la ns. vita) salendo la montagna ( il cammino): comporta certo impegno ma solo salendo, passo dopo passo, riusciremo ad averne una visione più ampia. Spesso il Reiki viene confuso con una semplice pratica di puro rilassamento (anche se uno degli effetti più evidenti all’inizio è questo) o peggio come una potente arma (dal secondo livello in avanti) per asservire alla nostra volontà la dea bendata o gli altri esseri, ma, si sottolinea ancora, la visione che, in modo forse più corretto e valida per tutti, si può proporre è proprio quella del cammino che poi ognuno decide come gestire: chi preferirà salire la montagna inerpicandosi sulle rocce e sulle salite più erte e chi, invece, deciderà ugualmente la scalata ma abbandonandosi alle vie e sentieri più dolci che, comunque, portano ugualmente in cima! E, sempre per
citare una massima famosa:
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