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Corenergetica
Il lavoro terapeutico del dott. John Pierràkos è basato sui seguenti
principi:
1. L’individuo è un’unità psicosomatica. 2. La fonte della guarigione si
trova dentro se stessi, e non in qualcosa di esterno, non importa se si
tratti di un medico, di Dio, o delle forze dell’universo. 3. Tutto ciò
che esiste forma un’unità integrata, che si muove creativamente verso
l’evoluzione, sia del tutto che delle sue innumerevoli parti.
La Corenergetica può essere considerata uno sviluppo della Terapia
Bioenergetica, che l’autore creò insieme ad A. Lowen, ma, a differenza
di quest’ultima, tiene nella dovuta considerazione anche l’aspetto
spirituale dell’uomo.
In questo libro, la pulsazione della vita non rimane una semplice idea
filosofica. In esso, infatti; sono riportate con chiarezza le
osservazioni personali che l’autore ha effettuato dei centri (chakra) e
dei campi energetici (aura) umani. Grazie a queste sue osservazioni,
egli ha stabilito un metodo diagnostico e terapeutico, grazie al quale i
disturbi psicofisici del paziente possono essere identificati e curati
leggendo l’aura ed agendo energeticamente su di essa.
John Pierrakos
Il lavoro terapeutico di John Pierrakos, è basato su questi principi:
- ognuno di noi è un'unità psicosomatica;
- la sorgente della cura è dentro di noi;
- tutto dell'esistenza forma un'unità che si muove verso l'evoluzione
creativa, entrambi del tutto e di innumerevoli componenti.
John Pierrakos è stato studente e collega di Wilhelm Reich.
Insieme ad Alexander Lowen ha creato e sviluppato la Terapia
Bioenergetica, che si è diffusa in tutto il mondo occidentale.
Dopo il suo incontro con Eva Broch e con gli insegnamenti del Sentiero
(la Scuola Spirituale che questa conduceva), si è dedicato al lavoro
d'integrazione di terapia e spiritualità.
Da questo lavoro è nata la Terapia Corenergetica, un approccio olistico,
che considera l'uomo nella sua totalità, tenendo conto dei suoi vari
livelli: fisico, emotivo, mentale e spirituale.
Le origini della disfunzione e i risultati distruttivi. Le tecniche di
guarigione partendo dall'aura e dalla lettura dei chakra. Uno sviluppo
della teoria bioenergetica che l'autore creò insieme a Lowen e che tiene
conto dei vari livelli che compongono la totalità dell'essere umano:
fisico, emotivo, mentale e spirituale.
Eva Wassermann nasce in Austria nel 1915. Figlia del famoso romanziere
ebreo Jakob Wassermann (1873-1934), cresce nell'ambiente degli
intellettuali viennesi, diventa insegnante di danza e sposa il famoso
scrittore Hermann Broch (1886-1951). Nel 1933, prima dell'invasione
nazista, Eva riesce a lasciare l'Austria procurandosi un visto per gli
Stati Uniti e trasferendosi a New York. Dopo un periodo di soggiorno in
Svizzera, nel 1939 si stabilisce definitivamente negli Stati Uniti.
Già dal soggiorno in Svizzera, Eva si rende conto di possedere capacità
medianiche che si manifestano attraverso la scrittura automatica e
fenomeni telepatici. A questo proposito Judith Saly, curatrice del
volume Il Sentiero del Risveglio Interiore, scrive: "Aprire il suo
canale spirituale richiese un grosso lavoro interiore: cominciò a
meditare, modificò la sua dieta, prese la ferma e sincera decisione di
usare questo suo dono solo per aiutare gli altri, ed infine, riuscì a
divenire uno strumento sufficientemente affidabile, attraverso cui
un'entità di alto sviluppo spirituale, come la Guida, potesse
esprimersi" (Eva Pierrakos, Il Sentiero del Risveglio Interiore, a cura
di Judith Saly, trad. it., Edizioni Crisalide, Spigno Saturnia [Latina]
1991, pp. 268-269).
Dal 1957 al 1979 un'entità spirituale che non ha mai rivelato il suo
nome - a sottolineatura del fatto che è il materiale trasmesso e non la
sorgente a essere importante -, chiamata semplicemente "la Guida",
trasmette attraverso Eva ben 258 lezioni che trattano della natura della
realtà psicologica e spirituale e del processo di sviluppo spirituale,
costituiscono la base concettuale del lavoro di The Pathwork e sono
raccolte in vari volumi. La Guida offre inoltre centinaia di
consultazioni private e incontri in cui risponde a varie domande. La
maggior parte di questi incontri sono soltanto verbali, sebbene alcune
delle ultime lezioni siano "canalizzate" direttamente da Eva mentre
scrive a macchina. Al termine degli incontri, la Guida risponde alle
domande che le sono rivolte dai partecipanti; qualche traccia di questi
scambi rimane nei testi che sono stati pubblicati.
Gli insegnamenti sono conosciuti come le "Lezioni della Guida" e il
processo di trasformazione personale descritto costituisce The Pathwork,
cioè "Il Sentiero". Nel 1967 Eva incontra e in seguito sposa in seconde
nozze John Pierrakos (1921-2001), medico e psicoterapeuta nato in Grecia
ma residente a New York dal 1939, studente e collega di Wilhelm Reich
(1897-1957) e fondatore - insieme ad Alexander Lowen - della terapia
bioenergetica. Accostando gli insegnamenti della Guida al suo lavoro,
John Pierrakos trasforma la Bioenergetica in Corenergetica (o
Core-energetica), una psicoterapia corporea basata sulla psicologia del
profondo e può essere intesa come uno sviluppo della prima disciplina,
con una maggiore enfasi posta sull'aspetto spirituale dell'uomo.
La terapia corenergetica si occupa dell'energia originaria, che scorre
come flusso vitale dalla parte più profonda dell'essere umano, il Core
("nucleo"), sorgente di ogni guarigione, saggezza, gioia e creatività.
Il lavoro di John Pierrakos, che si concentra soprattutto sui centri (chakra)
e sul campo energetico (aura) umani, consiste in un metodo diagnostico e
terapeutico grazie al quale i disturbi psicofisici del paziente possono
essere identificati e curati attraverso la lettura dell'aura e l'azione
energetica sulla stessa.
John Pierrakos ha tenuto diversi corsi e conferenze in tutto il mondo e
ha fondato nel 1973 l'Institute of Core Energetics, con sede a Mendocino
(California), che dirige fino alla morte. Il centro organizza training
professionali, workshop e corsi in vari Paesi del mondo (Stati Uniti,
Messico, Brasile, Germania, Italia, Svizzera e Australia) ed è presente
con una sede a Berlino (Germania) e nel nostro Paese con l'Istituto
Italiano di Corenergetica, che ha riferimenti a Roma, Padova e Torino.
Se da un lato le "Lezioni della Guida" ispirano il passaggio dalla
Bioenergetica alla Corenergetica, dall'altro l'introduzione del lavoro
energetico nel processo di The Pathwork - che enfatizza la necessità di
occuparsi della mente, delle emozioni, della volontà e del corpo a vari
livelli - contribuisce all'efficacia degli insegnamenti della Guida
stessa.
Tornata negli Stati Uniti dal soggiorno in Svizzera, intorno a Eva
inizia a crearsi un piccolo gruppo, che si incontra due volte al mese.
Nel corso degli incontri o delle sedute individuali Eva entra in uno
stato di coscienza che definisce di trance leggera; allora la Guida
parla attraverso lei offrendo i suoi insegnamenti, che sono registrati,
trascritti e distribuiti ai membri del gruppo. Essendo sempre più
numerose le persone attratte dalle "Lezioni della Guida", nel 1972 The
Pathwork si dà una struttura legale, diventando un'organizzazione
educativa senza scopi di lucro. Nello stesso anno è costituito il Centro
per l'Energia Vitale nell'area boschiva di Phoenicia, in una vallata
delle Catskill Mountains, a circa trecento chilometri dalla città di New
York, che opera come sede del gruppo per i membri della regione di New
York. In seguito, una comunità si sviluppa anche presso il Centro di
Seven Oaks, che si trova a Madison, in Virginia.
Nel 1979 Eva Pierrakos muore di cancro, lasciando come eredità le
"Lezioni della Guida" e due comunità ormai avviate. Da allora The
Pathwork si è sviluppato ulteriormente e oggi gli insegnamenti della
Guida sono seguiti da migliaia di persone in tutto il mondo. Oltre che
in numerose città degli Stati Uniti, vi sono centri in vari Paesi del
mondo: Ghana, Argentina, Brasile (dove il gruppo ha una presenza in
numerose città), Messico, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania,
Lussemburgo, Olanda, Russia. L'organizzazione centrale è costituita da
oggi rappresentata da The Pathwork Foundation, un ufficio internazionale
che ha sede a Charlottesville, in Virginia, e ha il compito di curare il
copyright delle Lezioni della Guida, proteggere i marchi "Pathwork" e "Pathwork
Press" - quest'ultimo è il marchio della casa editrice fondata
appositamente per pubblicare volumi e altri materiali utilizzati per
insegnare il metodo di The Pathwork -, promuovere e incoraggiare la
diffusione degli insegnamenti attraverso libri, corsi e altri strumenti
di comunicazione, autorizzare la fondazione di gruppi in tutto il mondo
e controllarne le attività.
I centri di The Pathwork nel mondo sono di tre tipi: (1) "affiliati": la
maggioranza dei centri è costituita da organizzazioni senza fini di
lucro che offrono molti programmi - per singoli e gruppi - basati
sull'insegnamento di The Pathwork e formano i consiglieri e gli
assistenti che aiuteranno altre persone ad accostarsi alle "Lezioni
della Guida"; (2) "capitoli": si tratta di organizzazioni meno formali
rispetto ai centri affiliati, che devono avere nel loro organico almeno
un assistente riconosciuto da The Pathwork Foundation, che offra
sessioni, workshop e insegnamenti per singole persone e gruppi; (3)
"gruppi informali", che mantengono i contatti con The Pathwork
Foundation, ma non sono ancora autorizzati a utilizzare il marchio:
taluni svolgono in maniera regolare gli incontri e ricevono le visite
degli assistenti, altri hanno un'attività meno regolare.
In Italia il centro principale ha sede presso le Edizioni Crisalide di
Spigno Saturnia (Latina). I membri italiani hanno preferito adottare la
traduzione del nome del loro gruppo, pertanto il "capitolo" italiano è
denominato Il Sentiero. Le Edizioni Crisalide gestiscono anche un centro
residenziale, Il Centro del Sentiero, che oltre alle attività del
Sentiero, ospita le attività di altri gruppi che presentano affinità con
gli orientamenti del centro stesso, e la scuola di pensiero che fa capo
agli insegnamenti di Douglas Baker, medico inglese e autore impegnato a
diffondere, con i suoi scritti, il tema esoterico della "Saggezza
Perenne" (ancient wisdom), ricalcando in verità argomenti tipici degli
ambienti New Age e Next Age e in ogni caso più diffusi a livello
popolare rispetto alle tematiche oggetto della speculazione esoterica
classica e storica. Vari altri gruppi informali e contatti che fanno
riferimento agli insegnamenti di Eva Pierrakos sono attivi in diverse
città: Roma, Modena, Firenze, Cilavegna (Pavia). Milano, Pisa, Udine e
Trento.
Eva Pierrakos sostiene di non essere l'autrice delle "Lezioni", ma solo
il "canale" attraverso cui esse sono trasmesse. Dal canto suo, la Guida
suggerisce sempre di prestare attenzione al contenuto del materiale
trasmesso e non alla sua fonte. Non è importante che si creda agli
insegnamenti trasmessi, l'essenziale è applicarli, poiché - se messi in
pratica - possono cambiare radicalmente la vita, in quanto aiutano a
comprendere profondamente noi stessi, gli altri, il divino, la vita
stessa, ma anche a trovare una reale pace e felicità interiore. La
natura del Sentiero è duplice: un "sentiero completo" deve essere in
grado di farci affrontare con successo sia le nostre frustrazioni
personali, sia gli ostacoli che impediscono il nostro risveglio
spirituale. Pertanto, le "Lezioni della Guida" mentre dal punto di vista
psicologico promettono sia un'approfondita comprensione della negatività
personale, delle sue origini e conseguenze, sia un processo per
affrontarla e trasformarla divenendo così individui completi in grado di
lavorare in modo significativo nel mondo stabilendo con gli altri
rapporti basati sull'amore; dal punto di vista spirituale offrono un
metodo per raggiungere l'unificazione con il vero sé, cioè con la
scintilla divina che esiste in ogni essere umano.
Origini
Il Sentiero è nato dagli insegnamenti spirituali trasmessi per molti
anni, attraverso Eva Pierrakos, da un'entità non incarnata, conosciuta
come la Guida.
Questi insegnamenti, che furono impartiti nel corso degli anni
attraverso una serie di conferenze pubbliche, e trascritti sotto forma
di quelle che vengono chiamate le Lezioni della Guida, costituiscono la
base concettuale del nostro lavoro.
Essi spiegano la realtà interiore dell'uomo — i vari livelli della
coscienza umana e come questi influenzano le nostre vite, — le leggi
cosmiche che governano la nostra esistenza e le condizioni metafisiche
in cui essa si svolge.
Essi, inoltre, ci offrono una guida per quanto riguarda il nostro
sviluppo e la nostra crescita come individui, come comunità, come membri
della società e, infine, come abitanti del pianeta.
John Pierrakos ed i suoi collaboratori hanno dato il loro contributo al
Sentiero, introducendovi l'esperienza fisica ed emotiva della
Bionergetica.
Lavorando con gli psicologi, gli psicoterapeuti, i ricercatori e gli
assistenti1 della comunità, hanno sviluppato le teorie e le tecniche
della Bioenergetica, creando una nuova disciplina per l'avanzamento e
l'evoluzione della coscienza: la Corenergetica.
Questo processo risanatore unifica il corpo, le emozioni, la mente e
l'anima, liberando la nostra capacità di amare e di essere creativi.
Nel 1972, fu creato il Centro per l'Energia Vitale, che ha da allora
operato come sede del Sentiero per i membri della regione di New York.
Questo Centro si trova nell'area boschiva di Phoenicia, a circa 300
chilometri a nord della città di New York.
Una comunità del Sentiero si è successivamente sviluppata anche nella
regione di Washington, D.C. Essa risiede nel Centro di Seven Oaks, che
si trova a Madison, in Virginia.
Attualmente, gli insegnamenti del Sentiero sono seguiti da migliaia di
persone, in varie parti del mondo.
Vi sono gruppi costituiti da numerosi membri, per esempio, in Olanda, in
Germania ed in Brasile, oltre che in diversi altri paesi.
Un folto gruppo esiste da tempo anche in Italia.
Coloro che seguono il Sentiero sono impegnati ad esplorare,
individualmente e a livello di gruppo, le dimensioni personali e
planetarie della coscienza della Nuova Era.
1 Così vengono chiamati sul Sentiero coloro che, dopo aver ricevuto
un'accurata preparazione — sia in campo psicoterapeutico, che spirituale
— si impegnano ad agire come facilitatori del processo di crescita degli
altri membri della comunità.
Essenza
Non vi è essere umano che non aspiri a qualcosa che vada al di là della
semplice soddisfazione personale.
Esiste in ciascuno di noi la sensazione che deve essere possibile
raggiungere un più espanso e soddisfacente stato di coscienza ed una più
profonda capacità di esperire la vita.
Quelli che si sentono spinti a realizzare quest'aspirazione, scelgono un
sentiero, che ha come destinazione la divina realtà interiore che esiste
al centro del loro essere. Durante la lunga storia dell'umanità sono
esistiti molti percorsi spirituali, che si ripromettevano di raggiungere
la stessa meta.
Ciò che contraddistingue questo sentiero è che esso si rivolge
direttamente al nostro tempo ed al nostro tipo di società.
Il Sentiero è un nuovo modo di vivere. È un processo. È un nuovo modo di
percepire se stessi. Una comunità. Una filosofia. Una psicologia.
Un'esperienza educativa. Una visione dell'uomo, di questo pianeta e del
cosmo. È una profonda avventura personale, che trascende tutti questi
aspetti.
Il Sentiero è un sentiero spirituale.
Calcarlo significa impegnarsi ad esplorare e a purificare se stessi.
Il metodo di lavoro è quello di rendere coscienti, energizzare e
dissolvere le barriere che abbiamo creato contro il fluire spontaneo
della corrente vitale.
L'obbiettivo è di liberare la nostra coscienza e la nostra energia, in
modo da poter diventare i creatori positivi delle nostre vite e poterci
sentire una cosa sola con la vita tutta.
Sul Sentiero attribuiamo una grande importanza alla nostra esperienza
individuale e collettiva di questo mondo.
Riconosciamo che le nostre vite esteriori sono l'espressione del nostro
mondo interiore e rivolgiamo i nostri sforzi ad arricchire entrambi.
La creatività liberata da questo lavoro nutre tutti gli aspetti della no
stra vita: la nostra ricerca interiore, il nostro senso di unità con
l'universo, il nostro lavoro, i nostri rapporti, il nostro piacere e,
ciò che più importa, la nostra capacità di amare.
Concetti Fondamentali
Accettiamo alcuni concetti fondamentali, come leggi che governano la
vita tutta.
Questi concetti non sono offerti come dogmi. Abbiamo tutti la
possibilità di verificarne la validità, se troviamo il coraggio di
avventurarci abbastanza in profondità dentro noi stessi.
Ciascuno di noi è espressione di tutto ciò che esiste.
Siamo tutti responsabili per ciò che siamo, quello che abbiamo e ciò che
diventeremo.
In quanto unità di coscienza e di energia, possediamo tutti il potere di
creare la nostra realtà personale ed universale.
Alla base di ogni nostra creazione vi sono i nostri pensieri, le nostre
attitudini e le nostre intenzioni, non importa se consci o inconsci.
Non siamo vittime impotenti del fato. La nostra libertà e la nostra
speranza risiedono nell'assumerci la responsabilità di ciò che creiamo.
La nostra vita esteriore è una chiara mappa del nostro paesaggio
interiore.
Le aree della nostra vita in cui non ci sentiamo realizzati
corrispondono alle nostre distorsioni interiori della realtà. Se vi è
armonia dentro di noi, vi sono necessariamente amore, abbondanza e
soddisfazione fuori di noi.
Questi sono nostri diritti di nascita.
Il nostro scopo nella vita è di riunirci con la più vasta coscienza — il
sé superiore — che si trova dentro ognuno di noi, realizzando, in tal
modo, in pieno le nostre potenzialità.
Cerchiamo di scoprire questa coscienza, rendendoci conto che essa è una
realtà fluida e vivente.
Ciascuno la esperisce in modo unico, ma tutti la percepiamo come un
nucleo divino, la cui essenza sono l'amore, la saggezza, il piacere ed
un'infinita creatività.
La piena esperienza del sé superiore viene ostacolata dagli aspetti
distruttivi della personalità — i concetti distorti, le emozioni
negative e le energie bloccate, la cui somma totale costituisce ciò che
chiamiamo sé inferiore.
Il sé inferiore può essere riconosciuto a livello mentale nei malintesi
che abbiamo a proposito della realtà; a livello emotivo, nei nostri
sentimenti di rabbia, odio, auto-compatimento, biasimo, disperazione e
paura; e a livello fisico, nei blocchi muscolari che impediscono
all'energia vitale di pulsare liberamente nel corpo.
Se queste negatività vengono riconosciute ed affrontate, possono essere
ritrasformate in verità, in sentimenti di gioia e di amore ed in
vitalità fisica.
Possiamo riconoscere il sé inferiore solo dopo aver scoperto ciò che lo
camuffa e lo nasconde: la maschera.
Questa, che è l'aspetto più accessibile della nostra personalità, opera
come un meccanismo di difesa dell'io e protegge il nostro sé inferiore.
Sviluppiamo ed alimentiamo la maschera, sopportando l'ansia da essa
generata, perché riteniamo erroneamente che essa possa farci ottenere
amore ed accettazione.
La risorsa più potente del salutare processo di purificazione è
l'intenzione di conoscere noi stessi nel modo più completo e veritiero
possibile — esponendo le nostre finzioni, la nostra chiusura e la nostra
vergogna; riconoscendo ed affrontando il nostro rifiuto di assumerci la
responsabilità della nostra vita; esplorando ed accettando tutte le
nostre emozioni; rendendoci conto che al di là degli aspetti dolorosi
delle nostre vite risiede la nostra divinità.
La chiave dei cambiamenti culturali, ecologici, politici e planetari a
cui aspiriamo risiede nella nostra crescita individuale.
Nella misura in cui ciascuno di noi espande la sua visione della realtà
e se ne assume la responsabilità, viene creata collettivamente una nuova
coscienza e, con questa, una nuova esperienza umana.
VIAGGIO
Il viaggio che ci porta nelle regioni sconosciute della nostra anima è
simile alle avventure raccontate nelle favole e nelle leggende. L’eroe o
l’eroina desiderano sottrarsi al tedio e alla monotonia della vita
quotidiana, e, seguendo la loro aspirazione a scoprire una realtà più
vasta e soddisfacente, si allontanano dal loro ambiente, per
avventurarsi in un mondo sconosciuto, ma affascinante.
Attraversano mille peripezie, fanno incontri terrorizzanti, sono
sottoposti a prove mirabolanti, ma se procedono coraggiosamente, senza
mai tirarsi indietro, la ricompensa che ricevono è grande: trovano
l’amore, la felicità, la ricchezza. Diventano re o regine, cioè, degli
adulti maturi e soddisfatti.
Anche la ricerca interiore, se viene presa seriamente, richiede
coraggio, in quanto comporta che vengano attraversate le regioni oscure
del proprio essere, in cui potrebbero nascondersi temibili mostri.
Proprio come nelle leggende, l’eroe non fugge davanti al drago, ma lo
affronta e lo combatte, e non abbandona i più deboli, ma cerca di
aiutarli.
Chi è impegnato nel difficile compito di conoscere se stesso deve
affrontare e vincere le forze distruttive che si nascondono nel suo
inconscio.
La Guida ci mostra come soddisfare la nostra aspirazione a trovare una
più vasta ed armoniosa realtà; ci indica come liberare i poteri
dormienti dentro di noi e come raggiungere il tesoro nascosto: il nostro
amorevole e saggio sé interiore, che attende di essere scoperto.
In questa lezione cercherò di chiarire quali sono gli aspetti più
importanti di questo sentiero, destinato a realizzare le più profonde
aspirazioni ed i più profondi desideri di chi lo segue.
IL DESIDERIO DI ESPANDERE LA COSCIENZA
Ogni essere umano avverte vagamente dentro di sé una profonda
aspirazione interiore, che va al di là del semplice desiderio di
soddisfare i suoi bisogni fisici ed emotivi, anche se li include.
Quest’aspirazione deriva dalla sensazione che dovrebbe essere possibile
espandere la propria coscienza fino al punto di poter percepire il vero
significato della vita.
Nel tradurre questo desiderio in termini coscienti, potete trovarvi
coinvolti in qualche confusione o contraddizione.
La confusione e le apparenti contraddizioni provengono dal fatto che la
coscienza dell’uomo attualmente si trova in uno stato dualistico.
Questo dualismo è sempre presente, in quanto l’uomo percepisce la realtà
in termini di questo o quello; di buono o cattivo; di giusto o
sbagliato; di bianco o nero.
Questo modo di percepire la vita è, nel migliore dei casi, vero solo a
metà. La realtà viene percepita in modo frammentario, e ciò non permette
di scoprire la verità.
Questa comprende sempre di più di quanto la maniera dualistica di vedere
la realtà possa afferrare.
Una possibile fonte di confusione in questo caso particolare potrebbe
essere: "Sto forse desiderando qualcosa di irreale, sarebbe forse più
realistico e maturo rinunciare a questo desiderio ed accettare il fatto
che la vita è solamente piatta, noiosa e grigia? Non è forse vero che
bisogna accettare la vita così com’è, se si vuole essere in pace con se
stessi? Forse, dunque farei bene a rinunciare a questo desiderio".
L’unico modo per superare questa confusione è quello di uscire dal
dualismo implicito in questo dilemma.
È vero che dovete accettare il vostro stato presente.
È vero che la vita come si manifesta adesso non può essere perfetta.
Ma ciò che vi rende infelici non è questo fatto, ma la vostra pretesa
che la vita debba essere perfetta, e che debba offrirsi a voi nella sua
perfezione.
Se ricercate con sufficiente attenzione dentro di voi, inevitabilmente
scoprite una parte che rifiuta il dolore e la frustrazione; una parte
arrabbiata e piena di risentimento per il fatto che non c’è un’autorità
amorevole che vi eviti queste esperienze indesiderabili.
È dunque vero che il vostro desiderio per questa utopistica specie di
felicità non è realistico e dovrebbe essere abbandonato.
IL FALSO DESIDERIO
Ma questo veramente significa che è il desiderio in sé e per sé ad
essere immaturo ed irrealistico? No, amici miei, non è così. C’è una
voce interiore che vi dice che c’è di più, molto di più, nella vita ed
in voi stessi di quanto siate adesso consapevoli.
In che modo possiamo appurare che cosa in questo vostro profondo
desiderio è reale, e che cosa non lo è? Esso è falso quando desiderate
amore e soddisfazione, perfezione e felicità, piacere ed espansione, ma
non volete pagare il prezzo del più completo autoconfronto.
È falso quando non vi assumete la responsabilità del vostro stato
presente e di quello che desiderate raggiungere.
Per esempio, se siete scontenti perchè conducete una vita
insoddisfacente, e di ciò incolpate gli altri, i vostri genitori, i
vostri amici, i vostri colleghi o la vita in generale, in realtà non vi
state assumendo le vostre responsabilità.
Se è questo il caso, in qualche modo in voi esiste l’aspettativa che la
felicità che desiderate possiate riceverla dall’esterno come una sorta
di ricompensa.
Forse, allo scopo di ottenerla, potete tentare di accattivarvi le
simpatie di qualche potente figura autoritaria, obbedendole e mettendovi
al suo servizio.
Dal momento che, non importa cosa facciate, questa ricompensa non potrà
mai giungervi dall’esterno, finite con il sentirvi trattati
ingiustamente, vi arrabbiate e ricorrete ancora una volta alle vostre
vecchie attitudini distruttive, che sono in realtà le vere responsabili
della vostra infelicità.
IL DESIDERIO REALISTICO
Il vostro desiderio è realistico quando partite dalla premessa che la
chiave della vostra soddisfazione deve risiedere in voi stessi; quando
siete disposti a mettervi alla ricerca delle attitudini che vi
impediscono di vivere la vita in maniera soddisfacente e significativa;
quando interpretate le vostre aspirazioni più profonde come un messaggio
proveniente dal nucleo del vostro essere interiore, che vi indica di
seguire il sentiero del vostro sviluppo personale e spirituale.
La confusione si instaura quando questo profondo, vago, desiderio viene
inconsciamente tradotto nei termini della vostra negativa, avida,
egoistica personalità, che pretende di ricevere senza nulla dare in
cambio.
Esso viene allora diretto nei canali di irrealizzabili e magiche
fantasie, nelle quali supponete che la soddisfazione vi sia dovuta, e
non che debba essere conquistata attraverso il coraggio e l’onestà di
vedervi come veramente siete.
Se una situazione della vostra vita è dolorosa e voi vi difendete
arrabbiandovi, lamentandovi ed incolpando gli altri, perchè vi rifiutate
di sentire il dolore in maniera pulita, ciò significa che non volete
vedere la realtà del vostro stato presente.
Ma se vi lasciate andare, e permettete a voi stessi di sentire il
dolore, senza mettere in atto i vostri soliti giochi, (giochi come "Ne
sarò distrutto, non riuscirò più a venirne fuori"), ed altre
manipolazioni mentali di questo tipo, che hanno l’unico scopo di provare
a voi stessi che non dovreste sopportare alcun dolore, la risultante
esperienza libererà potenti energie creative, che potrete utilizzare
nella vostra vita e che vi permetteranno di aprire il canale della vera
spiritualità.
Permettervi di sentire il dolore aprirà anche la strada a una più
profonda, completa e saggia comprensione dei collegamenti fra cause ed
effetti.
Comincerete a vedere in che modo avete attratto quel particolare dolore.
Una tale visione potrà forse non sopravvenire immediatamente.
Quanto più la forzerete tanto più essa vi eluderà, mentre si manifesterà
quando finalmente porrete fine alle vostre lotte ed alle vostre
resistenze interiori.
Non rinunciate alle vostre aspirazioni più profonde.
Prendetele seriamente, coltivatele ed imparate a cogliere il loro vero
significato.
Questo riguarda sempre la necessità di percorrere il sentiero interiore
che porta al vostro nucleo, attraversando le parti di voi stessi che
vorreste evitare, ma che sono la vera ed unica causa della vostra
mancanza di gioia e di soddisfazione.
Non rinunciate a queste aspirazioni, non ignorate la sensazione che la
vostra vita ha molto più da darvi, che esiste uno stato in cui potreste
vivere senza dolore e senza essere torturati dalla confusione, in cui
potreste funzionare ad un livello insperato di resilienza, contentezza e
sicurezza; in cui potreste essere capaci di provare le vostre più
profonde emozioni, la più completa gioia ed il più completo piacere; in
cui potreste finalmente essere in grado di esprimervi; in cui potreste
avere la capacità di affrontare la vita per ciò che è, senza paura
(perchè non avreste più paura di voi stessi), e perciò potreste scoprire
che essa, anche con tutte le sue difficoltà, è una gioiosa avventura. Se
i vostri problemi interiori diventeranno una sfida che dà sale alla
vita, la pace che ne deriverà sarà tanto più dolce.
L’affrontare e risolvere questi problemi vi darà la misura della vostra
forza, delle vostre risorse, delle vostre capacità creative.
Sentirete allora la vostra essenza spirituale fluire attraverso le
vostre vene, i vostri pensieri e le vostre percezioni; le vostre
decisioni proverranno dal centro del vostro essere.
Quando vivrete in questo modo, gli occasionali problemi esteriori
daranno sapore alla vostra vita e saranno quasi piacevoli.
I periodi problematici diventeranno sempre più rari, mentre i periodi di
pace, di gioia e vita creativa saranno sempre più frequenti.
IMPARARE A TOLLERARE LA FELICITA'
Al momento, l’aspetto più triste di questo vostro conflitto è che,
profondamente dentro di voi, sapete che il vostro corpo e la vostra
anima non sono neanche capaci di accettare e tollerare un piacere troppo
intenso.
Il piacere può essere sia fisico, emotivo e mentale, che spirituale.
Esso esiste su tutti e quattro questi livelli.
Il piacere spirituale, tuttavia, non può essere separato dagli altri.
La vera e completa felicità spirituale non può che riguardare l’intera
personalità.
Questa deve perciò imparare a sostenere lo stato di piacere, il che può
avvenire solo se essa impara ad accettare qualunque cosa si celi nella
psiche: dolore, cattiveria, malizia, odio, sofferenza, sensi di colpa,
paura e terrore; tutte emozioni che devono essere trascese.
Allora e solo allora la personalità umana può funzionare in uno stato di
gioia e di felicità.
L’aspirazione di cui stiamo parlando è un messaggio che vi invita ad
intraprendere questa strada che porta verso la gioia ed il piacere.
Non rinunciate a questo stato, ritenendolo troppo lontano ed
irraggiungibile.
Non dovete rinunciarvi perchè avete la possibilità di farlo vostro,
attraversando tutto ciò che in voi vi impedisce di raggiungerlo.
Questo stato esiste già dentro di voi sotto forma di potenzialità ancora
dormiente.
Non è qualcosa che può esservi dato dagli altri, né qualcosa che potete
"ottenere" con lo studio o con i vostri sforzi.
È qualcosa che si sviluppa organicamente, un prodotto collaterale, per
così dire, del fatto di calcare un sentiero come quello che ho il
privilegio di indicarvi.
Questo ci porta all’intera questione di cosa sia questo sentiero.
Innanzitutto voglio dirvi che non è nuovo, è esistito in molte diverse
forme, ed è antico quanto l’umanità stessa.
Le forme ed i modi sono cambiati perchè l’umanità si è evoluta, ma esso
è fondamentalmente rimasto sempre uguale.
Il nostro sentiero è antico, è ancorato alla saggezza perenne, ma, allo
stesso tempo, è anche nuovo, in quanto la sua forma è adatta al
particolare, critico periodo che l’umanità sta attualmente attaversando.
IL SENTIERO E LA PSICOTERAPIA
Il sentiero non è psicoterapia, sebbene alcuni suoi aspetti debbano
necessariamente avere un carattere che si può considerare terapeutico.
Ma devo dire che nel lavoro sul sentiero l’approccio psicologico
rappresenta solo un mezzo, non un fine.
Venire a contatto con i conflitti, i preconcetti interiori, i malintesi,
le attitudini distruttive, le difese alienanti, le emozioni negative, i
sentimenti repressi, è essenziale.
Anche la psicoterapia cerca di realizzare tutti questi obiettivi;
tuttavia, mentre questo è il suo scopo finale, il lavoro sul sentiero
entra nella sua fase più importante solo dopo che questo stadio è stato
superato.
Questa seconda fase consiste nell’apprendere come attivare la più vasta
coscienza che risiede in ogni essere umano.
Spesso la fase principale e quella secondaria si sovrappongono.
Le ostruzioni possono essere superate solo quando anche la fase
principale del sentiero viene affrontata.
Potrei dire che i problemi della personalità non possono veramente
essere risolti, se non viene sviluppato ed "usato" il contatto con il
proprio centro spirituale.
Come e quando questo possa essere fatto varia ampiamente, e dipende dal
carattere, dalle predisposizioni, dai blocchi e dai pregiudizi con cui
l’individuo entra sul sentiero.
Comunque, quanto prima egli può esplorare, attivare ed usare
l’inesauribile fonte di forza e d’ispirazione che ha dentro di sé, tanto
più facilmente e velocemente può affrontare le ostruzioni ed i
conflitti.
È quindi chiaro che questo sentiero non è psicoterapia, anche se può
avere alcuni metodi in comune con essa.
IL SENTIERO E LA SPIRITUALITA'
D’altra parte, questo sentiero non è una disciplina diretta solo a
sviluppare la coscienza spirituale.
Esistono molti metodi e molte pratiche che hanno per scopo la
realizzazione spirituale.
Molti di questi, pur possedendo una loro validità e pur raggiungendo
l’obbiettivo che si prefiggono, non prestano la dovuta attenzione alla
distruttività ed alla negatività che affliggono la personalità.
Non sempre i successi raggiunti in tal modo hanno un carattere duraturo,
anche se alcune delle esperienze possono effettivamente essere genuine.
Uno stato spirituale raggiunto in tale maniera unilaterale non può
essere solido e non può essere mantenuto a lungo, perchè non tutta la
personalità ha partecipato al processo.
Dal momento che l’uomo non vuole vedere, non vuole affrontare e non
vuole accettare alcune parti di se stesso, spesso cerca rifugio in
sentieri che gli promettono di farli evitare queste aree problematiche.
Se pensate che un sentiero spirituale debba essere fondamentalmente
meditativo e contemplativo, allora questo sentiero non fa per voi.
La tentazione di usare delle pratiche spirituali per raggiungere la
felicità e la soddisfazione, e per evitare la negatività, la confusione
ed il dolore è grande.
Ma questa attitudine sconfigge lo scopo stesso che vuole raggiungere;
proviene dall’illusione e ad essa conduce. L’illusione è che ciò che
esiste dentro di voi possa in qualche modo essere evitato.
Ed illusorio è anche il ritenere che ciò che è in voi debba essere
temuto, e quindi negato.
Per quanto distruttivo possa essere, può sempre essere trasformato.
Solo quando lo evitate, diventa veramente dannoso, per voi e per gli
altri.
Ricapitolando, questo sentiero non è né una psicoterapia, né una
disciplina spirituale, nel senso usuale della parola, ma, allo stesso
tempo, è entrambe le cose.
Nel prendere in considerazione l’opportunità di avventurarvi su di esso,
vi sarà utile tenere in mente i seguenti punti.
COME TROVARE IL VOSTRO VERO SE
Iniziando a percorrere questo sentiero, voi intraprendete un viaggio che
vi porterà verso un nuovo territorio: il vostro universo interiore.
Indipendentemente dal fatto che siate o meno già stati in terapia, e dal
fatto che abbiate o meno ancora dei problemi personali, la prima fase di
questo sentiero riguarderà, per un periodo abbastanza lungo,
l’affrontare gli aspetti distruttivi e negativi del vostro carattere.
Questo potrà non farvi piacere, ma se volete veramente ritrovare voi
stessi, se volete raggiungere il nucleo del vostro essere, da cui deriva
tutto quanto c’è di buono, è necessario.
"Quanto tempo durerà questa fase?" domanderete.
Il tempo dipende dallo stato della vostra mente, delle vostre emozioni e
della vostra vita esteriore.
Quando la vostra negatività interiore sarà superata, ciò si rifletterà
sulla vostra vita esteriore: su questo non ci sono dubbi. Questo
sentiero vi condurrà organicamente verso nuovi interessi e nuovi valori.
Il suo scopo non è quello di curarvi delle vostre malattie mentali o
emotive, anche se questo avverrà, ed avverrà nella misura in cui
lavorerete su voi stessi; ma non dovete cominciare a calcarlo per questo
motivo.
Non entrate su questo sentiero se vi aspettate che esso vi eviterà di
sentire la vostra tristezza ed il vostro dolore, o che vi permetterà di
sfuggire a quegli aspetti della vostra personalità che vi piacciono
meno.
Il fatto che non vi piacciano potrebbe benissimo non essere "nevrotico",
ed essere del tutto giustificato; ciò che non è giustificato è il
ritenervi ineluttabilmente cattivi per questo motivo.
Perciò il sentiero vi insegnerà ad affrontare qualunque cosa si celi in
voi, perchè solamente quando fate questo potete veramente amare voi
stessi.
Solo allora potete trovare la vostra essenza, il vostro Dio interiore.
Se volete trovare la vostra essenza, ma rifiutate di affrontare ciò che
c’è in voi, questo sentiero non è per voi.
Non si può negare che espandere la coscienza di una mente limitata sia
un compito tremendamente difficile, e che questa è la situazione in cui
si trovano tutti gli esseri umani quando comiciano ad avventurarsi nelle
profondità del loro mondo interiore.
La mente limitata deve trascendere se stessa, se vuole scoprire i suoi
infiniti poteri e le sue infinite potenzialità.
Perciò questo sentiero vi richiede costantemente di espandere i confini
della vostra coscienza, prendendo in considerazione possibilità
precedentemente ignorate, ed esplorando nuove alternative nel vostro
modo di sentire, di pensare e di essere.
Non commettete l’errore di aspettarvi che esso sia facile.
Ma è anche vero che le difficoltà non sono una realtà definitiva, un
fatto immutabile.
Esistono solo nella misura in cui la personalità insiste nell’evitare
aspetti di se stessa.
Inversamente, nella misura in cui esiste l’impegno a stare dalla parte
della verità, ad affrontare ogni singola particella di se stessi, le
difficoltà svaniscono.
E ciò che prima veniva vissuto come una insormontabile difficoltà,
diventa un’eccitante sfida, un viaggio ed un processo, che rendono la
vita intensamente viva e completa, sicura e soddisfacente.
In altre parole, le difficoltà dipendono interamente dalla falsa
convinzione che la presenza in voi di un aspetto negativo, vi renda
totalmente negativi.
Una tale convinzione rende difficile, o perfino impossibile affrontare
veramente se stessi.
È dunque necessario rendere cosciente questo malinteso, che si nasconde
dietro ogni forte resistenza e repulsione ad affrontare le aree oscure
di se stessi.
Il sentiero domanda all’individuo ciò che è meno disposto a dare: gli
chiede di essere onesto, di mostrarsi quale veramente è, di togliersi la
maschera, di sentirsi nudo e vulnerabile.
Non è una richiesta da poco, ma è la sola strada reale, la sola che può
condurre alla realizzazione di se stessi ed alla pace.
Una volta che non avrete più alcun investimento nel nascondervi e nel
fingere, una tale richiesta non vi sembrerà più eccessiva, ma diventerà
il punto di partenza di un processo organico e naturale.
LA POSITIVITA' E LA NEGATIVITA' SONO UNA SOLA CORRENTE ENERGETICA
Il sentiero è allo stesso tempo facilissimo e difficilissimo.
Questo dipende interamente dal punto di vista che decidete di adottare.
La difficoltà può essere misurata in termini di onestà con voi stessi.
Nella misura in cui siete disposti a stare dalla parte della verità, il
sentiero non vi apparirà troppo difficile, né riterrete, come alcuni
suoi critici sostengono, che esso "attribuisce troppa importanza ai lati
negativi della vita e di se stessi".
Infatti la negatività e la positività sono in essenza la stessa cosa.
Esse non sono due aspetti diversi dell’energia e della coscienza, ma
ambedue espressione della corrente vitale, che è unica. Tutte le
particelle di coscienza e di energia del vostro essere diventate
negative, devono essere riconvertite nel loro originale stato
"positivo".
E questo non è possibile se non vi assumete la completa responsabilità
degli aspetti negativi e distruttivi che esistono in voi.
La riluttanza ad essere sinceri con se stessi vale anche per coloro che
generalmente sono considerati "onesti".
Un individuo può essere onesto, integro e sincero ad un certo livello,
ma può non esserlo affatto ad altri livelli.
Questo sentiero conduce a queste aree nascoste della personalità, che
sono difficili da riconoscere, ma non per questo meno reali.
"IMMAGINI" O CONCLUSIONI SBAGLIATE
È a livello inconscio che si formano durante l’infanzia i primi
malintesi, che sono dovuti al fatto che il bambino percepisce ed
interpreta la realtà intorno a sé in modo incompleto e distorto. Questi
malintesi infantili si trasformano in convinzioni erronee ben radicate,
che potremmo chiamare "immagini", in quanto sono simili ad impronte
impresse nella sostanza dell’anima. Queste continuano ad esercitare la
loro influenza sull’individuo per tutta la sua vita, fin quando non
vengono rese coscienti e corrette.
Oltre che da questi malintesi, un’immagine è costituita anche da
emozioni distorte e da blocchi fisici. Quando un’idea è basata su delle
percezioni sbagliate, non può che essere erronea; quindi le immagini
sono delle conclusioni sbagliate sulla natura della realtà, così
profondamente radicate nella psiche, da poter assumere il controllo
dell’ individuo. Vi possono essere varie immagini, ma tutte fanno capo
ad un’unica immagine fondamentale, che fornisce la chiave delle
attitudini negative verso la vita.
Lasciate che vi dia alcuni esempi. Una delle immagini che, data una
particolare situazione familiare, possono formarsi, è che l’espressione
di sentimenti, specialmente di quelli caldi ed affettuosi, è una
pericolosa debolezza che può portare ad essere feriti. L’immagine che,
specialmente per gli uomini, non è opportuno mostrare i propri
sentimenti, perché questo li pone in stato di inferiorità rispetto agli
altri, esiste in genere anche a livello collettivo. Questo preconcetto,
che potremmo definire di massa, conferma e rafforza ulteriormente
l’immagine individuale.
Chi nutre questo tipo di malinteso tende a rimanere chiuso anche nelle
situazioni in cui sarebbe appropriato e positivo essere spontanei e
mostrare le proprie emozioni. Questo modo di fare genera negli altri una
reazione difesa e negativa, che conferma l’idea che aprirsi è
pericoloso. La persona che ha un problema del genere si priva del
piacere di avere dei contatti umani e perde la sua spontaneità; la
tensione che ne risulta alimenta ulteriormente l’immagine alla base del
conflitto. In questo modo, questi comportamenti irrazionali tendono ad
auto-perpetuarsi ed a formare dei circoli viziosi.
Un altro esempio può essere quello dell’immagine che si forma quando una
madre allatta il suo bambino solo quando sta buono, mentre lo ignora
quando strilla e piange. In un caso del genere il bambino trae la
conclusione che esprimere i suoi bisogni significa essere trascurato
dalla madre, mentre non esprimerli significa esserne accudito. Egli si
forma la seguente convinzione: "Perché i miei bisogni siano soddisfatti,
non devo mostrare di averne!" Quest’attitudine può temporaneamente
funzionare con la madre, ma si rivelerà certamente disastrosa nel
prosieguo della sua vita, quando non sarà più adatta alle circostanze, e
produrrà risultati opposti a quelli desiderati. Da adulto, nessuno
conoscerà i suoi bisogni e nessuno li soddisferà. L’aspetto tragico di
tutto questo è che, non essendo cosciente di questa immagine, egli
tenderà a mostrare sempre meno i suoi bisogni, sperando che alla fine
qualcuno lo ricompensi per questo. Così la sua insoddisfazione aumenta
sempre più, perché egli non comprende che il vero motivo si trova dentro
di lui, e consiste nel fatto che la sua immagine genera un comportamento
incompatibile con il raggiungimento della soddisfazione. L’unica via di
uscita è quella di prendere coscienza di questa immagine e di
dissolverla. Ogni altra soluzione è illusoria, in quanto le immagini
hanno un carattere magnetico, e finiscono per plasmare la realtà di chi
le coltiva.
Le conclusioni sbagliate alla base di un’immagine sono dovute
all’ignoranza ed all’immaturità del bambino, ma talvolta provengono
anche da incarnazioni precedenti. Quando il bambino cresce, acquisisce
nuove conoscenze, che contraddicono le esperienze infantili, che avevano
fondamentalmente un carattere emotivo.
Egli decide, allora, di sospingere nell’inconscio i pensieri e le
emozioni della prima infanzia, fin quando non scompaiono completamente.
Ma quanto più le emozioni ed i pensieri sono nascosti, tanto più i loro
effetti sono potenti. Le immagini inconsce limitano lo sviluppo delle
potenzialità dell’individuo. Un aspetto fondamentale di questo sentiero
è, dunque, quello di prenderne coscienza e di disattivarle.
Per appurare se profondamente dentro di voi albergano delle immagini,
esiste un metodo infallibile. Questo consiste nel porvi le seguenti
domande: quanto soddisfatti vi sentite di voi stessi? Quanto ricca,
piena e significativa è la vostra vita? Quanto sicuri vi sentite con gli
altri? Vi sentite a vostro agio quando siete con loro? Quanta gioia
siete capaci di provare, di dare e di ricevere? Quanta ansia,
risentimento e tensione esistono dentro di voi? Quanta solitudine e
senso di isolamento?
Avete bisogno di essere iperattivi per alleviare la vostra ansia? Per
inciso, il fatto che non vi sentiate ansiosi non implica assolutamente
che non lo siate. Molti iniziano a seguire questo sentiero senza essere
coscienti della loro ansia, ma si sentono senza vita, senza entusiasmo,
in uno stato di semiparalisi. Questo significa che non hanno veramente
superato le loro ansie, ma che si sono anestetizzati e paralizzati. Sul
sentiero è indispensabile che l’ansia sia sentita fino in fondo, e che
le cause che ne sono alla base siano scoperte. Solo successivamente è
possibile sentirsi veramente vivi.
Contentezza, entusiasmo, felicità, quell’unico connubio di eccitamento e
pace che caratterizza la completezza spirituale, sono il risultato
dell’aver raggiunto la verità interiore. Quando queste condizioni sono
assenti, non può esserci verità interiore. Non è più complicato di
questo, amici miei.
Se siete pronti ad intraprendere un viaggio interiore per scoprire ed
esprimere tutto quello che c’è in voi; se siete disposti a stare sempre
e comunque dalla parte della verità; se avete il coraggio e l’umiltà di
mostrarvi per quello che veramente siete (anche a voi stessi), allora
avete ogni diritto di aspettarvi che questo sentiero possa aiutarvi a
raggiungere una vita piena e soddisfacente, e posso assicurarvi che
questa fondata speranza si trasformerà sempre più in una concreta
realtà.
PROGRESSI SUL SENTIERO
Sempre più la vostra vita sarà un’espressione del vostro centro e non
della periferia. Per il momento non potete neanche immaginare cosa
questo significhi, perché siete troppo identificati con la realtà
esteriore. Dipendete in maniera eccessiva da quello che avviene attorno
a voi; dipendete dagli apprezzamenti e dall’approvazione degli altri,
dal loro amore, dal successo materiale. I vostri sforzi, ne siate
consapevoli o meno, tendono tutti ad ottenere queste cose, perché
pensate che senza di esse non sia possibile essere felici.
Quando funzionate dal centro, la gioia e la sicurezza sgorgano da una
profonda sorgente dentro di voi. Questo non implica che siete costretti
a vivere senza l’approvazione e gli apprezzamenti, l’amore ed il
successo. Questo è un altro di quegli erronei concetti dualistici. Siete
portati a pensare: "Se raggiungo il mio centro, devo rinunciare
all’amore ed all’approvazione degli altri, ma io non voglio questo,
preferisco perciò, tradire il mio vero é." In realtà, quando siete in
contatto con il vostro centro, con il vostro vero sé, attraete a voi
tutta l’abbondanza possibile, ma non dipendete da essa. Questa vi
arricchisce, soddisfa un vostro legittimo bisogno, ma non è la sostanza
della vita. La sostanza è dentro.
Perché la vita di un essere umano sia sana e soddisfacente, in essa
devono essere presenti, intimità, comunicazione, partecipazione, amore,
piacere, capacità di dare e di ricevere, calore ed apertura. Ogni essere
umano ha un naturale bisogno di essere riconosciuto per ciò che fa. Ma
c’è un enorme differenza tra il volere questo riconoscimento nel modo
giusto, ed il non poterne fare a meno, perché si dipende totalmente da
esso. In questo caso l’io è disposto a sacrificare la sua integrità in
modo tragico e ad un troppo alto prezzo; il vero sé viene tradito e
ottenere il riconoscimento degli altri diventa impossibile. Il sentiero
è la ricerca di questo centro, di questa profonda realtà spirituale
interiore, e non una mistica, illusoria fuga religiosa. Esattamente il
contrario, questo sentiero è immensamente pragmatico, perché la vera
vita spirituale non è mai in contraddizione con la vita pratica sulla
terra. Ci deve essere armonia tra questi due aspetti. Rinunciare alla
vita di tutti i giorni non è vera spiritualità. Nella maggior parte dei
casi, è per lo più, un’altra forma di fuga. Per molti è più facile
sacrificare qualcosa e punire se stessi, che affrontare e trasformare le
loro aree oscure. Chi fugge da se stesso e dalla vita non può non
sentirsi incalzato dai sensi di colpa, che continuano ad inseguirlo,
anche se tenta di espiarli deprivandosi e sacrificandosi. Ma questa
colpa non può essere cancellata se egli non prende la decisione di
affrontare e di trasformare la negatività e la distruttività, che
nasconde dentro di sé. Allora il sacrificio e la privazione non solo non
sono necessari, ma sono in contraddizione con il vero sviluppo
spirituale.
L’universo è colmo di gioia, di piacere e di ricchezze. L’uomo è
destinato a goderne, non a rinunciarvi. Non c’è rinuncia che possa
eliminare la colpa di non voler purificare la propria anima.
Mi piacerebbe menzionare un altro degli ostacoli interiori che devono
essere affrontati e superati. È necessario, innanzitutto, sapere che
tutte le emozioni e tutti i pensieri sono potenti agenti creativi. Essi
creano sempre in accordo con la loro natura, indipendentemente dal fatto
che i pensieri siano veri e giusti o falsi e limitati, e che le emozioni
siano amorevoli ed altruistiche o ostili ed egoistiche. I pensieri e le
opinioni determinano le emozioni, queste, insieme ai pensieri,
determinano le attitudini ed il comportamento, che a loro volta, creano
le circostanze della vita. Questa sequenza deve essere ripercorsa,
capita e pienamente riconosciuta. Questo è un aspetto essenziale del
sentiero.
La vostra paura delle emozioni negative è ingiustificata. Esse, in se
stesse, non sono così terribili o insopportabili, ma le vostre
convinzioni ed attitudini possono renderle tali. Coloro che seguono il
sentiero, verificano continuamente che sentire fino in fondo anche il
più grande dei dolori è un esperienza vivificante, che libera l’energia
bloccata e la creatività paralizzata. È possibile sentire il piacere
solo nella misura in cui si è capaci di sentire il dolore.
Lo stesso vale per la paura. Sentire la paura non è un’esperienza
necessariamente devastante. Tale esperienza può diventare un tunnel da
attraversare, e alla fine del quale trovare i veri motivi che ne sono
alla base. La paura è il rifiuto di provare altre emozioni. Quando il
sentimento originario viene accettato e provato, il problema scompare.
Così non è mai l’emozione in se stessa ad essere indesiderabile, è la
vostra attitudine che la rende tale.
La paura delle vostre emozioni fa sì che voi le reprimiate,
allontanandovi in tal modo, dalla vita. Il vostro centro spirituale non
può evolversi, manifestarsi ed integrarsi con il vostro io, finchè non
imparate ad abbracciare pienamente tutti i vostri sentimenti, finchè non
vi lasciate trasportare da essi, e non imparate ad assumervene la
responsabilità. Se rendete gli altri responsabili delle vostre emozioni,
siete in trappola perchè la vostra scelta si riduce a negarle o ad
agirle distruttivamente contro di loro. Nessuna di queste due
alternative è desiderabile o porta ad una qualche soluzione.
LIBERARE IL SE' SPIRITUALE
Il vostro sé spirituale non può essere libero finchè non imparate a
sentire tutte le vostre emozioni, e ad accettare ogni parte di voi
stessi, non importa quanto distruttiva possa essere al momento. Per
quanto negativo, spregevole, meschino o egoistico possiate trovare un
angolo del vostro essere (al contrario di alcuni aspetti più sviluppati
della vostra personalità), è assolutamente necessario che lo accettiate
e lo comprendiate. Nessun aspetto dovrebbe essere trascurato, messo da
parte e nascosto nella vana speranza che possa svanire da solo. Tutto è
importante, amici miei. Anche il più piccolo impulso negativo è gravido
di conseguenze. Per quanto nascosto possa essere, crea delle condizioni
di vita che finirete con il deplorare. Questa è una delle ragioni per
cui dovete imparare ad accettare gli aspetti negativi in voi.
Un’altra ragione è che per quanto distruttivo, crudele e cattivo possa
essere, ogni aspetto dell’energia e della coscienza è, in essenza, bello
e positivo. Le distorsioni devono essere riconvertite in quello che
originariamente erano. L’energia e la coscienza possono diventare
nuovamente costruttive, ma ciò è possibile solo quando sono sorrette
dalla conoscenza e dall’intenzionalità positive. Finché ciò non avviene,
non potete entrare in contatto con il vostro nucleo creativo.
RINUNCIARE ALLE ILLUSIONI
Questo è essenzialmente il sentiero. Esso è quindi difficile solo perchè
nutrite delle illusioni su come siete e su come dovreste essere; fra
queste vi è anche quella che ormai non dovreste avere più certi
problemi. Finchè non abbandonerete queste illusioni, e non avrete
fiducia in tutto quello che c’è in voi, rimarrete alienati dalla vostra
essenza spirituale. Questa essenza si rigenera continuamente; concilia
costantemente conflitti apparentemente insolubili; vi assicura tutto ciò
che vi è necessario per vivere la vostra vita e per portare a termine il
vostro compito su questa terra. È il vostro centro divino. Voi siete un’espresssione
di tutto ciò che esiste, della coscienza universale. Se non siete in
contatto con questa, perché non avete il coraggio di rinunciare alla
vostra piccola vanità, i vostri desideri più profondi non saranno mai
soddisfatti. Non importa cosa vi sia stato promesso, non c’è nessuna
panacea che vi possa dare quello di cui avete bisogno e che giustamente
desiderate, senza che attraversiate la vostra oscurità interiore.
Nessuna disciplina spirituale può da sola aiutarvi a realizzare le
vostre aspirazioni più profonde. La meditazione e la visualizzazione
creativa non sono sufficienti, ma possono essere utili ausili, quando ad
esse si aggiunge l’indispensabile pratica di confrontare onestamente voi
stessi.
Poche, veramente poche, sono le persone su questa terra che hanno la
volontà di calcare questo sentiero. Ma quale immensa gioia attende nella
profondità del loro centro coloro che hanno il coraggio di percorrere
l’intero viaggio, coraggiosamente e pazientemente!
APRIRSI ALLO SPIRITO
Una volta superato lo stato iniziale, in cui ancora dovete combattere
contro i malintesi, che creano alternative sempre inaccettabili, il
sentiero diventa davvero luminoso. Allora cominciate a prendere
coscienza, forse per la prima volta nella vostra vita, delle vostre vere
potenzialità, della vostra profonda essenza divina. Potete raggiungere
il piacere e la sicurezza, potete finalmente scoprire chi veramente
siete, e questo vi permette di relazionarvi con gli altri in modo nuovo,
senza più averne paura, ma comprendendoli e sentendovi a loro vicini.
La decisione iniziale di seguire questo sentiero deve essere presa
realisticamente se volete che sia una decisione valida. Siete veramente
disposti a rinunciare alle vostre illusioni ed alle vostre aspettative
su quello che gli altri dovrebbero fare per voi? Volete veramente
lasciar cadere le false paure su come dovreste o non dovreste essere, su
ciò che dovreste o non dovreste sentire? Se vi impegnate con voi stessi
ad accettare completamente tutto ciò che siete in questo momento, e
continuate ad esplorare le profondità del vostro mondo interiore,
scoprirete che questo è il viaggio più eccitante, significativo ed
importante che possiate fare. Non temete, riceverete tutto l’aiuto di
cui avrete bisogno, perché questo è un viaggio che non si può fare da
soli.
Quando il vostro centro spirituale comincerà a manifestarsi ed il vostro
io cosciente ad integrarsi con esso, comincerete a "vivere attraverso di
esso", se così posso dire. La vostra vita diventerà spontanea; senza
sforzo alcuno, sarete trasportati dalla sua corrente.
DOMANDA: In quali modi questo sentiero si è manifestato attraverso i
vari periodi storici?
RISPOSTA: In passato lo sviluppo dell’umanità richiedeva metodi
differenti, in quanto diversi erano gli uomini. Per esempio, nel
Medioevo, l’uomo tendeva ad agire i suoi impulsi distruttivi ancora di
più di quanto non faccia oggi. Era quasi completamente identificato con
essi, non riusciva ad avere il giusto distacco, e perciò, ne diventava
facilmente vittima. Aveva bisogno di una severa autorità esterna, per
tenere a bada i suoi impulsi negativi. Solo dopo aver imparato ad
esercitare un certo autocontrollo, l’uomo è stato pronto a fare il passo
successivo sul suo sentiero evolutivo. L’eccesso di controllo esteriore
può e deve essere adesso eliminato. Un altro aspetto è che a quei tempi
l’uomo medio era troppo lontano dal suo centro per potersi dedicare alla
sua vita spirituale. Era tutto proiettato verso l’esterno. L’incapacità
di assumersi le sue responsabilità generò il diavolo (personificazione
della sua negatività), e Dio (personificazione dei suoi aspetti
positivi).
Oggi tutto questo è cambiato. I maggiori ostacoli per l’uomo sono il suo
orgoglio ed il suo egoismo. Egli ha realizzato molto con il potere del
suo io.
Aveva bisogno di sviluppare questo potere così da non essere più un
irresponsabile ed indifeso bambino. Ma adesso è arrivato per lui il
momento di comprendere che il vero potere proviene dal suo centro
spirituale e non dal suo io. L’orgoglio rende questo difficile: "Cosa
diranno gli altri? Penseranno che tutto è troppo semplice, stupido, poco
scientifico?" Questi sono i pensieri che l’orgoglio genera. È compito
dell’uomo d’oggi superare questa dipendenza dalle opinioni altrui.
Quanto spesso egli tradisce la sua verità interiore per seguire la moda
del momento, e non lascia che il suo sé divino lo guidi! A queste nuove
esigenze deve rispondere il sentiero di oggi.
I metodi per la crescita spirituale sono diversi a secondo dello stadio
evolutivo raggiunto dalla coscienza, ma l’obbiettivo è sempre lo stesso.
C’è, però, un’eccezione. In ogni epoca c’è sempre stata una piccola
minoranza di uomini più sviluppati degli altri. Per essi il sentiero è
stato sempre lo stesso, ed ha sempre assunto la forma di circoli
segreti, a cui le masse non avevano il permesso di accedere. Anche un
gruppo come il vostro non può raggiungere una grande diffusione,
infatti, come vi ho già detto, sono pochi coloro che sono capaci o
desiderosi di seguire un sentiero come questo. Oggi costoro sono
certamente più numerosi che in passato, ma fra quelli che sarebbero in
grado di calcare il sentiero, anche oggi pochi sono quelli che veramente
decidono di farlo.
Adesso mi ritirerò dallo strumento attraverso cui mi è permesso
manifestarmi. Un grande potere spirituale protegge questo gruppo. Questo
può sembrare incomprensibile o "primitivo" ad alcuni di voi, ma è la
realtà, amici miei.
C’è un mondo, un mondo intero, al di là di quello che voi conoscete,
toccate e vedete. Solamente se vi dedicate alla ricerca interiore e
raggiungete il vostro nucleo, potete entrare in contatto con questo
mondo glorioso. Esso esiste dentro ed intorno a voi, e se vi ci aprite,
ne potete essere nutriti ed ispirati.
Il mio amore va a tutti voi, amici miei, sia a coloro che per
raggiungere il centro del loro essere desiderano avvalersi dell’aiuto di
questo particolare sentiero, sia a coloro che si sentono, invece,
attratti verso un’altra strada.
La grande
transizione
Nell’universo esistono due correnti fondamentali. Una è quella
dell’energia dell’amore, che vi spinge ad aprirvi, a dare, a comunicare
con gli altri, ad elevarvi al di sopra del piccolo io, che si considera
il centro dell’universo, ma che è in realtà parte di uno stupendo tutto.
Il vostro Vero Sé non vi considera mai come il fine ultimo. Quando le
vostre potenzialità si esprimono in pieno, non vedete e non esperite più
la vita all’interno di barriere separanti e limitanti. Scoprite il senso
di unione con tutti. Vi sentite e pensate in modo totalmente nuovo.
Diventate degli individui diversi, pur restando fondamentalmente voi
stessi.
La maggior parte degli esseri umani, però, continua a vivere in funzione
del principio egocentrico, che è l’opposto di quello dell’amore. In
questo stato, voi vivete isolati. Anche se intorno a voi vi sono molte
persone, che amate e che vi amano, la vita rimane per voi un’esperienza
peculiarmente privata, incondivisibile ed incomunicabile. Quando provate
una particolare gioia o un particolare dolore, questi sono vostri ed
esclusivamente vostri. Naturalmente, è ben possibile che non siate
consapevoli di questa situazione, anzi, può essere che a livello
cosciente siate convinti dell’esatto opposto. Ma, se entrate in contatto
con ciò che veramente sentite, vi rendete conto che, fin quando rimanete
in uno stato di egocentrismo, questa è l’esperienza che avete della
vita.
La transizione dallo stato dell’egocentrismo a quello dell’amore è il
passo più importante sul sentiero evolutivo di un’entità spirituale.
Prima o poi, in una vita o nell’altra, essa deve avvenire. In quale
momento avverrà, nessuno può dirlo; tale momento varia da individuo ad
individuo; auguriamoci che nel vostro caso la grande transizione avvenga
in questa particolare incarnazione.
È difficile comunicare ciò che realmente intendo dire, attraverso delle
semplici parole. I termini egocentrismo ed amore sono stati usati da
molte filosofie e da molti insegnamenti. Forse siete in grado di parlare
a proposito di questo soggetto intelligentemente e con convinzione. In
rari momenti avete forse anche avuto la fuggevole esperienza personale
dello stato in cui l’amore ed il senso di unità prevalgono, ma poi
questa visione svanisce, e ritornate alla vostra solita condizione
d’illusorio isolamento. Non è facile rendere permanente questa
transizione. Il prerequisito principale perché questo avvenga è
l’individuazione e la risoluzione dei propri conflitti nascosti.
È molto importante che riflettiate su queste cose e che comprendiate che
la meta del vostro Sentiero è questa transizione. Innanzitutto, dovete
rendervi conto che vi trovate ancora nel vecchio, indesiderabile stato.
Fin quando in voi c’è confusione a questo proposito o, ancora peggio,
non siete consapevoli che esistono questi due stati, compiere questa
transizione è molto difficile.
Quando comincerete ad avere le prime fuggevoli esperienze di questo
nuovo stato, vi sentirete liberi dalle pareti del vostro egocentrismo,
che vi tengono isolati e separati dagli altri. Scoprirete che la vostra
vita, la vita in generale, ha un profondo scopo. Comprenderete il
significato di tutte le vostre esperienze, le positive e le negative, e
le considererete da un punto di vista completamente nuovo. Avrete
l’esperienza di una profonda unione con tutti gli altri esseri, e tanto
della loro quanto della vostra ragione di esistere. Sarete colmati da
una gioia del tutto nuova e sentirete una sicurezza che vi era
precedentemente sconosciuta. Grazie a questa nuova sicurezza, non avrete
più bisogno di illudervi che non soffrirete più, ma non avrete paura
della sofferenza, né vi sentirete annientati da essa; saprete che in
ultima analisi, essa non può danneggiarvi.
Le emozioni hanno una loro
esistenza indipendente
Un primo barlume dell’esperienza di questa transizione può essere
generato dalla consapevolezza che ciò che state provando in questo
momento lo stanno provando contemporaneamente milioni di altre persone,
che ciò che vivete è stato vissuto da molti in passato, ed ancora lo
sarà in futuro. Da quando il mondo è stato creato, tutte le emozioni –
le positive quanto le negative – sono sempre esistite e l’uomo non ha
fatto altro che partecipare a ciò che era già presente. Quando provate
una certa emozione, avete l’impressione di essere voi a produrla, ma non
è così. Ciò che invece avviene è che vi sintonizzate con la particolare
energia o con il particolare principio di un’emozione che già esiste.
Questa può apparire come una precisazione irrilevante, ma non lo è. La
vita percepita da questo nuovo punto di vista è totalmente differente.
Se pensate di essere voi a produrre una certa emozione o esperienza di
vita, vi sentite unici, isolati, separati. Se invece cominciate a
percepire voi stessi e la vita in questo nuovo modo, vi sentite
automaticamente parte di un più vasto tutto.
Non aspettatevi che queste mie parole possano immediatamente
trasportarvi in questo nuovo stato. Ma se il vostro lavoro sul Sentiero
progredirà con regolarità e se focalizzerete la vostra attenzione in
questa direzione, meditando su ciò che vi dico e cercando di sentirlo,
la transizione avverrà senz’altro più rapidamente. I vostri orizzonti
diverranno più ampi, considererete in modo diverso le vostre temporanee
pene, potrete utilizzare in modo costruttivo le correnti negative che
scoprirete dentro di voi, la vostra creatività aumenterà.
Lo stato della separazione
e lo stato unitario
Esiste nell’uomo il profondo anelito a raggiungere questo nuovo stato
d’esistenza. Anche se ha paura della transizione ed impedisce a se
stesso di effettuarla, questo anelito rimane. Infatti, nello stato di
unità, che è lo stato naturale di tutte le creature, non esiste più
solitudine, mentre nella vostra condizione presente vi sentite
essenzialmente soli. Al massimo riuscite a realizzare che anche gli
altri hanno esperienze simili alle vostre e si sentono come voi. Ma il
nuovo stato è molto più di questo, in esso voi siete profondamente
consapevoli del fatto che tutte le emozioni, le esperienze e le idee
esistono già, e che voi e gli altri non fate altro che sintonizzarvi con
esse, inducendo in voi stessi le appropriate condizioni. Tocca a voi
decidere da quali di esse farvi influenzare.
Visualizzate tutte le esperienze emotive, dalle più elevate a quelle di
carattere inferiore, come delle correnti energetiche. In funzione del
vostro stato mentale, del vostro umore e del vostro grado di sviluppo
generale, voi vi sintonizzate con una o più di queste correnti. Se
adottate questo approccio, avverrà in voi un drastico cambiamento: da
esseri separati ed egocentrici, diverrete gradualmente ciò che di fatto
già siete; e questo è molto difficile da descrivere a parole.
A causa della limitatezza della vostra mente, voi ritenete che solo come
individui unici e speciali potete avere dignità ed essere felici.
Pensate anche, spesso inconsciamente, che in quanto ingranaggi di un
grande meccanismo, non contate nulla. Siete vittime dell’illusione di
essere dei granelli in un mare di sabbia e che, perciò, la vostra
felicità non è importante. Un’altra illusione che nutrite è che, essendo
voi individui separati ed unici, gli altri non potranno mai veramente
comprendervi ed avvicinarsi a voi. Tutte queste assunzioni sbagliate
esistono in una certa misura dentro di voi e generano un’inutile
battaglia nel vostro inconscio. Solo quando vi convincerete che la
vostra felicità e la vostra importanza non dipendono dalla vostra
separatezza, sarete disposti a rinunciare a quest’ultima.
La verità, di cui avrete prima o poi l’esperienza diretta, è che nel
nuovo stato percepirete voi stessi come parte di un più vasto tutto,
saprete di condividere con gli altri ciò che già esiste, e sarete
persone più complete e felici. Saprete di avere il diritto di essere
felici. La vostra dignità aumenterà nella stessa misura in cui il vostro
orgoglio di essere separati diminuirà. La vostra vita diverrà sempre più
piena e ricca, man mano che rinuncerete a sentirvi speciali. Per il
momento, pensate che se voi avete di più, gli altri devono avere di
meno, ed è questo l’errore a cui è dovuto il vostro conflitto. Quando vi
trovate nello stato egocentrico, questa conclusione sembra evidente,
mentre nel nuovo stato, dopo che la transizione è avvenuta, non vi
appare più tale. Proprio perché sapete di essere parte di un più vasto
tutto, vi rendete conto che il vostro benessere è importante. Nel
momento in cui cominciate a vedere anche solo fuggevolmente questa
verità, non siete più prigionieri del vecchio conflitto fra l’essere
‘egoisti’ e felici o ‘altruisti’ ed infelici. La vostra idea di felicità
cambia radicalmente.
Questo fondamentale malinteso che esiste nell’animo umano genera
profondi sensi di colpa a proposito del desiderio di essere felici. Ma
nel momento in cui decidete di adottare questo nuovo approccio, questo
conflitto svanisce. Cominciando a comprendere meglio la realtà, vi
rendete conto di quanto eravate immersi nella separazione, realizzate
che lo stato di separazione era, ed ancora è, il vostro mondo. Il
termine egocentrismo, nel modo in cui io lo uso, non ha alcuna
connotazione moralistica o punitiva; attribuisco ad esso un significato
puramente filosofico. Esso indica un fondamentale stato d’esistenza, un
mondo ed un principio, contrapposti ad un altro stato d’esistenza, ad un
altro mondo e ad un altro principio totalmente diversi.
Mentre gradualmente avviene la transizione, i vostri valori cambiano,
così come cambiano i vostri ideali, le vostre idee e la vostra visione
della vita. Questo cambiamento non è il risultato di nuove opinioni
artificiosamente adottate, ma il prodotto di una graduale, naturale,
organica, crescita interiore. Il cambiamento è di natura interiore, più
che esteriore. Spesso, non vi è neanche una radicale revisione delle
vostre opinioni; queste rimangono le stesse, ma vengono da voi esperite
in modo diverso; è la motivazione di base che muta.
La paura del cambiamento
L’uomo ha paura del cambiamento, anche se in realtà non avrebbe nulla da
temere. Cambiamento non significa che la vostra vita debba radicalmente
trasformarsi; anche cambiando, essa può rimanere in buona misura la
stessa. Questo può apparire paradossale, amici miei, ma non lo è.
Sfortunatamente, il linguaggio umano è troppo limitato per esprimere
adeguatamente questi concetti. Chi ha avuto un’esperienza anche solo
fuggevole di queste cose, non avrà difficoltà a comprendere ciò che
intendo dire. Gli altri dovranno aspettare fino al momento in cui
l’avranno. Voi potete cambiare, eppure rimanere gli stessi. Questo può
avvenire in modo sano e costruttivo, come espressione delle vostre
innate potenzialità di crescita, ma può avvenire anche in modo sbagliato
e distruttivo. In vero, non avete nulla da temere dall’avvicinarvi a
questa grande transizione. Infatti, ciò che è valido ed ha valore, ciò
che è realmente parte di voi, sopravviverà e crescerà; ciò che, invece,
non fa veramente parte di voi verrà gradualmente eliminato, come un
abito vecchio ed ormai liso. Sarete attraversati da energie creative che
adesso non immaginate neanche di possedere.
La grande transizione
è l’obbiettivo primario del sentiero
Quando entrerete nel nuovo stato, la direzione delle vostre correnti
interiori più profonde muterà radicalmente. Nel vostro stato presente,
molte energie creative – l’amore, i talenti, le qualità – cercano di
fluire verso l’esterno ma, a causa della vostra condizione di
separatezza, vengono bloccate. Dopo un iniziale tentativo di estendersi
verso gli altri e verso l’universo, vengono trattenute, ritirate e
disattivate. La parte più intima di voi stessi si ribella contro questa
grande frustrazione. Deve ribellarsi, perché essa è contro la natura,
contro la creazione, contro l’armonia. Questa ribellione di fondo genera
molti problemi che non possono essere risolti semplicemente riconoscendo
ed affrontando i conflitti psicologici. Mentre la risoluzione dei
conflitti infantili è un requisito indispensabile perché la transizione
al nuovo stato possa avvenire, è importante comprendere che non dovrebbe
rappresentare un obbiettivo fine a se stesso. Se tutti i propri sforzi
vengono rivolti nella direzione di risolvere i conflitti infantili e di
correggere le distorsioni psicologiche, non si può mai raggiungere la
completa soddisfazione. Essi non vengono mai coronati dal successo, se
rimangono fini a se stessi e non rappresentano un mezzo per raggiungere
il vero scopo: la transizione dallo stato dell’egocentrismo isolato a
quello dell’unione con il tutto, in cui ci si riconosce come parte
integrante della creazione.
Solo quando questa grande transizione diverrà il vostro obbiettivo,
potrete raggiungere il totale appagamento. Le vostre capacità si
svilupperanno in pieno e la grande corrente vitale scorrerà attraverso
di voi. Quando non possedete una chiara visione della vita, le vostre
energie creative non possono essere rigenerate dalle energie cosmiche.
Queste vengono costantemente bloccate dall’ignoranza, dalla confusione,
dalla mancanza di consapevolezza e dalle conclusioni sbagliate a
proposito del vero significato della vita. Se sviluppate la giusta
visione, non potete che avvicinarvi gradualmente alla transizione ed,
infine, compierla.
Nel nuovo stato, le vostre energie creative irradieranno naturalmente da
voi e, perciò, le energie cosmiche potranno fluire attraverso di voi e
rigenerare e rinnovare il vostro intero essere, a tutti i livelli. Le
forze da voi emesse toccheranno gli altri, indipendentemente da chi essi
siano e da dove si trovino; influenzeranno coloro che sono con esse in
sintonia.
Questo argomento è difficile da comprendere. È astratto e non facile da
mettere in pratica. Per comprendere il significato più profondo delle
mie parole vi è bisogno del vostro sincero desiderio e di tutta la
vostra intuizione. Ma anche se potete per il momento capirle solo a
livello intellettuale, e non riuscite ancora ad avere l’esperienza
diretta della loro verità, esse serviranno comunque ad aprire la vostra
mente. Riflettendo e meditando su di esse, cercando di utilizzare le
scoperte che fate su voi stessi per raggiungere il più ampio obbiettivo
dell’unione, si aprirà per voi un porta attraverso cui potrete
felicemente passare. Vi renderete conto, allora, di quanto lunga sia
stata la vostra battaglia per attraversare quella soglia.
Coltivando questo nuovo approccio, riuscirete a comprendere meglio non
solo voi stessi e gli altri, ma anche quali sono il vostro scopo e la
vostra funzione nell’universo. Nulla, se non questa comprensione, potrà
darvi quella sicurezza di cui tutti voi siete alla ricerca.
I grandi saggi di tutti i tempi hanno sempre parlato, in un modo o
nell’altro, di questa grande transizione. Voi che seguite questo
Sentiero, anche molto prima di poterla effettuare, dovreste essere a
conoscenza della sua esistenza, dovreste riflettere su di essa e sapere
che prima o poi giungerà anche per voi.
Quanto intensamente lotta l’uomo contro quello che è il destino ultimo
di ogni essere! Quanta paura ha di rinunciare al dolore e di raggiungere
la felicità e la sicurezza! Quanto assurda è la sua convinzione che
uscire dal vecchio mondo ed entrare nel nuovo comporti la rinuncia a
qualcosa di prezioso! Quanto patetica è questa lotta! Cercate di trovare
queste paure e queste resistenze irrazionali che si nascondono dentro di
voi. Se le cercate, non potete non trovarle. La vostra vita vi offre
molte opportunità di riconoscerle. Non dovete andare molto lontano per
scoprirle. La paura e la resistenza contro la grande transizione si
esprimono in innumerevoli piccoli modi nella vostra vita di tutti i
giorni. Scopritele, ed avrete trovato una preziosa chiave.
Innanzitutto, dovete prendere coscienza del fatto che lottate aspramente
per mantenere il vostro stato d’isolamento e che, al meglio, desiderate
condividere la vostra vita con pochi individui di vostra scelta. Se
potete amare in una certa misura costoro, state già un passo avanti
rispetto ad altri che non sono in grado di fare neanche questo. Spero
che le mie parole non siano fraintese e che non le intendiate nel senso
che dovreste sforzarvi di effettuare un drastico cambiamento nella
vostra vita. Si tratta di qualcosa di molto più sottile. Una volta che
cominciate a riconoscere i sintomi del vostro vecchio, isolato ed
egocentrico modo di vivere, non potete non rendervi conto che esso
genera paura ed insicurezza, senso di futilità e d’inutilità. Nel nuovo
stato, invece, prevalgono una continua gioia ed un profondo senso di
sicurezza interiore. La gioia a cui mi riferisco non implica che nella
vostra vita non incontrerete più difficoltà. L’ho detto numerose volte,
ma preferisco ripetermi, perché desidero che su questo punto non vi
siano malintesi: nessuno dovrebbe percorrere questo Sentiero con
l’aspettativa che progredire su di esso significhi che tutte le sue
difficoltà cesseranno.
Questa aspettativa, naturalmente, fin quando sarete incarnati come
esseri umani, è del tutto irrealistica. Ma, nel nuovo stato, le
avversità non vi spaventeranno più, ne comprenderete il significato, le
affronterete coraggiosamente, e le userete per crescere. Invece di
tentare di evitarle, le accetterete come parte della vita.
Perciò, amici miei, potete vedere che l’umanità è in continua lotta per
mantenere il suo stato di oscuro isolamento. Questa è una lotta assurda,
che non produce null’altro che infelicità. Questo solo fatto dovrebbe
essere considerato una prova che questa direzione è sbagliata e che
dovrebbe essere modificata. Cambiare questa direzione interiore produce
libertà e gioia, risolutezza e sicurezza. Quando siete aggrappati
disperatamente al vostro vecchio stato, vi sembra di dover fare una
grande rinuncia, ma quando finalmente decidete di lasciarlo andare,
scoprite che non state rinunciando a nulla.
I primi passi verso la transizione da uno stato all’altro sono la
conoscenza di se stessi e la comprensione dei problemi, delle attitudini
e dei concetti inconsci. La conoscenza e l’accettazione di se stessi
sono i prerequisiti indipensabili, tutto il resto segue. Ma dovete anche
comprendere che la risoluzione dei vostri problemi interiori non è
l’obbiettivo ultimo, e che al di là di essa vi è un altro e più
importante obbiettivo. Per dirlo in modo diverso, non potete risolvere i
vostri problemi psicologici, se non tenete nella dovuta considerazione
questa grande transizione.
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