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FRANK
ARJAVA PETTER
http://www.reikidharma.com/en/index.html
intervista
Dal libro di Frank Arjava
Petter “Reiki,
l’eredità del Dr. USUI”
“Perché insegno questo metodo (Reiki) pubblicamente”, spiegazione del
fondatore Usui Mikao.
Da tempo immemorabile, è spesso successo che chi scopriva leggi
originali e segrete o le teneva per sé o le condivideva soltanto con i
propri discendenti. Di solito questo segreto serviva a garantire una
condizione di sicurezza per i propri discendenti. (Per discendenti
intendo non solo la propria famiglia ma anche i propri discepoli. La
parola sicurezza è usata nel senso di assicurare un futuro benessere
finanziario). Il segreto non viene trasmesso agli estranei. Tuttavia
questa è una vecchia abitudine del secolo scorso (e perciò datata).
Poiché in tempi come questi la felicità del genere umano si fonda sul
lavoro comune e sul desiderio di progresso sociale, non potrei
permettere a nessuno di appropriarsene (del Reiki). Il nostro Reiki
Ryôhô è qualcosa di assolutamente originale che non può essere
paragonato a nessun altro percorso (spirituale) e quindi vorrei che
questo metodo fosse (liberamente) disponibile al pubblico per il
benessere dell’umanità. Ciascuno di noi ha il potenziale per poter
ricevere un dono divino il cui risultato consiste nell’unione del corpo
e dell’anima. In questo modo (con il Reiki) molte persone potranno
sperimentare la benedizione del divino: prima di tutto il Reiki Ryôhô è
una terapia originale che si fonda sul Potere Spirituale dell’Universo,
attraverso il quale l’uomo dapprima riceve la salute e poi pace mentale
e gioia. Oggi abbiamo bisogno di migliorare e ristrutturare le nostre
vite in modo tale da liberare i nostri simili dalle malattie e dalle
sofferenze. Per questa ragione oso insegnare questo metodo liberamente
in pubblico.
INTERVISTA
Alle domande riguardanti il Reiki ha risposto lo stesso Dr. Usui, ma la
data esatta e il nome dell’intervistatore non sono stati resi noti. In
base alla data citata nel testo l’intervista si può collocare tra il
1922 e il 1926 anno della morte del dr. Usui. Poiché il testo originale
ha circa 75 anni ed è scritto in giapponese antico, abbiamo dovuto fare
alcune piccole variazioni al testo per renderlo più comprensibile. Le
mie (di Frank Petter) note sono tra parentesi; Chetna ed io abbiamo
tradotto il testo in inglese.
Domanda: Che cos’è il Reiki Ryôhô di Usui?
Risposta: Riceviamo e viviamo con gratitudine secondo i principi
(principi Reiki) prescritti dall’imperatore Meiji. Per poter seguire la
via giusta (spirituale), l’umanità deve vivere secondo questi principi.
Ciò significa che dobbiamo imparare a migliorare lo spirito* e il corpo
con la pratica e per poterlo fare dobbiamo innanzitutto curare lo
spirito e poi sanare il corpo. Quando le nostre menti si trovano sulla
sana via dell’onestà e della serietà, il corpo ritrova da solo la
completa salute. Perciò il corpo e la mente diventano una cosa sola e
possiamo vivere in pace e con gioia. Curiamo noi stessi e le malattie
degli altri, intensificando e aumentando la nostra stessa felicità e
quella degli altri. Questo è lo scopo del Reiki Ryôhô di Usui.
* Qui è stata usata la parola giapponese kokoro, che in molte traduzioni
dal giapponese spesso viene erroneamente tradotta con “cuore”, tuttavia
questo è corretto solo in parte. Nella cultura occidentale dividiamo lo
spirito in due parti: il cuore e la mente, le emozioni e i pensieri. I
giapponesi non fanno questa distinzione e considerano il cuore e la
mente come un tutto unico, fusi l’uno con l’altro. Questa unità è
chiamata kokoro. Vorrei che le mie emozioni e i miei pensieri fossero
sempre integrati e all’unisono. Questo modo completamente diverso di
sperimentare il mondo e se stessi ha conseguenze che vanno molto
lontano: se, per esempio, chiediamo a un giapponese che cosa pensa o
prova, spesso non riusciremo ad ottenere una risposta chiara, perché i
confini tra i sentimenti e i pensieri non sono chiaramente definiti...
Domanda: Il Reiki Ryôhô di Usui è la stessa cosa dell’ipnoterapia, del
kiai jutsu (che consiste nel concentrare il “Ki” nell’addome e far
uscire un urlo) o del shinko ryôhô (una terapia religiosa) e così via?
E’ una forma simile di terapia sotto diverso nome?
Risposta: No, no. Non è simile alle forme di terapia che ha descritto.
Dopo molti anni di duro esercizio, ho scoperto un segreto spirituale:
questo (il Reiki) metodo serve per liberare il corpo e la mente*.
* Nel testo giapponese è usato il termine rei come in Reiki.
Domanda: Il Reiki è un shinrei ryôhô (un metodo di guarigione psichico,
spirituale)?
Risposta: Esatto, possiamo chiamarlo shinrei ryôhô, tuttavia, possiamo
anche chiamarla terapia fisica, poiché l’energia e la luce irradiano da
tutte le parti del corpo della persona che fa il trattamento. L’energia
e la luce irradiano principalmente dagli occhi, dalla bocca e dalle mani
del donatore del trattamento. Nello stesso tempo, chi fa il trattamento
fissa gli occhi per due o tre minuti sulle parti sofferenti, soffia e le
massaggia delicatamente. Mal di denti, mal di testa, mal di stomaco,
tumefazioni (gonfiori) al torace, dolori di natura nervosa, contusioni,
tagli, bruciature, ecc. guariscono semplicemente, mentre le malattie
croniche non sono così facili da trattare. Comunque anche solo un
trattamento di una malattia cronica mostra già un effetto (positivo). Mi
chiedo come questo fenomeno possa essere spiegato dalla scienza medica.
La realtà colpisce sempre più dell’immaginazione, quando vedrete i
risultati (dei trattamenti Reiki) concorderete con me. Persino chi non
ci vuole credere non potrà negare la realtà (i risultati, la verità).
Domanda: Bisogna credere nel Reiki Ryôhô di Usui perché avvenga la
guarigione?
Risposta: No, poiché il Reiki Ryôhô di Usui è diverso da altri metodi
psichici di guarigione, come la psicoterapia e l’ipnoterapia. Il
consenso e la fede non sono necessari, perché il Reiki non funziona
tramite suggestione. Non fa differenza se una persona si oppone o è
diffidente o rifiuta di crederci. Per esempio funziona anche con i
bambini e le persone gravemente ferite o prive di sensi. Su dieci
persone, forse una avrà fiducia (nel successo della cura) al primo
trattamento. Già dopo il primo trattamento la maggior parte delle
persone sentiranno l’effetto (positivo) e la loro fiducia aumenterà.
Domanda: Quali malattie possono essere curate con il Reiki Ryôhô di Usui?
Risposta: Tutte, sia che abbiano origine psicologica o fisica.
Domanda: Il Reiki Ryôhô di Usui cura solo le malattie?
Risposta: No, non cura solo le malattie del corpo, ma anche cattive
abitudini e malesseri psicologici come la disperazione, la debolezza
(nel senso di carattere debole), la mancanza di coraggio, la difficoltà
nel prendere decisioni e il nervosismo. Con l’energia Reiki, lo spirito
(kokoro) diventa simile a Dio o al Buddha e possiamo sviluppare la
capacità di curare gli altri esseri umani, nostri simili. In questo modo
(attraverso la somiglianza col Buddha) rendiamo felici noi stessi e gli
altri.
Domanda: In che modo cura il Reiki Ryôhô di Usui?
Risposta: Nessuno mi ha iniziato a questo metodo. Non ho neanche fatto
degli sforzi per ottenere poteri curativi paranormali (siddhis). Mentre
digiunavo sono venuto in contatto con un’intensa energia e in modo
misterioso, sono stato ispirato (ho ricevuto l’energia Reiki). Come per
una coincidenza, mi è diventato chiaro che avevo ricevuto l’arte
spirituale di curare. Sebbene sia il fondatore di questo metodo, mi è
difficile spiegarlo in modo più preciso. Medici e studiosi fanno
appassionate ricerche in questo campo, ma finora è stato difficile
giungere ad una conclusione che si basi sulla scienza medica. Verrà il
tempo in cui il Reiki troverà un punto d’incontro con la scienza.
Domanda: Il Reiki Ryôhô di Usui utilizza medicine? E se sì, hanno
effetti collaterali?
Risposta: Non usa né medicine né strumenti. Usa solo il guardare, il
soffiare, l’accarezzare, il battere leggero e il toccare (le parti del
corpo malate). E’ questo che cura le malattie.
Domanda: Per poter praticare il Reiki Ryôhô di Usui bisogna avere delle
conoscenze mediche?
Risposta: Il nostro ryôhô (metodo di cura) è un metodo spirituale che va
oltre la scienza medica e perciò non si basa su di essa. Quando
guardiamo, soffiamo, tocchiamo o accarezziamo la parte del corpo malata,
otteniamo il risultato desiderato. Per esempio, tocchiamo la testa
quando vogliamo trattare il cervello, l’addome quando vogliamo trattare
l’addome e gli occhi per gli occhi. Non si prendono né amare medicine,
né si usa la moxibustione *, ma si guarisce in breve tempo. Perciò
questo reiho (metodo spirituale) è una nostra creazione originale.
* La moxibustione è un metodo curativo usato in Tibet, Cina e Giappone,
che utilizza una filosofia e tecniche simili all’agopuntura, solo che
qui non vengono inseriti aghi nel corpo, ma viene bruciata una piccola
quantità di mogusa (l’erba moxa, un tipo di assenzio) su alcuni
meridiani e punti di agopuntura in una particolare sequenza e frequenza.
Domanda: Come lo considerano medici di fama (il Reiki Ryôhô di Usui)?
Risposta: Le autorità edotte in materia sono molto oneste nel giudicare
il Reiki Ryôhô di Usui. In questi giorni alcuni famosi medici europei
hanno preso una posizione critica verso il modo (ottuso) di prescrivere
medicine. Il Dr. Sen Nagai della Medical Teikoku University ha detto
“Noi medici sappiamo come diagnosticare una malattia, registrarla
empiricamente e capirla, ma non sappiamo come trattarla.” (Un altro
medico) il Dr. Kondo ha detto: “E’ arrogante affermare che la medicina
ha fatto enormi progressi quando la medicina moderna trascura
l’equilibrio spirituale (del paziente). E’ un grande svantaggio.” Il
dottor Sakae Hara ha detto: “E’ un’insolenza trattare l’essere umano,
che possiede una saggezza spirituale, come un animale. Credo che in
futuro potremo contare su una grande rivoluzione nel campo della
terapia.” Il Dr. Rokura Kuga ha detto: “Senza dubbio molte persone che
non sono medici (terapisti) hanno attuato una serie di terapie, come la
psicoterapia, con un tale successo, mai ottenuto dai medici, perché tali
terapie tengono conto del carattere, dei sintomi personali del paziente
e utilizzano molti diversi metodi di cura. Se i medici (associati alle
facoltà mediche) rifiuteranno ciecamente i terapisti e gli
psicoterapeuti (non associati) e tenteranno di impedire loro di
lavorare, dimostreranno la loro ristrettezza mentale”. * Alcuni medici e
farmacisti capiscono questo problema e chiedono di essere iniziati (da
me, da noi al Reiki).
* Nihon Iji Shinpo (tratto da una rivista di medicina dal titolo
“Japanise Medical News”)
Domanda: Che cosa ne pensa il governo (del Reiki Ryôhô di Usui)?
Risposta: Il 6 febbraio dell’undicesimo anno del periodo di Taisho
(1922), il deputato Teiji Matsushita fece all’assemblea riunione del
Parlamento Federale la seguente domanda sul budget: “Qual è la posizione
del governo sui terapisti che attualmente praticano la psicoterapia e la
terapia spirituale (come quella del Reiki Ryôhô di Usui) senza un titolo
(di medico)?” Il sig. Ushio della commissione di governo rispose: “
Dieci anni fa l’ipnoterapia e altre forme simili di terapia erano
giudicate forme inadeguate di terapia, ma oggi dopo aver fatto ricerche
vengono applicate efficacemente in psichiatria. E’ difficile voler
risolvere tutto ciò che riguarda l’essere umano con le medicine. Per
guarire le malattie i medici seguono determinate vie, che si basano sui
principi della medicina. L’uso delle mani e l’elettroterapia per
combattere la malattia non fanno parte dei metodi delle facoltà di
medicina.” Ecco perché il Reiki Ryôhô di Usui non è soggetto alle leggi
che riguardano la facoltà medica né quelle che riguardano l’agopuntura o
la moxibustione.
Domanda: In questo tipo di terapia, le capacità di guarigione spirituale
ce l’hanno solo quelle persone che si sono sviluppate spiritualmente fin
dalla nascita. Non credo che questo si possa imparare. Cosa ne pensa?
Risposta: No, no. Tutti gli esseri viventi hanno ricevuto in dono la
capacità spirituale di guarire. La stessa cosa si può applicare alle
piante, agli animali, ai pesci e agli insetti, ma gli esseri umani, che
rappresentano il culmine della creazione, hanno un potere maggiore. Il
Reiki Ryôhô di Usui è apparso per rendere questa capacità utilizzabile.
Domanda: Si può essere iniziati al Reiki Ryôhô di Usui?
Risposta: Naturalmente. Uomini e donne, vecchi e giovani, medici e
persone non istruite che vivono secondo dei principi morali possono
imparare in breve tempo, proprio come gli altri. Ad oggi ho iniziato un
migliaio e parecchie centinaia di persone e neanche una di queste ha
fallito nel raggiungere il risultato desiderato. Tutti, anche quelli che
hanno appreso solo lo Shoden (il Primo Grado), hanno palesemente
ricevuto la capacità di curare le malattie. Se ci pensiamo, è piuttosto
strano poter imparare in così breve tempo a curare le malattie,
nonostante questo sia per l’essere umano la cosa più difficile.
Personalmente io lo trovo stupefacente. Questa è la caratteristica del
nostro metodo di guarigione spirituale e cioè che possiamo imparare
qualcosa di così difficile in modo tanto semplice.
Domanda: Con il Reiki Ryôhô di Usui si possono curare gli altri. E se
stessi? Una persona può curare anche le proprie malattie?
Risposta: Se non potessimo curare le nostre malattie, come potremmo
curare quelle degli altri?
Domanda: Cosa bisogna fare per imparare l’Okuden (secondo grado)?
Risposta: L’Okuden consiste in un certo numero di metodi (curativi):
Hatsurei-hô, battere leggermente, accarezzare, far pressione con le mani,
curare a distanza, guarire le abitudini (abitudini mentali) ecc. Prima
impara il Shoden e poi quando mi porti ( a me, al maestro) buoni
risultati, ti comporti correttamente, onestamente e moralmente e sei
entusiasta (del Reiki), allora riceverai l’iniziazione (da me, da noi)
all’Okuden.
Domanda: Nel Reiki Ryôhô c’è qualcosa dopo l’Okuden?
Risposta: C’è ancora lo Shinpiden (il grado più alto).
L’intervista finisce qui.

auguro di tutto cuore
ogni bene a tutti/e
il vostro amico
ermano valitutto (c) copyrigth 2006

altri articoli
VERSIONE
ITALIANA
Articoli
di Reiki
I Simboli Reiki
di Frank Arjava Petter (http://www.reikidharma.com)
Molti di noi associano profondamente Reiki con i simboli del Reiki.
Il mistero, sta nel fascino esotico orientale che suscitano, e per
il fatto che i simboli devono rimanere segreti soprattutto quando li
si utilizzano , tutto questo da un sapore eterico al Reiki e alla
sua popolarità.
Il mio viaggio nel mondo del Reiki cominciò 7 anni fa. E ri-
guardandolo oggi, posso capire che il mio viaggio mi portò dalla
complessità verso la semplicità, (circolo ciclo completato). Dopo
avere imparato il secondo grado di Reiki, passai molti mesi
lavorando in problematiche della mia infanzia con l'aiuto dei
simboli Reiki di secondo grado. Disegnavo il simbolo di guarigione a
distanza, dicevo il suo mantra tre volte, ripetevo la situazione
della mia infanzia nella mia mente tre volte, inviavo il simbolo di
guarigione a distanza per armonizzare la situazione ed allora lo
sigillavo col simbolo di potere, ogni volta disegnavo il simbolo e
ripetevo il mantra del simbolo nella mia mente, tre volte. Mesi e
mesi passarono mentre io versai molte lacrime e con questo processo
arrivai ad amarmi come sono. E quell'esistenza può essere
sperimentata solo qui e ora.
Ad un certo punto capii che il mio passato era stato completamente
integrato, sentii che niente era rimasto da dire, mi tuffai a
capofitto nel momento presente. Nei successivi quattro anni, più o
meno, usavo i simboli di secondo grado di Reiki come il simbolo
maestro quasi esclusivamente per la meditazione. Mi sedevo
giornalmente in meditazione a volte per ore, usando il simbolo di
guarigione a distanza per collegarmi coi maestri del passato e del
presente, e ri-scoprire la parte divina dentro me. Il simbolo
maestro di Reiki mi aiutava in a collegarmi in un' istante con la
fonte senza dovere passare molto tempo a combattere la costante
conversazione della mente. Quanto più usavo il simbolo maestro, più
facile e profonda era la meditazione.
Gli anni passarono fino a che un giorno mi resi conto che i simboli
erano spariti dalla mia vita. Al principio era sorpreso ed insicuro
se questo era un fatto positivo o meno. Mi resi conto che avevo
cominciato inconsciamente a praticare la guarigione a distanza senza
l'aiuto dei simboli e che funzionava bene. Stavo ingannandomi ,
stavo diventando pigro o questo era un processo di megalomania? Man
mano che il tempo passò diventai più sicuro di me e cominciai a
fidarmi di questo nuovo sviluppo come fosse un'evoluzione. Nel
passato era stato molto chiaro per me che Reiki non è sempre una
piscina stagnante, bensì una corrente in continuo mutamento.
Proprio in quel periodo c'incrociamo con un insegnante di Reiki
Giapponese che assicurava che il Dr. Usui non incoraggiava i suoi
studenti ad usare i simboli e che essi erano inutili. Sentii tanto
sollievo quando sentii questa informazione. Ad ogni modo, non c'era
possibilita' di convalidare questa asserzione perché il gruppo di
Reiki col quale egli lavorava era uno dei molti in Giappone e non
era particolarmente vicino al gruppo originale, l'Usui Reiki Ryoho
Gakkai. Nel mio praticandato di Reiki, i simboli del Reiki erano
stati di gran aiuto, ma ora sembrava che il loro tempo fosse
finito.
Un paio di anni più tardi, conobbi il Sig.. M. Doi, un membro
dell'Usui Ryoho Gakkai, l'associazione che lo stesso Dr. Usui aveva
fondato ed aveva presieduto, chi disse che il Dr. Usui aveva usato i
simboli Reiki come le ruote di supporto di una bicicletta per
bimbi. E come tutti noi sappiamo, non appena si acquisiscono le
abilità per pedalare in bicicletta, le ruote di suporto si tolgono.
Questa spiegazione ebbe molta importanza per me perché concordò con
la mia propria esperienza. I simboli di Reiki possono essere utili
ma una volta che tu hai imparato come mettere a fuoco la tua mente,
tu non puoi sentire la necessità di usare un simbolo per trasferire,
inviare o irradiare energia al presente, passato o futuro.
Ovviamente, devi imparare a mettere a fuoco in primo luogo
l'energia, e fermare (trattenerli nella mente) i simboli Reiki che
sono strumenti utili.
Durante i nostri corsi di secondo grado di Reiki, i partecipanti
fanno pratica disegnando i simboli nell'ordine corretto fino a che
li sappiano disegnare nella maniera appropriata. Successivamente
sono incoraggiati a sperimentare i simboli molto profondamente ,
come a loro risulta piu' agevole applicarli durante lo svolgimento
della vita quotidiana . Di dieci apprendisti di Reiki di secondo
grado, nove o dieci propongono le proprie proprie tecniche originali
di Reiki. E non può essere altrimenti. Anche se siamo essenzialmente
gli stessi, siamo tutti molto differenti gli uni dagli altri.
Suggerisco ai miei alunni avanzati di non fare una regola l'usare o
non usare i simboli Reiki per la guarigione fisica, mentale o la
guarigione a distanza. Li usano quando sentono che devono usarli e
non li utilizzano quando non sento di usarli. Non c'è necessità di
prendere decisioni per l'eternità. Rimane aperto a quello che viene
spontaneamente, e seguire il consiglio del santo Cinese Chuang
Tzu:
La cosa facile è corretta
Comincia correttamente e tu sei facile
Continua facilmente e sei nella posizione corretta
La strada corretta e' quella facile
È dimenticare la strada corretta
E dimenticare che il transitare è facile
Frank Arjava Petter, è tedesco e nell'anno 1993 reintrodusse la
Reiki occidentale nel suo paese di origine, Giappone, e fu il primo
europeo che cominciò ad insegnare lì, il grado di Maestro di Reiki.
Durante gli anni seguenti, con sua moglie, seguirono i differenti
rami di Reiki fino a risalire alle sue radici, la Reiki originale
del Dr. Mikao Usui. Scoprirono da fatti e fonti storiche, nuove ed
affascinanti tecniche che ri-salgono all'origine del sistema Reiki.
Maggiore informazione: http://www.reikidharma.com
Traduzione: Ermanno Valitutto
di seguito riporto una
traduzione in versione spagnola scritta da petter
e tradotta da una master Reiki
Verónica
Hernández.
tratta dal sito di
juan de la piedra
VERSIONE SPAGNOLA
Artículos
de Reiki
Los
Símbolos Reiki
versione
Spagnola
Por Frank
Arjava Petter (http://www.reikidharma.com)
Muchos de
nosotros asociamos profundamente a Reiki con los símbolos Reiki. Su
misterio, exitación exótica de lo oriental y el secreto con el que los
símbolos se tratan, todo suma un sabor etérico al Reiki y su
popularidad.
Mi propio
viaje de Reiki comenzó hace 7 años. Y mirándolo hoy, puedo ver que mi
viaje me llevó desde la complejidad hacia la simplicidad, círculo
completo. Después de haber aprendido el segundo grado de Reiki, pasé
muchos meses trabajando en temas de mi niñez con la ayuda de los símbolos
Reiki de segundo grado. Dibujaba el símbolo de sanación a distancia,
decía su mantra tres veces, repetía la situación de mi niñez en mi
mente tres veces, enviaba el símbolo de sanación a distancia para
armonizar la situación y entonces lo sellaba con el símbolo de poder
(cada vez dibujaba el símbolo y repetía el mantra del símbolo en mi
mente, tres veces). Meses y meses pasaron mientras yo derramé muchas lágrimas y en el proceso
llegué a amarme tal como soy. Y esa existencia puede ser experimentada
sólo en el aquí y ahora.
Después
que sentí que mi pasado estaba integrado y completo, que sentí que
nada había quedado sin decir, me zambullí de cabeza en el momento
presente. En los próximos cuatro años más o menos, usaba los símbolos
de segundo grado de Reiki así como el símbolo maestro casi
exclusivamente para meditación. Me sentaba en meditación
diariamente por horas a veces, usando el símbolo de sanación a
distancia para conectarme con los maestros del pasado y del presente, a
lugarres auspiciosos y a lo divino dentro de mí. El símbolo maestro de
Reiki me ayudaba en un instante a conectarme con la fuente sin tener que
pasar mucho tiempo tratando de combatir la constante conversación de la
mente. Cuanto más usaba el símbolo maestro, más fácil y profunda era
la meditación.
Los años
pasaron hasta que un día me di cuenta que los símbolos habían
desaparecido de mi vida. Al principio estaba sorprendido e inseguro
sobre si esto era un hecho feliz o no. Me di cuenta que había comenzado
inconscientemente a practicar la sanación a distancia sn la ayuda de
los símbolos y que funcionaba bien. ¿Estaba yo engañándome a mi
mismo, me estaba poniendo holgazán o esto era un arranque de megalomanía?
A medida que el tiempo pasó me volví más seguro de mí y comencé a
confiar en este nuevo desarrollo como una evolución. En el pasado había
sido muy claro para mí que Reiki no es una piscina estancada sino una
corriente siempre fluyendo.
Justo
por ese tiempo nos cruzamos con un profesor de Reiki Japonés que
aseguraba que el Dr. Usui no alentaba a sus estudiantes a usar los símbolos
y que ellos eran inútiles. Sentí tanto alivio como rechazo
debido a esta información. De cualquier modo, no había modo de validar
esta aseveración porque el grupo de Reiki con el que él trabajaba eran
uno de los muchos en Japón y no estaba cercano particularmente al grupo
original, la Usui Reiki Ryoho Gakkai. En mi propia práctica de Reiki,
los símbolos de Reiki habían sido de gran ayuda, pero ahora parecía
que su tiempo estaba terminado.
Un par de años
más tarde, conocí al Sr. M. Doi, un miembro de la Usui Ryoho Gakkai
(la asociación que el mismo Dr. Usui había fundado y había presidido)
quien dijo que el Dr. Usui había usado los símbolos de Reiki como las
ruedas de entrenamiento de una bicileta. Y como todos nosotros sabemos,
tan pronto como se adquieren las habilidades para andar en bicicleta,
las ruedas de entrenamiento se quitan. Esta explicación tuvo mucho
sentido para mí porque concordó con mi propia experiencia. Los símbolos
de Reiki pueden ser útiles pero una vez que tu has aprendido como
enfocar tu mente, tu puedes no sentir la necesidad de usar un símbolo
para transferir, enviar o irradiar energía al presente, pasado o
futuro. Por supuesto, necesitas aprender a enfocar la energía primero,
y para eso los símbolos Reiki son herramientas útiles.
Durante
nuestros cursos de segundo grado de Reiki, los participantes practican
dibujando los símbolos en el orden correcto hasta que sean dominados.
Luego son alentados a experimentar los símbolos tan profundamente como
sea posible en sus vidas diarias regularmente. De diez practicantes de
Reiki en segundo grado, nueve o diez proponen sus propias técnicas
originales de Reiki. Y no puede ser de otro modo. Aún si somos
esencialmente los mismos, somos todos muy diferentes unos de otros.
Sugiero para
mis alumnos avanzados no hacer una regla el usar o no usar los símbolos
Reiki para la sanación física, mental o la sanación a distancia.
Usenlos cuando sientan que deben usarlos y descártenlos cuando no. No
hay necesidad de tomar decisiones para la eternidad. Permanece abierto
para lo que venga naturalmente y sigue el consejo del santo Chino Chuang
Tzu:
Lo fácil es
correcto
Comienza
correctamente y tu eres fácil
Continúa fácilmente
y estás en lo correcto
El camino
correcto para ir fácil
Es
olvidar el camino correcto
Y
olvidar que el transitar es fácil
Frank
Arjava Petter, es alemán y en el año 1993 reintrodujo el Reiki
occidental en su país de origen, Japón, y fue el primer europeo que
comenzó a enseñar allí el grado de Maestro de Reiki. Durante los años
siguientes, junto a su esposa, siguieron el rastro de las diferentes
ramas de Reiki hasta sus raíces, el Reiki original del Dr. Mikao Usui.
Descubrieron junto a hechos históricos, nuevas y fascinantes técnicas
que se remontan al origen del sistema Reiki. Mayor información:
http://www.reikidharma.com
Traducción
Verónica Hernández http://www.reskarendaya.com
Artículo de
Frank Arjava Petter, traducción autorizada por el autor a Verónica Hernández.

intervista
prossimamente
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