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ERMANNO TRADUCE PETTER *
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FRANK
ARJAVA PETTER
http://www.reikidharma.com/en/index.html
traduzioni delle news
di Petter Arjava
con il consenso dell'autore
a Ermanno Valitutto
ReikiDharma.com
ReiKi e Malattia
di Frank Arjava Petter
da ReiKiDharma Newsletter 12
autorizzazione alle traduzioni, concesse dall'autore a Valitutto
Ermanno
Nulla, nella vita è permanente: Un giorno il cielo è limpido ed il
giorno dopo è nuvoloso. Il buio diventa chiarore e la luce diventa
oscurità. Questo è vero su tutti i livelli, malattia e salute fanno
parte dello stesso "pacco della vita", come le due facce di una
moneta.
Più pericolosi della stessa malattia sono i nostri concetti mentali,
i nostri giudizi, il nostro desiderare la felicità e voler evitare
di soffrire ma felicità e sofferenza sono stati delle mente. Uno
può essere felice anche quando è malato, o infelice quando è sano.
Possiamo alimentare un atteggiamento interiore di gratitudine,
ricordando il terzo Principio di ReiKi: Sii grato. Quando,
ricordando il passato, pensiamo ad una malattia avuta, ebbene
questi ricordi possono essere i nostri oppure quelli mutuati da
altri. Questi ricordi formano teorie e concetti nella nostra mente e
con queste teorie condizioniamo noi stessi. La maggior parte di
questi condizionamenti non hanno niente a che fare con la realtà,
possono essere nati in un contesto diverso, sia culturale che di
tempo o di religione. Possono essere anche nati in un giusto
contesto, ma ora sono passati, scaduti. Possono essere nati al di
fuori della morale della nostra società, della filosofia familiare o
della nostra cerchia di amici.
Anche nel ReiKi noi, come un gruppo, dobbiamo fare attenzione a non
creare nuovi sistemi di credenze che escludano dalla totalità della
vita. Guardiamo i condizionamenti più comuni riguardo ad una
malattia:
Il concetto più diffuso, che si incontra in tutto il mondo, è
quello che la malattia sia una punizione del divino. "Ho fatto
qualche cosa di sbagliato e perciò sono malato." Questa è una
credenza triste, un modo di pensare che è meglio abbandonare
rapidamente, fatelo adesso..., in questo momento! Diciamo "ADDIO" a
questo concetto. Vivere pienamente ed essere sani appartiene a chi
vive in sintonia con quello che sta davvero accadendo adesso,
qualunque cosa accada: sia essa sfortuna, difficoltà economica ed
anche malattia.
Un altro concetto è che le cose accadono per una certa ragione: ci
si buca una gomma mentre viaggiamo in autostrada, allora
pensiamo che se così non fosse stato , ci saremmo schiantati qualche
km. più in là e ringraziamo Dio che ci ha salvati... La vita non ha
bisogno di ragioni... il fatto è che nella vita nulla davvero ti
accade. Le cose accadono e basta.
Le molte facce della malattia
La Malattia non è mai esclusivamente il risultato di un solo
fattore. Ogni malattia è un agglomerato di molte cose .
L'ambiente, il cibo che mangiamo, il karma ( può essere qualunque
cosa), le persone con cui passiamo il tempo, i pensieri e le
emozioni che tratteniamo, il lavoro che svolgiamo, il luogo in cui
viviamo. Tutto questo ha un ruolo nella malattia. Per avere una
certa malattia il nostro corpo deve avere, prima, un'affinità
genetica con la stessa. Tale affinità è il pre-requisito per la
malattia. Chi che non è portato per una malattia al polmone
probabilmente può fumare come una ciminiera e vivere fino a cento
anni, vecchio, ma sano. Una volta stabilito il pre-requisito, il
corpo può reagire sia psicologicamente che mentalmente allo stress
emotivo, andando a colpire il suo punto più debole. Ma non
possiamo dire che questo singolo fattore renda il corpo ammalato.
Dire che qualcuno è lontano dall'essere consapevole perché non
vuole vedere una certa cosa, è semplicemente ridicolo. Noi tutti
abbiamo i nostri punti ciechi, non vi è nulla di sbagliato in ciò,
ma questo non causa necessariamente la malattia nel nostro corpo.
Anche se può essere vero (e ci possono essere dei casi), non si
guarisce sostenendo questo, perché questa teoria promuove il senso
di colpa nella persona malata ed il senso di colpa è il veleno
peggiore che esista.
Malattia e Anima
Dobbiamo fare delle distinzioni fra i vari livelli della nostra
esistenza: corpo, mente ed anima.
Corpo e mente possono essere malate, ma l'anima è oltre la malattia,
è sempre intera, a prescindere ed al di là dei nostri preconcetti
e filosofie. Con la parola "anima" non intendo quella che noi
pensiamo di solito, cioè l' "anima individuale"! Credo che l'Anima
sia una cosa molto più grande, oltre la scintilla individuale, è un
fuoco che consuma tutto. Questo è collettivo piuttosto che
personale.
Non è che l'Anima è in noi, ma noi siamo nell'Anima, come un pesce
che nuota nell'oceano.
Il professionista "immortale" di ReiKi
Un concetto strano che noi abbiamo creato per il nostro gruppo, il
gruppo di Praticanti di ReiKi, è che chi pratica ReiKi non dovrebbe
mai ammalarsi. Ricordiamo quello che è accaduto al Dott. Usui
stesso? La sua vita è stata molto più corta dei nostri standard -
lui visse solamente fino a 60 anni, dal 15 agosto 1865 al 9 marzo
del 1926.
ReiKi non è per noi una garanzia di rimanere sani per sempre. Noi
non sappiamo quello che è scritto nelle stelle per noi, e nulla può
cambiare il destino - non certo dieci ore di ReiKi al giorno.
Uno dei detti che apprezzo molto viene da Meher Baba, un Guru
indiano che amo e rispetto moltissimo. Lui ha detto: "la Malattia
non uccide le persone, la morte lo fa."
Si sa che condurre una vita spirituale non è necessariamente un
biglietto per la buona salute. Alcuni dei più grandi Maestri
spirituali del mondo persero la loro vita per malattie molto
comuni. Avevano il cancro, erano malati di cuore, oppure avevano
emorragie cerebrali, asma, diabete...
Se abbiamo una malattia seria, cerchiamo e facciamo di tutto per
guarire su tutti i livelli possibili. I metodi di ReiKi sono
misteriosi: noi non sappiamo su quale livello la volontà influenza
la malattia. Non sappiamo su quale livello agirà la guarigione.
Scienza esoterica e malattia
Molti Master di ReiKi sostengono di comprendere tutto sulla
relazione malattia corpo/mente ed anima, io non sono così
fortunato. La vita è un tale mistero per me e non ho idea di come
svolga il suo lavoro. Guardiamo il cielo notturno in una notte
limpida e capiremo cosa intendo: noi siamo così piccoli ed
insignificanti...
Suggerisco, a meno che un persona non lo sappia realmente, che è
meglio tacere su questo argomento. Lo stesso vale per le teorie sui
chakras, sul corpo eterico e sul concetto di malattie karmiche.
Consideriamo queste teorie, rimaniamo aperti in merito, ma non
creiamoci e non creiamo preconcetti mentali. Noi non sappiamo
quello che ci sta accadendo oggi e che effetto ha questa vita
attuale sul nostro corpo. Cosa dire su una vita precedente? Meglio
stare nel presente, con quello che sappiamo.
Cosa fare per essere sani
La prima cosa è il nostro atteggiamento interno. Alimentiamo un
stato di gratitudine per qualunque cosa incontriamo. Compiamo
solamente azioni degne di noi, partendo dal presupposto che i nostri
pensieri, le nostre emozioni.... siano sani. Fermiamoci quando
abbiamo un pensiero distruttivo - oppure davanti a modelli emotivi
distruttivi.
Facciamo attenzione al nostro corpo. Se un esercizio severo o una
dieta sono stressanti, questo può annullare i suoi benefici. Se
siamo attirati da una dieta vegetariana certo può aiutarci ad
essere sani, a restare sani , ma questo non è uno schema valido per
tutti: ascoltiamo, nel nutrirci, la saggezza del nostro corpo! Lui
sa quello che è meglio per noi. Dobbiamo imparare solamente a
distinguere fra la saggezza del corpo ed i desideri della mente. Se
tutto ciò che vogliamo mangiare è il cioccolato, ci deve
essere "qualcosa di strano" Se beviamo moderatamente alcol, tè e
caffè, o se fumiamo poco, facciamolo pure, ma consapevolmente e con
piacere.
Piacere è una parola chiave nella salute fisica, emotiva e mentale.
Noi tutti abbiamo bisogno di aiuto per rilassarci. Per alcuni di
noi può servire un bicchiere di vino o il sigaro occasionale, per
altri può essere utile prendere a calci un sacco di sabbia!
Scopriamo quello che ci aiuta a rilassarci, valutandone i pro e
contro.
Il linguaggio dello stress
Impariamo ad ascoltare i sottili segnali, molto sottili, che il
nostro corpo e la nostra mente danno. Quando siamo stanchi, quando
non dormiamo abbastanza, quando siamo irritati, non ci
riposiamo ...ci sentiamo forse energici, freschi e felici? Come
respiriamo? Lavoriamo troppo?
La maggior parte degli Insegnanti di ReiKi che io conosco lo fa.
Come ridimensionare il lavoro che facciamo? Ci deve essere un modo
per rallentare, per fare in modo da avere più tempo per noi stessi
ed il nostro rinvigorimento. Ci facciamo gli auto-trattamenti?
Abbiamo degli hobbies? Ce li ricordiamo?
Molti di noi che praticano ReiKi, sembra che prendano l'abitudine
di sentirsi obbligati a dare, ci fa sentire bene e nobili mettere
una mano che scotta sugli altri.
Ma noi siamo pronti a ricevere, ad essere vulnerabili, ad aver
bisogno di essere toccati ed amati? Questa abitudine di dare
obbligatoriamente - lo so per me stesso - è una noce dura da
rompere.
Ricordiamoci che possiamo aiutare gli altri solamente quando anche
noi stessi siamo pieni di energia. Guardiamo la nostra vita: ci
amiamo abbastanza? Abbiamo abbastanza amore e nutrimento per la
nostra famiglia, il nostro partner, il nostro lavoro e la cerchia di
amici? Viviamo nel luogo corretto? Mi chiedo spesso cosa farei se
avessi un milione di euro. Starei dove sono ora? Cosa farei di
diverso? Se c'è qualche cosa che posso cambiare adesso, prima che i
soldi entrino nella mia vita, perché aspettare, se posso farlo ora?
Il ReiKi - Insegnanti in trappola
Per quelli di noi che insegnano ReiKi c'è un problema molto più
importante che può avere un ruolo nella nostra salute. Chiediamoci
se viviamo quello insegniamo. Insegniamo il ReiKi - i principi- ai
nostri studenti, noi Li seguiamo? Li abbiamo integrati nella nostra
vita? Insegniamo l'amore incondizionato, la tranquillità e la
meditazione. Ma siamo tranquilli noi interiormente? Meditiamo?
Oppure stiamo facendo finta di essere quello che non siamo? Quando
insegniamo non c'è nessun bisogno di creare una certa immagine di
noi stessi. Rimaniamo noi stessi, nel nostro stato naturale ... Un
buon modo di trovare la chiarezza sul nostro stato interiore è
guardare se agiamo differentemente quando siamo a casa da soli, o in
una classe. I nostri movimenti sono aggraziati, abbiamo lo stesso
sguardo negli occhi? Ci è chiaro dove siamo, quello che sappiamo,
quello che non facciamo?
Quello che mi aiuta molto in questo contesto è una cosa semplice:
quando mi chiedono qualche cosa di cui non conosco la risposta,
dico: " non lo so... "E' così ..., ricordo a me stesso di non
sapere tutto e mi sento bene nel "non sapere". In questo non sapere
incontriamo un momento di silenzio... ahh...
Prendiamo alcuni minuti per riposare in questo attimo di pace,
senza nessuna preoccupazione, nessun problema... Questo è il
momento in cui troviamo noi stessi...
Frank Arjava Petter
Traduzione di Beppe Tornar
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