* ERMANNO TRADUCE *

 

*E INTERVISTA PAULO COELHO *

 PAULO COELHO

Paulo Coelho è nato a Rio de Janeiro nel 1947.

È considerato uno degli autori più importanti della letteratura mondiale. Le sue opere, pubblicate in più di centocinquanta paesi e tradotte in cinquantasei lingue, hanno venduto oltre quarantatré milioni di copie.

Tra i premi più recenti ricevuti dall’autore, il “Crystal Award 1999”, conferitogli dal World Economic Forum, il prestigioso titolo di Chevalier de l’Ordre National de la Légion d’Honneur, attribuitogli dal governo francese, e la Medalla de Oro de Galicia. Dall’ottobre del 2002 Paulo Coelho è membro della Academia Brasileña de las Letras.

Di Coelho Bompiani ha pubblicato con enorme successo L’Alchimista (1995), Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (1996), Manuale del guerriero della luce (1997), Monte Cinque(1998), Veronika decide di morire (1999), Il Diavolo e la Signorina Prym (2000) e Il Cammino di Santiago (2001). Bompiani ha pubblicato nel 2000 l’intervista di Juan Arias, Paulo Coelho: Le confessioni del pellegrino.

http://rcslibri.corriere.it/bompiani/_minisiti/coelho/undiciminuti/

 

Paulo Coelho, fenomeno della letteratura mondiale ha scritto il suo nuovo romanzo intitolato "Lo Zahir" . Parola araba in cui la pronuncia è "Za-hír" che significa qualcosa o qualcuno che comincia come un pensiero fugace per finire successivamente come l'unica cosa a cui rivolgiamo il nostro pensiero
Uscita in Brasile il 02 aprile 2005 ed in Italia il 06 aprile 2005.
Disponibile in Portoghese, Inglese, Spagnolo ed Italiano

"Io non vivo nè nel mio passato, nè nel mio futuro. Possiedo soltanto il presente, ed è il presente che mi interessa. Se riuscirai a mantenerti sempre nel presente, sarai un uomo felice. La vita sarà una festa, un grande banchetto, perché è sempre e soltanto il momento che stiamo vivendo."
(L'alchimista - Paulo Coelho)  

QUESTA INTERVISTA E' STATA

 CONCESSA DALLO STAFF DI PAULO COELHO

AL SOTTOSCRITTO

 IL QUALE E' STATO AUTORIZZATO A RIPORTARLA SUL PRESENTE SITO.

ALTRE CONCESSIONI RICEVUTE DALLO STAFF SONO:

- LE TRADUZIONI DELLE INTERVISTE ALLO SCRITTORE - LE SUE FOTO, -  I SUOI LIBRI

CHE' POTRO' RIPORTARE SU QUESTE PAGINE, CITANDONE LA FONTE

LE MIE TRADUZIONI SARANNO FATTE DI VOLTA IN VOLTA CHE ARRIVERANNO NOVITA' SIGNIFICATIVE

PERCHE' ESISTE GIA' UN SITO UFFICIALE DEL POETA

E QUINDI E' PERFETTAMENTE INUTILE RIPORTARE MATERIALE RINTRACCIABILE ALTROVE.

MI RIPROMETTO APPENA AVRO' IL PIACERE DI POTERLO INTERVISTARE

DI RIPORTARE LE SUE CONSIDERAZIONI

GRAZIE A VOI TUTTI

ERMANNO

MAIL RICEVUTA DALL'ISTITUTO DI PAULO COELHO

Prezado Sr. Ermanno,

Agradecemos sua mensagem e informamos que o Sr. Paulo Coelho está participando do lançamento de seus livros  no exterior e nem sempre tem condições de acessar e-mails. Em atenção ao seu pedido estamos enviando entrevista do escritor referente ao novo livro já publicada em jornal espanhol há algum tempo, caso queiram publicar parte dela ou integral no site.

Se desejar fotos acesse o link:

http://www.paulocoelho.com.br/engl/journalists2.shtml

Mais informações:

www.paulocoelho.com.br

www.santjordi-asociados.com.br

www.faclubepaulocoelho.com.br
 
Informamos também que autorizamos a publicação em seu site de textos ou fotos do escritor, tanto tirado do site quanto dos livros, em qualquer ocasião.

Atenciosamente,
 
Belina Antunes

inviatomi da Belina Antunes


Domanda. Tutti i suoi libri finiscono per essere un successo di
vendite in tutto il mondo. Lo Zahir lo è anche. L'attribuisce più ad
un'operazione di marketing o a cosa?
Risposta. Non è mai assicurato il successo di un libro, perché
ognuna è un'avventura, una sfida. Per questo motivo produce
adrenalina. Considero che solo il marketing non decreti il successo
di un libro. I veri artefici del successo di un'opera sono i
lettori, soprattutto il passa parola.
P.
Lo Zahir è enormemente autobiografico. Non gli ha fatto un po' di
paura esporsisi in quel modo?

R. No. Quello che ho sentito è stato un gran sollievo. La verità è
fondamentale per un dialogo coi lettori: è quella che ci rende
liberi. In realtà, la sua risposta, come già era successo con Le
confessioni di un pellegrino, dove aprii la mia anima con totale
sincerità, senza occultare le zone oscure, questa volta e' stata
straordinaria. Mi capiscono e si mostrano più vicini a me.

P. Si è detto sempre che la sua letteratura è più frutto del
paradosso che della logica, più orientale che aristotelica. Nei suoi
libri, come succede nei vangeli cristiani, una cosa può essere
contemporaneamente quella ed il suo contrario. Gesù che proclamava
la prosperità dei pacifici, diceva che era venuto a portare la
spada. E lo tacciarono di essere un pazzo.

R. È che io sono un paradosso. Per questo motivo lo è anche la mia
letteratura. Il paradosso è una tensione della mia anima che è
quella dell'arco che si tende e si rilassa contemporaneamente.
Capisco che bisogna avere valori nella vita, ma contemporaneamente
ho patrocinato sempre per l'incoerenza, perché la vita non è
statica, bensì dinamica, in costante flusso e riflusso.

P. La protagonista di Lo Zahir è una donna felice, ben sposata, con
successo, che apparentemente ha tutto nella vita. E, tuttavia, si
separa e va via come cronista di guerra. Perché crede che tanti
matrimoni finiscono per rompersi?

R. Perché generalmente le persone si promettono mete
irraggiungibili. Vogliono essere felici, vogliono sposarsi perché
gli altri si sposano. Vogliono avere successo, figli, trionfo. Tutto
meno la ricerca di un vero amore. S'aspettano tutto, meno quel
grande amore che non deve sempre vedersi col successo, con lo
sposarsi, nei figli.

P. mette a volte il suo rifiuto della felicità nella vita.

R. È che io non credo che la felicità sia un valore. Mi domandano
perché faccio scivolare via la mia felicità. È che i sentimenti per
i quali vivo non vanno alla ricerca della felicità, bensì
dell'avventura. Per me la vita è come un gran viaggio nel quale mi
trovo coi miei lettori, che camminano anche alla ricerca del loro
destino. Il viaggio è la gran metafora tanto dello scrittore come
della vita stessa.

P. Perché la leggono tante donne?

R. Questo accadeva all'inizio. Ora mi leggono anche molti uomini. È
che, inoltre, oggi le donne leggono più che gli uomini. Sono più
curiose e, come alla protagonista di Lo Zahir, piace loro
l'avventura.

P. Lei è un lottatore, un uomo di spada, ma anche un uomo che non
rinuncia ad una certa spiritualità nella sua vita. Come prega?
R. Prego con l'immagine dell'arco e la freccia. Non sono un
contemplativo. Sono un uomo di azione. Devo fare. Normalmente
pratico il metodo orientale Kyundo. Prego camminando, prego mentre
lavoro, a qualunque ora.

P. Ha nome il suo dio?

R. Il mio dio è il Verbo, la Parola. Quello che si rivelò a Mose":
Io sono quello che sono."

P. Come spiega che, contrariamente al passato, i maggiori scrittori
di oggi si chiamino agnostici o atei?

R. Perché devono accettare la paura di quella frontiera di mistero
che esiste, ci piaccia o no, e che ci rende inferiori. Io non ho
paura di accettare che esiste qualcosa che non sappiamo ancora
spiegare. E questo non mi umilia. Al contrario, mi fa essere più
curioso.

P. Il suo romanzo ha un nome arabo ed esce in un momento nel quale
il mondo islamico, benché ingiustamente, sta in proibizione a causa
del terrorismo mondiale. È stato una casualità o un proposito?

R. È stato una casualità, ma è verità che io sono stato sempre
innamorato della cultura islamica la cui letteratura ha ispirato
tanto la mia letteratura. È una cultura che ha lanciato sempre ponti
verso la speranza.

P. Ha avuto sempre, nelle sue opere, una specie di ossessione per la
chiarezza e per la semplicità. Gli fa paura la complessità?

R. È curioso, perché scrivere un'opera complicata ed offuscata mi
farebbe retare solo per settimane. È molto più facile scrivere con
semplicita'. Quello che succede è che si sono confusi oscurità e
complessità con una certa intellighenzia. Esiste un'elite
intellettuale alla quale piace mantenere la cultura lontana del
paese. A volte mi danno voglia di fare un scherzo, scrivere un'opera
ben confusa e complessa e pubblicarla con uno pseudonimo. È che
quello è molto facile.

P. Con che tipo di talismano si difende contro queli che invidiano
il suo successo letterario?

R. Con nessuno. Semplicemente, negando loro un potere che credono di
avere e non hanno.

P. L'hanno definito in molte maniere: mago, scrittore, profeta,
mistico, comunicatore. Come si definisce da sé stesso?

R. Sono uno scrittore pellegrino che percorre il mondo alla ricerca
delle molte avventure che ci nasconde ancora.

traduzione: Ermanno Valitutto