* ERMANNO TRADUCE JUAN *

 JUAN DE LA PIEDRA

http://www.reikiperu.com/mae.htm

Juan de la Piedra,

MAESTRO FONDATORE DI REIKI PERU'

insieme a

Yvonne Gómez Restrepo

Master Reiki (Master Training allieva di Frank Arjava Petter), 

 

 

Articolo n.26

  versione italiana



Pensando ad alta voce



Un mese senza scrivere!!!

È da varie settimane che cammino da una parte all'altra, da un paese
ad un altro paese, ed a volte sono senza tempo e non sono
incoraggiato a scrivervi qualcosa di interessante sul PC.

Molte grazie per le vostre calde parole, per le vostre mail
(corrispondenze) molto incoraggianti e motivate per farmi
continuare a scrivere sulle tematiche e sulla pratica del Reiki.

Ora permetto che scrivendo alcuni concetti che in parte potranno
causare in alcuni casi polemica ed in altri commenti amplificati e
che sono sicuro chiarificheranno ancora più come è questa disciplina
ed arte giapponese.

Intensità Personale di Energia.

È molto comune ascoltare i nostri alunni nei seminari, incontri e
pratiche di Reiki sul tema dell'intensità di energia nelle mani al
momento di realizzare l'imposizione delle mani. Alcuni si confidano
con gli altri dicendo: "se tu sei pieno di energia, le tue mani si
riscaldano molto". anche i volontari ai quali viene richiesta
energia con l'imposizione delle mani finito il trattamento a volte
domandano: "Chi stava nella mia schiena? Lì il caldo era molto
intenso, ho sentito un'energia forte."

Nella mia opinione devo dirvi che la pratica è molto importante per
incrementare l'energia che uno trasferisce, sia con le mani, la
visione, il respiro, come quando inviamo energia a distanza. Se
dedichiamo del tempo ogni giorno, benché sia solo un'ora di pratica,
svilupperemo una maggiore capacità di intensita' come di sensibilità
e percezione intuitiva.

Aggiuntivamente, se pratichiamo giornalmente la Meditazione GASSHO
faremo in modo che il nostro flusso energetico sia maggiore ogni
giorno.

Tuttavia, il riscaldamento delle mani non deve essere motivo di
maggiore attenzione. Mi spiego, a volte crediamo che le mani calde
siano segno di maggiore energia. Quello è relativo e dipende molte
volte dal paziente che ha bisogno di più tempo di terapia in una
determinata zona, ed allora la nostra mano ci avvisa con varie forme
e manifestazioni; una di esse è il riscaldamento o può essere anche
crampo, formicolio, raffreddamento, etc. Da un altro lato, ci sono
persone con pressione alta ed altre con pressione bassa; questo
determina se si è più o meno caldi corporalmente, ma in nessun modo
si ha più o meno energia. L'energia Reiki non si misura con il
termometro bensì con i risultati pratici, sia nelle nostre terapie e
sia nei lavori avanzati di secondo o terzo livello.

Posiziona delle Mani nelle Terapie.

Tutto quello che impariamo rispetto alle posizioni delle mani, sia
della scuola originale del Dr. Usui o della Maestra Takata, sono
essenzialmente un insieme di regole per l'insegnamento e principio
di un apprendista. Ma col tempo ognuno crea le sue proprie maniere e
stili. E' soltanto quando uno insegna che deve informare i suoi
alunni che stile sta applicando al fine di evitare confusioni.

Atteggiamento di fronte al Paziente.

Dà buoni risultati fare un un discorso preventivo per guarire il
paziente; qui ognuno deve essere libero, in accordo alla sua
credenza od opinione, che cosa prega e come lo fa.

Al paziente gli dobbiamo il maggiore dei rispetti, questo è
indispensabile, non dobbiamo mai pregiudicare la sua situazione. È
molto deplorevole vedere come alcuni terapeuti la cosa prima che
fanno è incolparli della loro malattia per temi karmici. Nessuno
realmente sa scientificamente e in maniera esatta il motivo astrale
o di vite passate per il quale il paziente soffre di tale malattia:
quello è molto difficile da precisare. Conseguentemente, è molto
avventuroso affermare che qualcuno possa avere un cancro perché fece
o non fece in questa vita o in una vita passata qualche atto
inadeguato.

Un altro aspetto essenziale è non decidere per il paziente, dobbiamo
avere gran rispetto delle sue determinazioni, abbia l'età che abbia,
sia che ci sembri poco istruito o educato.

In ogni terapia dobbiamo mettere la nostra migliore intenzione di
amore; e dobbiamo sapere che la guarigione che si da potrà essere a
livello spirituale, emozionale o fisico. e non sapremo mai in quale
dimensione arrivera' per primo, quello l'osserveremo nel tempo.

Reikistas Kinestésici.

Alcuni alunni da un indizio mostrano una percezione ammirabile,
sanno in anticipo che cosa ha il paziente solo guardandoli o
toccandoli per alcuni istanti. Queste persone sono kinestésici,
cioè, quelli che hanno il senso intuitivo pienamente aperto.

Ma gli altri alunni che non hanno questa capacità possono
svilupparla con un esercizio molto semplice.

Osserva il tuo paziente rilassato sul lettino, tenta di notare
squilibri e disarmonia nel suo corpo senza fare congetture o
sentenze. osserva soltanto. Quindi con le mani in posizione GASSHO
ed ubicate fra le sopracciglia, terzo Occhio, lascia venire
immagini, idee, pensieri, odori e qualunque altra espressione della
tua mente. Ogni volta che pratichi questa tecnica vedrai come
indovini con maggiore precisione il problema centrale del tuo
paziente.

Spero che questi concetti sciolti e liberi, ti siano stati utili,
non ti dimenticare di praticare e praticare, lì sta il segreto per
essere un buon reikista.
al prossimo articolo,

Juan della Pietra
jdelapiedra@reikiperu.com
Editore
traduzione: dr. ermanno valitutto

16/10/2006 15:57

 

versione spagnola:

16/10/2006 15:57

Pensando en Voz Alta



Un mes sin escribir!!!

Hace varias semanas que ando de un lado para otro, de un país a otro
país, y a veces sin tiempo ni aliento para escribirles algo
interesante en la PC.

Muchas gracias por sus palabras de aliento, sus correos muy
alentadores y motivadores para continuar escribiéndoles temas sobre
la práctica del Reiki.

Ahora me voy a permitir escribirles algunos conceptos por separado
que podrán causar en unos casos polémica y en otros comentarios
ampliatorios que estoy seguro clarificarán aún más cómo es esta
disciplina y arte japonés.

Intensidad Personal de Energía.

Es muy común escuchar a nuestros alumnos en los seminarios, talleres
y prácticas de Reiki el tema de la intensidad de energía en las
manos al momento de realizar imposición de manos. Incluso unos a
otros se motivan diciendo: "tu si que tienes energía, tus manos se
calientan mucho". A veces también los voluntarios para recibir la
imposición de manos al terminar el tratamiento preguntan: "¿Quién
estuvo en mi espalda? Ahí el calor era muy intenso, sentí una
energía bárbara".

En mi opinión debo decirles que la práctica es muy importante para
incrementar la energía que uno transfiere, sea con las manos, la
visión, el aliento, así como cuando enviamos energía a distancia. Si
le damos tiempo en el día, aunque sea una hora de práctica,
desarrollaremos una mayor capacidad de transferencia así como de
sensibilidad y percepción intuitiva.

Adicionalmente, si practicamos diariamente la Meditación GASSHO
haremos que nuestro flujo energético sea mayor cada día.

Sin embargo, el calentamiento de las manos no debe ser motivo de
mayor atención. Me explico, a veces creemos que las manos calientes
es señal de mayor energía. Eso es relativo y depende muchas veces
del paciente que en determinada zona necesita más tiempo de terapia,
y entonces nuestra mano avisa con varias formas y manifestaciones;
una de ellas es el calentamiento o también puede ser calambre,
hormigueo, enfriamiento, etc. De otro lado, hay personas con presión
alta y otras de presión baja; eso va a determinar si es más o menos
caliente corporalmente, pero de ninguna manera si tiene más o menos
energía. La energía Reiki no se mide con termómetro sino con los
resultados prácticos, sea en nuestras terapias o trabajos avanzados
de segundo o tercer nivel.

Posiciones de las Manos en las Terapias.

Todo lo que aprendemos respecto a las posiciones de las manos, sea
de la escuela original del Dr. Usui o de la Maestra Takata , son
básicamente un marco de reglas para la enseñanza y para el comienzo
de un aprendiz. Pero con el tiempo cada uno crea sus propias maneras
y estilos. Sólo cuando uno enseña debe informar a sus alumnos que
estilo está aplicando a fin de evitar confusiones.

Actitud Frente al Paciente.

Da buenos resultados una oración previa para sanar al paciente; aquí
cada uno debe ser libre, de acuerdo a su creencia o parecer, qué
reza y cómo lo hace.

Al paciente le debemos el mayor de los respetos, esto es, jamás
debemos prejuiciar su situación. Es muy lamentable ver como algunos
terapeutas lo primero que hacen es culparlos de su enfermedad por
temas karmáticos. Nadie sabe a ciencia exacta el motivo astral o de
vidas pasadas por el cual el paciente sufre de tal o cual
enfermedad, eso es muy difícil de precisar. Consecuentemente, es muy
aventurado afirmar que alguien pueda tener cáncer porque hizo o no
hizo en esta vida o en alguna pasada algún acto inadecuado.

Otro aspecto esencial es no decidir por el paciente, debemos tener
gran respeto a sus determinaciones, tenga la edad que tenga, sea que
nos parezca poco ilustrado o educado.

En toda terapia debemos poner nuestra mejor intención de amor; y
debemos saber que la sanación que se dé podrá ser en el nivel
espiritual, emocional o físico. Nunca sabremos en cual se dará
primero, eso lo observaremos en el tiempo.

Reikistas Kinestésicos.

Algunos alumnos desde un principio muestran una percepción
admirable, saben de antemano qué tiene el paciente con sólo mirarlos
o tocarlos unos instantes. Estas personas son kinestésicas, es
decir, aquellas que tienen el sentido intuitivo abierto plenamente.

Pero los demás alumnos que no tienen esa capacidad pueden
desarrollarla con un ejercicio muy sencillo.

Mira a tu paciente relajado en la camilla, trata de advertir
desequilibrios y desarmonías en su cuerpo sin hacer conjeturas o
juzgamientos. Solo observa. Luego con las manos en posición GASSHO y
ubicadas en el entrecejo (3er Ojo) deja venir imágenes, ideas,
pensamientos, olores y cualquier otra expresión de tu mente. Cada
vez que practiques esta técnica verás como aciertas con mayor
precisión sobre el problema central de tu paciente.

Espero que estos conceptos sueltos y libres te hallan sido útiles,
no te olvides de practicar y practicar, ahí está el secreto para ser
un buen reikista.

Hasta el próximo artículo,

Juan de la Piedra
jdelapiedra@reikiperu.com
Editor




 


 

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