Articolo
n.21
versione italiana

Caso Giudiziale
In prigione Maestri di Reiki.
Il giorno 12 del presente mese il magistrato di prima istanza ed
istruzione numero 7 di Dénia decretò ieri l'entrata nella prigione di
Fontcalent, ad Alicante, Spagna, di due delle cinque persone accusate
sabato di appartenere all'organizzazione della presunta setta Amba che
la Guardia Civile defini' "distruttiva" e che operava nella Alta Alta.
Il presunto leader del gruppo, conosciuta dagli adepti come "Viguti",
entrò ieri in prigione incondizionata mentre il giudice decretò una
prigione provvisoria eludibile col pagamento di una garanzia di 3.000
euro per l'unica cittadina francese fermata nell'operazione
poliziesca. Il giudice ha imputato alle due donne tre delitti:
associazione illecita, truffa e lesioni psichiche, come confermò ieri
il Tribunale Superiore di Giustizia della Comunità Valenzana, TSJ. Gli
altri tre detenuti rimasero in libertà senza garanzia sotto l'obbligo
di comparire ogni 5 giorni nel tribunale di Dénia per firmare.
Sorprende enormemente come un'autorità tanto importante è un
magistrato giudiziale abbia preso una decisione tanto grave contro
Maestri di Reiki che unicamente impartivano sessioni di terapie
alternative ad un gruppo di persone adulte che volontariamente e
liberamente avevano assistito e pagato il servizio di insegnamento.
Chiama più l'attenzione quando è per tutti cosa saputa che in Spagna
il Reiki è una disciplina ampiamente applicata nelle sue diverse
versioni occidentali come anche quella giapponese. Mi consta che
qualunque spagnolo conosce quello che è questa bella disciplina e che
e' altamente sollecitata perfino in cliniche ed ospedali per
completare il lavoro dei medici.
L'avvocato difensore dei cinque detenuti, Avvocato Paco Ballester,
mostrò ieri la sua sorpresa dopo aver conosciuto la decisione del
giudice di chiedere l'entrata in prigione di due delle persone
accusate di appartenere ad una setta che la Guardia Civile defini'
come "distruttiva" ed imputando loro tre delitti. Ugualmente, la
difesa mostrò la sua sorpresa davanti alla spiegazione poliziesca e
"la maniera di agire della Guardia Civile". In questo senso, fu
smentito ieri che l'associazione fosse "distruttiva, poiché è solo un
gruppo che si dedica ad offrire terapie alternative". Ballester fece
presente che "nei momenti di vacanza ognuno fa quello che gradisce e,
in nessun momento, il gruppo si dedicò a captare adepti bensì solo ad
offrire corsi per migliorare la qualità di vita". L'avvocato calcò che
la Costituzione Spagnola protegge il diritto ad associazione e,
pertanto, non c'è motivo per la detenzione dei membri."
Per questo motivo, la difesa si mostrò speranzosa : "le accuse siano
temporanee e prontamente ci sia una sentenza favorevole che lasci in
libertà le due donne."
Coincidiamo con l'avvocato spagnolo ed esprimiamo la nostra più
energica protesta per la tanto esagerata misura che non fa più che
confondere la comunità di seguaci di terapie alternative nel mondo.
Analogamente bisognerebbe imprigionare qualunque professionista della
salute che procura in determinati pazienti reazioni allergiche ai suoi
trattamenti, gastrite per l'ingestione di medicine inadeguate, oppure
reazioni anomali o depressioni. Tutti sappiamo che esiste un ampio
margine di ignoranza nella reazione umana alle diverse terapie
esistenti per le migliaia di malattie che esistono nel campo umano.
Che ingiusto sarebbe mettere in prigione Maestri di Reiki che non
prescrivono nessun tipo di medicina, salvo la meditazione o
l'imposizione di mani, a se stessi o a terzi, e che serviamo da
orientatori in discipline olistiche per migliorare la qualità di vita.
Saremo attenti ai risultati di questo processo assurdo e vi manterremo
informati.
al prossimo giovedì,
Juan de la Piedra
jdelapiedra@reikiperu.com
Editore
14/06/2006 21:48
traduzione: ermanno valitutto

versione
spagnola
Caso Judicial
En prisión Maestros de Reiki.
El día 12 del presente mes el magistrado de primera instancia e
instrucción número 7 de Dénia decretó ayer la entrada en la prisión de
Fontcalent, en Alicante, España, de dos de las cinco personas
detenidas el pasado sábado por pertenecer a la organización de la
presunta secta Amba, que la Guardia Civil tildó de «destructiva» y que
operaba en la Marina Alta. La presunta líder del grupo, conocida por
los adeptos como «Viguti», ingresó ayer en prisión incondicional
mientras que el juez decretó prisión provisional eludible con el pago
de una fianza de 3.000 euros para la única ciudadana francesa detenida
en la operación policial. El juez les ha imputado a las dos mujeres
tres delitos: asociación ilícita, estafa y lesiones psíquicas, según
confirmó ayer el Tribunal Superior de Justicia de la Comunidad
Valenciana (TSJ). Los otros tres detenidos quedaron en libertad sin
fianza bajo la obligación de comparecer quincenalmente en el juzgado
de Dénia para firmar.
Sorprende enormemente como una autoridad tan importante como es un
magistrado judicial haya tomado una decisión tan grave contra Maestros
de Reiki que únicamente impartían sesiones de terapias alternativas a
un grupo de personas adultas que voluntaria y libremente habían
asistido y pagado el servicio de enseñanza.
Llama más la atención cuando es por todos conocido que en España el
Reiki es una disciplina ampliamente difundida en sus diversas
versiones occidentales así como la japonesa. Me consta que cualquier
español conoce lo que es esta hermosa disciplina y lo altamente
solicitada incluso en clínicas y hospitales para complementar la labor
de los médicos.
El abogado defensor de los cinco detenidos, Abogado Paco Ballester,
mostró ayer su sorpresa tras conocer la decisión del juez de pedir el
ingreso en prisión de dos de las personas detenidas por pertenecer a
una secta que la Guardia Civil tildó de «destructiva» e imputarles
tres delitos. Asimismo, la defensa mostró su sorpresa ante el
despliegue policial y «la manera de actuar de la Guardia Civil». En
este sentido, desmintió ayer que la asociación sea «destructiva, ya
que sólo es un grupo que se dedica a ofrecer terapias alternativas».
Ballester apuntó que «en los momentos de ocio cada uno hace lo que le
apetece y, en ningún momento, el colectivo se dedicó a captar adeptos
sino sólo a ofrecer cursos para mejorar la calidad de vida». El
abogado recalcó que la Constitución Española ampara el derecho a
asociación y, por lo tanto, «no hay motivo para la detención de los
miembros».
Por este motivo, la defensa se mostró esperanzada en que «las
acusaciones sean temporales y pronto haya una sentencia favorable que
deje en libertad a las dos mujeres».
Coincidimos con el abogado español y expresamos nuestra más enérgica
protesta por tan exagerada medida, que no hace más que confundir a la
comunidad de seguidores de terapias alternativas en el mundo.
Análogamente habría que encarcelar a cualquier profesional de la salud
que en sus tratamientos se advierta que determinados pacientes tengan
reacciones alérgicas, gastritis por la ingesta de medicamentos
inadecuados, así como reacciones síquicas o depresiones. Todos sabemos
que existe un amplio margen de desconocimiento en la reacción humana a
las diversas terapias existentes para las miles de enfermedades que
existen en el campo humano. Que injusto sería meter a prisión a
Maestros de Reiki que no recetan ningún tipo de medicina, salvo la
meditación o la imposición de manos, a si mismos o a terceros, y que
servimos de orientadores en disciplinas holísticas para mejorar la
calidad de vida.
Estaremos atentos a los resultados de este proceso absurdo y los
mantendremos informados.
Hasta el próximo jueves,
Juan de la Piedra
jdelapiedra@reikiperu.com
Editor
14/06/2006 21:48