LA GRANDE INVOCAZIONE 3

La Grande Invocazione

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

Che Luce, Amore e Potere
ristabiliscano il Piano sulla Terra.




La bellezza e la forza di questa Invocazione stanno nella sua
semplicità e nell'espressione di certe verità centrali, innate negli
uomini e normalmente accettate da tutti: la verità dell'esistenza di
una Intelligenza fondamentale a cui si dà il nome di Dio; la verità
che, dietro a tutte le apparenze esteriori, il grande motore
dell'universo è l'Amore; la verità che una grande Individualità,
chiamata dai cristiani il Cristo, venne sulla Terra e incarnò
quell'Amore affinché noi potessimo meglio comprenderlo; la verità
che tanto l'amore quanto l'intelligenza sono effetto di ciò che
viene chiamata la Volontà di Dio; infine la verità evidente che il
Piano divino può attuarsi soltanto tramite l'umanità.

L'intera Invocazione si riferisce alla riserva di energia che si
libra al disopra dell'umanità, si rivela gradualmente ed è la causa
immediata, sulla Terra, di tutti gli eventi che indicano l'emergere
di ciò che è nuovo e migliore, e il progredire dell'afflusso di luce
nella coscienza umana.

L'appello invocativo finora è stato di natura egoistica e temporanea
nella sua formulazione. Gli uomini hanno pregato per se stessi;
hanno invocato l'aiuto divino per le persone amate; hanno dato una
interpretazione materialistica alle loro essenziali e profonde
aspirazioni.

Questa Invocazione è una preghiera per tutto il mondo; non è un
appello personale o un impulso invocativo temporaneo ma esprime il
bisogno dell'umanità intera e, attraverso tutte le sue difficoltà,
tutti i dubbi e i problemi, penetra direttamente nella Mente e nel
Cuore di Colui in cui viviamo, ci muoviamo e siamo, Colui che
rimarrà con noi fino alla fine dei secoli e "fino a quando l'ultimo
stanco pellegrino non abbia trovato la via verso la Casa del Padre".


"Dal Punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra."
 



In questi tre versi ci si riferisce alla Mente di Dio come punto di
focalizzazione per la luce divina in rapporto con l'anima di tutte
le cose. La parola anima, nel suo significato di luce, include
l'anima umana e il punto di luce che noi consideriamo l'anima
dell'umanità, anima che arreca luce e diffonde illuminazione. E'
necessario ricordare sempre che la luce è energia attiva.

Quando invochiamo la Mente di Dio e diciamo: "Affluisca Luce nelle
menti degli uomini, scenda Luce sulla Terra", noi esprimiamo uno dei
grandi bisogni dell'umanità e, grazie al potere e all'efficacia
dell'Invocazione e della preghiera, la risposta è certa. Allorché in
tutti gli uomini, in tutti i tempi, in ogni circostanza, è presente
l'impulso a esprimere con la parola un appello al Centro spirituale
invisibile, sorge la certezza che tale centro esiste. L'Invocazione
è vecchia quanto l'umanità stessa.



Il Cristo disse che gli uomini "amano le tenebre più della luce
poiché le loro azioni sono cattive". Nondimeno, una delle cose belle
del presente è che la luce può penetrare in ogni luogo oscuro, e
nulla vi è di nascosto che non sarà rivelato. L'umanità riconosce il
presente stato di tenebre e di miseria e quindi desidera la luce.
L'illuminazione della mente degli uomini affinché possano vedere le
cose quali sono, possano intendere i giusti moventi e il modo di
stabilire giusti rapporti umani, rappresenta ora la necessità
maggiore. Nella luce, vedremo finalmente la luce; giungerà il
momento in cui migliaia di figli degli uomini e innumerevoli gruppi
potranno dire come Ermete e il Cristo: "Io sono (o siamo) la luce
del mondo".



"Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra."


Nella seconda strofa, viene invocato il Cuore di Dio e viene
considerato il punto focale dell'amore. Questo "cuore" del mondo
manifestato è la Gerarchia, grande agente trasmettitore di amore ad
ogni forma nella manifestazione divina.

L'amore è un'energia che deve giungere fino al cuore degli uomini e
fecondare l'umanità con la qualità della comprensione amorevole;
questo è il significato del binomio amore-intelligenza.

Quando i discepoli lavoreranno sotto la direzione del Cristo,
arriverà un tempo in cui Egli si muoverà in mezzo agli uomini; sarà
riconosciuto pubblicamente e potrà compiere il suo lavoro non
soltanto interiormente, ma anche esteriormente. Nel congedarsi dai
suoi discepoli, Cristo fece una promessa: "Io sarò con voi sempre,
fino alla fine dei secoli".

Il ritorno del Cristo sarà accompagnato e seguito da un grande
sviluppo della coscienza cristica fra gli uomini; Egli sprigionerà
nel mondo degli uomini la potenza e la specifica energia dell'amore
intuitivo. Due saranno i risultati della diffusione di questa
energia di amore.
Primo: l'energia attiva della comprensione amorevole susciterà una
potente reazione contro l'odio. Odio, separatività e intolleranza
verranno considerati quali un solo ed unico peccato, poiché si
riconoscerà che tutti i peccati ora considerati come male derivano
dall'odio o dal suo prodotto, la coscienza antisociale.

Secondo: innumerevoli uomini costituiranno ovunque dei gruppi per
promuovere la buona volontà e per attuare giusti rapporti umani. Il
loro numero sarà così grande che, da una piccola minoranza
relativamente trascurabile, essi diverranno la più diffusa e
influente forza del mondo.




"Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono."


Questi tre versi saranno interpretati con semplicità come una
preghiera per ottenere che la volontà umana sia portata a
uniformarsi alla Volontà divina, anche se questa non è sempre
compresa.

In questi tre versi è contenuta l'indicazione che l'umanità stessa
non può ancora comprendere pienamente il Proposito di Dio,
quell'aspetto della Volontà divina che cerca espressione sulla
Terra. Il proposito della Volontà di Dio cerca di influenzare la
volontà umana, e viene chiamato buona volontà, proposito amorevole o
intenzione ferma di stabilire giusti rapporti umani.

La Volontà divina quale è essenzialmente, rimane il grande Mistero.
Questo problema si pose perfino al Cristo, il quale nel momento in
cui ebbe la visione della vastità della sua missione come Salvatore
del mondo, si rivolse al Padre esclamando: "Padre, sia fatta non la
mia ma la Tua Volontà". Parole che segnano l'abbandono completo dei
corpi con i quali aveva tentato di salvare l'umanità. La sua
missione in quel momento poté sembrare un apparente fallimento, e
per portarla al suo pieno compimento, per vederne cioè i frutti in
manifestazione, Egli ha aspettato quasi duemila anni. Infatti solo
ora la sua missione potrà produrre la sua piena fruizione. Ma Egli
non può procedere nella sua missione senza l'azione reciproca da
parte dell'umanità.
Questa Invocazione è dunque essenzialmente l'Invocazione del Cristo;
la "sua nota si è diffusa" nel mondo intero per mezzo della sua
enunciazione e per mezzo dell'uso che ne fa la Gerarchia spirituale.
Ora le sue parole devono diffondersi nel mondo intero per mezzo
della sua enunciazione da parte degli uomini. Il suo significato a
poco a poco deve essere espresso dalle masse. Cristo potrà allora
realmente "tornare sulla Terra", contemplare "il travaglio della sua
anima ed essere soddisfatto".



"Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede"


Dopo aver invocato i tre aspetti o poteri: Mente, Amore e Volontà,
in questi tre versi troviamo l'indicazione dell'esistenza dei poteri
latenti nell'umanità stessa, "nel centro che vien detto il genere
umano".
Qui e soltanto qui tutte tre le qualità divine, nel tempo e nello
spazio, possono esprimersi nella loro pienezza; qui e soltanto qui
l'amore può nascere veramente, l'intelligenza può essere applicata
in modo corretto, e la Volontà di Dio può dimostrare la sua
effettiva volontà di bene. "La porta dietro cui il male risiede" può
essere sbarrata soltanto dall'umanità, aiutata unicamente dallo
spirito divino insito in ogni essere umano.

L'ultimo verso richiede forse una spiegazione. E' un modo simbolico
per esprimere l'idea di rendere i propositi del male inattivi e
inefficaci. Non vi è un determinato luogo dove dimori il male. Il
Nuovo Testamento, nell'Apocalisse, parla del male, della distruzione
del male, della sconfitta di Satana.

La "porta dietro cui il male risiede" è mantenuta aperta
dall'umanità con i suoi desideri egoistici, i suoi odi, la sua
separatività, la sua avidità, le sue barriere razziali e nazionali,
le sue basse ambizioni personali, la sua avidità di potere e saranno
sostituite da un intenso desiderio di giusti rapporti fra gli
uomini, dalla determinazione di creare un mondo migliore e più in
pace e dall'espressione della volontà di bene in tutto il mondo. Con
il sostituirsi di queste qualità alle precedenti, la porta dietro
cui il male risiede si chiuderà progressivamente, in senso
simbolico, semplicemente grazie al peso dell'opinione pubblica ed al
giusto desiderio degli uomini. Nulla potrà arrestare questo processo.

Così sarà instaurato sulla Terra il Piano originale.
Simultaneamente, la porta che conduce nel mondo delle realtà
spirituali si spalancherà dinanzi agli uomini e sarà chiusa la porta
dietro cui il male risiede. Così attraverso il "centro che vien
detto il genere umano" il Piano di Amore e di Luce opererà e colpirà
il male, l'egoismo e la separatività, chiudendolo per sempre nella
sua tomba. Così anche il proposito del Creatore di tutte le cose si
compirà.



"Che Luce Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra."


E' chiaro che le prime tre strofe invocano i tre aspetti della vita
divina, aspetti universalmente riconosciuti, la mente di Dio,
l'amore di Dio, il volere di Dio. La quarta strofa indica la
relazione dell'umanità con queste tre energie, intelligenza, amore e
volontà, e la profonda responsabilità che incombe sugli uomini
d'intraprendere la diffusione dell'amore e della luce sulla Terra
per ristabilire il Piano. Questo Piano chiama l'umanità a esprimere
l'amore ed esorta fortemente l'uomo a "far risplendere la sua luce".
Viene poi la solenne richiesta che questo Piano di Amore e di Luce,
operando per mezzo dell'umanità, possa "sbarrare la porta dietro cui
il male risiede".

L'ultimo verso contiene, dunque, l'idea di restaurazione; indica la
nota fondamentale per il futuro, lasciando intravedere che, quando
l'idea originale di Dio e la iniziale intenzione non siano più
frustrate dal libero arbitrio dell'uomo e dal male - materialismo ed
egoismo - il proposito divino si compirà grazie al cambiamento
avvenuto nel cuore degli uomini e nella meta che essi si propongono.

"IL SIGNIFICATO PROFONDO DELLA GRANDE INVOCAZIONE"

La Grande Invocazione, se largamente diffusa, potrà essere per la
nuova religione mondiale ciò che furono il "Padre Nostro" per la
cristianità e il "ventitreesimo salmo" per gli Ebrei di tendenza
spirituale. Vi sono tre modi di penetrare nel significato di questa
Invocazione:



-quello del pubblico in genere.
-quello degli esoteristi, cioè degli aspiranti e dei discepoli.
-quello dei membri della Gerarchia.



Primo: il grande pubblico la considererà come una preghiera al Dio
trascendente; non Lo riconoscerà ancora come immanente nella sua
creazione; le moltitudini la emetteranno sulle ali della speranza,
speranza di Luce, amore e pace, cui anelano. La considereranno anche
come una preghiera per l'illuminazione di tutti gli uomini eminenti
e dirigenti in tutti i gruppi che si occupano degli affari del
mondo; per un flusso di amore e di comprensione fra gli uomini sì
che possano vivere in pace l'uno con l'altro; come una richiesta
perché si attui la Volontà di Dio, Volontà di cui nulla possono
conoscere e che sembra loro così inscrutabile e onnipervadente che
la loro normale reazione debba essere la pazienza e la propensione
ad astenersi dal domandare; come una preghiera per rafforzare la
responsabilità umana perché si possano eliminare i mali riconosciuti
che oggi turbano l'umanità e perché qualche vaga sorgente di male
sia resa innocua; e infine come una preghiera per restaurare una
altrettanto vaga condizione primordiale di felicità piena e far
sparire dalla Terra il dolore e le pene. Tutto ciò è bene per le
masse, ed è immediatamente possibile.

Secondo: gli esoteristi, gli aspiranti e le persone di tendenza
spirituale ne avranno una comprensione più profonda; per essi
significherà il riconoscimento del mondo delle cause e di Coloro che
stanno soggettivamente dietro le scene del mondo, pronti a rendere
forti gli uomini di vera visione, pronti a indicare non solo la
ragione degli avvenimenti nei vari settori del vivere umano, ma
anche a rivelare ciò che metterà l'umanità in grado di avanzare,
fuori dalle tenebre, nella luce. Con questo atteggiamento basilare,
sarà evidente la necessità di una diffusa espressione di queste
realtà sottostanti, e maturerà un'epoca di espansione spirituale,
predisposta dai discepoli e attuata dagli esoteristi. Epoca che ha
avuto inizio nel 1875 quando fu proclamato il fatto dell'esistenza
dei Maestri di Saggezza. Essa proseguì nonostante presentazioni
erronee, attacchi concettuali e disprezzo. Non sono mancati il
riconoscimento della natura sostanziale delle prove disponibili e la
reazione intuitiva degli studiosi di occultismo e di numerosi
intellettuali.

Si sta per riconoscere un nuovo tipo di mistico che differisce da
quello del passato per il suo interesse pratico per le vicende
correnti del mondo, e non solo per le questioni religiose e di
chiesa. Egli si distingue per la mancanza di interesse per il
proprio sviluppo personale, per la sua capacità di scorgere il Dio
immanente in tutte le fedi e non solo nella sua particolare
religione, ed anche per la capacità di vivere nella luce della
Presenza divina. Tutti i mistici lo hanno sempre fatto in misura più
o meno grande, ma il mistico moderno differisce da quello del
passato in quanto è in grado di indicare chiaramente agli altri la
tecnica del Sentiero; egli unisce testa e cuore, intelligenza e
sentimento, e a questi aggiunge una percezione intuitiva finora
mancante. Ora la via del mistico è illuminata dalla chiara luce
della Triade spirituale, e non soltanto da quella dell'anima.

Terzo: in entrambi i gruppi - il pubblico in genere e gli aspiranti
e i discepoli - vi sono alcuni che emergono dalla media generale
perché dotati di più profonda penetrazione mentale e comprensione;
essi sono nella "terra di nessuno", agendo in un caso come
intermediari tra le moltitudini e gli esoteristi, nell'altro tra
questi e i membri della Gerarchia. Non dimenticate che anch'Essi
usano la Grande Invocazione, e che non passa giorno senza che il
Cristo stesso la pronunci.
L'uso di questa Invocazione o preghiera e la crescente attesa della
venuta del Cristo rappresentano oggi la maggiore speranza
dell'umanità. Grandi Figli di Dio sono sempre venuti e verranno in
risposta all'appello dell'umanità. Colui che tutto il mondo attende
è già sulla Via.

 

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