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LA
GRANDE INVOCAZIONE 4 |
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INVOCAZIONE E PREGHIERA
La scienza di invocazione è in realtà l'organizzazione intelligente
dell'energia spirituale e delle forze dell'amore che, quando sono
efficaci, evocano la risposta di Esseri spirituali i quali possono
operare apertamente fra gli uomini, stabilendo in tal modo uno
stretto rapporto e una costante comunicazione fra l'umanità e la
Gerarchia spirituale.
Possiamo dire che l'Invocazione è di tre specie; vi è anzitutto la
richiesta delle moltitudini espressa inconsciamente, il grido di
aiuto che scaturisce dal cuore degli uomini ogni volta che vengono a
trovarsi in periodi di crisi come l'attuale. Tale grido di
invocazione si eleva incessantemente da tutti gli uomini che vivono
in condizioni disastrose ed è diretto al potere che li trascende, e
che essi sentono può venire e verrà in loro aiuto nel momento del
bisogno estremo. Questa intensa, muta invocazione si innalza oggi da
tutto il mondo.
Vi è poi uno spirito invocante che uomini sinceri manifestano
quando, partecipando ai riti della propria religione, si valgono
delle preghiere e dell'adorazione in comune per esporre le loro
domande di aiuto dinanzi a Dio. Questi, uniti alle moltitudini,
costituiscono un immenso corpo di esseri invocanti; in questo
momento il loro intento assume grandi proporzioni e la loro
invocazione si eleva fino all'Altissimo.
Vi sono infine gli aspiranti e i discepoli, i quali usano certe
formule, certe invocazioni accuratamente composte e, così facendo,
concentrano il grido e l'appello invocante degli altri due gruppi,
dando loro la giusta direzione e potenza. Questi tre gruppi sono
oggi, coscientemente o no, attivi e il loro sforzo concorde
garantisce la conseguente evocazione.
Invocazione, preghiera, aspirazione, non importa quale sia la parola
usata, poiché ognuno di questi tre metodi tende a produrre il
contatto con energie spirituali e a metterle in attività. Il
pensiero chiaro e diretto, unito alla percezione mentale, farà sì
che tali energie divengano l'oggetto del desiderio umano.
Questa Invocazione è essenzialmente una preghiera, che sintetizza il
più alto desiderio, la più alta aspirazione e richiesta spirituale
dell'anima stessa dell'umanità.
Quando il discepolo accettato o l'aspirante in prova la usa, assume
un atteggiamento meditativo, ossia un atteggiamento di
concentrazione, di orientamento spirituale e di ricettività. Ciò
equivale a pregare. Egli assume l'atteggiamento della meditazione
(un profondo atteggiamento mentale e ferma elevazione), ma impiega
il metodo della preghiera, la quale è un mezzo potente per stabilire
e mantenere giusti rapporti spirituali e umani. Quando, in
atteggiamento meditativo, utilizzando lo strumento della preghiera
(tramite l'Invocazione), egli giunge a stabilire con la massa degli
uomini un rapporto, che altrimenti sarebbe impossibile, può divenire
un canale per la loro inespressa necessità e, al tempo stesso, si
unisce alla Gerarchia spirituale, che è evocata dal desiderio delle
masse.
Una gigantesca meditazione di gruppo si sta svolgendo sul nostro
pianeta in diverse fasi. Tutte le unità ed i gruppi che meditano
sono collegati gli uni agli altri dall'unità di movente spirituale;
essi cercano una stretta collaborazione e tentano di portare il loro
lavoro di meditazione a uno stato di quiete positiva universale,
affinché la formulazione del desiderio spirituale possa essere
proseguita con successo e la ricezione di energia spirituale possa
essere una ricezione congiunta. Mediante la preghiera individuale,
la meditazione e l'invocazione, è in atto un grande sforzo per
conseguire l'allineamento che, rafforzandosi, potrà servire tutta
l'umanità.
Regolando il pensiero e le idee, coltivando uno spirito amorevole, e
usando la Grande Invocazione, mediante la quale si invocano le forze
e energie di cui vi è tanto bisogno, ognuno può dare il suo
contributo.
Concentratevi sulla Grande Invocazione pensando che in essa è
racchiuso il divino intento e si riassumono le conclusioni del
pensiero di Dio. Concentrate su ciò il pensiero meditativo e il
potere di riflessione. Ricercate l'idea astratta che si cela in
questa Invocazione. La troverete se saprete usare ogni frase come
un "gradino" per salire a livelli dì pensiero finora non raggiunti.

ORIGINE DELL'INVOCAZIONE
L'uomo invoca l'avvicinarsi di Dio in vari modi: per mezzo di un
confuso muto appello, o grido di invocazione delle moltitudini e
anche per mezzo di una deliberata e determinata invocazione da parte
degli aspiranti orientati spiritualmente, dei servitori intelligenti
e convinti.
Poca attenzione è stata data al fattore dell'invocazione espressa
dai popoli; eppure nel corso delle età, il grido d'invocazione
dell'umanità si è elevato fino alla Gerarchia e ha ricevuto una
risposta. Come spiegazione, ecco le parole di Shri Krishna nella
Bhagavad Gita, o Canto del Signore, che sono un preannuncio della
venuta del Cristo:
"Ogni qual volta la legge decade e insorge ovunque la licenza,
allora Io mi manifesto.
Per la salvezza dei buoni e la distruzione dei malvagi, per
instaurare saldamente la legge,
Io m'incarno di età in età."
Durante il periodo di licenza e malvagità dell'Impero Romano, venne
Cristo.
Nel Gayatri-mantra si trova l'esempio di un'antichissima invocazione
al Sole:

"Svelaci il volto del vero Sole spirituale,
nascosto ora da un disco di luce d'oro,
affinché possiamo conoscere la Verità
e compiere tutto il nostro dovere,
mentre viaggiamo verso i tuoi sacri piedi."

Dovremmo ancora aggiungere le Quattro Nobili Verità enunciate dal
Buddha, ben note a noi tutti, poiché riassumono la causa e la fonte
di tutte le sofferenze dell'umanità. Sono state tradotte in molti
modi, ma tutte esprimono la medesima aspirazione, il medesimo
appello e significato. Durante il periodo giudaico furono dati agli
uomini i "Dieci Comandamenti", sui quali vennero basate le leggi che
governano i rapporti fra gli uomini dell'Occidente. Poi venne Cristo
e ci diede la legge fondamentale che regge l'universo, la legge
dell'Amore. Ci diede pure il Padre Nostro, in cui i concetti
principali sono la Paternità di Dio, la venuta del regno di Dio e i
giusti rapporti umani.
Oggi l'umanità si trova in un particolare ed eccezionale punto di
mezzo tra un passato infelice e un futuro pieno di promesse che
potranno attuarsi se il Ritorno del Cristo verrà riconosciuto e se
verrà compiuta la debita preparazione. Il presente è pieno di
promesse e anche di difficoltà poiché oggi, e nel futuro immediato,
il destino del mondo e, se possiamo dirlo con riguardo, l'immediata
attività del Cristo sono nelle mani degli uomini. Le atroci
sofferenze prodotte dalla guerra e le angosciose condizioni
dell'intera famiglia umana indussero il Cristo, nel 1945, a prendere
una grande decisione, che si espresse in due affermazioni della
massima importanza. Egli annunciò alla Gerarchia spirituale riunita
e a tutti i suoi servitori e discepoli di aver deciso di venire di
nuovo in contatto fisico con l'umanità se questa avesse compiuto i
passi necessari per instaurare giusti rapporti tra gli uomini. Egli
diede poi al mondo, a uso di tutti gli uomini, una delle più antiche
preghiere che si conoscano, ma il cui utilizzo non era stato finora
permesso che ai più elevati Esseri spirituali. Ci è stato detto che
Egli la pronunciò per la prima volta al plenilunio di giugno del
1945, il plenilunio del Cristo, come quello di maggio è dedicato al
Buddha. Non è stato facile tradurre quegli antichi versi (così
antichi da non avere data o alcun possibile riferimento) con parole
moderne, ma è stato fatto, e la Grande Invocazione potrà divenire la
preghiera mondiale.
Il pensiero umano è così conservatore, che il proclamare che questa
Invocazione è una delle più grandi e potenti fra le preghiere
esistenti nel mondo, ed è all'altezza di tutte le altre espressioni
del desiderio e dell'intenzione spirituale, provocherà probabilmente
molte critiche. Non ha importanza. Pochi, anzi pochissimi, usarono
il Padre Nostro all'inizio del Cristianesimo, perché fu necessario
esprimerlo in termini comprensibili e tradurlo in modo adeguato
prima che il suo uso largamente diffuso fosse possibile. Ci vollero
dei secoli perché ciò avvenisse. Oggi ci sono tutte le facilitazioni
immaginabili per la rapida diffusione e le abbiamo usate ampiamente
per diffondere ovunque la Grande Invocazione.

IL DESTINO DELL'UMANITA'
Questi pochi pensieri potranno servire a rendere più chiara
l'Invocazione nella vostra mente, e a darle una nuova vitalità.
Collegata a tutte le antiche e principali fedi, essa ci offre
speranza per il futuro e, allo stesso tempo, è di una importanza
attuale e pratica. L'Invocazione non è vaga, né imprecisa, esprime
le attuali necessità fondamentali dell'umanità, cioè necessità di
luce e di amore, necessità di comprensione della volontà divina,
necessità di porre fine al male. Essa esclama trionfalmente: "Scenda
Luce sulla Terra... Possa Cristo tornare sulla Terra... Il proposito
guidi i piccoli voleri degli uomini... Possa il Piano di Amore e di
Luce sbarrare la porta dietro cui il male risiede". Infine conclude:
"Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra".
L'accento è sempre posto sul luogo della manifestazione: la Terra.
Avrete già notato, studiando l'Invocazione, che esiste una stretta
relazione tra il primo verso e l'ultimo; il destino dell'umanità è
di essere l'esponente della mente di Dio, che esprime così
l'intelligenza attiva, motivata dall'amore e attuata dalla volontà.
Il tempo non è ancora giunto, ma se il pensiero umano è ben diretto
e se l'aspirazione abbastanza potente, allora, per la prima volta
nella storia dell'umanità, il suo destino potrà essere pubblicamente
riconosciuto e gli uomini potranno essere maggiormente e
volontariamente portati all'attività a cui sono destinati in modo
particolare. Questo è uno degli obiettivi principali
dell'Invocazione; il suo uso costante produrrà una concezione
inclusiva dello sviluppo spirituale e conferirà al pensiero umano
una qualità di sintesi che finora mancava. Con l'affluire della luce
nella mente degli uomini, il Piano divino sarà più ampiamente
compreso e la volontà di bene sarà più intensamente desiderata e
invocata.

Questo grande grido invocativo è triplice. Grido che invoca la luce
che illumini la via, che penetri nei recessi della Terra. Grido per
richiamare più amore nel mondo, quale lo intendono gli uomini di
buona volontà e quelli dotati di sentimenti umanitari. Appello
intuitivo degli aspiranti e dei discepoli per invocare il
manifestarsi della Volontà di Dio. Questa Invocazione riguarda tutta
l'umanità. Gli uomini più semplici e istintivi, gli uomini di buona
volontà, gli aspiranti e i discepoli, tutti danno il proprio
contributo di sentimento, intelligenza, intuizione. Tutti si fondono
nella Grande Invocazione. Tenete costantemente presente questa
fusione fondamentale, che ora trova una espressione, e traete
coraggio e forza da questo avvicinamento congiunto alla Sorgente di
Vita, Amore e Luce. Nulla potrà resistere alla richiesta concorde di
tutti gli uomini.
Il significato della presentazione di questo allineamento cosmico,
planetario e individuale, sotto forma di preghiera o invocazione, è
che esso provoca un afflusso che giunge proprio al cuore
dell'umanità, proveniente dalle sorgenti più elevate.
Il carattere unico dell'Invocazione consiste nel fatto che essa
rappresenta un metodo d'integrazione, congiungendo il Padre, il
Cristo e l'umanità in un vincolo unico. Il Cristo ha sempre posto in
rilievo la Paternità di Dio, concetto che Egli sostituì a quello del
crudele Geova. Nel 17° capitolo del Vangelo di Giovanni (una delle
più grandi opere spirituali) è messa in rilievo la relazione della
coscienza cristica con la coscienza di Dio stesso. Cristo collegò il
concetto di Spirito con la personalità pienamente sviluppata pervasa
dall'anima, e la fondamentale unità esistente tra tutti gli esseri
in tutte le forme, e il Padre. La Grande Invocazione mette in
rapporto la volontà del Padre, l'amore della Gerarchia e il servizio
dell'umanità in un grande Triangolo di energie, che produrrà due
risultati principali: la chiusura della "porta dietro cui il male
risiede" e l'attuazione, per mezzo del potere di Dio liberato sulla
Terra mediante l'Invocazione, del Piano d'Amore e di Luce.
L'Invocazione è quindi unica nel suo genere, in quanto invoca i tre
aspetti divini simultaneamente.
Nessuno può usare questa Invocazione di illuminazione e d'amore
senza causare profondi mutamenti nel suo atteggiamento interiore e
nell'orientamento della sua vita; il carattere e i fini verranno
mutati e la vita diverrà spiritualmente utile. "Come un uomo pensa
nel suo cuore, tale egli è", questa è una legge fondamentale della
natura; il costante volgere la mente alla necessità di luce e alla
prospettiva dell'illuminazione non può essere e non sarà senza
effetto.

La Gerarchia spirituale del pianeta si preoccupa soltanto che
l'umanità, nel suo insieme, si avvalga di questa occasione
spirituale, che oggi è presente come non lo fu mai prima. La Grande
Invocazione ci è stata data in questo momento di opportunità, perché
la usiamo in cooperazione con Coloro che ne fanno uso per il bene
dell'umanità.
Questa Invocazione non appartiene ad alcun gruppo o organizzazione.
Essa appartiene all'umanità intera. Decine di migliaia di uomini di
buona volontà in tutto il mondo la recitano ogni giorno.
Il punto culminante di questo costante appello invocatore è il
plenilunio di giugno. (E' il plenilunio dei Gemelli che talvolta
cade in maggio. Il plenilunio è riconosciuto in tutto il mondo, in
quanto non subisce differenze di calendario).
In questo giorno, l'espressione simultanea dell'Invocazione risuona
in tutto il mondo in un grande appello invocativo a favore
dell'umanità.
La Festa di giugno, dedicata in modo particolare al Cristo, e che
mette in evidenza il suo rapporto con l'umanità, in realtà comprende
tre giorni, ognuno dei quali ha una nota chiave differente:
La nota chiave di Amore in senso gerarchico - libero da sentimento,
emozione e enfasi personale - un amore che sacrifica e comprende,
che agisce con forza e decisione e che opera per il bene del tutto e
non nell'interesse di un gruppo o di un individuo particolare.
La nota chiave di Risurrezione, che pone l'accento sulla nuova nota
di vitalità del Cristo vivente e di quella "vita più abbondante"
resa possibile da un ritorno ai veri valori.
La nota chiave di Contatto, di un più stretto contatto tra Cristo e
il Suo popolo, tra la Gerarchia e l'Umanità.
L'espressione "nota chiave" è stata scelta deliberatamente e
significa il suono che precede ogni maggior afflusso alla Festa di
Maggio; queste energie saranno liberate durante una solenne
cerimonia che si svolgerà in ognuno dei tre giorni. A ogni cerimonia
il Cristo reciterà l'Invocazione da solo, poi la Gerarchia unita
intonerà una strofa invocando luce, amore e volontà di bene (una
strofa per ogni giorno). Il risultato di questi solenni tre giorni
di invocazione sarà seguito da un giorno culminante in cui la
Gerarchia, guidata dal Cristo, reciterà tutta l'Invocazione, facendo
precedere a ogni strofa la nota chiave appropriata, risuonata
all'unisono.
"Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra".

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