|
 |
AC.
Bhaktivedanta Swami Prabhupada |
 |
un
libro on-line
ANTIMATERIA
ED ETERNITA'
di Sua
Divina Grazia AC. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
L'AUTORE
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, nacque a
Calcutta nel 1986. Ricevette dai suoi genitori il nome di Abhay Charan
De, "colui che, avendo preso rifugio ai piedi di loto di krishna,
ignora la paura".
Nel 1926, dopo aver terminato i suoi studi all'Universita'
di Calcutta e partecipato attivamente al movimento non-violento di
Ghandi, assistette per laprima volta ad una conferenza tenuta da Srila
Bhaktivedanta Sarasvati Thakura, uno dei piu' grandi maestri ed
eruditi in materia di conoscenza vedica. Dopo il discorso, Abhay
Charan De, fu presentato al maestro che gli propose, con grande
entusiasmo, di far conoscere la filosofia della Bhagavad-gita
all'Occidente.
A capo d'importanti laboratori medici, Abhay Charan
De, non pote' immediatamente soddisfare la richiesta si Srila
Bhaktivedanta Sarasvati Thakura. Tuttavia non dimentico' mai
quest'incontro e dodici anni piu' tardi lo accetto' ufficialmente come
guida spirituale. Nel 1936, qualche giorno prima di lasciare questo
mondo, Srila Bhaktivedanta gli espresse nuovamente il desiderio di
vederlo trasmettere il messaggio della Bhagavad-gita nei paesi
occidentali.
Mentre risiedeva ancora in India, il suo maestro
spirituale apparve spesso nei suoi sogni, rinnovandogli sempre la
stessa domanda. Nel 1959, incoraggiato da uno dei suoi fratelli
spirituali, decise di prendere l'ordine di rinuncia (il sanyasa) e fu
in quell'occasione che ricevette il nome di A.C. Bhaktivedanta Swami
Prabhupada.
Abbandonata del tutto la vita familiare e sociale,
si ritiro' a Vrindavana, luogo dell'avvento di Sri Krishna, 5.000 anni
fa, dove tradusse in inglese la Bhagavad-gita e numerosi altri testi
sanscriti.
Nel 1966 s'imbarco' su una nave da carico in rotta
verso gli Stati Uniti; 40 rupie erano tutta la sua fortuna. Da solo, a
New York, andava ogni giorno in un parco a cantare il mantra Hare
Krishna. Numerosi giovani furono attratti dalla sua personalita';
cantavano con lui i mantra vedici e assistevano regolarmente ai suoi
corsi su chakti-yoga. Piu' tardi fondo' il suo primo tempio di Krishna
in un negozietto abbandonato. E fu la' che la rivista "Back to
Godhead" fece la sua apparizione.
Ben presto i suoi discepoli crearono dei templi a
Los Angeles, San Francisco e Montreal; oggi il Movimento per la
coscienza di Krishna, con le sue migliaia di devoti, si e' stabilito
in ogni grande citta' del mondo. In questi ultimi sette anni, A.C.
Bhaktivedanta Swami Prabhupada e' diventato l'autore di filosofia
vedica piu' lettoe apprezzato del mondo. Egli ha pubblicato finora
piu' di venti importanti opere come la Bhagavad-gita, lo
Srimad-Bhagavatam, "L'Insegnamento di Sri Caitanya Mahaprabhu",
"il netare della devozione", il Caitanya-caritamrta. Per
mantenere intatto il senso originale dei testi antichi, A.C.
Bhaktivedanta Swami Prabhupada, in ciascuna delle sue opere, da' il
sanscrito originale, la traduzione parola per parola e la traduzione
letteraria, ne precisa poi il significato alla luce degli insegnamenti
millenari di maestri che appartengono ad una successione (guru-parampara)
che risale a krishna stesso.
Oggi, i suoi libri costituiscono opere di
consultazione per gli studenti di filosofia delle maggiori Universita'
degli Stati Uniti. Essi sono anche tradotti in tutte le piu'
importanti lingue del mondo.
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada viaggia da un
capo all'altro della terra; si rivolge ogni giorno ad un vasto
pubblico e con costanza istruisce i suoi discepoli affinche' la
saggezza vedica, in tutta la sua purezza, possa, attraverso loro,
essere offerta all'umanita'
EPILOGO
Srila Prabhupada rimase
nel mondo per altri dieci anni. Durante questo tempo egli guidò
personalmente l'Associazione Internazionale per la Coscienza di
Krishna mentre essa si estendeva in centinaia di centri in tutto il
mondo. Egli aveva iniziato migliaia di discepoli e aveva scritto e
pubblicato qualcosa come sessanta libri.
Srila Prabhupada era solito dire: "Sono un uomo vecchio e potrei
morire in ogni momento, ma voi, per favore, mantenete in vita ciò che
vi ho dato." Consapevole del poco tempo rimasto a sua
disposizione e della portata della sua visione, lavorò
instancabilmente.
Un verso delle Scritture vediche dichiara: "Nessuno può
diffondere il canto dei nomi di Dio in tutto il mondo senza essere
stato investito di potere direttamente da Sri Krishna."
Negli ultimi anni della sua vita in realtà Srila Prabhupada dimostrò
ampiamente di possedere un'energia tale, una tale "shakti",
che gli permetteva di motivare le persone non soltanto a cantare il mantra
Hare Krishna, ma anche a lasciare le attività colpevoli e a
intraprendere una vita cosciente di Krishna diventando missionari a
tempo pieno.
Fu con l'aiuto di tali discepoli-predicatori di Srila Prabhupada che
il Movimento Hare Krishna si diffuse in tutti i continenti, mise
radici e crebbe diventando ogni anno più forte.
Uno studioso americano di Religioni, il dott. Burt Rochfort, sintetizzò
questo evento dicendo: "Vi è l'intervento del soprannaturale
quando un uomo riesce a ispirare un tale numero di persone alla
coscienza di Krishna."
Sebbene non si fosse mai completamente ristabilito dalla sua malattia
fisica, Srila Prabhupada rimase sempre completamente attivo nella sua
opera di traduzione delle Scritture sanscrite in lingua inglese e, pur
continuando a viaggiare proseguì nel suo impegno di predicare la
coscienza di Krishna ai suoi nuovi ascoltatori, e di incoraggiare i
suoi discepoli.
Dal 1968 al 1969 egli si spostò in lungo e in largo negli Stati
Uniti, dalla California a New York City, da Boston a Montreal, poi di
nuovo a Santa Fé nel Nuovo Messico, a Los Angeles e a San Francisco,
e ancora a Seattle e a New York, in continuazione.
Durante questo periodo egli partecipò al Festival del Ratha-yatra di
San Francisco, dove tre grandi carri furono tirati dai devoti sulle
strade, secondo la tradizione del Ratha-yatra mantenuta per migliaia
di anni a Jagannatha Puri, in India. Diecimila persone seguirono il
Ratha-yatra attraverso il Golden Gate Park nel 1969.
Srila Prabhupada voleva anche sviluppare le comunità rurali e per
questa ragione visse per un mese accampato in un appezzamento di terra
selvaggia sulle colline della Virginia Occidentale, dove istruì i
suoi discepoli nell'arte di dipendere dalla natura proteggendo le
mucche e coltivando la terra.
Dovunque Srila Prabhupada si fermasse, restava in contatto coi suoi
devoti e seguiva per corrispondenza l'amministrazione del Movimento in
fase di sviluppo.
Queste lettere piene di parole affettuose, sempre piene di istruzioni
pratiche per l'acquisto di nuove sedi, di istruzioni mediche e di
consigli relative ai matrimoni, erano sempre ricche di istruzioni
trascendentali.
Col suo esempio personale Srila Prabhupada insegnò che è possibile
praticare la vita spirituale e simultaneamente spostarsi attivamente
nel mondo.
Ciò poteva esser fatto seguendo la pratica quotidiana del canto Hare
Krishna di almeno sedici giri di Santi Nomi (che richiede circa due
ore), tenendo lezioni giornaliere e procedendo nella lettura delle
Scritture sia il mattino sia la sera.
Inoltre, tutte le attività compiute nel corso delle ventiquattro ore
devono essere dedicate alla coscienza di Krishna; in questo modo il
devoto può liberarsi dalle influenze materiali, pur vivendo in una
grande città e affrontando molte situazioni potenzialmente piene di
tensione.
Nelle sue lettere e nei suoi discorsi personali Prabhupada consigliò
ai suoi seguaci: "Fate come io sto facendo."
Alcuni tra i suoi discepoli più audaci si offrirono spontaneamente di
portare la Coscienza di Krishna in Europa. Fu così che Srila
Prabhupada inviò tre coppie di discepoli sposati a Londra, mentre un
discepolo non coniugato si avventurò ad Amburgo, in Germania.
Verso la fine del 1969 Srila Prabhupada in persona si recò prima in
Germania e poi in Inghilterra, dove dimorò per alcuni mesi.
I devoti in Inghilterra avevano vissuto tempi duri all'inizio, senza
un luogo fisso in cui risiedere e senza denaro. Poi, verso la metà di
un inverno di lotta, si verificò un evento fortunato: un incontro con
George Harrison dei Beatles.
In una stanza affollata della Apple Records, Syamasundara das con il
capo rasato e vestito da devoto, sedeva in attesa di avere
l'opportunità di scambiare qualche parola con una persona che fosse
in qualche modo collegata coi Beatles, allorché George scese le
scale, di ritorno da un incontro di lavoro.
Avanzando e sedendosi accanto a Syamasundara das, s'informò:
"Dove siete stati? Negli ultimi due anni ho sempre cercato di
incontrare gli Hare Krishna." Il giorno successivo Syamasundara
andò a casa di George per il pranzo e là incontro gli altri Beatles.
|
|
| |
George
Harrison canta Hare Krishna con i devoti di Londra.
|
|
Tutti avevano domande da
fargli, ma George era particolarmente interessato. Poiché aveva letto
la Bhagavad gita così com’è, aveva apprezzato la concezione
personalista di Dio rispetto a quella impersonalista.
George era ansioso di incontrare Srila Prabhupada. In seguito la
canzone di George intitolata "My sweet Lord" diventò il
disco numero uno in America per due mesi consecutivi e il suo album
"Living in material world", che raggiunse milioni di
vendite, fu il numero uno delle classifiche per cinque settimane.
Prabhupada mise in guardia i devoti dal dipendere da George per gli
aiuti, ma suggerì loro di trovare un luogo in cui risiedere e di
prenderlo in affitto. George invece voleva aiutare, e suggerì ai
devoti di fare un disco con l'etichetta Apple. George volle che
fossero i devoti a cantare e lo produsse.
Srila Prabhupada pianificò la sua visita ai discepoli di Londra con
qualche settimana di anticipo rispetto all'uscita dell"'Hare
Krishna Mantra". Il primo giorno il disco vendette settantamila
copie e in poche settimane raggiunse uno dei massimi record di vendita
in molti Paesi europei, compresi quelli dell'Europa orientale.
A Prabhupada fu offerta una stanza negli alloggi della servitù nella
tenuta di John Lennon, dove egli si fermò per alcuni mesi.
Durante questo periodo i devoti avevano affittato un ampio spazio da
adibire a Tempio nel centro di Londra e Prabhupada vi installò
personalmente le Divinità di Radha-Krishna, nel dicembre del 1969. Fu
così che il Movimento per la Coscienza di Krishna si stabilì a
Londra con grande soddisfazione di Srila Prabhupada.
Nel 1970 Srila Prabhupada si spostò soprattutto negli Stati Uniti,
dove iniziò centinaia di discepoli e stabilì il Quartier Generale
del mondo occidentale in una antica chiesa cristiana, a Los Angeles.
Ripetutamente Srila Prabhupada diceva di voler dedicare una parte del
suo tempo al suo lavoro letterario, ma era assediato
dall'amministrazione relativa ai centri Hare Krishna diffusi in tutto
il mondo, e questo impegno lo coinvolgeva perfino nei particolari.
Per questa ragione egli tentò di costituire la commissione di un
corpo governativo di discepoli e fondò anche la Bhaktivedanta Book
Trust al fine di organizzare la stampa e la distribuzione delle opere
da lui tradotte.
Srila Prabhupada disse che l'apertura di un centro dell'ISKCON
richiedeva soltanto una persona sincera, a patto che questa persona
seguisse rigidamente il suo maestro spirituale e mettesse in pratica
giornalmente la regola del canto e dell'ascolto.
Egli incoraggiava l'apertura dei centri, e in risposta i suoi giovani
seguaci realizzarono la predizione che cinquecento anni prima Sri
Caitanya aveva fatto affermando: "Il canto dei Santi Nomi di Sri
Krishna si diffonderà in ogni città e in ogni villaggio." Ogni
mese, e talvolta ogni settimana un nuovo centro si apriva, finché ve
ne furono a dozzine soltanto negli Stati Uniti.
Anime coraggiose si avventurarono in Australia e in Asia, in altri
Paesi d'Europa e in Africa.
Dovunque andassero, i discepoli seguivano la semplice formula voluta
da Srila Prabhupada e dai precedenti maestri spirituali.
Prabhupada era soddisfatto di avere la prova che quella degli Hare
Krishna non era certamente una religione settaria destinata soltanto
agli Indù; infatti le persone la accettavano, dovunque i devoti
sinceri andassero e ne mettessero in pratica la dottrina fondamentale.
Questa esperienza del successo universale della Coscienza di Krishna
ispirò Srila Prabhupada a dichiarare nei commenti Bhaktivedanta delle
opere che produceva che la coscienza di Krishna aveva in sé la
potenza per diventare una religione non settaria del mondo, e che
avrebbe potuto risolvere le miserie dell'esistenza materiale.
Almeno sulla piccola scala dell'ISKCON era relativamente facile per i
devoti abbandonare l'abitudine agli intossicanti, al sesso illecito,
al consumo di carne e al gioco d'azzardo per dedicarsi completamente
al servizio devozionale a Sri Krishna.
I devoti notarono che la
loro idea di felicità materiale svaniva procedendo nella coscienza di
Krishna e a questo proposito Prabhupada affermò che se ciò si
verificava su piccola scala, avrebbe potuto verificarsi anche su vasta
scala, se i capi del mondo avessero concesso qualche facilitazione su
questo punto.
Per la massima parte il movimento di Prabhupada, sempre popolare, tra
i giovani, rimase un movimento per gente comune, e non fu preso in
considerazione dai politici o dalle persone ricche.
A Srila Prabhupada il suo maestro gli aveva affidato il compito di
predicare la coscienza di Krishna in Occidente e Srila Prabhupada
stava già adempiendo a quell'ordine con un successo straordinario.
Verso la metà degli anni settanta egli volle raggiungere un nuovo
obiettivo, riportare la coscienza di Krishna in India, la terra in cui
la Coscienza di Krishna era nata.
Prabhupada era solito dire che in India il novantacinque per cento
della popolazione era già cosciente di Krishna; tuttavia questa fede,
nell'età attuale, era stata ulteriormente coperta a causa della
imitazione degli usi occidentali da parte degli Indiani.
In realtà, il governo a volte imputava alla religione la causa
dell'arretratezza e delle difficoltà dell'India. Inoltre, il
proliferare di swami non autentici, e delle cosiddette incarnazioni di
Dio, aveva creato confusione in India in relazione all'effettiva
conclusione delle Scritture vediche.
Per questa ragione Srila Prabhupada vedeva che la coscienza di Krishna
nella sua forma originaria, cioè i veri insegnamenti della
Bhagavad-gita, era quanto mai necessaria in India, così come altrove.
Prabhupada tornò in India per la prima volta dopo tre anni. Insegnò
ai suoi discepoli il canto del mantra Hare Krishna sulle strade, nella
speranza che i suoi "bianchi elefanti danzanti" ispirassero
gli Indiani a recuperare la fede nella loro cultura perduta.
Srila Prabhupada introdusse anche il programma dei membri a vita,
invitando gli Indiani a diventare membri dell'Associazione per
sostenere l'ISKCON, per ricevere i suoi libri e poter usufruire di una
sistemazione gratuita nei centri dell'ISKCON in cambio di una tassa
d'iscrizione.
L'onda iniziale della predica dell'ISKCON in India non mancò di
essere sensazionale quando gli Indiani videro che gli Occidentali
adottavano l'induismo; essi allora accolsero cordialmente i devoti.
Così, gradualmente, cominciarono a rispettare Srila Prabhupada come
un grande santo dell'India.
A questo punto Prabhupada dette inizio a una delle sue più difficili
campagne, quella di costruire e di aprire grandi templi in India: uno
a Bombay, uno a Mayapura (il luogo di nascita di Sri Caitanya), e uno
a Vrindavana, il luogo dei divertimenti eterni di Krishna.
Questi erano progetti ambiziosi, e Prabhupada incontrò difficoltà in
tutti i campi, nell'acquisto del terreno, nel ricevere i permessi, nel
cercare di evitare che i suoi discepoli fossero imbrogliati dagli
affaristi.
Prabhupada diceva che la gente comune non sarebbe stata molto
interessata a venire in un ambiente austero per ascoltare le
conferenze sulla coscienza di Krishna, ma se le persone avessero avuto
a disposizione un tempio sontuoso, sarebbero venute e avrebbero
ascoltato, cantato e accettato il prasada senza alcuna difficoltà.
Per questa ragione, a beneficio degli Indiani e dei devoti
occidentali, Prabhupada creò le residenze per gli ospiti collegate
coi suoi templi in India, e invitò le persone a venire e a praticare
la Coscienza di Krishna in modo completo per un certo periodo di
tempo.
Nei primi anni settanta i viaggi di Prabhupada raggiunsero il culmine
perché ormai egli attraversava non soltanto gli Stati Uniti, ma tutto
il globo terrestre.
In pratica egli fece circa quattordici giri completi del mondo in
questi anni, recandosi per la prima volta a visitare Mosca, Parigi,
Roma, Nairobi in Africa, il Sudafrica, il Messico, il Sud America, e
visitando nuovamente l'Australia e altre aree.
Pur viaggiando continuamente, Srila Prabhupada in qualche modo continuò
le sue traduzioni. Si alzava all'una circa del mattino, dopo tre sole
ore di sonno, e studiava i commentari dei maestri spirituali che lo
avevano preceduto; poi scriveva i suoi commenti sullo Srimad
Bhagavatam.
Per un anno e mezzo rubò un po’ di tempo alla stesura dello Srimad
Bhagavatam per tradurre il Caitanya-caritamrta, la biografia del
Signore Caitanya scritta da Krishnadas Kaviraja.
Risale a questi anni anche lo straordinario sforzo di distribuire i
libri di Srila Prabhupada, compiuto dai suoi discepoli. Nel 1974 i
templi vendettero quasi quattrocentomila libri, il che segnò un
incremento del settanta per cento rispetto agli anni precedenti, e
furono distribuiti inoltre quasi quattro milioni di riviste Back to
Godhead. Tali notizie rendevano Prabhupada energico come un uomo
giovane.
Nel 1976, dopo brevi visite ai centri di tutto il mondo, Srila
Prabhupada arrivò alle Hawaii. Mentre era là, Prabhupada annunciò
ai devoti che aveva quasi terminato il settimo Canto dello Srimad
Bhagavatam (che consta di dodici Canti).
A questa notizia i devoti espressero la loro felicità, e Srila
Prabhupada rispose: "Oh, potrei terminarlo molto celermente, ma
devo presentarlo alla vostra comprensione. Ciò richiede profonda
riflessione e molta attenzione per presentarlo all'uomo comune."
In seguito Srila
Prabhupada disse ai suoi discepoli a Los Angeles: "I miei libri
saranno i libri di legge per la società umana nei prossimi diecimila
anni."
Tornato a New York nel luglio del 1976, Prabhupada richiamò alla
memoria i vecchi giorni trascorsi in quella città, e percorse la
Quinta Strada insieme con la parata del Rathayatra.
Questo fu per Srila Prabhupada il punto culminante di dieci anni di
predica a New York.
Il New York Daily News aveva parlato del Festival e aveva riportato
alcune fotografie col titolo: "Quinta Strada, dove l'Oriente
incontra l'Occidente." A Prabhupada il titolo era piaciuto e
spiegò che l'unione della cultura orientale con quella occidentale
gli ricordava l'incontro dello storpio col cieco: "Separati, non
possono far nulla... ma se si uniscono, la cultura indiana e il denaro
americano, salveranno il mondo."
La salute di Srila Prabhupada stava peggiorando, come accadeva spesso
quando viaggiava in modo così esteso. Prima che Prabhupada lasciasse
New York, i devoti lo supplicarono di restare ancora per un po' di
tempo.
Prabhupada rispose: "Voglio la benedizione di poter continuare a
lottare per Krishna fino al mio ultimo respiro, proprio come Arjuna."
Ripetutamente Prabhupada spiegò che i capi dell'ISKCON avrebbero
dovuto prepararsi ad amministrare senza il suo apporto diretto.
Ora potete incaricarvi di tutto il denaro, liberandomi completamente
dell'amministrazione. La mia unica richiesta è: "Non sprecate il
denaro. Talvolta vi ho rimproverato affinché esso non venga
sprecato."
Occasionalmente egli parlò di trasferirsi in un luogo più favorevole
per la sua salute. In maggio, quando a Bombay il caldo era opprimente,
egli aveva accettato il suggerimento di recarsi a Hrsikesa.
Tuttavia, giunti là, dopo qualche giorno la salute di Prabhupada
peggiorò ed egli, ritenendo che la sua fine non fosse lontana, chiese
di essere ricondotto a Vrindavana.
Egli disse: "Se la morte deve venire, allora è meglio che sia a
Vrindavana."
Prabhupada chiese che i devoti lo raggiungessero a Vrindavana; voleva
poter fare un testamento e prendere tutti i provvedimenti necessari
affinché il movimento procedesse senza intoppi, dopo il suo trapasso.
Il segretario di Prabhupada rispose: "Poiché ti vogliono bene,
sono sicuro che vorranno tutti venire per stare con te."
"Il solo amore per me", rispose di rimando Prabhupada,
"sarà dimostrato nella misura in cui coopereranno per mantenere
questa istituzione, dopo che me ne sarò andato."
Nel corso della primavera e dell'estate del 1977 la salute di
Prabhupada talvolta peggiorò e talvolta migliorò leggermente. Egli
continuò a tradurre lo Srimad Bhagavatam, non appena era in grado di
farlo, ormai era giunto al decimo Canto.
Una competizione d'amore allora si sviluppò; Srila Prabhupada
esprimeva il suo desiderio di lasciare il mondo mentre viveva nella
sacra Vrindavana, ma i suoi discepoli lo supplicavano di continuare a
vivere.
Quando il segretario di Srila Prabhupada suggerì che Prabhupada
avrebbe potuto visitare nuovamente l'Occidente, e riprendere il suo
vigore a contatto con la predica, Prabhupada accettò.
Si recò a Londra dove i devoti restarono colpiti nel vedere quanto
egli era dimagrito, "proprio come un potente saggio che ha
affrontato lunghe austerità per il beneficio del genere umano".
Dopo due settimane trascorse a Londra, la salute di Prabhupada peggiorò,
ed egli chiese di essere ricondotto in India.
Prabhupada convocò nuovamente la commissione del Corpo governativo
affinché i Suoi devoti si riunissero con lui a Vrindavana. Voleva
essere circondato da tutti i suoi discepoli nella sua stanza e voleva
che cantassero il mantra Hare Krishna.
Ora, più che mai, voleva la medicina del santo nome, non voleva i
medici e rifiutava le loro prescrizioni. "E meglio che non
preghiate Krishna che mi salvi", disse, "lasciatemi
morire."
Come parte delle sue istruzioni e dell'esempio, Prabhupada sapeva che
avrebbe dovuto mostrare alla gente come morire.
Egli era sfuggito alla morte molte volte per grazia di Krishna, ma in
seguito ai segni ricevuti da Sri Krishna nel 1977, egli cominciò
decisamente e in modo conclusivo a chiudere la sua missione nel mondo
materiale.
Il conflitto d'amore coi suoi discepoli continuò. Prabhupada amava i
suoi discepoli, e sapeva anche che essi non erano ancora completamente
maturi, ma a quale punto essi l'avrebbero mai lasciato andare?
il 14 novembre del 1977, alle 19,30, nella sua stanza nel tempio di
Krishna-Balarama a Vrindavana, Srila Prabhupada diede la sua
istruzione definitiva lasciando questo mondo mortale e tornando al
regno di Dio.
La sua dipartita fu esemplare perché l'intera sua vita era stata
esemplare, il completamento di una vita intera di servizio devozionale
offerto a Krishna. Il suo trapasso fu sereno.
Durante la serata di quel giorno il medico gli chiese: "C'è
qualcosa che desideri?" Prabhupada rispose fiocamente: "Non
ho desideri."
La situazione al momento del trapasso era stata perfetta: A Vrindavana,
coi devoti. La sua dipartita era stata perfetta anche perché
Prabhupada stava cantando e ascoltando i santi nomi di Dio. Negli
ultimi mesi della sua vita Srila Prabhupada aveva insegnato che era
possibile incontrare la morte di passo in passo in coscienza di
Krishna.
Negli ultimi giorni egli disse a uno dei suoi discepoli: "Non
pensare che ciò non accadrà anche a te." Prabhupada era venuto
in questo mondo su richiesta di Krishna per insegnarci come vivere una
pura vita di coscienza di Krishna, il che include alla fine come
partire da questo mondo per ottenere la vita eterna.
Quando dovremo morire potremo aggrapparci al ricordo di quella grande
anima che ha lasciato il corpo sempre pensando a Krishna, sostenuto
dalla medicina del canto Hare Krishna, col desiderio continuo di
sentir parlare di Krishna e praticando il distacco dalle condizioni
miserevoli della materia.
Mentre non vi erano ragioni di lamento per la dipartita di Srila
Prabhupada dal mondo e per il suo ritorno a Dio, essa era certamente
motivo di lamento per i suoi seguaci e per le persone del mondo intero
che restavano prive della presenza del più grande amico e
benefattore.
Mentre la notizia si diffondeva per il mondo a tutti i centri Hare
Krishna, i discepoli di Srila Prabhupada erano assaliti dalla paura e
da un dolore senza limiti. Essi tuttavia si rivolsero ai libri di
Srila Prabhupada per trovare conforto: "I discepoli e il maestro
spirituale non sono mai separati perché il maestro mantiene vivo il
suo legame col discepolo, finché il discepolo segue le sue
istruzioni."
Il servizio in
separazione era indubbiamente una realtà per i discepoli di Srila
Prabhupada; altrimenti, ora che essi erano privi della sua presenza
personale, come avrebbero potuto mantenersi nella vita spirituale?
Il fatto che essi potessero continuare come prima, accrescere i loro
sentimenti di devozione, e accrescere anche la loro capacità di
servizio, significava che Srila Prabhupada era ancora in grande misura
insieme a loro.
Mentre l'ultima istruzione di Srila Prabhupada riguardava il modo in
cui l'essere umano dovrebbe morire, ora egli stava insegnando, al di là
della morte, come rendere effettivo l'insegnamento filosofico più
alto del vaisnavismo Gaudiya.
Questa realizzazione dette ai devoti la grande speranza che Srila
Prabhupada, e la vita rivoluzionaria della coscienza di Krishna che
egli aveva portato con sé, non era finita con la sua scomparsa.
Spesso, quando una grande personalità muore, il suo contributo
crolla; la presenza di Srila Prabhupada invece è rimasta e si è
espansa sostenendo la vita dei devoti. Egli è ancora in carica.
Conclusione
Nel descrivere come i seguaci di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta
Swami Prabhupada continuarono a gustare il nettare del loro servizio
in separazione, non stiamo parlando del piccolo gruppo di alcune
migliaia di devoti che egli iniziò nel corso della sua vita.
Chiunque voglia trovare rifugio sfuggendo ai diabolici effetti della
presente età atea, può trovarlo accettando il servizio devozionale
sotto la guida degli insegnamenti di Sri Caitanya, cosi come Srila
Prabhupada ce li ha trasmessi.
La predica dinamica e le realizzazioni di Srila Prabhupada rivelano
gli insegnamenti sublimi di Sri Caitanya che senza Prabhupada
sarebbero stati trascurati, male interpretati, e sarebbero rimasti
all'interno dei confini dell'India.
Srila Prabhupada in realtà fu in grado di capire la predizione di Sri
Caitanya che la coscienza di Krishna si sarebbe diffusa in ogni città
e villaggio del mondo.
I doni essenziali della coscienza di Krishna che Sri Caitanya ha
offerto a tutti, pace della mente, soddisfazione, libertà dall'ansia,
possono essere ottenuti da chiunque voglia accettare con tutto il
cuore il servizio devozionale che si offre alla Suprema Personalità
di Dio.
Questo puro e felice stato può essere realizzato adottando questa
eredità, dinamica e sempre disponibile, che Prabhupada ci ha
lasciato: i suoi libri, i suoi devoti, la sua Associazione per la
Coscienza di Krishna e il suo metodo esperto per applicare la
coscienza di Krishna a ogni situazione nel contesto attuale.
Chiunque accetti con intelligenza la pratica della coscienza di
Krishna erediterà anche la realizzazione più bella: la sua relazione
con Srila Prabhupada,
il puro devoto di Krishna.
© 2005 The Bhaktivedanta Book
Trust International. All rights reserved.

|