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ANTIMATERIA ED ETERNITA' di Sua Divina Grazia AC. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
CAPITOLO SECONDO L'ESSERE VIVENTE: PERSONA D'ANTIMATERIA 1-VIAGGIO COSMICO CON L'ASTANGA YOGA Varieta' di pianeti Nel quinto capitolo della Brahma-samita c'e' una descrizione dei diversi sistemi planetari che esistono nell'Universo materiale. La Bhagavad-gita ne conferma l'esistenza e indica che sono situati nelle centinaia di migliaia d'universi che, tutt'insieme, rappresentano solo una frazione dell'energia creatrice di Dio. La maggior parte di quest'energia creatrice si manifesta nell'Universo d'antimateria detto paravyoma (Vaikunta-loka). I fisici, nel corso delle loro ricerche sull'antimateria, un giorno, forse lo confermeranno. Il 21 febbraio 1960, un messaggio proveniente da Mosca riferi': "Il professor Boris Vorontosof-Velianino, famoso astronomo russo, ha dichiarato che deve esistere nell'Universo un numero infinito di pianeti abitati da esseri dotati di ragione". Questa notizia conferma la dichiarazione della Brahma-samhita: yasya prabha prabhavato jagadanda-koti-kotisv asesavasudhadi vibhuti-bhinnam tad brahma niscalan anantam asesa-bhutam govindam adi-purusam tam aham bhajami "Adoro Govinda, Signore Originale, il cui fulgore personale e' la manifestazione illimitata del brahmajyoti. Ci sono, in questo brahmajyoti, innumerevoli universi con innumerevoli pianeti". (Brahma-samhita) Secondo questa preghiera che Brahma rivolse a krishna, non solo esistono innumerevoli pianeti, ma anche innumerevoli universi che fluttuano tutti nello sfolgorio emanante dal corpo spirituale di krsna (krishna). L'astronomo russo afferma anche che tutti questi pianeti, se ne contano almeno cento milioni, sono abitati. La sua opinione fu rinforzata dal professor Alpatov, un biologo che dichiaro' inoltre che alcuni di questi pianeti avevano raggiunto un grado di sviluppo paragonabile a quello della Terra. Il messaggio di Mosca continuava cosi': "E' possibile che una vita simile a quella della terra fiorisca su questi ianeti. Il chimico Nikolat Zhirov, parlando dell'atmosfera di questi pianeti, segnalo' che l'organismo di un marziano, per esempio, potrebbe molto bene adattarsi ad un'esistenza normale con una temperatura corporea piu' bassa. E' noto che la composizione gassosa dell'atmosfera di Marte potrebbe benissimo permettere la vita a esseri che vi si fossero adattati. La Brahma-samhita chiama vibhuti-binnam (vibhuti: potere specifico e binnam: diverso) questa adattabilita' degli organismi ai diversi tipi di pianeti. Questo significa che ognuno degli innumerevoli pianeti e' dotato di un tipo particolare d'atmosfera e che gli esseri che lo abitano sono piu' o meno avanzati nei campi della scienza, della psicologia, ecc. secondo l'atmosfera. Gli scienziati che cercano di esplorare lo spazio interstellare per raggiungere altri pianeti con metodi meccanici, si devono render conto che gli organismi adattati all'atmosfera terrestre non possono vivere in quella di un altro pianeta se non artificialmente. Percio' i tentativi di raggiungere la luna o il sole non sono di grande interesse poiche' l'uomo non potra' adatarsi all'atmosfera di questi pianeti e vivervi in modo naturale. Viaggi interplanetari Si puo' pertanto tentare di recarsi sui pianeti che desideriamo ma il successo del tentativo dipendera' dai cambiamenti psicologici di colui che desidera fare questo viaggio. Le trasformazioni graduali del corpo dipendono piu' o meno da cambiamenti psicologici perche' la mente e' il nucleo del corpo materiale. E' cosi' che avviene, per esempio, la metamorfosi del bruco in farfalla. Anche il cambiamento di sesso di un uomo o di una donna dipendono in parte da una trasformazione mentale, sebbene esso sia operato attraverso tecniche mediche. La Bhagavad-gita dice che colui che, in punto di morte, concentra la mente sulla forma personale di Dio, Sri Krishna, entra immediatamente nel regno spirituale, l'Universo d'antimateria. Cio' significa che colui che esercita la mente ad allontanarsi dalla materia e a volgersi verso la forma spirituale di Dio, seguendo i metodi prescritti dal bhakti-yoga, puo' facilmente raggiungere il regno di Dio, l'Universo d'antimateria. Allo stesso modo, una persona che desideri recarsi su un altro pianeta dell'universo materiale puo' farlo dopo aver lasciato questo corpo, cioe' dopo la morte. Ma sara' necessario seguire un metodo particolare anche per raggiungere la Luna, il Sole, Marte o qualsiasi altro pianeta. Infatti la Bhagavad-gita afferma: "Sono i pensieri, i ricordi dell'essere all'istante di lasciare ill corpo che determinano la sua condizione futura" (Bhagavad-gita Vlll.6) Maharaja Bharata, grande re di un'epoca passata, rinuncio' al regno per vivere in severe austerita'. Ma, in punto di morte, penso' a un cervo al quale si era affezionato e divenne un cervo nella sua vita successiva; tuttavia, grazie alla sua coscienza spirituale avanzata, si ricordo' chiaramente della sua vita passata e si rese conto del suo errore. E' importante capire che sono le azioni compiute durante la nostra vita che influenzeranno i nostri pensieri in punto di morte. Lo Srimad-Bhagavatam descrive il metodo che si deve seguire per recarsi sulla Luna (Luna: Le scritture vediche affermano che la Luna e' abitata da esseri coscienti. I nostri sensi limitati non possono percepire i loro corpi composti d'energie piu' sottili di quelle che coistituiscono i nostri). "I materialisti che non conoscono il regno di Dio cercano sempre di acquisire ricchezze, gloria e adulazione. Essi non s'interessano dapprima che al benessere della loro propria famiglia, poi il loro desiderio di prosperita' si estende progressivamente al loro ambiente e infine alla loro nazione. Certi ottengono gli oggetti dei loro desideri eseguendo meccanicamente i doveri rituali che prescrivono le Scritture Vediche dimostrandosi anche inclini a onorare con offerte e oblazioni i loro antenati e i deva che influenzano l'ordine cosmico. Abituati a offrire questi sacrifici e a rispettare le cerimonie vanno sulla Luna dopo la morte. Ma se, dopo aver raggiunto la Luna, una persona non si eleva a dei pianeti ancora piu' evoluti, allora si degrada e deve ritornare sulla Terra o su un pianeta simile e, durante la dissoluzione della manifestazione cosmica, anche il materialista che e' stato capace di raggiungere il sistema planetario piu' avanzato dovra' morire". (Srimad.Bhagavatam lll.32) C'e' un numero illimitato di ianeti Vaikuntha nell'Universo spirituale, il para-vyoma. Per darci un'idea dell'infinita' di questi pianeti, le Scritture Vediche c'informano che essi sono tre volte piu' numerosi di quelli dell'Universo materiale. Il materialista e' sempre molto preoccupato per l'organizzazione politica del suo pianeta che e' cosi insignificante, se si considera l'immensita' della creazione di Dio ! Il nostro mondo, con i suoi innumerevoli pianeti, e' come un granello di senape in un sacchetto di questi minuscoli granelli. Purtroppo, il materialista tenta in ogni modo di vivere confortevolmente dove si trova e spreca cosi' la vita umana per un benessere che non potra' mai soddisfarlo pienamente. Invece di perdere tempo in speculazioni finanziarie, potrebbe ricercare una vita di semplicita' e di alto pensiero spirituale e sfuggire cosi' ai tormenti perpetui che gli causa la materia. La cosa migliore da fare in questo mondo e' quella di prepararsi a ritornare nell'Universo Spirituale. Pertanto, se certi si ostinano ancora a voler godere dei beni terreni, possono proiettarsi su altri pianeti materiali piu' piacevoli ed ospitarli, praticando uno yoga particolare: l'astanga-yoga. Ma pensare che si possa vivere su un pianeta differente recandovisi con dei missili, e' un bel sogno da bambini! L'ASTANGA-YOGA Con l'astanga-yoga, metodo molto difficile da seguire per l'uomo di oggi, si puo' diventare maestri dei movimenti dell'aria che passa nel corpo. L'essere vivente (l'anima), particella infinitesimale d'antimateria, e' trasportata dalle cinque specie d'aria sottile che circolano nel corpo. Praticando l'astanga-yoga si puo' condurre l'anima, attraverso queste arie, da un chakra all'altro, cioe' dalla regione dell'ombelico a quella dell'addome, poi a quella del cuore e a quella della clavicola, in seguito tra le due sopracciglia e infine all'orifizio del cranio detto brahma-randhra. A questo punto lo yogi puo' raggiungere il pianeta che desidera. Gli scienziati hanno potuto calcolare la velocita' del vento e della luce, ma sanno molto poco sulla velocita' della mente e dell'intelligenza. Noi abbiamo alcune esperienze della rapidita' della mente perche' possiamo trasportarla, in un momento, in luoghi distanti centinaia di migliaia di chilometri. L'intelligenza pero' le e' superiore e l'anima e' superiore anche a quest'ultima, perche' non e' fatta di materia come i due elementi precedenti, ma d'antimateria. L'anima e' numerose centinaia di migliaia di volte piu' potente dell'intelligenza. Ci e' dunque difficile immaginare la rapidita' che l'anima puo avere nei suoi viaggi da un pianeta all'altro. Essa viaggia con la propria forza e non ha bisogno di nessun veicolo materiale. L'anima, scintilla spirituale, e' molto piu' luminosa, piu' splendente, piu' potente del sole, della luna o dell'elettricita'. Purtroppo, questa nostra civilizzazione di animali un po' inciviliti (che consiste solo nel mangiare, dormire, riprodursi e difendersi) ha ingannato l'uomo e gli ha fatto dimenticare la potenza della sua anima. Cosi' l'uomo spreca la sua vita, trascurando di realizzare la sua identita' vera e spirituale. E proprio per salvarlo dalla pseudo-civilizzazione attuale, che lo porta alla rovina, Caitanya Mahaprabhu apparve insieme con Nityananda. Lo Srimad-Bhagavatam descrive come si puo', praticando lo yoga, viaggiare verso altri pianeti. Quando l'anima e' progressivamente elevata fino all'orifizio del cranio, essa corre il rischio di uscire dagli occhi, dal naso, dalle orecchie o dalla bocca. Questi orifizi costituiscono cio' che si chiama la settima orbita della forza vitale, ma lo yogi puo' chiuderli sospendendo completamente la respirazione. Quindi fissa l'anima tra le sopracciglia e, in quel preciso momento, pensa al pianeta sul quale desidera recarsi lasciando il corpo. E, quando la posizione cosmica e' favorevole, puo' anche raggiungere la dimora di krishna, nel regno spirituale de Vaikuntha. Se giunge la' non dovra' mai piu' rinascere in un nuovo corpo di materia. Lo yogi perfetto, maestro di se stesso (cioe' della particella d'antimateria) puo' scegliere il momento in cui lasciare il corpo ed entrare nell'Universo d'antimateria atraverso una via particolare che collega i due Universi. Gli yogi che compiono quest'atto straordinario seguono un metodo che descrive la Bhagavad-gita. "Coloro che hanno realizzato la Verita' Suprema possono raggiungere l'Universo Spirituale lasciando il loro corpo durante il periodo d'uttarayana, cioe' quando il sole si dirige verso il nord o in quei momenti propizi durante i quali i deva governano il fuoco e la luce domina l'atmosfera" (Bhagavad-gita Vlll.24) I deva sono dei potenti personaggi incaricati d'amministrare le attivita' cosmiche. Gli uomini che sono incapaci di vedere la complessita' dell'organizzazione cosmica rifiutano l'idea che l'aria, l'elettricita', il giorno, la notte, etc... posano essere personalmente diretti da esseri sovrumani. Ma gli yogi perfetti sanno come soddisfare questi amministratori invisibili e trarre profitto dalle facilitazioni che apportano loro. Abbandonano il corpo quando vogliono e si recano o nell'Universo d'antimateria o sui suoi pianeti piu' evoluti del mondo materiale. I materialisti che vivono sulla Terra non sono coscienti di questa disposizione, ma la Bhagavad-gita ce ne rivela l'esistenza: "Lo yogi che lascia il corpo nella note, nel fumo, durante il declino della luna o durante i sei mesi che vedono il Sole passare al Sud, deve ritornare in questo mondo. La stessa cosa e' per chi ha raggiunto la Luna". (Bhagavad-gita Vlll.25) Chi non e' uno yogi, ma muore in un istante propizio grazie alle austerita', agli atti pii e caritatevoli e ai sacrifici che ha compiuto, puo' elevarsi fino ai pianeti superiori.ùIl perfetto yogi, invece, che riesce a lasciare il suo corpo rimanendo tutavia pienamente padrone della propria coscienza, puo' andare da un pianeta all'altro tanto facilmente quanto un uomo comune si reca da un punto all'altro del suo quartiere. Se desidera rimanere nel mondo materiale, potra' godere della vita in differenti modi, giungendo fino ad occupare la posizione di Brahma, sul pianeta Brahmaloka o a visitare anche i Siddhaloka, dove vivono gli esseri materialmente perfetti, capaci di dominare la gravita', lo spazio, il tempo, ecc. E' inutile per questo che egli abbandoni la mente e l'intelligenza (coperture sottili), e' sufficiente che si liberi dal suo corpo fisico. Il corpo materiale non e' che il rivestimento dell'anima. La mente, l'intelligenza e il falso ego sono i primi involucri e formano il corpo sottile; il corpo fisico, composto di tera, acqua, fuoco, aria e etere, forma l'involucro esterno. Ogni persona evoluta puo' lasciare il corpo quando vuole, dopo aver raggiunto la perfezione nello yoga e dopo aver capito le rispettive nature della materia e dell'anima e la relazione che lo lega. Dio ci ha dato una liberta' totale e la scelta di vivere dove voigliamo; nel'Universo spirituale o in quello materiale, su un pianeta a nostra scelta. L'abuso di quest'indipendenza offerta da Dio ci ha fatto cadere nel mondo materiale e ci obbliga ora a subire le sofferenze generate da questa vita. Queste sofferenze sono di tre specie: quelle causate dal nostro corpo e dalla nostra mente, quelle che c'infliggono le altre creature e quelle dovute alle forze della natura. Milton ha ben illustrato nel suo libro "Paradiso Perduto" la miserabile vita che l'anima ha scelto di vivere nel mondo materiale. Ma essa puo' decidere di riguadagnare questo paradiso e ritornare cosi' da dove viene, all'origine di tutte le cose. Si puo', in meno di un secondo, raggiungere i pianeti Vaikuntha e assumere un corpo spirituale che ci permettera' di viverci. Bisognera' solo abbandonare la nostra forma fisica e sottile e lasciare il corpo attraverso l'orifizio del cranio, desiderando uscire dall'Universo di materia. 2- IL BHAKTI -YOGA, VIA D'ACCESSO ALL'UNIVERSO D'ANTIMATERIA Che cos'e' il bhakti-yoga, cioe' l'attivita' spirituale? Il termine yoga significa "unione con la Verita' Assoluta" e bhakti significa "servizio, amore puro". Quando un uomo si ammala, consulta un medico che gli prescrive una cura. Anche il materialista soffre e i suoi mali si manifestano come nascita, malattia, vecchiaia e morte. Il maestro spirituale, medico trascendente, gli propone un trattamento che egli purtroppo si rifiuta di seguire e, di conseguenza, continua a subire i tormenti che g'infligge la vita terrena. Sarebbe meglio per lui impegnarsi in attivita' spirituali e accedere cosi' al mondo d'antimateria dove la vita e' eterna, invece di rimanere in un ripetersi continuo di morti e rinascite. Per entrare nell'Universo d'antimateria c'e' un metodo ben piu' sicuro delle ipotesi scientifiche: e' il bhakti-yoga, che si puo' praticare anche continuando a occupare il proprio posto nella societa'. I materialisti dipendono dalla forza limitata del pensiero sperimentale, dalla speculazione mentale e dalle congetture della scienza. Sara' loro impossibile avvicinare l'Universo d'antimateria, poiche' con i mezzi di cui dispongono, navicelle spaziali, satelliti, missili ecc.. non possono raggiungere neppure i pianeti situati nelle piu' alte regioni dell'universo materiale. Anche gli yogi di cui abbiamo parlato prima, che hanno una perfetta padronanza dei poteri soprannaturali, hanno delle difficolta' a penetrare in queste regioni. Piuttosto che impiegare questi metodi, la Bhagavad-gita ci consiglia d'adottare il bhakti-yoga se la nostra meta e' quella d'entrare nell'Universo d'antimateria. Se pratichiamo questo yoga, come lo prescrivono gli spiritualisti e le Scritture Vediche, non s'incontrera' mai ne' delusione, ne' sconfitta. Anche se gli ostacoli sono numerosi, i bhakta (yogi che praticano il bhakti-yoga) possono facilmente sormontarli. E' sufficiente che seguano fedelmente la via tracciata dalla successione di maestri spirituali. Chi s'incammina sul sentiero del bhakti-yoga e' sicuro di progredire infallibilmente nel viaggio della vita verso l'Universo d'antimateria. Nessuno sara' deluso se adota questa via. Gli stessi risultati che si ottengono con lo studio dei Veda, compiendo sacrifici e atti caritatevoli, si possono raggiungere piu' semplicemente praticando il bhakti-yoga. E' dunque un rimedio molto efficace e applicabile da tutti. Krishna Stesso l'ha reso facile da praticare per la gente dell'era di kali, apparendo sotto forma di Sri Caitanya Mahaprabhu, l'Avatara piu' sublime e magnanimo (1485-1534). Grazie ai Suoi insegnamenti e al suo esempio possiamo capire rapidamente i principi del bhakti-yoga e, praticandolo, potremo distruggere tutti i nostri dubbi, spegnere il fuoco ardente dei tormenti materiali e gustare la felicita' suprema. I principi del bhakti-yoga Ogni pianeta possiede un'atmosfera particolare e, se si vuole andare su un certo pianeta dell'universo materiale, bisogna adattare il proprio corpo a quelle condizioni ambientali (per esempio, anche se vogliamo andare da'Europa in India, dove il clima e' differente, bisogna cambiare i vestiti). E' quindi necessario cambiare completamente il corpo se si vuole andare sui pianeti spirituali Vaikuntha. Per recarsi su uno di questi pianeti e' necessario lasciare sia il nostro corpo sottile che quello fisico, poiche' bisognera' raggiungere l'Universo d'antimateria in una forma totalmente spirituale. Questo cambiamento di corpo avra' luogo automaticamente alla morte se lo desideriamo, ma avremo questo desiderio soltanto se lo coltiveremo durante la vita. Quando si agisce unicamente con lo scopo di godere della vita materiale, si radica in noi il desiderio di rimanere nell'Universo materiale, ma quando si pratica il bhakti-yoga, in noi si risveglia il desiderio di raggiungere il regno di Dio. Chi vuole prepararsi ad un viaggio facile verso l'Universo d'antimateria, dove la vita e' esente da nascita, vecchiaia, malattia e morte, deve adottare i seguenti principi: 1. Il discepolo serio deve accettare di seguire gl'insegnamenti di un maestro spirituale autentico, per essere istruito in modo scientifico. E' assolutamente impossibile realizzare l'Assoluto dipendendo solo dai propri sensi,materiali e difettosi. Devono essere spiritualizzati, cioe' impegnati al servizio di Dio sotto la guida d'un maestro spirituale. 2.Lo studente deve poi ricevere dal suo maestro spirituale l'iniziazione, che segna la prima tappa del suo cammino spirituale. 3. Il discepolo deve essere pronto a soddisfare in tutti i modi il maestro spirituale. Egli e' il puro intermediario tra Dio e il discepolo ed e' capace di guidarlo veso i Vaikuntha (pianeti spirituali) poiche' possiede le seguenti qualificazioni: a-Conosce perfettamente i metodi spirituali e le Scritture, come la Bhagavad-gita, lo Srimad-Bhagavatam, il Vedanta, le Upanishad, ecc... b-E' un essere realizzato che ha stabilito un contatto tangibile con il Signore Supremo. Puo', con la sua grazia, far progredire meravigliosamente colui che s'impegna in questa via. 4.Il discepolo deve porre al suo maestro delle domande pertinenti per allontanare tutte le incertezze dal suo cammino. Il maestro sapra' guidarlo, non in modo arbitrario, ma secondo i principi mostrati dai saggi che hanno raggiunto, essi stessi, la realizzazione in io. I nomi di queste autorita' sono rivelati nelle Scritture e bisogna seguirle sotto la direzione d'un maestro autentico, che non devia mai dalla strada che hanno tracciato. 5.Il discepolo deve sempre seguire le tracce di questi grandi saggi. Questa deve essere la sua condotta d'azione; senza cercare naturalmente d'imitarli superficialmente, egli deve procedere con sincerita' sulle loro orme, sempre tenendo conto dell'epoca e delle circostanze particolari. 6.Il discepolo deve essere pronto a cambiare le sue abitudini e ad agire secondo le istruzioni contenute nei libri autorevoli in materia di realizzazione spirituale. Deve liberarsi da ogni attaccamento e avversione con il solo scopo di soddisfare il Signore, seguendo cosi' l'esempio di Arjuna descritto nella Bhagavad-gita. 7. Deve vivere in un'atmosfera spirituale. 8.Deve accontentarsi di possedere solo il necessario per la sua sussistenza e non cercare invece di accumulare piu' dell'indispensabile. 9.Deve osservare i giorni di digiuno (come l'undicesimo giorno della crescita e del declino della luna). 10.Deve rispettare il Brahnana, i bhakta (servitore del Signore), l'albero baniano e la mucca (che fornisce il latte, alimento completo) Queste sono le regole preliminari del bhakti-yoga. In seguito se ne adotteranno gradualmente altre: 11.Evitare di commettere offese mentre si pratica il bhakti-yoga e si cantano i nomi del Signore. 12.Evitare la compagnia frequente di chi non pratica i bhakti-yoga. 13.Non accetare un esagerato numero di discepoli. Cio' significa che uno studente che ha seguito con successo le prime dodici regole puo' diventare egli stesso maestro spirituale, cosi' come uno studente normale puo' prendersi cura di una classe con un limitato numero d'allievi. 14.Non atteggiarsi a uomo erudito anche se si ha grande attitudine a citare passi di libri. E' sufficiente avere una solida conoscenza dei testi necessari, poiche' il sapere contenuto negli altri e' superfluo. La pratica regolare delle quattordici regole menzionate sopra permettera' al discepolo di mantenere il suo equilibrio mentale in qualsiasi circostanza, nella perdita come nel guadagno. Quando avra' raggiunto questo livello superiore, ne' lamento, ne' illusione lo affligeranno piu'. 15.Essere sempre rispettosi verso Dio, verso coloro che Lo servono co devozione e verso tutte le religioni. 16.Non tollerare mai che si bestemmi il Signore e i Suoi bhakta. 17.Non prendere parte a delle discussioni frivole su donne o sulla vita familiare altrui. 18.Non infliggere nessun dolore, ne' mentale, ne' fisico, agli altri esseri viventi, chiunque essi siano. Tra i diciotto punti menzionati sopra, le tre regole positive sono assolutamente essenziali per il discepolo determinato a progredire spiritualmente. Ci sono altre quarantaquattro regole, tra cui il Signore Caitanya ne scelse cinque, che sono le piu' importanti, tenendo conto delle circostanze attuali. 1-Vivere in compagnia dei bhakta Vivere in loro compagnia significa porre loro delle domande intelligenti e asoltarli attentamente; offrir loro del cibo ed accettarne in cambio; far loro doni e prendere tutto cio' che ci offrono. 2.Cantare o recitare il Santo Nome del Signore in qualsiasi circostanza Cantare il Nome del Signore e' una pratica di realizzazione facile e libera. Si puo' cantare uno qualunque degli innumerevoli Nomi del Signore in qualsiasi momento, facendo il possibile per evitare offese (per offese s'intendono tutti gli atti mentali, verbali o fisici che, secondo le Scritture, ostacolano il progresso spirituale del devoto Noi ci limitiamo qui a elencare le dieci piu' importanti: 1-ingiurare, criticare o invidiare i bhakta che hanno consacrato la loro vita alla propagazione dei Santi Nomi del Signore. 2-Separare la Persona Suprema dalla Sua Forma, dalle Sue Qualita' e dalle Sue Attivita', considerandole come materiali. Non riconoscere la Suprema Persona, Sri Krishna, come la Verita' Assoluta, mettere il Signore e i deva sullo stesso piano o, ancora credere nell'esistenza di numerosi dei. 3-Considerare il maestro spirituale come un uomo comune, voler mettersi al suo posto o trascurare le sue istruzioni. 4-Criticare o minimizzare le Scritture 5-Giuducare le glorie del Maha-mantra come esagerate o prenderle come un'invenzione. Interpretare o deridere i Santi Nomi del Signore. 6-Compiere coscientemente atti colpevoli contando sul canto del maha-mantra per annullare le conseguenze. 7-Ritenere che i riti, le austerita', la rinuncia e i sacrifici portino gli stessi frutti del canto del maha-mantra 8-Parlare delle glorie del maha-mantra agli infedeli e agli ignoranti che rifiutano di ascoltare 9-Essere disattenti durante il canto del maha-mantra 10-Rimanere attaccati alla vita materiale o disinteressarsi del maha-mantra anche dopo aver ascoltato le Sue glorie e compreso gli insegnamenti del maestro spirituale.) Il Signore Caitanya raccomando' il canto del maha-mantra (grande canto della liberazione). E' un metodo sublime che bisogna adottare nella nostra epoca per raggiungere il regno dell'antimateria.Questo canto di sedici parole e' formato da tee nomi HARE, la potenza interna di Dio; KRISHna, L'"Infinitamente Affascinante", nome originale di Dio; RAMA, il "Ricettacolo di tutta la Felicita'", altro nome del Signore. Il maha-mantra: Hare Krishan, hare krishna, krishna krishna, hare hare/ hare rama, hare rama, rama rama, hare hare puo' essere cantato o recitato su una corona. 3-Ascoltare gl'insegnamenti spirituali della Bhagavad-gita Questo e possibile grazie alle conferenze pubbliche tenute dai bhakta e alle traduzioni fedeli della Bhagavad-gita 4-Abitare a Mathura (Vrindavana) luogo di nascita di Sri-Krishna Si puo' rendere la propia casa santificata come Mathura, installando la Forma arca del Signore. Dopo essere stati iniziati dal maestro spirituale, tutti i membri della famiglia possono adorarla. 5-Adorare con amore e devozione la Forma Arca dopo che e' stata installata, affinche' l'atmosfera della casa diventi simile alla dimora del Signore. Il maestro Spirituale, che conosce quest'arte sublime, puo' mostrare al suo discepolo il metodo appropriato. Tutti, in qualsiasi parte del mondo, possono adottare queste cinque regole e cosi', seguendo questo semoplice metodo, ognuno puo' prepararsi a ritornare nell'Universo Spirituale, che e' la sua dimora. Per maggiori dettagli sulla pratica del bhakti-ypga, si consiglia di leggere le seguenti opere: il bhakti-rasamrta-sindhu di Rupa Gosvami, il Caitanya-caritamrta di krishnadasa e naturalmente la Bhagavad-gita e lo Srimad-Bhagavatam. Questo passaggio nell'Universo spirituale e' possibile solo dopo essersi liberati gradualmente del corpo fisico e del corpo sottile che avvolgono l'anima. I cinque principi del bhakti-yoga, menzionati sopra, sono cosi' pregni di potenza spirituale che, chi li segue sinceramente, anche se e' un neofita, puo' molto rapidamente raggiungere lo stadio di bhava, prime emozioni d'amore divino sentite a livello spirituale che trascendono le facolta' mentali. Un completo abbandono nell'amore per Dio produce un cambiamento psicologico che ci permettera' di penetrare nell'Universo spirituale immediatamente dopo aver lasciato il corpo materiale. Come il ferro, messo a contatto col fuoco, cessa la sua funzione di ferro per agire come fuoco, cosi', anche nel suo corpo di materia, il bhakta, grazie al suo contatto d'amore con Dio, e' situato su un piano completamente spirituale. Ci si deve impegnare nel bhakti-yoga con determinazione e sforzarsi di consolidare questa determinazione vivendo in compagnia di grandi bhakta e ricordarsi dei loro insegnamenti. Tutti gli ostacoli svaniranno allora in un lampo e il discepolo attraversera' i differenti livelli di realizzazione spirituale che lo renderanno consapevole del suo avanzamento, sviluppando il suo sincero attacamento al Signore. Il bhakti-yoga e' il metodo che permettera' a tutti di ravvivare l'amore per Dio, primo dovere degli esseri dotati di forma umana. I bhakti-yogi Nella storia ci sono esempi di grandi personaggi, saggi e re, che raggiunsero la perfezione piu' alta con il bhakti-yoga. Molti l'ottennero praticando anche una soltanto delle nove attivita' che costituiscono il bhakti-yoga. 1-L'imperatore Pariksit ascoltando lo Srimad-Bhagavatam da Sukadeva Gosvami 2-Sukadeva Gosvami recitando, senza alterarlo, il messaggio spirituale che aveva ricevuto dal suo illustre padre Srila Vyasadeva. 3-Prahlada Maharaja ricordandosi costantemente del Signore sotto la guida del grande santo Narada Muni. 4-Laksmi, la dea della fortuna, servendo i piedi di loto del Signore. 5-Prthu Maharaja, adorando il Signore. 6-Akura, pregando il Signore. 7-Hanuman, famoso servitore del Signore Ramacandra, ubbidendo ai Suoi ordini 8Arjuna, grande guerriero, legandosi in amicizia con il Signore 9- Bali Maharaja', offrendo tutto cio' che aveva al Signore, anche la vita. Singolarmente o nel loro insieme, queste attivita' sono tutte assolute e non valutabili da un punto di vista quantitativo e qualitativo, sebbene a livello spirituale esista la varieta'. L'imperatore Ambarisa esegui' tutte le nove attivita' e raggiunse anch'egli la perfezione. Offri' tutti i suoi pensieri ai piedi del Signore, la voce per descrivere l'Universo spirituale, le mani per pulire il Suo tempio, le orecchie per ascoltare con sottomissione le parole di Sri Krishna, gli occhi per contemplare la Forma arca del Signore, il corpo per toccare il corpo dei santi bhakta, le narici per apprezzare il profumo dei fiori offerti a krishna, la lingua per asaporare il cibo offerto a Lui, le gambe per recarsi al Suo tempio sacro e tutte le energie della sua vita per servire il Signore senza desiderare nessuna sodisfazione personale. Tutti questi atti gli permisero di raggiungee la perfezione piu' alta della vita, che supera tutto cio' che la scienza materiale puo' raggiungere. E' dunque importante per tutti impegnarsi in queste attivita' spirituali, perche' la perfezione della vita e' il solo scopo dell'essere umano. Purtroppo, nella civilizzazione moderna, l'uomo crede di non avere altri doveri che verso il proprio Paese. In verita', questi doveri sociali, nazionali, umanitari hanno un'importanza fondamentale solo per coloro che non svolgono i propri doveri spirituali. Fin dalla nascita l'uomo ha non soltanto obblighi verso gli esseri superiori che dirigono le forze della natura, ma anche verso i grandi saggi che hanno lasciato dietro di loro immensi tesori di sapienza e, con l'esempio, il cammino da seguire. Numerosi sono anche gli obblighi verso i suoi antenati, i membri della sua famiglia e molte altre persone ancora. Ma quando compie il suo dovere, quello di raggiungere la perfezione spirituale, contemporaneamente svolge anche tutti gli altri alla perfezione senza dovere fare sforzi separati. Il servitore di Dio non e' mai causa di disturbo per la societa', ma, al contrario, vi apporta grandi benefici. Poiche' non e' attratto a nessuna azione impura, il bhakta puo' rendere servizi inestimabili e disinteressati alla societa', per la pace e la prosperita' di tutti. E anche se accade che commette un errore, il Signore l'aiuta a correggerlo rapidamente. Il bhakta non ha bisogno di rinunciare a tutto per vivere come un eremita, ma puo' praticare il bhakti-yoga anche mantenendo la sua posizione nella societa'; egli rinuncia automaticamente ad un sistema di vita inferiore senza dover fare nessuno sforzo inutile. Quest'arte spirituale, il bhakti-yoga, e' il piu' grande dono che i saggi indiani hanno fatto al mondo. Chiunque sia nato in India, in particolare, ha il dovere di rendere la sua esistenza perfetta adotando i principi di questa grande scienza e di comunicarli poi a tutti quelli che ignorano ancora la meta della vita. La societa' umana e' destinata a raggiungere questo grado di perfezione aumentando gradualmente la conoscenza sulla Verita'. Molti saggi dell'India hanno gia' raggiunto questo livello; perche' gli altri dovrebbero ancora attendere migliaia di anni per pervenirvi? Perche' non informarli immediatamente, affinche' possano risparmiare tempo ed energie e trarre i miglior profitto da una forma di vita che hanno ottenuto solo dopo milioni di rinascite?
Lo studente deve ricevere l'iniziazione dal suo maestro spirituale e seguire le sue istruzioni...
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