AC. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

 un libro on-line

 

ANTIMATERIA ED ETERNITA'

di Sua Divina Grazia AC. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

 

CAPITOLO TERZO

PRINCIPI DI VITA ED ETERNITA'

un romanziere russo scrisse che il progresso scientifico permettera' un giorno all'uomo di vivere eternamente. Questo romanziere non credeva evidentemente all'esistenza di Dio, Creatore Supremo. Noi accogliamo pertanto con piacere la sua idea partendo dal punto di vista che, in realta' il vero sapere scientifico, come lo descrive  la Bhagavad-gita, condurra' l'uomo nell'Universo spirituale dove la vita e' eterna. L'esistenza del Creatore supremo e onnipotente sono inimmaginabili e ben al di la' dei calcoli della scienza materiale. Ogni essere possiede una forma eterna, ora avvolta da strati di materia grossa e sottile; morire significa spogliarsi di questi rivestimenti provvisori, quindi non sfuggiremo mai alla morte fintanto che saremo prigionieri di un corpo materiale. Lo scritore russo puo' dare libero corso alla sua immaginazione, come tuti i romanzieri, ma nessun uomo intelligente, che possieda anche la minima conoscenza delle leggi naturali, potra' mai sostenere che l'uomo puo' vivere eternamente in questo mondo.

LA LEGGE DELLA VITA MATERIALE

Si puo' capire il corso della natura materiale osservando semplicemente un frutto. Il frutto si sviluppa dal fiore, cresce su un ramo, diventa ogni giorno piu' maturo finche' cade e si decompone nella terra. Lascia un seme che, a sua volta, diventa un albero e produce numerosi frutti che, col passare del tempo, seguiranno lo stesso destino.

Il corpo dell'essere umano segue un'evoluzione analoga. L'uomo prende la sua forma organica nel grembo di una madre immediatamente dopo il rapporto sessuale ed ingrandisce a poco a poco nell'utero. Dopo la nascita cresce, diventa bambino, adolescente, adulto, poi vecchio, infine s'indebolisce e muore. Non c'e' dunque differenza tra l'evoluzione organica dell'uomo e quella del frutto. Come il frutto, anche l'uomo lascia dietro di se' dei semi, i figli, ma il suo corpo di materia non puo' esistere eternamente. Questa e' la legge della natura. Come ignorarla? Nessuno scienziato, per quanto abile sia, puo' mutare il corso della natura, cosi' come nessun astronomo puo' deviare l'orbita dei pianeti; l'uomo puo' creare, tutt'al piu', delle imitazioni di pianeti: i satelliti artificiali. I bambini rimarranno forse impressionati ed atribuiranno una grande importanza agli ideatori di questi satelliti, ma l'uomo intelligente dovrebbe piuttosto volgere la sua attenzione verso il Creatore dei veri corpi  celesti, come il sole, le stelle e i pianeti, il cui numero e' talmente elevato che nessun scienziato e' in grado di calcolarlo. Se un satellite ha un creatore, e' logico che gl'immensi pianeti abbiano anch'essi un creatore. Se ci vogliono tanti cervelli scientifici per costruire e mettere in orbita  un satellite artificiale, quanto dev'essere perfetto il cervello di chi ha creato le galassie di stelle e le mantiene nelle loro orbite? Ma gli atei, che non hanno conoscenza del Creatore supremo, non sanno mai dare risposte soddisfacebti.

Essi avanzano alcune teorie sulla creazione che portano infine a svariate dichiarazioni: "E' dificile da capire"; "non possiamo concepirlo, ma e' molto probabile"; "e' incomprensibile" etc. Non fanno che esprimere delle ipotesi che essi poggiano su delle induzioni errate, per il semplice fatto che non attingono a fonti d'informazione valide. La Bhagavad-gita ci da', al contrario, notizie solide e autentiche. Se noi accettiamo questo libro come testo auterevole, e' perche' fu accettato come tale dai grandi filosofi dell'India, come Sankaracarya, Sri Ramanujacarya, Sri Madhvacarya, Sri Catanya Nahaprabhu, etc. La Bhagavad-gita dichiara che tutte le forme (esseri e cose) che compongono il mondo materiale sono destinate a morire e a decomporsi, qualunque sia la durata della loro vita.

Ogni forma materiale e' soggetta alla legge del cambiamento, sebbene l'energia materiale si conservi nel suo perpetuarsi. Quindi tutto e' eterno in realta', ma, in questo mondo, la materia prende forma, poi subisce il suo processo di trasformazioni successive (permane per qualche tempo, giunge alla maturita', invecchia, deperisce, infine muore).Ecco il destino di tutte le cose composte di elementi materiali. I materialisti hanno suggerito che c'e', al di la' del mondo materiale, "un'altra forma", lontana dai limiti della visibilita', a noi estranea e inconcepibile. Questa non e' che una confusa definizione dell'Universo Spirituale. Ma il principio dell'anima ci e' molto piu' vicino: esiste in ogni essere. Quando l'anima lascia il corpo, questo viene privato della vita; infatti e' proprio la particella spirituale, presente nel corpo di un bambino, che gli permette di crescere. Questo sviluppo s'interrompe nel momento in cui l'anima lascia il corpo, poiche' la materia passa da una forma all'altra solo quando e' in contatto con l'anima.

L'Universo intero si sviluppa cosi': emana dall'energia dell'Essere Supremo e si manifesta sotto forme gigantesche come il Sole, la Luna, la Terra, etc. I quattordici gruppi di sistemi planetari (descritti nei Veda) sono tutti retti da questo principio, sebbene siano differenti di dimensioni e di qualita'.

E' dunque la forza spirituale che crea, ed e' solamente grazie alla sua presenza che lo sviluppo, il movimento e la trasformazione hanno luogo nell'Universo.

La vita non e' generata da una semplice reazione chimica, come pretendono certi scienziati. L'interazione dei diversi elementi della materia e' messa in movimento da un Essere Superiore che crea dei corpi destinati a diventare l'abitacolo dell'energia spirituale. E' l'Essere vivente che muove la materia come desidera. Non si sono mai visti dei materiali da costruzione unirsi insieme per prendere all'improvviso la forma di una casa, ma e' l'essere vivente che manipola la materia per costruire la sua dimora. La materia non e' un aggregato di elementi, e' l'anima che la muove. Soltanto la gente di vedute limitate rifiuta questa conclusione. Non bisogna lasciarsi confondere dalla forma gigantesca dell'Universo materiale, ma si deve piuttosto imparare a discernere, dietro tutte queste manifestazioni, l'esistenza di un'intelligenza Suprema.

Il possessore di questa intelligenza e' l'Essere Supremo, il Creatore ultimo: Dio, Sri Krishna.

Le opere vediche, ed in particolare la Bhagavad-gita, ci danno una dettagliata descrizione del Creatore.

La Bhagavad-gita nega totalmente che la vita "arriva da sola" grazie ad una combinazione favorevole tra certe sostanze psichiche e chimiche.

"O figlio di kunti, alla fine di ogni vita di Brahma, tutte le cose entrano in Me e, quando Brahma rinasce, Io creo di nuovo. L'ordine cosmico intero e' sotto i Mio controllo. Per Mia volonta' si manifesta e per mia volonta' e' distrutto. Sotto la Mia direzione la natura materiale produce tutti gli esseri, mobili ed immobili".

(Bhagavad-gita, lX.7-8-9-10)

Krishna afferma cosi' che Egli e' il Maestro di tutto cio' che esiste.

Perche' gli scienziati non restituiscono la vita ad un uomo morto, se si vantano di poter creare l'energia vivente in un laboratorio con la combinazione di alcuni elementi psichici e chimici? Eppure un corpo umano fornisce loro tutti gli elementi materiali necessari ! Gli scienziati devono comprendere definitivamente che l'energia vivente, cioe' la forza spirituale, non puo' essere generata dalla materia, in qualunque modo la si manipoli, ma che entra nella materia sotto la direzione di Dio,  la Persona Suprema.

Ai giorni nostri, i Russi e gli Americani sono senz'altro nei vari rami della tecnologia, ma purtroppo sono infinitamente meno avanzati nella scienza spirituale. Bisognera' che essi approfondiscano un giorno questa scienza se desiderano rendere la societa' umana in grado di raggiungere il vero progresso. 

Gli stessi Russi ignorano che la filosofia comunista e' perfetamente descritta nello Srimad-Bhagavatam. Questo libro insegna che tutte le ricchezze esistenti, risorse naturali, agricole e minerarie, sono concesse dal Creatore ultimo ed ogni essere ha il diritto di prenderne solo la parte che gli spetta. Vi si aggiunge anche che un uomo non deve possedere piu' di quello di cui ha bisogno per il buon funzionamento del proprio corpo e che se desidera o prende piu' della sua parte, sara' punito. E' detto anche che gli animali devono essere trattati come figli.

Siamo convinti che nessuna politica puo' descrivere il comunismo in modo cosi' perfetto come lo Srimad-Bhagavatam.

Gli esseri differenti dagli uomini possono essere trattati come fratelli o come figli soltanto se si ha una concezione completa del Creatore e della vera natura di ogni essere vivente.

L'eternita' dell'essere

Il desiderio d'immortalita' che hanno sempre avuto gli uomini si puo' realizzare soltanto nell'Universo dell'antimateria. Questo desiderio e' ill sintomo della nostra vita spirituale ancora addormentata e il raggiungimento di questa vita eterna dovrebbe essere la meta della civilizzazione umana. Con il bhakti-yoga ogni essere puo' realizzare la perfezione della vita e ritornare nell'Universo spirituale. Il bhakti-yoga, religione eterna dell'uomo, e' una grande scienza spirituale su cui l'India ha prodotto numerose opere. Nel momento in cui la scienza materiale ha preso il sopravvento su tutti gli altri campi (compreso quello religioso) sareebbe molto costruttivo vedere i principi del bhakti-yoga confermati dagli scienziati moderni.

Il dottor Sri Radhakrishnan dichiaro' in una conferenza religiosa mondiale che la religione non sarebbe stata accettata dalla civilizzazione moderna se non fosse stata accettata dalla scienza.

Noi siamo felici di rispondere che il bhakti-yoga puo' essere messo alla prova: chiunque lo pratichi sinceramente puo' rendersi conto dell'esistenza dell'anima, situata nel cuore di ogni essere e che tutti sono eternamente legati al Signore Supremo.

Sriman Ramanujacarya definisce la parola sanatana (eterno) come cio' che non ha inizio, ne' fine.

Quando parleremo quindi del sanatana-dharma (religione eterno) queste caratteristiche le saranno applicate. A designare cio' che non ha inizio, ne' fine non puo' essere certo un concetto chiuso e settario, limitato da frontiere. Le varie confessioni religiose possono avere un inizio negli annali dell'uomo, ma il sanatana-dharma non ha origine nella storia, fa eternamente parte dell'essere vivente. Alla luce della scienza moderna, sara' possibile constatare che il sanatana-dharma e' l'attivita' principale di tutti gli esseri dell'Universo.

Un uomo puo' appartenere ad una particolare fede, cristiana, buddista, induista, musulmana o ad altre confessioni. Questo e' dovuto, in generale, al fatto che e' nato in una certa epoca, in un luogo determinato e che si e' trovato in circostanze particolari, ma queste designazioni non sono definitive. Un indu' puo' diventare musulmano, un musulmano cristiano o buddista, etc.. Rimarra', in ogni circostanza, il fatto che dovra' servire sempre qualcuno. Il sanatana-dharma non e' un dogma temporaneo che si pratica per qualche tempo; ma il compagno costante dell'essere vivente.

Poiche' l'essere umano non e' autonomo, deve sempre dipendere da altri e quindi sottomettersi a diverse persone o strutture. L'attitudine a servire che deriva da questa dipendenza e' insita nell'essere umano come la liquidita' e' insita nell'acqua. Si serve sempre qualcuno, o gli altri o i nostri sensi, ma la perfezione di questa tendenza naturale e' il servire Dio. Questo servizio offerto al Signore e' il sanatana-dharma.

Ci sono numerosi riferimenti ai principi del sanatana-dharma nella Bhagavad-gita dove Krishna aferma (Bg. Vll,10) che Egli e' la sorgente originale di tutte le cose e che Egli e' dunque sanatanam. Le Upanishad descrivono la sorgente di tutto cio' che esiste come il Tutto completo; sebbene le Sue innumerevoli emanazioni siano anch'esse complete in se stesse, la sorgente sanatana originale non diminuisce e non cambia mai grazie alla Sua natura immutabile. Tutto cio' che muta sotto l'influenza del tempo o delle circostanze non e' sanatana; invece la fonte di tutti gli elementi, animati ed inanimati, esiste senza che la Sua forma e le Sue qualita' diminuiscano.

Il Signore Si dichiara Padre di tutte le specie di vita e afferma che tutti gli esseri sono Sue parti infinitesimali. La Bhagavad-gita (Canto del Signore) e' dunque destinata a tutti, poiche' rivela la natura sanatana del Signore Supremo, della Sua dimora (al di la' dell'Universo materiale) e di quella di tutti gli esseri viventi.

La Bhagavad-gita afferma che il mondo materiale pullula di sofferenze, riconducibili alla nascita, malattia, vecchiaia e morte; soltanto nella dimora del Signore Supremo, il sanatana-dharma, vi e' assenza totale di sofferenza. La' non c'e' nessun bisogno della luce del sole, della luna o del'elettricita', i pianeti sono autoluminosi, la vita e' eterna, tuta felicita' e conoscenza. Tutti gli esseri devono dunque ritornare alla loro vera dimora, l'Universo spirituale, per vivere in compagnia del sanatana purusha, Sri Krishna. Nessuno deve ostinarsi a rimanere legato a questa Terra dove c'e' ben poca felicita' ! Soltanto gli uomini meno intelligenti fanno dei piani per potersi elevare ai piani superiori e ricavare dalle loro pratiche religiose solo benefici di breve durata. L'uomo intelligente abbandona ogni attivita' pseudo-religiosa e, prendendo direttamente rifugio ai piedi di loto di krishna, riceve la Sua completa protezione.

Il sanatana-dharma, l'attivita' eterna dell'essere vivente, e' dunque il bhakti-yoga, grazie al quale tutti possono conoscere il Signore e ritornare nel Suo regno eterno, il sanatana-dharma, perche' non c'e' nesuna barriera per chi vuole adottare questi principi eterni espressi nella Bhagavad-gita.

L'umanita' deve dunque ben utilizzare questa facile via, cosi' preziosa in un'epoca in cui gli uomini soffrono nell'oscurita' del materialismo. Con la loro scienza hanno scoperto la bomba atomica, ma se scoppiera' una guerra, che cosa accadra' alla razza umana? Il solo rifugio per l'umanita' e' nel sanatana-dharma, che le indichera' lo scopo finale della vita e le offrira' la possibilita' di un facile viaggio verso i pianeti dell'Universo d'antimateria. Perche' quindi non scegliere di vivere in compagnia di Dio e godere di una felicita' e di una conoscenza assolute?