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Narottam Das Thakur fu
l'incarnazione degli insegnamenti Gaudiya. Egli comunicò l'amore per Dio
mediante i suoi memorabili versi e visse quest'amore nello stesso
sentimento poetico. Egli fu il devoto perfetto, il tipico messaggero del
Divino, le cui caratteristiche i Sei Gosvami descrivevano ogniqualvolta
la loro penna toccava una foglia di palma. Più di Srinivas e Syamananda,
Narottam viene ricordato come il Gaudiya superlativo, forse perchè le
concezioni filosofiche ultime del Vaisnavismo Gaudiya si riflettono in
ogni suo canto. Di conseguenza, le imprese di Narottam sono state
pienamente riconosciute dagli storici e dagli osservatori della
tradizione Gaudiya.
Non è possibile descrivere con precisione i meriti di Narottam, ma il
noto storico Bengali Ramakanta Chakravarti ha riassunto perfettamente le
sue maggiori imprese nel suo classico della cultura Bengali:
"L'importanza di Narottam Datta nella storia del movimento vaisnava
post-Caitanya in Bengala può essere difficilmente compresa in tutto il
suo valore. Egli operò all'unisono con Srinivas Acarya per l'istituzione
della dottrina di Vrindavana in Bengala. Fu uno degli organizzatori
principali del festival di Kheturi in cui il punto di vista della
dottrina di Vrindavana dominò alla fine sugli altri... Narottam Datta e
i suoi discepoli derisero spavaldamente le caste. Egli fu eminente
sudra-guru di molti brahmana e insieme ai suoi discepoli diffuse il
Vaisnavismo a Murshidabad e a Rajshoy. Fu anche autore di numerose opere
in cui vengono chiaramente delineati i suoi ideali spirituali. Talmente
grande fu la sua autorità che persino i sahajiya devianti si servirono
del suo nome per scrivere alcune opere settarie."
Due importanti eventi collegati a Narottam Das Thakur ne accelerano
l'apparizione. Il primo è l'apparizione in questo mondo di Lokanath
Gosvami e il secondo è la predizione di Sri Caitanya Mahaprabhu sulla
nascita di Narottam. Uno studio sulla vita di Narottam sarebbe
incompleto senza un'analisi approfondita di questi due episodi.
LOKANATH GOSVAMI
Lokanath Gosvami era figlio di Padmanabha Chakravarti e Sita-devi e
nacque in un piccolo villaggio di nome Talakhadi nel Distretto di
Jessore, nel Bengala Orientale. Secondo alcune fonti egli fu compagno di
scuola di Caitanya Mahaprabhu a Navadvip. Quando Lokanath era molto
giovane, forse negli anni dell' adolescenza, Mahaprabhu lo inviò a
Vrindavana insieme a Bhugarba Gosvami per riscoprire i luoghi di
pellegrinaggio legati ai passatempi di Krishna. Era un progetto
importante. Il trascorrere del tempo e l'invasione delle potenze
straniere avevano nascosto molti templi dell'area di Vrindavana. Il
desiderio di Caitanya Mahaprabhu di recuperare questi luoghi perduti non
nacque quindi quando inviò Rupa e Sanatana in quei sacri luoghi ma molto
prima, con l'invio di Lokanath.
Caitanya Mahaprabhu inviò Lokanath con Bhugarba poiché nella Sua
onniscienza sapeva che essi erano grandi amici sia in questa vita che
nei lila eterni di Krishna. Oltre a ciò, la loro posizione nei lila di
Krishna li metteva in grado di riconoscere l'esatta localizzazione dei
numerosi luoghi di pellegrinaggio.
Secondo il Gaura-ganoddesha-dipika, Lokanath e Bhugarba nella loro vita
precedente erano rispettivamente Lila Manjari e Prema Manjari. Altre
fonti sostengono che fossero Manjulati Manjari e Nandi-mukhi.
Probabilmente arrivarono a Vrindavana nel 1509 circa e vi rimasero per
il resto della loro vita. Le maggiori imprese di Lokanath Gosvami a
Vrindavana comprendono la costruzione del tempio di Gokulananda (oggi
uno dei sette templi principali di Vrindavana), l'installazione della
Divinità di Radhavinode e infine l'iniziazione di Narottam Das Thakur.
Infatti, quando Caitanya Mahaprabhu inviò Lokanath a Vrindavana, lo
avvertì che un giorno Narottam sarebbe arrivato ed egli lo avrebbe
iniziato alla tradizione Gaudiya. Questa era la volontà di Sri Caitanya.
ALLA RICERCA DI CAITANYA MAHAPRABHU
Secondo la leggenda Lokanath non lasciò mai Vrindavana ma c'è una storia
ben documentata secondo la quale egli la lasciò per andare alla ricerca
di Caitanya Mahaprabhu. Accadde circa un anno dopo il suo arrivo.
Avendo saputo che Caitanya Mahaprabhu aveva preso il sannyasa, Lokanath
venne sopraffatto dalla stessa confusione che aveva sommerso il padre di
Srinivas, Caitanya das, e parti immediatamente per vedere Sri Caitanya
nell'ordine di rinuncia appena adottato. Per raggiungere Puri, egli
percorse lunghi e ripidi sentieri attraverso la foresta di Jarikhanda.
Finalmente arrivò dopo parecchie settimane, ma solo per scoprire che Sri
Caitanya era partito per il sud dell'India. Lokanath allora si diresse a
sud e per molti mesi cercò di ritrovare il Signore. Dopo qualche tempo
venne a sapere che Caitanya Mahaprabhu era ritornato a Puri. Seguendo il
suo Maestro, anche Lokanath si diresse a Puri: questa volta, pensava,
avrebbe finalmente incontrato Sri Caitanya. Sulla strada per Puri seppe
però che Sri Caitanya si trovava a Vrindavana. Allora Lokanath tornò a
Vrindavana, ma quando vi arrivò gli dissero che Caitanya Mahaprabhu era
appena partito, e che sulla strada per Puri sarebbe passato per Prayag e
Benares.
Lokanath non intendeva darsi per vinto ma Mahaprabhu gli apparve in
sogno e gli disse che non doveva perdere così il suo tempo. Doveva
restare a Vrindavana, disse Sri Caitanya, perché sarebbe stato per lui
un tormento vedere il suo Signore nelle vesti severe di una persona
rinunciata. Pieno di compassione per il Suo devoto Lokanath, Sri
Caitanya gli chiese di trovare conforto ricordando la loro profonda
relazione e meditando su di Lui e sui giorni trascorsi insieme a
Navadvip prima che Lui prendesse il sannyasa. Subito dopo aver fatto
questo sogno, Lokanath Gosvami divenne ancora più determinato ad
iniziare il ritrovamento dei luoghi santi.
Così fece, ma non riusci a fare molto prima dell'arrivo di Rupa e di
Sanatana. In retrospettiva, sembra che il suo ruolo principale a
Vrindavana sia stato quello di vaisnava più anziano, una guida per i
devoti più giovani. Inoltre Lokanath Gosvami si preparò all'arrivo di
Narottam das Thakur che lo avrebbe infine accettato come guru.
"O NAROTTAM! O NAROTTAM!"
Quando Caitanya Mahaprabhu decise di andare da Puri a Vrindavana, si
fermò nel villaggio di Ramakeli per incontrare Rupa e Sanatana. In
questa circostanza, Sri Caitanya guardò le profonde acque azzurre del
fiume Padma, situato di fronte al villaggio di Kheturi nel Bengala
Occidentale, e cominciò a gridare intensamente: 'O Narottam! O Narottam!'.
Nityananda Prabhu, compagno costante di Sri Caitanya, non ne fu
sorpreso. Sri Caitanya aveva già pronunciato in parecchie occasioni
questo nome nel corso di kirtan particolarmente vivaci. Per questa
ragione i Suoi devoti più intimi sapevano che presto avrebbe preso
nascita una grande personalità perché Narottam significa letteralmente
'la persona più eccelsa'.
Questa volta, però, Sri Caitanya gridava il nome di Narottam sommerso
dalla gioia. Le lacrime fluivano dai Suoi occhi con una forza
incontrollabile mentre correva avanti e indietro come un pazzo.
Nityananda Prabhu era preoccupato per la Sua salute. Non aveva mai visto
il suo Maestro raggiungere un tale livello irrefrenabile, né Lo aveva
mai visto versare lacrime d'amore con tale veemenza, quasi forzandoSi di
perdere conoscenza. Sri Caitanya rivelò la ragione della Sua intensa
estasi: 'Nityananda, Narottam nascerà presto a Kheturi-gram, oltre il
Padma. Ciò avverrà quando saremo ancora in vita. Il kirtan è tutta la
Mia vita e Narottam lo sosterrà. A Kheturi (Garer-hata), egli assorbirà
il Mio kirtan-rasa con tutto il Mio amore. Sono ansioso che questo
avvenga. Per ora, depositerò il Mio intenso amore nel Padma e quando
verrà Narottam e vi si bagnerà, il Padma trasferirà su di lui il Mio
amore'.
Il mattino seguente, Sri Caitanya, Nityananda Prabhu e i devoti riuniti
fecero un estatico kirtan. Nityananda preavvertì tutti i devoti che Sri
Caitanya avrebbe depositato il Suo amore nel Padma e che di questo amore
si sarebbe un giorno impossessato un importante devoto di nome Narottam.
Dopo il kirtan i devoti andarono a bagnarsi e quando Sri Caitanya entrò
nel Padma, le acque cominciarono a straripare, incapaci di contenere il
divino prema che Sri Caitanya vi stava depositando. In quel momento, si
dice che il Padma personificato sia apparso a Sri Caitanya e ai Suoi
devoti. Il Padma chiese al Signore: 'So che Tu vuoi che io consegni
quest'amore a Narottam. Ma come farò a sapere quando verrà? Come potrò
riconoscerlo?'.
Sri Caitanya rispose: 'Quando qualcuno entrerà nelle tue acque e le farà
straripare, come ho appena fatto, e quando questa personalità ti
procurerà una gioia immensa - egli sarà Narottam". Padmavati sorrise,
offri i suoi omaggi e ritornò nella sua forma acquatica. Nityananda
Prabhu era incantato dalla bellezza di questa scena sulle sponde del
Padma e disse a Sri Caitanya che gli sarebbe piaciuto fermarsi lì. Sri
Caitanya rispose che un giomo vi sarebbe ritornato perché sarebbe stato
compito di Nityananda portare Narottam al Padma al momento giusto.
Nityananda Prabhu è la personificazione del Guru-tattva e avrebbe quindi
naturalmente guidato Narottam al fiume dove lo attendeva il divino
tesoro dell'amore per Dio.
NASCITA E INFANZIA
Intorno all'anno della scomparsa di Sri Caitanya, nel 1534, in un giorno
di luna piena del mese di Magh (Gennaio-Febbraio), apparve in questo
mondo Narottam Das. Come aveva predetto Sri Caitanya, egli nacque a
Kheturi (nella frazione di Garer Hata) che si trova a circa settantadue
miglia a nord-est dell'attuale Rampur Vojalijar, nel Distretto di
Rajashoy del Bengala Orientale (ora Bangladesh). Suo padre era un grande
re di nome Krishnananda Datta mentre il nome di sua madre era
Narayani-devi. Essi erano favolosamente ricchi e di casta kayastha e
crebbero il bambino come un nobile principe.
Durante la tradizionale cerimonia dell'anna prashanam, quando il piccolo
mangia per la prima volta dei cereali, i genitori di Narottam vennero
colti di sorpresa. Sembra che Narottam non volesse mangiare e voltasse
la testa, disgustato alla vista del cibo. Tuttavia, poco dopo, quando
arrivò un devoto vaisnava con del cibo simile ma offerto a Krishna,
Narottam lo mangiò con grande entusiasmo. Tutti i presenti capirono che
l'unica ragione per cui egli aveva inizialmente rifiutato i cereali era
che essi non erano stati offerti. Questo rivelava chiaramente
l'attitudine devozionale del bambino e i suoi genitori ne furono felici.
Col passare degli anni, Narottam diventò uno studente esemplare e imparò
a fondo tutte le materie umanistiche e i libri religiosi. La sua
attività preferita però era quella di sedersi ai piedi di un anziano
brahmana di nome Sri Krishnadas, che recitava quotidianamente i
divertimenti iniziali, centrali e finali di Sri Caitanya Mahaprabhu.
Narottam gustò queste storie nel corso di tutta la sua infanzia e decise
di votare la sua vita agli eterni principi del Vaisnavismo Gaudiya.
PREMA-TALI GHAT
Un giorno, appena adolescente, gli apparve in sogno Nityananda Prabhu
che gli disse: 'Domani, quando il sole comincerà a sorgere, dovrai fare
il bagno nel fiume Padma. In quel momento riceverai la totalità del
Gaur-prema, l'amore per Dio'. Quando Narottam si svegliò, obbedì
immediatamente alla richiesta di Nityananda Prabhu. Entrando nel Padma,
Narottam sentì sviluppare, dentro di sé, una totale trasformazione.
Proprio in quell'istante, Caitanya Mahaprabhu apparve dinanzi a lui e lo
abbracciò con affetto. Quando i loro corpi si unirono, egli sentì la
vera essenza di Sri Caitanya scendere nel profondo della sua anima. Si
dice che in quel momento la carnagione scura di Narottam abbia preso il
colore dell'oro fuso — il 'colorito caratteristico di Sri Caitanya. Oggi
molti pellegrini visitano il Prema-gath nel Bangladesh, il luogo in cui
si manifestò questo storico evento.
IL LAMENTO DEI SUOI GENITORI
Vedendo che Narottam non ritornava a casa, i suoi genitori inviarono un
gruppo di uomini a cercarlo ed essi lo trovarono che danzava
vorticosamente sulle rive del Padma. Chi era questo pazzo? Non era
certamente lo stesso Naru. Quando lo riportarono a casa i suoi genitori
stentarono a riconoscerlo. Non solo la sua pelle aveva cambiato colore;
ora piangeva come un adolescente malato d'amore. Questo non era un
pianto comune, ma le lacrime di un innamorato di Dio. l genitori di
Narottam sentivano che si trattava di qualcosa di questo genere. Sua
madre lo affrontò direttamente: 'Mio caro Naru! Che cosa ti è successo?
Perché piangi così sconsolato? Come posso aiutarti?'.
Narottam rispose: "Cara madre, questa mattina quando sono andato a fare
il bagno nel Padma, una Divinità dalla carnagione dorata — il Signore
Supremo — è entrata nel mio cuore. E' Lui la causa di queste lacrime. lo
sento il Suo amore ardente e sono separato da Lui. Se vuoi mitigare il
mio dolore, permettimi di partire per andare alla ricerca dei Suoi piedi
di loto". Poi, dopo averle espresso i suoi pensieri più profondi,
Narottam si recò nella sala del kirtana del palazzo e iniziò a cantare i
nomi del Signore in grande estasi: "Tutte le glorie a Sri Caitanya
Mahaprabhu, il Signore della mia esistenza!". Dopo aver cantato per
parecchie ore, svenne.
Il re Krishnananda, padre di Narottam, temeva che il suo Naru fuggisse
di casa per adottare l'ordine di rinuncia. Per il re sarebbe stato un
destino terribile — il suo unico figlio, l'erede al trono, che se ne
andava come se tutte le sue ricchezze fossero prive di valore.
Krishnananda aveva anche progettato un matrimonio per Narottam. Una vita
di rinuncia non era esattamente ciò che aveva in mente per il giovane
Naru. Per queste ragioni, il re Krishnananda mise i suoi uomini migliori
a guardia di Narottam, giorno e notte. Per ironia della sorte, spinto
dall'amore, il re fece di Narottam un prigioniero nella sua stessa casa
ma ciò nondimeno Narottam persisteva nella sua strana abitudine di
recitare giorno e notte i nomi di Caitanya Mahaprabhu e di Radha e
Krishna.
Dopo un po' di tempo, Krishnananda cominciò a perdere le speranze e
chiamò un esorcista per salvare il figlio "posseduto". L'esorcista disse
che il ragazzo soffriva di un comune problema respiratorio, che il suo
corpo doveva essere massaggiato con olio e che gli venisse servita in
pasto una volpe. Narottam rise di queste sciocchezze e spiegò che era
proibito uccidere gli animali e che ciò in realtà non avrebbe fatto
altro che peggiorare le sue condizioni. Il padre di Narottam si calmò ma
queste erano le situazioni imbarazzanti che il ragazzo doveva tollerare.
Giorno e notte, Narottam pregava: "Ti prego, mio Signore, Gauranga
Mahaprabhu, liberami da questo assurdo attaccamento alla vita di
famiglia e permettimi di servirTi in associazione con i vaisnava
elevati!". Questa ferma determinazione crebbe in modo così intenso che
gli impediva di dormire; la sua mente e il suo cuore erano completamente
immersi nei divertimenti e nella missione del Signore.
"VAI A VRINDAVANA...."
Una notte, quando Narottam riuscì ad addormentarsi, gli apparve in sogno
Caitanya Mahaprabhu. Dopo aver stretto tra le braccia Narottam, come era
accaduto quella mattina fatidica al fiume Padma, il Signore disse: 'O
Narottam, ho visto il tuo profondo desiderio di stare con Me e sono
rimasto talmente sopraffatto dalla tua intensa devozione che sono
ansioso anch'Io di stare con te. Ma prima voglio che tu vada a
Vrindavana, dove prenderai l'iniziazione dal Mio caro associato Lokanath
Gosvami'. Quando Narottam si svegliò, fu preso dall'amore in separazione
ancora più profondamente di prima. Notte dopo notte, cercava di dormire
ma il Signore gli permetteva di riposare solo sporadicamente, una notte
ogni tanto. Quando Narottoma riusciva a dormire, il Signore e i Suoi
associati gli mostravano in sogno la loro misericordia speciale,
permettendogli di entrare nel mondo spirituale e nei lila divini in cui
egli giocava un ruolo importante.
NAROTTAM FUGGE
Trascorsero alcuni mesi e la reputazione di Narottam, che tutti
consideravano un giovane ispirato da Dio, si diffuse in ogni angolo del
Bengala. Quando compì sedicì anni, lo Jaygirdar (un influente
governatore Mussulmano del distretto) chiese di vederlo perché
desiderava essere benedetto dal giovane Narottam. Krishnananda non
poteva opporre un rifiuto a una figura politica della levatura dello
Jaygirdar, ma era scettico: se avesse offerto a Narottam una seppur
minima possibilità di allontanarsi da casa, il giovane, preso
dall'entusiasmo, sarebbe corso a Vrindavana. Ciò nonostante,
Krishnananda si rendeva conto di non avere scelta.
Dopo aver raggiunto la corte dello Jaygirdar, Narottam trovò l'occasione
per fuggire: ora o mai più. Muovendosi di nascosto oltrepassò
furtivamente le guardie e corse verso la foresta, certo di trovare la
strada per la sacra terra di Vrindavana. Benché Navadvipa al confronto
fosse più vicina, egli andò nella direzione di Vraja, non solo perché
Mahaprabhu gli aveva ordinato di farlo ma anche perché Navadvipa sarebbe
stato il primo posto in cui le guardie lo avrebbero cercato.
Andare a Vrindavana comportava un lungo viaggio a piedi attraverso
l'India! Essendo figlio di un re, il suo corpo delicato e viziato
sopportava a fatica un viaggio cosi duro ed egli cominciò a patire la
fame e la fatica. Dopo tre giorni i suoi piedi morbidi cominciarono a
riempirsi di vesciche e a un certo punto egli svenne per la fatica.
Mentre Narottam si trovava in queste condizioni, Sri Caitanya apparve
davanti a lui nella forma di un brahmana dalla carnagione dorata e gli
diede un bicchiere di latte. Non riconoscendo nel brahmana lo Stesso Sri
Caitanya, Narottam si addormentò cadendo ancora una volta esausto.
Mentre dormiva, Rupa e Sanatana gli diedero coraggio apparendogli in
sogno: 'Narottam, presto le tue sofferenze termineranno. Mahaprabhu ti è
apparso e ti ha portato del latte perché tu possa nutrirti. Bevilo
subito e procedi per Vrindavana'. Egli si svegliò sentendo ancora
risuonare nel cuore le parole di Rupa e Sanatana e incominciò a piangere
di gioia.
Nei lila eterni di Krishna, la distribuzione di latte a Sri Radha e alle
gopi è uno dei servizi di Narottam nella sua forma di manjari, ma ora
Krishna, nella forma di Sri Caitanya, contraccambiava servendo del latte
al Suo puro devoto. Meditare sulle implicazioni di questo scambio
d'amore era tutto il nutrimento di cui Narottam aveva bisogno e con
rinnovato vigore egli si apprestò a continuare il viaggio alla volta di
Vrindavana.
IL FUOCO DELLA DEVOZIONE
Prima di lasciare il luogo in cui Sri Caitanya gli aveva servito del
latte, Narottam venne scoperto dalle guardie inviate dalla sua famiglia.
A quanto pare, Krishnananda aveva inviato molti uomini alla ricerca di
Narottam per riportarlo indietro e in effetti un gruppo di valenti
soldati trovarono il giovane fuggiasco. Quando essi gli chiesero il
perché della sua decisione, egli disse semplicemente che stava
diventando fedele come una brava moglie. 'Quando il marito muore, è
nostro costume che la moglie fedele lo segua nel fuoco (sati) e che
bruci con il suo corpo sulla pira funeraria', disse Narottam. 'Cosi
anch'io sto andando nel fuoco della devozione per Dio". 'Per spiegare
meglio l'analogia', continuò Narottam, 'quando una donna vuole mostrare
la sua devozione al marito in questo modo estremo, è naturale che i suoi
amici cerchino di fermarla non permettendole di entrare nel fuoco'.
'lo capisco quindi che voi non vogliate che io entri nel fuoco della
coscienza di Dio", concluse Narottam, 'ma dovreste anche capire che io
non sarei un fedele servitore del mio Signore se non cercassi di entrare
in quel fuoco'. La semplice e poetica analogia di Narottam commosse a
tal punto le guardie che esse decisero di lasciarlo andare per la sua
strada e una di loro gli diede persino del denaro per le sue spese.
Questo è un piccolo esempio della potenza spirituale di Narottam e della
sua affascinante personalità.
ARRIVO A VRINDAVANA
Dopo questo episodio, Narottam arrivò nel luogo in cui nacque Krishna,
vicino a Mathura, e si bagnò nella Yamuna al Vishram Ghat. Quella notte,
egli incontrò un anziano brahmana che lo invitò a fermarsi nella sua
casa. Il brahmana informò Narottam che Sanatana, Rupa, Raghunath Bhatta,
Kashishvara Pandit e altri avevano di recente lasciato questo mondo per
ricongiungersi ai lila di Caitanya Mahaprabhu nel regno di Dio. Mentre
il brahmana parlava, Narottam scoppiò a piangere: aveva percorso tante
miglia con la speranza di poter incontrare tutte queste personalità
elevate. Meditando sulla morte prematura dei maestri che aveva tanto
idolatrato, egli svenne. Tuttavia le biografie concordano nell'affermare
che in quel momento tutte le anime elevate che Narottam desiderava
incontrare gli apparvero in una visione spirituale, e in effetti il
fortunato brahmana presso il quale Narottam si era fermato fu in grado
di ascoltare la maggior parte del colloquio che Narottam ebbe con queste
anime scomparse.
Furono Rupa e Sanatana a consolari o maggiormente, incoraggiandolo a
cercare Jiva Gosvami per studiare la filosofia Gaudiya. Quando alla fine
Narottam arrivò a Vrindavana, si recò subito al Govindadev Mandir. La
visione del magnifico tempio di Rupa Gosvami lo fece impazzire di gioia,
mentre il suo corpo esibiva gli otto sintomi estatici tra i quali il
pianto intenso, il rizzarsi dei peli sul corpo e il cambiamento di
colore. Ovviamente Jiva Gosvami era stato subito informato dell'arrivo
di questo nuovo sadhu e aveva capito che si trattava del Narottarn tanto
atteso. Sri Jiva raggiunse in gran fretta il tempio di Govindadev e
quando vide Narottam, ricordò subito Caitanya Mahaprabhu. Proprio in
quel momento arrivarono molti grandi mohant vaisnava chiedendo: 'Dov'è
Narottam? Dov'è Narottam?" e con immenso affetto tutti i devoti
indicarono il giovane santo sdraiato nel cortile del tempio in uno stato
simile alla trance. "Questo è il giovane Narottam'.
L'INIZIAZIONE DI NAROTTAM
Quando Narottam incontrò i devoti più avanzati di Vrindavana, restò
particolarmente colpito da Lokanath Gosvami le cui eccezionali doti di
umiltà e austerità erano note a tutti i vaisnava. Lokanath fu molto
gentile con Narottam e fece in modo che gli venisse servita una porzione
dell'offerta di cibo sacro vegetariano del tempio (prasadam). Poiché
Caitanya Mahaprabhu aveva rivelato in sogno a Lokanath la notte prima
che Narottam sarebbe arrivato il giorno seguente, Lokanath aveva
preparato del cibo che essi avrebbero potuto mangiare insieme. Durante
il pasto, Narottam raccontò a Lokanath tutta la sua storia.
Dopo avergli raccontato i principali avvenimenti della sua vita, egli
concluse dicendo: 'In verità io non ho alcun diritto di sedere con te e
di prendere questo cibo puro — non ho nemmeno un guru. A questa
affermazione, Lokanath Gosvami rise di cuore, ricordandogli: 'Tu hai
ricevuto la grazia diretta di Sri Caitanya Mahaprabhu. Egli è il guru
originale, il guru dell'universo. Hai già Lui, chi altro vuoi come
maestro? Egli ti ha dato l'amore divino, lo stesso amore che la maggior
parte dei devoti desidera ardentemente per tutta la vita. Tu possiedi
questo amore. A che serve avere un altro guru?".
Narottam rispose: "Prabhu, io sono un pover'uomo, privo di qualsiasi
qualità. I tuoi ordini sono tutta la mia vita ma se me lo permetti,
vorrei dirti qualcosa di più su questo argomento". Lokanath lo rassicurò
dicendogli di parlare pure liberamente. "E' vero che Mahaprabhu è
l'unico vero guru', disse Narottam, "ma allo stesso tempo Egli desidera
che tu sia il mio guru e mi ha chiesto di prendere da te l'iniziazione.
Il guru guida il suo discepolo nella vita spirituale pratica. lo sono
privo di visione spirituale e sento la separazione dal Signore. Per
questa ragione, ti prego di essere misericordioso'.
Lokanath rise all'insistenza di questo futuro discepolo e replicò: 'Le
Scritture raccomandano che il futuro discepolo canti regolarmente i
santi nomi di Krishna per almeno un anno e sviluppi nel suo cuore
l'attaccamento al santo nome', Lokanath, per umiltà, aveva fatto voto di
non accettare mai discepoli e ora che Sanatana e Rupa erano scomparsi,
egli soffriva per la loro perdita. Così per Narottam le cose diventarono
chiaramente più difficili.
Nondimeno, cantare non era un' attività sconosciuta a Narottam e quindi,
obbedendo agli ordini di Lokanath Gosvami, egli cantò sul japa per un
anno intero a Vrindavana. In questo periodo, Narottam ascoltò
regolarmente le conferenze di Lokanath Gosvami. Per umiltà si cibava
solo dei resti del cibo di Lokanath, poi ripuliva e svolgeva servizi
umili. Così trascorse un anno e Lokanath era ancora poco propenso ad
iniziare il suo degno discepolo. Narottam era totalmente dedicato a
Lokanath e usava ogni notte recarsi di nascosto vicino alla residenza di
Lokanath per pulire la zona in cui egli aveva evacuato. Una volta
Lokanath si nascose tra i cespugli e scopri che era Narottam a ripulire
la zona. Ciò nondimeno Lokanath rimase fedele al suo voto e non iniziò
Narottam.
Dopo un altro anno di servizio disinteressato, Lokanath fece un sogno
divino. Gli apparve Caitanya Mahaprabhu, che lo rimproverò per non aver
iniziato Narottam. 'Non ti avevo detto di iniziarlo'. Caitanya
Mahaprabhu insistette: 'Non continuare più con questa falsa umiltà'.
Lokanath ora sapeva che doveva iniziare Narottam. Poco dopo questo
avvenimento, Narottam avvicinò nuovamente Lokanath per chiedergli l'Ìniziazione.
Questa volta Narottam portò degli argomenti diversi: 'Sono come una
donna che ha già scelto suo marito", disse Narottam. "Il mio cuore è
sereno, privo di dubbi. La donna che ha preso questa decisione prega che
suo padre sia d'accordo sulla sua scelta". Lokanath restò commosso dalla
sincerità di Narottam e disse: 'La tua ferma determinazione ha superato
la mia, ma sarai l'unico discepolo che avrò'.
Per il resto della sua vita, egli rispettò questo voto, Lokanath iniziò
Narottam secondo le regole della Gaudiya sampradaya, dandogli il mantra
confidenziale di Radha-Krishna e il mantra Gayatri. Inoltre Lokanath
rivelò a Narottam la sua forma ontologica di Vilas Manjari (o, come a
volte viene chiamata, Champak Manjari) e gli spiegò quale era il suo
servizio nel mondo spirituale. In genere il guru non rivela così presto
tali aspetti esoterici della vita devozionale del discepolo. Lokanath
concluse l'iniziazione chiedendo a Narottam di prendere rifugio in Jiva
Gosvami per ulteriori istruzioni.
LA BOLLITURA DEL LATTE
Mentre i giorni passavano e con questi le settimane e i mesi, Narottam
cresceva spiritualmente, così come cresceva la sua reputazione in tutta
Vrindavana. Una notte gli apparve in sogno una divina vaisnavi che gli
disse: 'Dedica la tua vita ai piedi del tuo guru e fa qualunque cosa
egli ti chieda. Sono soddisfatta della tua sincerità e della tua
austerità e vedo che sei impegnato in un servizio molto confidenziale.
Quando al pomeriggio incontro Krishna nel kunja, vedo che le sakhi Lo
servono con la massima attenzione. Esse cucinano per Lui una
preparazione speciale a base di latte e Champakalata è la migliore in
questo servizio. Tu dovrai lavorare sotto la sua guida bollendo il latte
e ricorda che Io sono felice solo se Krishna è felice'.
Quando Narottam si svegliò, corse alla capanna di Lokanath Gosvami e gli
raccontò il sogno. Lokanath abbracciò Narottam confermandogli che la
vaisnavi era in realtà Radhika, la consorte di Krishna. Lokanath fu
contento di sapere che Radharani Stessa aveva dato a Narottam un
servizio speciale: bollire il latte. Lokanath comprese che, per il suo
discepolo, questo era il servizio eterno a Krishna, e che Radhika lo
aveva semplicemente reintegrato in questo servizio. Dopo aver ricevuto
questo servizio particolare da Radharani e dopo averne ricevuto conferma
dal suo guru, Narottam cadeva a volte in complesse trance meditative,
nel corso delle quali vedeva sé stesso bollire il latte per Radhika e
per le gopi nella sua forma di manjari. Spesso, quando si trovava in
questa siddha-deha, o 'forma perfetta', usava legna secca per il fuoco
che serviva a far bollire il latte.
A volte però il latte traboccava e ogni volta che ciò accadeva, Narottam
cercava di fermarne la fuoriuscita con le mani. Durante la sua intensa
meditazione, spesso dimenticava di avere le mani ustionate. Ma quando il
suo sogno ad occhi aperti cessava, si accorgeva che le mani ustionate
nella sua visione mistica lo avevano accompagnato nel mondo
tridimensionale. A volte cercava di coprire le mani ferite con un pezzo
di tessuto, ma tutti a Vrindavana sapevano in quale modo trascendentale
egli si era procurato quelle bruciature.
JIVA GOSVAMI
Obbedendo all'ordine di Lokanath, Narottam si prostrò ai piedi di Jiva
Gosvami chiedendogli di accettarlo come suo studente. Per tutta
risposta, Jiva Gosvami gli prese le mani e gli chiese di raccontargli
come si erano ustionate. Narottam allora raccontò al suo maestro gli
episodi ricorrenti della sua meditazione interiore e Sri Jiva,
ascoltandoli, sentì dentro di sé una grande soddisfazione e un'estasi
spirituale. Egli confermò che Narottam era veramente Vilas Manjari e
Narottam disse: 'Sì, Radhika Stessa si è rivolta a me in 'questo modo'.
Sentendo questo, Jiva Gosvami abbracciò con immensa gioia Narottam,
dicendogli: "Tu sei la manifestazione dell'amore di Caitanya Mahaprabhu
e con questo amore sommergerai l'universo intero'.
Fu durante questo periodo che Narottam incontrò Srinivas, che era venuto
a Vrindavana per studiare sotto la guida di Jiva Gosvami, e diventarono
molto amici. Erano considerati migliori studenti di Jiva Gosvami e
assieme a Dukhi Krishnadas (Syamananda), eccellevano in tutti gli studi.
Di conseguenza Jiva Gosvami conferi loro dei titoli illustri: Narottam
Das Thakur Mahashoy, Srinivas Acarya Prabhu e Syamananda, conferendo
loro la speciale missione di diffondere le scritture Bhakti-rasa in
tutto il Bengala e l'Orissa. (I dettagli di questo episodio vengono
narrati nel capitolo precedente riguardante la vita di Srinivas Acarya).
KHETURI-GRAM
Quando le scritture Bhakti-rasa vennero rubate dal re Birhambir,
Srinivas decise di ritrovarle, per cui rimase a Vana Vishnupur, come
indicato nel capitolo precedente: In quello stesso periodo Srinivas
aveva rimandato Narottam a casa, a Kheturi, nel Bengala Orientale;
Syamananda lo avrebbe accompagnato per un tratto di strada e poi avrebbe
proseguito, per la sua città natale in Orissa. In un primo tempo,
Narottam e Syamananda viaggiarono senza meta, intossicati dall'amore
divino ma con il cuore spezzato per la scomparsa delle scritture. Mentre
camminavano di villaggio in villaggio, Narottam, il più anziano tra i
due, istruiva Syamananda sui libri devozionali del Vaisnavismo Gaudiya.
Narottam aveva studiato sotto la guida di Sri Jiva per un periodo più
lungo e Syamananda provava piacere nell'ascoltare le sue spiegazioni e
in questo modo trascorsero insieme molte notti e molti giorni.
Infine si decisero a proseguire per Kheturi, nel Bengala Orientale, dove
si misero in contatto con i parenti di Narottam. Quando i membri della
famiglia, cosi a lungo privati della sua presenza, videro Narottam con
il suo santo amico, caddero a terra piangendo di gioia, e realizzarono
per la prima volta quanto avevano sofferto la separazione da lui. Il
loro "Naru" era ritornato! Anche Narottam fu felice di vederli: egli
raccontò loro del suo soggiorno a Vrindavana ed essi ascoltarono con
estremo rispetto i segreti delle Scritture dei Gosvami relative alla
Bhakti.
Dopo dieci giorni, secondo i piani, Syamananda Pandit lasciò Kheturi per
l'Orissa e Narottam gli fornì il necessario per il viaggio. Non ci sono
parole per esprimere il dispiacere che provarono i due santi nel
lasciarsi, benché le biografie Bengali facciano del loro meglio per
trasmetteme la grande emozione.
Passarono i mesi e per tutto questo periodo Narottam si tenne in
disparte, cantando il mantra Radha-Krishna e meditando sul suo servizio
eterno secondo le tecniche del Raganuga-bhajan.
Narottam aveva anche cominciato ad iniziare discepoli. Alcuni dei più
importanti scrittori, poeti e devoti dell'India presero rifugio in lui.
Tra questi primi discepoli vengono annoverati suo cugino (Santosh Dhatta),
Sri Devi Das, Sri Gauranga, Sri Gokula, Ganga-narayana Chakravarti, Raj
Narasingha, la regina Rupamala, Raj Chand Roy, Santosh Roy e molti
altri. Il Prema-vilas elenca 123 discepoli. Sotto la guida di Narottam
essi furono in grado di aprire il forziere contenente l'amore per Dio e
distribuire ogni goccia di nettare agli assetati abitanti di
Kheturi-gram e dei villaggi circostanti.
NAVADVIP E PURI
Desideroso di visitare i luoghi santi collegati direttamente ai
divertimenti di Sri Caitanya Mahaprabhu, come aveva fatto Srinivas
alcuni anni prima, Narottam esplorò con grande piacere l'intero
Gaura-mandala. Egli fece visita a tutti gli associati del Signore ancora
viventi e alla seconda generazione di devoti, accettando per esempio la
compagnia di Suklambar Brahmachari e trascorrendo un po' di tempo tra le
rovine della casa di Sri Caitanya con Ishan Thakur. Narottam fece visita
a Damodar Pandit e incontrò i due fratelli di Srinivas Thakur, Sripati e
Srinidhi; frequentò anche Acyutananda (figlio di Advaita Acarya), Hridoy
Caitanya (guru di Syamananda), Abhiram Thakur, Jahnava-devi e Birbhadra
(suo figlio), e altri. Narottam ebbe anche la fortuna di incontrare
Narahari Sarkar e Raghunandana Thakur.
Quando Narottam si trovò alla presenza di queste anime speciali, ebbe
degli attacchi di estasi: pianti, urla, risa, bisbigli, stupore, e
persino svenimenti. Egli si associò quindi felicemente con queste sante
personalità e considerò questo cameratismo divino come una parte
estremamente significativa ed emozionante del suo sviluppo spirituale.
Sommerso da questo sentimento di associazione, egli si recò a Puri e
fece visita a Gopinath Acarya, Gopal Guru Gosvami e ad altri; e poiché
essi ne erano stati testimoni diretti, chiese loro di poter approfondire
gli interrogativi sui lila finali del Signore. Egli si recò in seguito a
Jajigram dove si riunì temporaneamente a Srinivas Acarya e dopo qualche
tempo si recò a Katwa, dove il Signore aveva preso l'ordine di rinuncia.
Arrivò infine a Ekachakra, il luogo in cui Nityananda Prabhu apparve in
questo mondo. Alcuni dei biografi di Narottam, come per esempio Narahari
Chakravarti (nel suo Bhakti-ratnalkara), sottolineano l'importanza di
questo pellegrinaggio, specialmente della sua visita al luogo di nascita
di Nityananda Prabhu. Come afferma il Prema-vilas, Narottam fu
un'incarnazione dell'estasi di Nityananda Prabhu e quindi la sua visita
al lila-sthali di quell'anima divina viene considerata come l'evento
mistico più significativo.
RITORNO A KHETURI
Dopo aver visitato molti luoghi sacri e molte personalità elevate della
Caitanya-lila, Narottam ritornò a Kheturi. Lì lo attendeva una lettera
del suo diksha-guru, Lokanath Gosvami. In questa lettera Lokanath
chiedeva di stabilire l'adorazione delle Divinità a Kheturi-gram,
poiché, sebbene a Kheturi vi fossero molti devoti sinceri, secondo
Lokanath essi avrebbero avuto un migliore avanzamento spirituale se l'arca-vigraha
fosse stata adorata quotidianamente.
Questo sarebbe stato un passo significativo per la vita spirituale dei
discepoli di Narottam. Egli scelse il giorno di Gaura-pumima, il giorno
auspicioso dell'anniversario della nascita di Sri Caitanya Mahaprabhu,
per l'inaugurazione di un grande festival in occasione
dell'installazione delle Divinità. Questo festival avrebbe anche offerto
a Narottam l'opportunità di diffondere gli insegnamenti dei Gosvami in
tutto il Bengala perché tutti i vaisnava importanti avrebbero preso
parte ad una celebrazione in onore dell'apparizione di Sri Caitanya.
Il Signore aveva completato la manifestazione dei Suoi divertimenti
decenni prima, ma l'anniversario della Sua nascita non era stato
osservato come grande mahotsav ('grande celebrazione'). Questa sarebbe
stata la prima volta, e Narottam invitò quindi molti mohant ('grandi
anime') vaisnava da tutto il sub-continente indiano, particolarmente dal
Bengala e l'Orissa. Benché sia ancora in corso una accesa disputa tra
gli studiosi circa la data esatta di questo festival si può sicuramente
affermare che esso ebbe luogo fra la sesta e l'ottava decade del
sedicesimo secolo. Centinaia di associati di Caitanya Mahaprabhu della
prima e della seconda generazione ricevettero gli inviti, compilati in
elaborati versi sanscriti. Tuttavia Narottam si domandava come avrebbero
potuto alloggiare in modo appropriato tutte queste anime degne della
massima considerazione poiché desiderava, per profondo rispetto, offrire
loro le migliori facilitazioni.
E ciò accadde realmente. Narottam fu veramente in grado di offrire ai
suoi ospiti alloggi di prima classe perché Raj Krishnananda (suo padre)
e Raj Purushottam (lo zio di Narottam) erano entrambi scomparsi
lasciando il regno a Santosh Datta (il cugino molto vicino a Narottam).
Santosh era diventato di recente discepolo di Narottam ed era ansioso di
incontrare i pari grado del suo maestro e gli altri devoti elevati.
Quindi Santosh divenne il primo promotore dell'organizzazione del
festival e su ordine di Narottam se ne assunse di buon grado l'intero
costo. Dopo un lavoro di molti mesi furono costruiti: un enorme tempio
dotato di un grande deposito per il cibo; una sala per il kirtan dalla
complessa architettura; un palazzo adibito a residenza per i devoti; una
meravigliosa piscina; un giardino colmo di fiori dal lungo stelo; una
residenza per i visitatori. Vennero inviati messaggeri in ogni luogo per
invitare non solo i vaisnava ma anche i re, i proprietari terrieri, i
poeti, gli studiosi, gli scrittori, gli artisti, ed altri ospiti
illustri.
L'ARRIVO DEI DEVOTI
I devoti di Jajigram arrivarono assieme a Srinivas Acarya e a Govinda
Kaviraj. Arrivò anche Ramchandra per cogliere l'opportunità di
approfondire la sua amicizia con Narottam. Da Narasinghapur, in Orissa,
arrivarono Syamananda Pandit e i suoi seguaci, tra cui Rasik Murari. Da
Khardaha giunse Jahnava Ma con tutto il suo seguito. Dal distretto di
Srikhanda giunsero Raghunandana Thakur e molti altri devoti. I fratelli
di Srinivas Thakur arrivarono da Navadvip e i figli di Advaita Acarya
giunsero da Shantipur. Hridoy Caitanya arrivò da Ambika Kalna, così come
altri Gaudiya mohant. Questo è solo un elenco parziale dei devoti che
parteciparono al festival.
Poiché tutte queste anime elevate arrivarono dai loro rispettivi luoghi
di residenza per la maggior parte a piedi, raccoglievano lungo la strada
nuovi seguaci parlando a chiunque incontrassero del festival favoloso
che si sarebbe presto tenuto a Kheturi. Centinaia di persone, ora
aumentate smisuratamente a migliaia, raggiunsero nel giro di una
settimana i confini del Bengala Occidentale. Santosh Datta mise a
disposizione dozzine di enormi barche che attraversavano incessantemente
il fiume per traghettare i devoti. Una volta giunti nel Bengala
Orientale, lussuosi palanchini ed enormi carri trainati da buoi
trasportavano i devoti a Kheturi-gram. Gli organizzatori — Narottam,
Srinivas e Santosh Datta — salutavano ogni devoto al suo arrivo
offrendogli una ghirlanda di fiori e dandogli il benvenuto con grande
affetto.
A tutti i devoti vennero forniti alloggi separati con servitori
personali in grado di soddisfare ogni loro esigenza. L'ospite d'onore,
Jahnava Ma (Acaryani) era la vaisnava più rispettata e più anziana per
cui Narottam la adorò in modo particolare con fiori e chandan
incoraggiando gli altri devoti a fare lo stesso. In effetti, il ruolo di
Jahnava Ma al festival di Kheturi andrebbe considerato nel modo
corretto. All'interno della Gaudiya sampradaya stavano venendo alla luce
diverse filosofie, come il Gaur-nagari-bhava, il Rasa-raj, il
Gaur-paramyavad (l'insegnamento che Caitanya Mahaprabhu è la Verità
Ultima), il Nitaiparamyavad, l'Advaita-paramyavad e molte altre. Ognuna
di queste filosofie racchiude sfumature distinte, troppo complesse per
essere approfondite in questo libro.
Jahnava, in qualità di guida vaisnava dell'epoca, mediò fra tutte queste
filosofie e analizzò le loro differenze in modo da renderle conformi
all'ortodossia Gaudiya. Di conseguenza la sua presenza venne
particolarmente apprezzata da Narottam Thakur. Dopo aver adorato nel
modo appropriato Jahnava-devi ed aver offerto gli omaggi a tutti i
vaisnava riuniti, Raghunandana Thakur cantò le preghiere d'invocazione,
preannuncio di un avvenimento sommamente santo. Segui nella notte un
grande kirtan in preparazione del festival vero e proprio che iniziò il
giorno successivo.
INIZIA IL FESTIVAL
Il giorno dopo, migliaia di devoti entusiasti iniziarono la celebrazione
del festival per l'anniversario dell'apparizione di Caitanya Mahaprabhu
con un grande kirtan pieno di entusiasmo. Poi Narottam scopri cinque
coppie di Divinità di Radha-Krishna i cui nomi erano Ballabhi Kanta, Sri
Krishna, Vraja Mohan, Radha Kanta e Radha Raman, oltre a due splendide
Divinità di Sri Caitanya e della Sua consorte da installare con le
benedizioni dei vaisnava riuniti (1). La ragione di questi centri di
adorazione delle Divinità, secondo il credo vaisnava, si fonda sulle
Scritture, secondo le quali Krishna accetta il servizio attraverso la
Sua arca-vigraha installata correttamente e i devoti possono di
conseguenza sviluppare un'idea personale di Dio concentrando la mente e
i sensi su di Lui in una forma chiaramente visibile.
Srinivas Acarya presiedette alla cerimonia dell'abhisheka, il
tradizionale bagno delle Divinità. Nel contempo, esperti oratori e
kirtanyia glorificavano Krishna secondo le complesse tradizioni
vaisnava; elaborate danze e rappresentazioni teatrali si susseguivano
senza sosta mentre tutta Kheturi gridava il santo nome di Sri Krishna.
Dopo l'installazione delle Divinità, che ebbe luogo secondo lo
smriti-sastra, le offerte di cibo e le ghirlande di fiori vennero date a
Jahnava che poi ne offri gli avanzi a Srinivas, Narottam, Syamananda e
Santosh Datta. Poi i devoti festeggiarono e parlarono di Krishna per
molte ore. In seguito entrarono nella grande sala del kirtan e Narottam
iniziò a condurre un kirtan tranquillo nel suo stile particolare. Questo
tipo di kirtan con le sue calde, limpide melodie e i suoi contenuti
ricchi di sentimento, diventò poi noto come il kirtan Garan-hati che si
basa sulla tecnica classica drupada, serena e maestosa.
IL KIRTAN DI NAROTTAMA
Narottam Das Thakur impiegò nel suo kirtan di Kheturi i ritmi (tala) più
sofisticati. forme melodiche (raga), i gesti più commoventi (abhinaya) e
le tecniche di danza più avanzate (natyam). Il Bhakti-ratnakara ne
riporta una descrizione accurata. Sri Gauranga Das, Sri Gokula Das e Sri
Ballabha Das erano al suo fianco assieme a un folto gruppo di musicisti
diretti da Devi Das, un esperto suonatore di mridanga. Quando i
musicisti raggiunsero il culmine del crescendo, apparve sulla scena,
Narottam, che iniziò a cantare. Tutti lo seguirono suonando gli
strumenti, cantando e danzando, e tutti piansero quando udirono
l'affascinante voce di Narottam Thakur che li dirigeva attraverso il
canto di mantra meravigliosi. Si dice che Narottam e un'incalcolabile
marea di devoti sembravano la luna piena circondata dalle innumerevoli
stelle del cielo.
E' significativo il fatto che Narottam abbia inaugurato in
quell'occasione quello che in seguito venne chiamato il Padavali-kirtan,
una tecnica di canto teatrale che inizia con il Gaur-candrika, la
glorificazione di Sri Caitanya, e poi si evolve gradualmente, in modo
meraviglioso, nel kirtan a RadhaKrishna, collegandoli spesso con
riferimenti tematici e varie densità melodiche. Si dice che questo
metodo fosse stato in origine ispirato, almeno nella sua forma iniziale,
dalla voce melodiosa di Svarup Damodar, l'associato intimo del Signore,
e che rimase a uno stadio embrionale. Venne sviluppato ulteriormente
grazie a tre fratelli: Gosh-Madhava, uno dei maggiori suonatori di
mridanga dell'epoca, Govinda, noto come preminente pujari e Vasu, che fu
uno stupendo cantante e che scrisse molti Gaur-chandrika. Ora però
questo metodo veniva innalzato ai massimi livelli da Narottam al
festival di Kheturi.
IL SIGNORE DISCENDE
Si dice che il kirtan di Narottam abbia raggiunto più di qualsiasi altro
lo stadio della perfezione. Ciò viene accettato dai vaisnava Gaudiya
come un fatto obiettivo per parecchie ragioni, tra le quali occorre
citare l'evento miracoloso che viene riportato da tutti i biografi di
quel periodo: Caitanya Mahaprabhu e tutti i Suoi associati, molti dei
quali avevano lasciato il mondo mortale da più di cinquant'anni,
apparvero di persona al festival di Kheturi e danzarono al santo kirtan
di Narottam. Migliaia di devoti furono testimoni di questo sacro
avvenimento (2). L'autore del Bhakti-ratnakara si domanda incredulo:
'Chi può descrivere l'incomparabile felicità dei devoti quando, nel
mezzo del kirtan, il munifico Sri Caitanya e i Suoi associati discesero
per renderli felici? Come un lampo di luce attraversa una massa di
nuvole meravigliose, così Sri Caitanya Stesso apparve tra la moltitudine
dei Suoi seguaci'.
Secondo il Prema-vilas, Mahaprabhu apparve con Nityananda Prabhu, Sri
Advaita, Gadadhara, Srivas Thakur, Haridas Thakur, Svarupa Damodara,
Rupa-Sanatana e molti altri. Chi, in realtà, può descrivere l'intensità
del suo sentimento di bhava quando Jahnava vide il marito scomparso in
mezzo al kirtan? Chi può descrivere i sentimenti dei figli di Advaita
Acarya quando videro il padre danzare e cantare come un ragazzo? Come
poterono i fratelli di Srivas Thakur controllare le lacrime quando
videro Srivas stesso danzare di fronte a Mahaprabhu, proprio come lo
ricordavano? In realtà essi non riuscirono a controllarsi e furono
trascinati dall'estasi di ritrovarsi uniti al Signore e ai Suoi
associati. Avendo sperimentato il vipralambha-bhava (la separazione
intensa), tutti provavano ora il sambhoga, l'unione divina.
Mentre danzava senza tregua, ciascun devoto, immerso completamente nel
kirtan di Narottam, sentiva il proprio corpo bagnarsi di lacrime. Per un
certo tempo Srinivas riusci a controllarsi ma Narottam non ne fu capace
e il suo kirtan raggiunse proporzioni incontrollabili. Alcuni devoti
urlarono all'orecchio di Narottam: 'Grazie, maestro. Il tuo potere
devozionale ci ha dato l'opportunità di vedere Sri Caitanya Mahaprabhu
nella Sua eterna danza spirituale con Advaita Acarya e gli altri eterni
associati".
La notte precedente, Mahaprabhu aveva rivelato in sogno a Narottam che
sarebbe venuto con i Suoi associati e che avrebbe danzato estaticamente
al suo kirtan; Narottam attendeva quindi questo momento, al quale non
avrebbe rinunciato così facilmente. In effetti il kirtana durò molte ore
sino a notte fonda, ma sembrò eterno, e per molti lo fu realmente perché
lo portarono per sempre con sé, continuando a viverlo nel ricordo
(lila-smaranam). Esteriormente il kirtan era arrivato al termine e
quando ciò accadde i devoti conobbero per la prima volta il fenomeno
dell'amore in separazione.
L'INTERMINABILE FESTIVAL
Proprio mentre il kirtan di Narottam volgeva al termine, Jahnava-devi
cominciò nuovi festeggiamenti. Si avvicinò alle Divinità appena
installate e offri Loro una speciale polvere rossa, la stessa che Radha
e Krishna si lanciano durante il festival di Holi. Dopo che le Divinità
ebbero accettato la tintura, Jahnava Ma ordinò ai devoti di prendere i
numerosi secchi di tintura colorata e di commemorare il festival di Holi
lanciandosela l'un l'altro. Non aveva ancora finito di parlare che
migliaia di devoti, presi dall' entusiasmo, cominciarono a lanciarsi la
tintura, gustando il ricordo del divertente divertimento amoroso di
Radha e Krishna. Ciò si protrasse fino a notte inoltrata, quando essi
celebrarono gioiosamente il festival dell'apparizione di Sri Caitanya
con canti composti appositamente per glorificare la Sua nascita divina e
i Suoi primi divertimenti.
Il mattino seguente, Jahnava Ma e un gruppo di abili cuochi da lei
addestrati personalmente prepararono la colazione per tutti i devoti.
Poi, con alcuni assistenti, Jahnava nutrì ciascun devoto con le sue
stesse mani. Solo quando tutti ebbero completato il pasto, Jahnava si
sedette e ne gustò umilmente i resti. Il festival durò tre giorni ma per
i vaisnava che vi avevano preso parte fu come se fosse durato una vita.
Molti si fermarono a Kheturi per parecchie settimane ma in seguito
ritornarono ai loro paesi di origine. Solo Ram Krishna Acarya e
Ganga-narayana Chakravarti non partirono, perché l'amore che portavano a
Narottam impediva loro di separarsi da lui. Tuttavia, dovettero partire
anche loro per suo ordine e in seguito, con la loro predica entusiasta,
riuscirono a rendere la città di Manipur un regno vaisnava. Si dice
anche che un devoto di nome Bhagyachandra abbia predicato a Manipur per
conto di Narottam cementando ciò che Ram Krishna Acarya e Ganga-narayana
Chakravarti avevano iniziato.
LA MISSIONE E' COMPIUTA
Per una serie di complesse ragioni, il festival di Kheturi viene
considerato una delle più importanti pietre miliari della storia
vaisnava. Prima di tutto, essendo stata rubata la letteratura dei
Gosvami, Narottam inizialmente non aveva i libri utili alla diffusione
del suo messaggio. Dovette quindi usare un altro metodo e questo fu lo
scopo del festival di Kheturi che alla fine divenne un avvenimento a
cadenza annuale e che continuò ad essere fonte d'ispirazione persino
dopo che i libri dei Gosvami furono ritrovati. Questi festival avevano
uno scopo simile a quello dei famosi concili ecumenici del
Cristianesimo. (Tuttavia, il canto ela danza vivaci, oltre alla
complessa teologia Vedica, mettono in rilievo alcune evidenti
distinzioni).
Riunendo i vaisnava provenienti da molte terre diverse in un unico
luogo, Narottam riuscì a comunicare loro in modo organico le conclusioni
dei Gosvami di Vrindavana e allo stesso tempo a cogliere le impressioni
dei pellegrini vaisnava: Di conseguenza, i risultati di questi festival
confermarono le conclusioni della dottrina canonica e ortodossa
(siddhanta) per le future generazioni di vaisnava Gaudiya. Questo
fenomeno viene spiegato dallo storico e sociologo Hitesranjan Sanyal:
Il festival di Kheturi offri ai vaisnava del Bengala l'opportunità di
conoscere da vicino il metodo dei Gosvami con le modifiche e gli
adattamenti alla tradizione del movimento della bhakti del Bengala, con
particolare riferimento al Gaur-paramyavad. Il metodo cosi rettificato
forni ai vaisnava ciò di cui essi erano privi: un'esposizione esatta e
sistematica della loro fede sotto forma di dissertazioni concrete sugli
sastra. La congregazione di Kheturi sembra fosse stata concepita come
una piattaforma comune all'interno della quale i diversi gruppi del
movimento della bhakti potevano incontrarsi per una mutua interazione e
comprensione basata sul metodo dei Gosvami. Occorre tener conto che
questo era il desiderio che Jahnava Ma aveva espresso a Jiva Gosvami nel
corso del suo primo pellegrinaggio a Vrindavana.
Jiva Gosvami aveva allora inviato la letteratura dei Gosvami nelle
province orientali a seguito di Srinivas, Narottam e Syamananda. Il
festival di Kheturi può essere considerato un'estensione di questo
stesso piano poiché al festival le dottrine dei Gosvami vennero
comunicate ed accettate con pieno entusiasmo. Ciò si rispecchiò
nell'installazione delle Divinità, nel kirtan e in ogni altra parte
importante della celebrazione. Per esempio, in relazione alla cerimonia
di installazione, Hitesranjan Sanyal scrive:
L'installazione della forma di Gauranga-Visnupriya e delle forme di
Radha e Krishna secondo i rituali prescritti dai Gosvami, mette in
rilievo l'aspetto più interessante del modo di pensare e degli sforzi di
Narottam. l devoti appartenenti al circolo di Navadvip che formarono il
centro del movimento della bhakti Gaur-mandala, cioè in Bengala, avevano
subito l'influsso di Caitanya nella fase pre-sannyasa della Sua vita ed
erano devoti all'affascinante giovane di allora. l primi pada Bengali su
Caitanya, composti dai poeti di Gaura-mandala, si riferiscono al Suo
meraviglioso aspetto giovane e usano i nomi di Gauranga, Gaura e
Gaurakishor che sono ad esso collegati. Le immagini di Caitanya, ideate
dai devoti di Gaur-mandala, rappresentano un giovane Caitanya in abiti
da capo famiglia rispettabile. I Gosvami di Vrindavana che avevano
invece visto Caitanya solo da sannyasi, si riferiscono nei loro testi
invariabilmente al Suo yativesh (apparizione ascetica) quando adorano il
loro maestro. Naturalmente i testi dei Gosvami non mettono in rilievo
l'esistenza di Visnupriya, la moglie di Caitanya.
Installando a Kheturi l'immagine di Gauranga-Visnupriya, Narottam
dimostrò' l'accettazione da parte degli aderenti al metodo dei Gosvami
del Gaur-paramyavad; in altre parole Caitanya è Krishna e Krishna è il
param-tattva (la realtà ultima), secondo il punto di vista dei Gosvami.
L'apparizione di Visnupriya a fianco di Caitanya rinforza quest'ultimo
concetto perché Visnupriya viene considerata la consorte di Caitanya
così come Radha è la hladini-sakti (l'energia di piacere) di Krishna.
Se Narottam utilizzò l'installazione delle Divinità per rendere armonici
i concetti teologici vaisnava dell'epoca, il suo stile di kirtan
illustra una delicatezza ancora maggiore a questo proposito. Egli aveva
studiato il kirtan sotto la guida dei Gosvami di Vrindavana — e a
Vrindavana Krishna regna supremo! — mentre in Bengala veniva posta
enfasi sull'adorazione di Caitanya Mahaprabhu. Narottam allora escogitò
un tipo di kirtan in cui i due — il kirtan di Mahaprabhu e quello di
Krishna — potessero fondersi, perché questo era dopo tutto il messaggio
ultimo della Gaudiya-sampradaya. Ad ogni buon conto Hitesranjan Sanyal
ne fornisce chiare spiegazioni:
Nel mahotsav di Kheturi, Narottam presentò il lila-kirtan di sua
invenzione. Rupa Gosvami aveva suddiviso i kirtan in tre tipi: il
nama-kirtan, il guna-kirtan e il lila-kirtan, tutti e tre canti diretti
a Krishna o imperniati su di Lui. Ma nel festival di Kheturi, Narottarn
iniziò la riunione introducendo il Gaura-chandrika, il canto in
adorazione di Gaurchandra (la limpida luna, cioè Caitanya). I canti
Gaur-chandrika consistevano in pada che si riferivano al Gaur-paramyavad
e che erano stati composti dai poeti dì Gauda-mandala. L'abitudine di
introdurre i Krishna-lila nei Gaur-chandrika mette in evidenza l'idea
che Caitanya e Krishna sono la stessa persona ma pone particolare enfasi
sull'adorazione di Krishna. Evidentemente Narottam cercò di conciliare
il metodo dei Gosvami con la tradizione prevalente in Bengala.
Oltre a questi sviluppi significativi, Narottam, Srinivas e i loro
seguaci come Ramchandra Kaviraj, furono responsabili della riduzione a
sistema delle tecniche del Manjari-sadhana che si basavano direttamente
sugli scritti dei Gosvami e sulle tradizioni esoteriche trasmesse da Sri
Caitanya Stesso. Numerosi testi famosi del Padma-purana, gli scritti di
Kavi Karnapur, Raghunath Das Gosvami e in modo particolare di Krishnadas
Kaviraj, presentarono la fase di introspezione manjari e stabilirono le
basi filosofiche a sostegno della poesia di Narottam, che elabora le
differenti complessità della meditazione manjari. La poesia di Narottam
e la letteratura dei Gosvami sulla quale essa si basa aprirono la via ai
lavori successivi su questo argomento, come la
Sri-Krishna-bhavanamritam di Visvanath Cakravarti. Ciò nondimeno furono
in molti a sfruttare la fama di Narottam, come gli aderenti al movimento
deviante sahajiya, che attribuirono molte delle loro pratiche a temi
estrapolati dai suoi scritti. In effetti Narottam praticò un rigido
celibato e non ebbe nulla a che vedere con qualsiasi altro tipo di
ortodossia.
BRAHMANA E VAISNAVA
Narottam divenne ben presto il più famoso guru vaisnava di tutto il
Bengala. La sua profonda poesia che spiega con successo tutta la
filosofia Gaudiya e la sua magnifica voce che lo rese una leggenda
vivente gli avevano portato discepoli da tutta l'India. Oltre a ciò, la
sua intensa purezza ispirava la gente appartenente ad ogni ceto sociale
— dai re ai brahmana — a prendere pieno rifugio ai suoi piedi. Alla fine
del sedicesimo secolo in India le divisioni in caste erano molto
potenti, e numerosi tra coloro che seguivano l'ortodossia brahminica non
vedevano di buon occhio Narottam che, nato in una famiglia di
kayastha-sudra, iniziava gli appartenenti alla classe brahminica. In
effetti vi erano complesse dispute filosofiche su questo punto e in
molti casi vi furono minacce alta vita di Narottam.
Questa assurda controversia continua tuttora (3), anche se Narottam e i
suoi intimi discepoli citarono in modo molto convincente tutte le
scritture pertinenti e i guru precedenti per mettere a tacere questi
agitatori di casta: i sostenitori di Narottam riuscirono a convertire
perfino quelli che avevano inizialmente pensato di attentare alla sua
vita. Tuttavia il problema divenne talmente serio che ad un festival
successivo, tenutosi sempre a Kheturi, Birabhadra (figlio di Jahnava Ma)
tenne un discorso su questo argomento, e tutti coloro che lo ascoltarono
compresero che la casta non si deve basare sulla nascita ma sui
requisiti e sull'opera svolta (4).
Secondo le scritture e la tradizione vaisnava, queste ultime
considerazioni erano le più importanti e più importante ancora era
l'amore per Dio. Colui che ne possiede, dicono le Scritture, trascende
ogni classificazione terrena, come la suddivisione in caste. l fortunati
che incontrarono Narottam e che si erano a lungo esposti al suo amore
contagioso non misero in dubbio la veridicità di tale affermazione.
Ci furono però alcune persone che conoscevano le attività di Narottam
solo alla lontana e fecero tutto ciò che era in loro potere per
diffamarlo. Quando questi uomini si trasmisero a vicenda i loro timori e
le loro insicurezze, formarono una vasta fazione allo scopo di
distruggere la guida in appropriata e 'non brahminica' di Narottam. A
questo fine essi chiesero aiuto al re locale che, a quel tempo, era un
uomo pio di nome Raj Narasingha.
LO STRATAGEMMA
Raj Narasingha, che governava la provincia di Pakapalli era
ripetutamente attaccato dalla comunità ortodossa dei brahmana in
relazione a Narottam. Essi dicevano che Narottam era una persona di
bassa nascita e che quindi non avrebbe dovuto né prendere il sannyasa né
accettare come discepoli coloro che erano brahmana per nascita, come
Ganga-narayana Cakravarti e Ramchandra Kaviraj. Insistevano quindi
affinché il re infliggesse una dura punizione a Narottam per la sua
impertinenza. Il Raj inviò un messaggio a Narottam chiedendogli come un
puro sadhu come lui potesse violare le ingiunzioni delle Scritture,
commettendo queste presunte atrocità. Narottam rispose inviandogli una
lettera, nella quale affermava categoricamentè che non vi era nulla
nelle Scritture, se interpretate correttamente, a sostegno delle
affermazioni dei brahmana di casta, e che aveva intenzione di
partecipare a un pubblico dibattito per esprimere il proprio punto di
vista. Narottam garantì al re che se fosse stato provato che il suo
punto di vista era sbagliato, si sarebbe ravveduto.
Appena il Raj finì di leggere l'umile lettera di Narottam, si convinse
della validità della sua posizione. Ciò nondimeno egli riunì i suoi più
grandi studiosi, compreso il famoso Rupanarayana e insieme marciarono
alla volta di Kheturi per discutere con il santo vaisnava. Nel
frattempo, però, i due discepoli brahmana più cari a Narottam,
Ganga-narayana Cakravarti e Ramchandra Kaviraj, escogitarono un
ingegnoso stratagemma per dimostrare la vera gloria del loro venerabile
maestro. Uno dei discepoli brahmana si travestì da vasaio, l'altro da
venditore di noci di betel e ambedue costruirono velocemente dei piccoli
negozi a Kumarapur, alle soglie di Kheturi-gram, sulla via per la quale
sarebbero passati il re e i suoi uomini. Quando gli studiosi in marcia
vi arrivarono, i due devoti li chiamarono per offrire i loro prodotti.
Ciò offrì loro l'opportunità di poter discutere cortesemente dei fatti
del giorno.
Con grande sorpresa degli studiosi, tuttavia, questi negozianti
parlavano un sanscrito perfetto come solo gli uomini più colti erano in
grado di fare! Com'é possibile, essi riflettevano, che semplici
negozianti nella città di Narottam siano degli studiosi così esperti? Se
dei semplici lavoratori sono così sofisticati, come saranno i veri
studiosi? E come sarà Narottam? Gli uomini del re decisero di vedere
quanto realmente colti fossero questi negozianti e iniziarono a
discutere sulla posizione di Narottam come guru di discepoli brahmana.
Con estrema facilità, Ganga-narayana e Ramchandra sconfissero gli
studiosi del re. Quando gli accademici di corte citavano le Scritture
verso dopo verso, gli uomini di Narottam facevano loro rilevare che le
citazioni non tenevano conto del contesto o venivano fraintese.
Nella frustrazione più totale, essi si rivolsero al re ammettendo la
loro patetica sconfitta. Lo stesso re era ansioso di vedere come
Rupanarayana si sarebbe comportato con i due colti negozianti ma
anch'egli venne rapidamente sconfitto. Infine i due sadhu rivelarono la
loro identità. Il re si rivolse allora ai suoi uomini: 'Se non riuscite
a sconfiggere i discepoli di Narottam, come pensate di poterlo
sconfiggere?'. Queste parole risuonarono dolorosamente nei loro orecchi
e alla fine tutti diventarono discepoli di Narottam.
LE SUE OPERE LETTERARIE
Diversamente da Srinivas e Syamananda, una volta lasciata Vrindavana,
Narottam non vi fece più ritorno. Visse invece vicino a Kheturi-gram,
educando i devoti e scrivendo le sue meravigliose poesie. Govinda
Kaviraj descrive Narottam come un grande re di prema (amore divino) e
Ramchandra come suo ministro. I due (Narottam e Ramchandra) passavano
gran parte della giornata studiando e insegnando il Bhagavat Purana e
gli scritti di Rupa, Sanatana, e degli altri Gosvami. Poiché Narottam
era principe di uno stato ricco — era noto come il rajkumar nella sua
giovinezza! — ebbe l'opportunità di studiare con molti grandi studiosi
dell'epoca. Traendo profitto da questa situazione, Narottam divenne
un'esperto in eloquenza e scrittore prolifico, comunicando tutti i
principi del Vaisnavismo Gaudiya attraverso la poesia.
La sua opera più importante è il Prarthana, un compendio di trentatré
canti in Bengali. Il Prarthana comprende 258 versi suddivisi in
cinquantacinque capitoli e tratta succintamente diversi argomenti: la
preghiera, l'autocritica, il controllo della mente, la felicità
spirituale, l'agonia dell'anima separata da Dio, la superiorità del
Vaisnavismo, le più elevate aspirazioni, la relazione tra guru e
discepolo, l'abitare a Vrindavana, l'importanza dell'ascetismo e
l'umiltà del vaisnava. Inoltre, ventisette capitoli del Prarthana sono
impemiati sul manjari-sadhana, la forma esoterica della pratica Gaudiya
in cui viene visualizzata la propria forma di servitrice di Srimati
Radharani; poiché Ella è molto cara a Krishna, questa è la via
confidenziale per avvicinarsi al cuore di Krishna.
Altrettanto importante è il Prema-bhakti-chandrika di Narottam, un lungo
poema (120 versi contenuti in nove capitoli) che spiega l'intera gamma
della filosofia Gaudiya sotto forma di semi. Questo poema è stato
composto probabilmente dopo il primo festival di Kheturi e dopo la morte
del suo caro amico Ramchandra Kaviraj, poiché Narottam si lamenta per la
sua dipartita in uno dei versi. Molti dei temi contenuti nel Prarthana
vengono trattati in questo capolavoro della poesia Bengali. Visvanath
Chakravarti, un successivo commentatore vaisnava, ha scritto un commento
in sanscrito a quest'opera per la gioia della comunità vaisnava. Oltre a
queste due opere principali, Narottam scrisse molti poemi brevi che in
seguito vennero inclusi in alcune importanti antologie vaisnava. Nel
ventesimo secolo, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
amava cantare le poesie di Narottam e citarlo nelle sue conferenze.
Questa è la conferma della validità che ancora oggi riveste l'opera di
Narottam.
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