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F.A.Q. sul ReiKi
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F.A.Q.
(FREQUENTLY
ASKED QUESTIONS)
Il termine FAQ è un acronimo formato dalle parole inglesi frequently
asked questions (domande poste più di frequente) che designa quell'area
di un sito in cui è possibile trovare risposta alle domande che i
neofiti della materia pongono più frequentemente.
Su questa pagina
verranno riportate varie F.A.Q. sul reiki tratte
da siti vari, per dare una risposta piu' esaustiva a varie domande che
sorgono spontanee
PRINCIPALI F.A.Q.
SUL REIKI
Qual’è lo spirito giusto con cui
affrontare l’esperienza dell’iniziazione al Reiki?
Affrontare l’esperienza con entusiasmo e Amore, senza aspettarsi nulla
di particolare.
Non farsi mai delle aspettative!
Il Reiki può risolvere i tuoi problemi?
Il Reiki mette più chiaramente in evidenza i problemi ma ti dà la
forza per poterli affrontare indicandoti la strada da prendere.
Tocca a te, poi, decidere cosa fare:
continuare a brancolare nel buio o uscire allo scoperto. Quindi
assumersi delle responsabilità.
Il Reiki ti fa vedere, ti da la forza per affrontare al meglio i casi
della vita ma non può risolvere i tuoi problemi.
Ti può cambiare la vita?
Dopo l’esperienza Reiki l’allievo non necessariamente modifica il
suo modo di vivere, non ci sono regole da rispettare.
Le persone possono continuare a fare ciò che hanno sempre fatto. Il
grande cambiamento avviene soprattutto a livello interiore, secondo i
propri bisogni (non si può spiegare con parole).
Il Reiki può essere visto come una via spirituale, religiosa o
disciplina?
È una delle tante vie spirituali, mette in contatto in modo chiaro con
quella parte sottile del proprio essere interiore chiamato
"Se".
E' evidente che la guarigione avviene attraverso quella parte sottile
che le persone fanno fatica a riconoscere, per la paura di essere
giudicati, non capiti ecc…
Non è una religione ne' una disciplina, al di là di una via spirituale
possiamo dire che è un modo per migliorare se stesso, e capire meglio
tutto ciò che ci circonda.
Qual è l’età per avvicinarsi al Reiki?
È importante fare questa esperienza a qualsiasi età.
Non esiste l’età ideale per parteciparvi, (vedi l’articolo sui
bambini). Prima si fa l’esperienza e meglio si prosegue nel cammino
della propria vita.
Può una donna incinta ricevere un trattamento Reiki?
Si possono fare i trattamenti alle donne in attesa.
E' opportuno però stare un po’ lontano dalla pancia perché il
bambino si potrebbe agitare un po’ più del solito, non perché non
gli farebbe bene.
Anche questa non è una regola, bisogna sempre analizzare ogni
situazione, dipende molto dal Reikista: se questo è sicuro di quello
che sta facendo non ci sono problemi, mentre se ha delle paure (come
accade a quelle persone che non hanno una buona informazione), in questo
caso bisogna limitarsi.
Se si è consapevoli, si può trattare tutto ciò che si desidera.
Anche chi riceve deve essere consapevole di ciò che sta ricevendo.
Può essere iniziata al primo livello Reiki una donna incinta?
Al primo livello non è consigliabile, mentre al secondo livello è
probabile che lo si accetta. Comunque bisogna sempre verificare lo stato
di salute e del tempo di gravidanza e come prosegue la stessa.
Come agisce il Reiki sulle malattie?
Il Reiki è un’energia intelligente che viene trasmessa mediante
l’imposizioni delle mani, noi non sappiamo come agisce su una
determinata malattia, sappiamo con certezza che agisce nel modo migliore
verso chi lo riceve, a patto che la persona lo desideri con
consapevolezza e senza aspettative.
Non è detto che il Reiki guarisca completamente ogni tipo di malattia,
in alcuni casi c’è solo il miglioramento in altri avviene la
guarigione completa, in entrambi i casi non siamo noi a decidere, noi
siamo solo uno strumento per far fluire l’energia.
Chi trasmette deve mettere Amore, dedizione, chi riceve deve essere
consapevole di voler ricevere questo dono.
Che cos’è l’autotrattamento?
È un sistema di guarigione: impostando le proprie mani sulla parte
sofferente si trasmette l’energia Reiki.
Che cosa si può trattare col Reiki?
Si può trattare tutto ciò che si vuole, non ci sono limiti: persone,
animali, piante, fiori, cibo, medicine, ambiente ecc…
Che cos’è l’attivazione?
E un trattamento speciale che il Master applica sull’allievo che
partecipa ad uno dei seminari di 1° 2° e 3° livello. L’allievo
riceve una vera e propria "benedizione".
Quali sono le reazioni e gli effetti dell’attivazione?
Spesso le persone che partecipano ai seminari inizialmente appaiano
tristi e insicure.
Dopo le prime iniziazioni incominciano ad avere più fiducia, quindi si
rilassano di più, comprendendo che è un programma che non li mette a
disagio. Sul loro viso si manifesta quel senso di gioia che ognuno vuol
raggiungere.
Gli effetti sono moltissimi e variano da persona a persona a seconda
delle situazioni:
si possono rimuovere blocchi di vecchia data, atteggiamenti negativi,
situazioni inconsce di vari aspetti, e in alcuni casi si hanno anche
dolori fisici o stati di euforia.
Non esiste una regola: questi effetti che ho elencato non
necessariamente si verificano su tutte le persone attivate; può anche
non accadere nulla di tutto ciò quindi consiglio di partecipare ai
seminari senza preconcetti o paure.
Dopo l'attivazione e le eventuali reazioni ha inizio un modo di vivere
più sano, con più desiderio d’ Amore e consapevolezza.
È vero che il Reiki può aiutarti a smettere di fumare?
Il Reiki è un ottimo strumento per tutto, può aiutarti per qualsiasi
situazione, è importante però che anche tu fai la tua parte. Io ad
esempio fumavo ed ho smesso dalla sera alla mattina. Dipende solo da te
e da cosa vuoi fare della tua vita.
Quanti sono i livelli ufficiali? Qual è il tempo di attesa tra un
livello e l’altro?
Per chi pratica il metodo tradizionale Usui i livelli sono tre.
Non c’è un tempo specifico, è il master che decide se l’allievo e
pronto per affrontare l’altro livello. C’è però chi dice che
bisogna aspettare almeno tre mesi per i primi due livelli, e almeno
qualche anno per il terzo (che rende Master).
Per il passaggio dei vari livelli è importante praticare ed essere
presenti agli incontri di scambio, avere un ottimo dialogo e fiducia
reciproca col proprio Master, soprattutto per il terzo livello.
Qual è l’importanza del seminario?
Per coloro che vogliono migliorarsi in questa vita è importante
partecipare ai seminari, perché aiuta a migliorare la propria
sensibilità e a crescere a livello sottile e non.
Aiuta a capire e percepire quelle piccole sfumature di un messaggio che
spesso ignoriamo:
ci fa realizzare quanto siamo importanti, conoscere altre persone e
capirne la loro bellezza, fa capire che vale la pena vivere la vita con
gioia e altruismo malgrado il mondo vada in una direzione di
autodistruzione.
Fa capire anche altre sensazioni difficili da spiegare in quanto parti
di esperienze interpersonali.
E' importante la costanza e la pratica se si vuole realizzare il cammino
attraverso il Reiki; non è sufficiente partecipare al seminario e poi
non farsi più vedere come hanno fatto in molti, ognuno fa della propria
vita ciò che vuole, ma secondo me, è importante partecipare agli
incontri del Mercoledì, ai seminari che si tengono durante l’anno,
essere sempre attivi, solo così si può avere un alto miglioramento di
se stesso.
È obbligatorio arrivare ad avere tutti e tre i livelli?
No non è obbligatorio, uno può fare solo il Primo.
E' consigliabile conseguire il Secondo livello per avere l’opportunità
di fare il trattamento a distanza, intensificare l'energia attraverso i
simboli ed eseguire il trattamento mentale.
Il Terzo livello è riservato a colui che intraprendere la strada
dell’insegnamento, diventando Master. Per fare il terzo livello
bisogna avere esperienza, quindi partecipare ai vari seminari, sia di
primo che di secondo livello.
Dal punto di vista curativo ci sono differenze tra i vari livelli?
Nessuna differenza negli effetti ma solo nella pratica: le potenzialità
del primo sono uguali a quelle del secondo, che differisce nelle modalità
che ho già spiegato prima.
Cosa sviluppa il 1° il 2° e il 3° livello?
È una domanda strana, credo che andrebbe formulata diversamente,
comunque provo a risponderti.
Il primo livello ti fa avere un impatto con una realtà sconosciuta o
meglio dimenticata a causa del modo di vivere negativo e talvolta
esclusivamente materialista, che porta ad abbandonare la parte
interiore, emotiva ecc…
quindi avviene il risveglio dell’amore, del rispetto verso se stessi e
verso gli altri.
Il secondo sviluppa la riconoscenza. L’allievo riconosce seriamente
quali sono i propri problemi, ne prende atto e li affronta per
continuare a migliorarsi.
Superando alcuni blocchi ed ostacoli (non necessariamente provocati da
questa vita ma anche da quelle passate) che impediscono di vivere
pienamente e di comprendere l’essenza di questa vita, si può
migliorare il processo Karmico.
Il terzo livello rende Master (Maestro): colui che insegna, colui che
inizia l’allievo ad un processo di guarigione.
Il ruolo del Master è molto importante in quanto deve comprendere i
bisogni degli allievi e dare loro consigli senza obbligarli a seguire
una strada che per il momento non sarebbe comprensibile.
Insegna i principi della vita.
Quindi il terzo livello sviluppa la Consapevolezza, il Master deve avere
la consapevolezza che lui è l’insegnante, per un processo di
guarigione che avviene mediante l’iniziazione e non solo, deve avere
la responsabilità di come portare avanti un seminario. Non avere dubbi
significa essere sempre consapevole.
Amore, riconoscenza e consapevolezza sono i primi tre punti da
concretizzare per proseguire nella ricerca del proprio equilibrio
interiore ed esteriore.
È importante praticare tutti i giorni con costanza e devozione!
Il Reiki può aiutare a liberarci dei nostri blocchi karmici?
Si…possiamo liberarci dei blocchi karmici attraverso la pratica è la
conoscenza del Reiki, perché il Reiki ci rende più consapevoli, ci
invita sempre di più ad essere responsabili verso la nostra vita.
Ci sono molto ostacoli da superare, e uno di questi è capire perché
siamo qui su questa terra, e qual'è il compito per cui siamo stati
chiamati.
Quando si parla di karma, le persone spesso si spaventano perché non
sanno che cos’è: un mistero della vita, sconosciuto a molte persone.
Si fatica a credere che è qualcosa che ci portiamo dal passato o da
situazioni precedenti in questa vita, ed è qualcosa che in qualche modo
ci regola nel proseguimento del cammino verso una vita interiore. I
nostri blocchi sono strettamente regolati dei fattori karmici, quindi
bisogna accettarli e capirli facendo dei passi verso uno stato di
consapevolezza più elevata, dobbiamo prendere coscienza del fatto che
la nostra crescita aiuta il nostro stato di salute. Bisogna alleggerire
il peso del Karma, fino a farlo scomparire completamente e diventare
qualcosa di puro. E’ chiaro che questo è un lavoro che viene fatto
attraverso le nostre fasi di crescita, di vita in vita. Questo è il più
grande scopo di questa vita: capire seriamente quello che dobbiamo fare;
non possiamo mirare ad un nostro miglioramento, pensando ad una maggiore
consapevolezza in una prossima vita: “Adesso è il momento, non
domani”.
Ed ecco che dobbiamo sforzarci, e fare del grande lavoro con noi stessi
e con gli altri.
La maggior parte delle persone non si pongono queste domande perché
danno tutto per scontato o meglio non vogliono guardare oltre certi
aspetti. Il fatto di scoprire qualcosa che non si riesce a capire e
giustificare razionalmente spaventa molti .
La recettività al trattamento, sia a contatto che a distanza, cambia
fra una persona attivata e una non attivata?
No, non cambia nulla.
Nel trattamento a distanza, la recettività è identica se le persone
sono a conoscenza che in quel determinato momento stanno ricevendo un
trattamento e lo accettano.
Talvolta le persone attivate al Reiki possono percepire un trattamento a
distanza: anche senza essere stati avvisati sono consapevoli
dell'energia che stanno ricevendo.
Questa consapevolezza manca alle persone che non hanno alcun livello:
mentre ricevono un trattamento, possono percepire delle sensazioni nuove
che non riescono a identificare, se non dopo aver parlato dello stesso
con la persona che glie lo ha trasmesso.
C’è da aggiungere a tutto questo un fatto particolare: Reiki è
energia intelligente, non è detto che al momento del trattamento la
persona riceva immediatamente benefici.
Può darsi che in quel momento non ne abbia bisogno, allora il Reiki
arriverà al momento giusto che può essere qualche ora più tardi,
qualche giorno dopo, o addirittura prima del trattamento. L’importante
è trattare sia a distanza che a contatto e lasciare che sia il Reiki ad
agire.
Ricordarsi sempre che siamo solo un canale, non colui che guarisce.
Persone disabili possono partecipare ai seminari di Reiki?
Si, anche le persone disabili (purché non con gravi problemi mentali
che ne impedirebbero l'apprendimento) possono partecipare ai seminari.
Il Reiki è per tutti non solo per alcuni. Abbiamo gia avuto dei ragazzi
disabili ai corsi, e con ottimi risultati. Per quanto riguarda i
disabili mentali è importante che qualcuno faccia loro dei trattamenti
di Reiki, perché la parte sottile (corpo sottile) non è disabile.
(dal sito di prema rasa)
Reiki
guarigione naturale
Il contatto fisico fornisce calore e sentimenti di tenerezza e amore:
l'appoggiare le mani sul corpo non è un'idea del tutto sconosciuta. Se
un figlio si fa male o ci facciamo male noi stessi, la prima cosa che
facciamo è mettere le mani sulla parte ferita per sentirci meglio. Il
contatto fisico fornisce calore e sentimenti di tenerezza e amore e
molte terapie lo prevedono come parte di un processo di guarigione. Il
Reiki non è una religione né un culto, ma è guarigione naturale che
fornisce energia nella forza vitale. Il terapista Reiki riceve questa
energia e la canalizza attraverso le proprie mani, nel corpo del
paziente. Si prova un senso di benessere totale quando si opera sui
centri di energia nel corpo. La guarigione non è certo solo il
rimuovere di un sintomo, come si pensa comunemente, ma è un processo
completo e risolve appieno la causa della malattia stessa. Sebbene il
Reiki sia nato in Oriente è oggi usato in larghissima scala soprattutto
in Occidente ed è praticato per guarire una serie diversa di malattie
sia mentali sia fisiche. E’ uno dei doni più belli che si possano
ricevere e dividere con altri, é amore universale, compassione, armonia
ed equilibrio, ciò ci porta ad un senso di integrità, sentiero di
gioia e felicità.
Il Reiki è una semplice tecnica che è praticata con l'imposizione
delle mani sul corpo. E' un contatto terapeutico che permette
all'energia di attraversare il corpo del paziente attraverso le mani del
terapista che canalizza un'energia pura e purificatrice da una forza
superiore che, in questa sede, chiamiamo Universo. E' un buon esercizio
per gli studenti praticare il Reiki. Si esegue prima a livello mentale e
poi a quello fisico. E' bene sottoporre a Reiki ciò che si mangia, ciò
che si beve, gli animali domestici, le medicine che si assumono, le
piante di casa, la stanza in cui si dorme, la propria abitazione. Si sarà
piacevolmente sorpresi dalla vibrante energia dalla quale si sarà
circondati. L'universo ci fornisce una certa quantità di energia
giornaliera. Molte persone oggi si stanno avvicinando al Reiki,
consapevoli del benessere che i trattamenti Reiki sprigionano. E' una
terapia molto rilassante che guarisce dallo stress, dall'ansia e da
tutto ciò che quotidianamente mina il nostro stato fisico. L'energia
Reiki che il terapista trasmette al paziente è un'energia purificatrice
che spazza via quella di cui il corpo non ha più bisogno e che in
qualche modo si è accumulata nel corpo stesso.
Il trattamento di Reiki funziona liberando i chakra da energie non
volute (per alcuni "energia negativa"). I chakra sono centri
di energia. Ce ne sono molti nel nostro corpo, ma noi c'interesseremo
solo dei sette maggiori. Il Reiki si trasmette attraverso un rituale
iniziatico. L'iniziazione o armonizzazione connette il maestro alla
fonte dell'energia universale per tutta la vita. Il collegamento alla
fonte e l'abilità di canalizzare l'energia s'incrementano maggiormente
nei successivi momenti del rito. Per connettersi all'energia universale
il ricevente pone le proprie mani su se stesso o su altri per far in
modo che l'energia scorra attraverso di lui automaticamente. Durante il
trattamento nel terapista avviene una crescita del KI che lo porta a
sentirsi energizzato e in grado di eseguire anche più trattamenti uno
dopo l'altro. Le sue energie non si esauriranno mai perché provengono
dalla Forza Universale di cui egli è tramite. Il terapista non assorbe
alcuna energia dal paziente. Essa, infatti, è eliminata attraverso le
estremità del paziente stesso
(dita delle mani e dei
piedi).
Questa è la differenza basilare che intercorre tra Reiki e
Pranoterapia. Il Reiki guarisce qualunque tipo di problema, basta
desiderarlo veramente a livello inconscio. Pensieri e sentimenti di
rancore sono le cause principali della restrizione dello scorrere
dell'energia KI. La mente è responsabile della maggior parte delle
malattie nel mondo moderno. Il Reiki opera direttamente sul subconscio
che racchiude questi pensieri e sentimenti e spezza questo circolo
vizioso mandando via i pensieri negativi per sempre. Dopo questa fase di
"eliminazione" e pulizia il KI è libero di scorrere nel corpo
equilibrando le funzioni del corpo fisico e restaurando condizioni di
salute ottimali. Se si pensa ad una casa piena di luci il processo di
iniziazione non è altro che l'azione di accendere le luci nella casa.
Gli interruttori che sono collegati alle luci rappresentano i chakra. I
chakra collegano il corpo fisico alla supercoscienza. Trovo che in
Italia esiste una grande disinformazione sul Reiki per merito di alcuni
maestri senza scrupoli che hanno fatto del Reiki soltanto un business
lucrativo.
Il Reiki non è tutto ciò, è giusto che i lettori sappiano che il
Reiki è soltanto amore, e può essere donato soltanto con la bontà e
la compassione che ogni essere umano ha dentro di sé, basta soltanto
risvegliare il nostro cuore a tale disciplina.
Gaetano Vivo
Fonte: www.solaris
FAQ - Frequently Asked Question
Le domande più Frequenti
Reiki è una religione?
Reiki non è una
religione perchè non è un sistema di regole che dicono come o
quale divinità adorare. Non ci sono divinità, santi o personificazioni
di forze naturali. Reiki ci insegna a considerare in ogni situazione la
dimensione spirituale, ossia il senso, il significato, il perchè, la
causa prima degli eventi. Reiki è una via di crescita spirituale che
lascia libero chiunque di professare il proprio credo religioso, ma
aiuta anche ad entrare in profondo contatto con la trascendenza, con il
senso della propria vita, con il proprio destino. La parola Rei in
giapponese significa Energia Spirituale mentre la
parola Ki significa Energia Individuale. Nella parola
stessa Reiki è quindi insito il fatto che ogni individuo è composto di
una parte materiale e di una spirituale e che l'una non è completa se
l'altra manca. Reiki non si rivolge soltanto alle persone ma lo possiamo
applicare in ogni situazione e in ogni istante della nostra vita, nelle
nostre relazioni con amici e familiari, con il cibo che mangiamo e con
gli abiti che indossiamo, con i nostri animali, siano cavalli, cani o
gatti, perfino nell'utilizzare apparecchiature elettroniche o
meccaniche, come il PC o l'auto. Poichè ogni cosa è energia, Reiki si
può applicare ad ogni cosa.
Reiki si pone in contrasto con le religioni, ad esempio il
Cristianesimo?
Reiki è un percorso di Crescita
Spirituale e come tale aiuta e sostiene chi è religioso
e percorre un Cammino Spirituale, a qualunque cultura esso appartenga.
Reiki insegna a canalizzare l'energia e ad utilizzarla attraverso le
mani e sappiamo dalle Sacre Scritture che il Cristo e il Buddha
possedevano poteri taumaturgici. Sono moltissimi in tutto il
mondo i fedeli di ogni religione che hanno incontrato Reiki.
Reiki è una profonda esperienza di contatto con l'energia universale
della vita e ha portato anzi molte persone a ritrovare la Fede
in Dio, perfino alcuni sacerdoti cattolici e monaci buddisti
hanno ricevuto Reiki e le loro esperienze e testimonianze sono state
assai positive.
Reiki può definirsi una
disciplina orientale?
Reiki non è
propriamente una disciplina perchè non ci sono esercizi, non
ci sono regole o schemi di comportamento da seguire. Non è
nemmeno corretto definirla "orientale" in quanto se
è vero che Mikao Usui è nato e vissuto in Giappone, tuttavia le
origini di Reiki risalgono agli insegnamenti del Buddha e del Cristo. La
matrice culturale del Reiki è dunque un insieme di Buddismo,
Scintoismo, Taoismo e Cristianesimo.
Reiki è una filosofia o una
ideologia di qualche tipo?
Reiki non è una
filosofia o una scienza perchè non pretende di spiegare o
sperimentare o dimostrare qualcosa attraverso la ragione o la
dimostrazione scientifica. Reiki si basa sul principio della attivazione
della capacità di canalizzare l'energia vitale e di utilizzarla a scopi
di guarigione. Da ciò discende una riflessione su principi che non
appartengono a una specifica filosofia, ma che piuttosto sono il frutto
di una profonda meditazione individuale sulla propria vita, sul proprio
destino, sui principi universali e sulle forze che governano l'esistenza
umana.
Reiki ha qualcosa a che vedere
con la medicina o con la psicologia?
Reiki non ha nulla a che
vedere con la medicina o la psicologia perchè non si occupa di
debellare i sintomi fisici o psichici, non utilizza sostanze di alcun
tipo, non utilizza tecniche, esercizi o strumenti terapeutici, ma cerca
di risalire alla causa spirituale della sofferenza. In molti casi
(soprattutto nel Nord Europa e negli Stati Uniti) Reiki viene utilizzato
negli Ospedali ed è in generale consigliato dagli stessi medici ai loro
pazienti. Anche in Italia molti medici e psicanalisti praticano Reiki o
lo consigliano come coadiuvante nella terapia.
Reiki fa parte della New Age?
La New Age (La Nuova Era, ossia
l'Era dell'Acquario) nasce fondamentalmente alla fine degli anni '80
come un genere musicale orientato su melodie etniche,
da meditazione e da rilassamento. In seguito si sviluppa proponendo
libri, articoli e corsi su argomenti legati al mondo dell'esoterismo,
dell'occulto, della magia, della spiritualità intesa in modo
piuttosto superficiale. Pur essendo un fenomeno interessante dal punto
di vista sociologico in quanto denuncia una richiesta di svago
alternativo impregnata di misticismo, la New Age resta sostanzialmente
una moda. Reiki non ha nulla a che vedere con la New Age
in quanto ha origini remote che datano 2500 anni ed è una pratica che
è stata riscoperta alla fine del XIX secolo. Inoltre, benché Reiki
venga talvolta assimilato alla moda della New Age è più corretto
collocarlo nella categoria delle Terapie non convenzionali, insieme
all'Omeopatia, allo Shiatsu, allo Yoga, all'Agopuntura, alla Medicina
Tradizionale Cinese, all'Ayurveda, alla Floriterapia. Recentemente
alcune Regioni, tra cui il Piemonte e il Friuli Venezia Giulia hanno
dato pieno riconoscimento a Reiki inserendolo tra le terapie non
convenzionali. Ma la definizione più corretta di Reiki è come Metodo
di Crescita Spirituale, in quanto il suo scopo non è
esclusivamente la cura del corpo bensì lo sviluppo della consapevolezza
e dell'amore per se stessi e per gli altri.
LA NEW AGE, approfondimenti
a cura dell'Istituto Pascal
Un buon numero dei nuovi
movimenti religiosi è sorto e si è sviluppato negli Stati Uniti verso
la fine degli anni sessanta, sullo sfondo della cosiddetta
"rivoluzione dei fiori" e della collegata controcultura
giovanile, quest'ultima inizialmente mossa da interessi politici e
sociali, ha ben presto dato vita a movimenti di ispirazione religiosa,
cristiana ed orientale. Su questo sfondo, nel corso degli anni settanta
si sono affermati nuovi gruppi religiosi, come gli Hare Krishna e la
Chiesa dell'Unificazione del reverendo Moon. Questi movimenti,
nonostante le notevoli differenze di origine, di natura e di scopi,
hanno comunque alcune caratteristiche comuni: innanzi tutto si tratta di
movimenti laici, che rifiutano cioè in genere in modo esplicito la
concezione tradizionale di delegare ad una casta sacerdotale il
monopolio del sacro. Al centro del loro interesse vi è inoltre la
ricerca di esperienze autentiche e coinvolgenti l'intera personalità.
Dominante è poi uno sfondo apocalittico, la concezione cioè
dell'imminenza della fine dell'ordine presente, destinato ben presto a
crollare (secondo un tipico scenario catastrofico), per dar luogo al
trionfo del nuovo ordine annunciato. Anche se di origine locale, come la
Chiesa dell'Unificazione, nata in Corea, o alcune nuove religioni
giapponesi esportate in occidente, questi gruppi religiosi sono
caratterizzati da una tendenza missionaria e universalistica, unitamente
alla centralità assegnata alle scelte individuali. Questi ed altri
tratti comuni spiegano il relativo successo che tali movimenti hanno
avuto, nonostante le loro differenze di dottrina, di pratiche e di
scopi, anche quando ben presto dagli Stati Uniti sono stati esportati in
Europa.
La seconda metà degli anni
settanta ha visto la progressiva ed inarrestabile messa in crisi di
questi movimenti, molti dei quali sono oggi scomparsi o in via di
estinzione. Infatti, la maggior parte di essi aveva trovato il suo
terreno di cultura in una base sociale incline a formazione di tipo
settario, bisognose cioè di ritrovare nel nuovo movimento religioso
quel tipo di relazioni "calde" proprie delle comunità
emozionali che le chiese parevano non essere in grado di offrire. I
cambiamenti strutturali intercorsi nel frattempo avevano creato un
terreno sociologico più favorevole ad un tipo di religiosità più
fluido e magmatico: questo tipo di nuova religiosità, che è venuto
emergendo nel corso dei primi anni ottanta e che ha dominato la scena
del decennio successivo, si identifica in sostanza con la New Age,
esempio tangibile dell'ultima "nouvelle vague" indotta dal
mutamento tipico della modernità.
Da un certo punto di vista
"New Age" è solo un'etichetta, in buona parte inventata, per
facilitare la comunicazione attraverso i mass-media. Tale espressione
comprende contenuti a prima vista eterogenei: la comunicazione con
spiriti e maestri superiori; la rilettura al passo coi tempi dello
spiritismo ottocentesco; varie arti della guarigione unite all'idea
tradizionale che la malattia ha un'origine spirituale, anzi psicologica
nella mente del singolo (è cioè la conseguenza del suo ignorare i veri
poteri che la sua mente possiede); una sorta di "filosofia
naturale", che è in polemica con il meccanicismo della scienza
tradizionale e appoggiandosi sia a certe visione dell'astrofisica, sia
al sapere tradizionale, tende a riproporre una concezione evidente ed
organica del cosmo in una prospettiva onnicomprensiva; infine, un
neopaganesimo, variamente articolato, alla ricerca del mistero, e
intriso di succhi magici: Ciò che unisce questo mondo religioso
variegato è in realtà una visione tipicamente gnostica nota. I
caratteri strutturali di questa visione, che si ritrovano in genere nei
testi rappresentativi delle correnti sopra ricordate, possono essere
ricondotti a quattro elementi fondamentali: uno sfondo panteistico, una
concezione polistica, cioè onnicomprensiva, una prospettiva
evoluzionistica e una psicologizzazione della religione, che coincide
con una sacralizzazione della psicologia. Questi quattro elementi sono
inseriti, come ricorda il nome stesso del movimento in una prospettiva
altamente millenaristica e apocalittica, rappresentata dall'attesa di
una nuova età, quella dell'Acquario, che succederà a quella dei Pesci,
nella quale siamo vissuti finora, contraddistinta dal predominio di una
fede cristiana di tipo monoteistico. La New Age preannuncia l'avvento di
una nuova epoca post-cristiana, caratterizzata da una fede non più
ruotante intorno ad un Dio personale ed esclusivo, proprio della
tradizione giudaico-cristiana. Mentre in una prima fase sembra dominare
il cosiddetto "premillenarismo passivo", cioè l'attesa
passiva dell'evento catastrofico che preannuncia l'avvento del
millennio, nella seconda fase, che si spinge fino ai giorni nostri, si
passa al cosidetto post-millenarismo, nel senso che ora diventa decisivo
l'impegno di ogni singolo New-Ager a trasformare la propria coscienza in
preparazione alla trasformazione della coscienza generale.
Il primo degli elementi
costitutivi delle New Age è dato da un certo da un certo panteismo di
fondo, che si traduce in un rigetto più o meno esplicito della fede in
un dio creatore, personale e trascendente, a favore di una realtà
ultima variamente denominata che si configura comunque come mente,
energia e vita. Ne consegue un atteggiamento tendenzialmente ottimistico
e positivo verso questo mondo, considerato il migliore dei mondi
possibili; perciò non vi è posto, come in ogni panteismo che si
rispetti, per l'esistenza del male: esso, infatti, coincide in sostanza
con l'ignoranza che avvolge la nostra mente riguardo alla nostra vera
natura, che è di origine divina, una mente che di conseguenza,
riunendosi con l'energia e la vita da cui promana, è in grado di
superare gli ostacoli che la avvolgono. L'antropologia della New Age è
dunque tendenzialmente dicotomica, nel senso che da un lato troviamo
l'ego o la persona come risultato della formazione biologica e dei
condizionamenti socioculturali, dall'altro il sé come fondamento
divino, anche se nei differenti autori è possibile trovare posizione
variamente articolate, legate per esempio alla dottrina della
reincarnazione e alla teoria dei vari corpi celesti. Resta comunque
essenziale il fatto che ciò che definisce l'uomo non è la sua
dimensione personale, intesa come involucro con cui la società (una
società verso cui la New Age è critica) imprigiona la vera realtà del
singolo, ma appunto il sé, la mente, la coscienza, intesi come il
fondamento ultimo ed irriducibile, di natura divina del singolo.
Il secondo elemento fondamentale
che pervade tutto il movimento della New Age è l'olismo, il quale si
oppone al dualismo ed al riduzionismo, ritenuti tratti distintivi del
paradigma culturale dominante, e pervade i vari rami del movimento,
dalle differenti forme di arte della guarigione, tenute insieme appunto
da una concezione olistica della salute, alla ricerca di una coscienza
globale unitaria della realtà e alla consapevolezza ecologiaca che
l'uomo, la società, gli organismi viventi, il mondo e l'universo
costituiscono un complesso organico interconnesso in tutte le sue parti.
Questo olismo ha alcune implicazioni, che possono manifestarsi vari
modi: la possibilità implicita, derivante dalla prospettiva
panteistica, di ridurre la complessità del reale e delle sue
manifestazioni ad una fonte ultima; l'idea che esiste una
"simpatia", cioè una rete di relazioni tra tutti gli elementi
che compongono il cosmo, animati e non (l'universo è, infatti, ritenuto
un organismo vivente in tutte le sue parti che non sono soltanto
regolate da leggi meccanicistiche).
Il terzo elemento è costituito
dall'evoluzione che si può definire creatrice nel senso che la realtà
del cosmo non è ceca ed irrazionale finalisticamente orientata, per cui
il compito del singolo consiste appunto nell'entrare in sintonia con
questa energia infinita, elevandosi attraverso una progressiva presa di
coscienza. I miti cosmogonici (cioè relativi alle origini
dell'universo) che compaiono qua e là, sono basati su di un'idea di
fondo variamente articolata: essi descrivono come, all'interno di
un'originaria unità, il fondamento del cosmo, emerga, come conseguenza
di una sorta di Big Bang iniziale, una dualità, una rottura, che mette
in modo, come in una reazione a catena, la molteplicità dell'esistente.
Questo tipico processo di emanazione e di diversificazione dall'uno ai
molti lascia d'altro canto intatta l'essenziale integrità
dell'universo: vi sono cioè polarità ma mai un vero e proprio
dualismo, il quale è considerato un'illusione della mente umana. In
altri termini, la caduta è di natura psicologica, non cosmologica.
Siamo così giunti al quarto ed
ultimo elemento, riassumibile nel tema della trasformazione della
religione e di una sacralizzazione della psicologia. Per un verso,
infatti, il mondo religioso s'interiorizza in modo radicale. Da questo
punto di vista la New Age esprime al meglio la religiosità dell'era
dell'individualismo: il singolo è invitato a realizzare nel tempo
particolare del proprio io il processo decisivo di trasformazione della
propria coscienza, che coincide con un tipico processo di gnosi
(scoprire cioè il proprio sé corrispondente con la possibilità di
creare la propria verità).Soggiacente a ciò vi è l'idea che ogni cosa
è significativa, che ciò che conta è ciò che facciamo e che occorre
reagire ad un tipo di vita priva di senso e frantumata, diventando
completamente responsabili della propria vita, dal momento che non
esistono poteri misteriosi all'infuori di noi, imparando di conseguenza
a superare tutti quei blocchi, legati fondamentalmente all'ignoranza,
che impediscono di realizzarci autonomamente. Per questo il processo
salvifico è necessariamente un processo psicologico, un viaggio
interiore nei meandri della propria psiche. Per un altro verso, però,
quella alla quale si assiste è una sacralizzazione della psicologia, si
tratta, infatti, di un processo che aspira ad una gnosi perfetta e
redentrice, in grado di liberarci definitivamente dal velo delle
illusioni e dall'oblio dell'ignoranza. Ognuno è dunque invitato a
divenire terapista di se stesso, liberandosi da ogni forma di
dipendenza, dapprima riconoscendo e smantellando le false credenze e i
blocchi da cui è ostruita la mente, per poter poi, grazie a queste
nuove esperienze, in una sorta di autodeterminazione totale giungere
all'illuminazione salvatrice. Soltanto in questo modo sarà possibile
contribuire al generale processo evolutivo; in altri termini diventare
Dio, creare la propria realtà e svegliare la propria coscienza
coincidono con il più generale processo di crescita della coscienza
cosmica e contribuiscono al più ampio fenomeno di riunificazione della
realtà divisa.
Si tratta in conclusione di un
tipo di religiosità in profonda sintonia con le trasformazioni in atto
nella nostra società. La New Age, infatti, mira a fornire al singolo
individuo un sistema di credenze fondato sulla consapevolezza della sua
originaria natura divina, coincidente con il suo sé, che gli permetta
di "navigare" nel mondo virtuale in cui sempre più viviamo.
Chi entra nella New Age, fa il
suo ingresso in una rete in grado di collegarlo immediatamente, in tempo
reale, con gli altri utenti di questo particolare sistema
d'interconnessioni spirituali. Si tratta di un fenomeno che è nel
contempo popolare, nel senso che è accessibile a tutti, ed elitario,
perché soltanto all'élite decisa ad approfondire i vari collegamenti
(ad esempio a comprendere che cosa si celi veramente dietro alla bella
musica che si ascolta) sarà possibile avere accesso ai "siti"
che contano, ovviamente dal punto di vista del proprio viaggio
spirituale. Si può dunque fare del "bricolage", nel senso di
mettere insieme pratiche e credenze a prima vista incompatibili, ma
questa è solo la superficie. Ciò che conta è che attraverso questo
gioco dell'io, che può essere anche impacciato da ricadute
narcisistiche, è possibile accedere ad un livello più profondo di
realtà. Quest'ultimo coincide con la scoperta del sé, come fondamento
divino ed incrollabile, dell'ego personale, socialmente determinato, e
dei collegamenti possibili nel tempo senza tempo della coscienza
cosmica, sia con gli altri sé dispersi nella rete del cosmo e della
società, sia soprattutto con il fondamento ultimo, una realtà
immanente, che può anche essere definita "dio", ma che si
configura come la negazione del Dio cristiano, essendo coscienza
cosmica, energia e vita in continua evoluzione.
In conclusione, merita
sottolineare le conseguenze pratiche e la particolare etica che
conseguono da ciò. Chi è in grado di "navigare" veramente
nella New Age diventa capace di creare da sé la propria realtà, senza
bisogno di alcuna mediazione istituzionale, tutt'al più ispirato da
qualche voce interiore. Questa sorta di neo-idealismo a sfondo
panteistico sorprende per la sua radicalità che semplifica complessi
problemi filosofici, riprendendo antiche ricette tradizionali, come
"viaggi" interiori e visualizzazioni creatrici riadattate ai
bisogni di una nuova religiosità modulare e flessibile, non legata a
tempi e luoghi particolari, portatile al pari del computer, disancorata
dal peso di memorie ingombranti, galleggiante come la pubblicità, in un
ottimismo di maniera, pericolosamente privo di confini. Il male non
esiste: esso è semplicemente l'effetto dell'ignoranza che avvolge la
mente dell'ego, socialmente condizionato. Grazie alla gnosi particolare
che fornisce la scoperta del sé, sarà possibile rientrare in possesso
della propria vera natura, ignara del tradizionale dualismo tra male e
bene, sintonizzandosi con i propri simili e vivendo finalmente in
armonia con il cosmo.
Una religione senza Dio e senza
Chiesa è infine una religione senza Aldilà e dunque senza giudizio.
Inutilmente si cercherebbero nei testi della New Age termini ed
esperienze un tempo familiari come peccato, senso di colpa, espiazione,
redenzione e grazia. Nessuno può essere ritenuto responsabile per il
male fatto ad altri, dal momento che il male in realtà non esiste.
NOTA: la gnosi è una forma di
conoscenza del divino superiore alla fede, proposta da una serie di
movimenti di pensiero di ispirazione più o meno direttamente religiosa,
per la salvezza dell'anima. Essa ebbe una larga diffusione nei primi
secoli della nostra era, intrecciandosi o contrapponendosi al
cristianesimo primitivo. Il vocabolo deriva dal greco gnosis, che
significa appunto conoscenza.
tratto da: http://www.reiki.it/Centro_Internazionale_Reiki.php
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