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Cos'è il sufismo
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I sette
livelli dell'essere
Fin dal primo momento in cui abbiamo fatto il nostro ingresso nella
scuola del Sufismo, ci hanno parlato dei sette livelli dell'essere.
Questi sette livelli sono come esami in un sistema educativo che ognuno
deve superare per ottenere la laurea. Però nel nostro sistema le
valutazioni sono fatte da un'Autorità più Alta di qualunque insegnante.
L'aver superato o no un esame ci viene reso noto mediante sogni
veritieri, ed è attraverso l'interpretazione di questi che l'insegnante
assegna nuove responsabilità e nuovi compiti al ricercatore. Ma ciò che
è più importante e che il ricercatore stesso dovrebbe essere in grado di
realizzare qual è il proprio stato, cosi che possa passare allo stato
successivo al quale egli aspira. Ovviamente è in primo luogo necessario
che egli sia cosciente, consapevole del proprio carattere e delle
proprie azioni, e che sia sincero nell'osservare se stesso. Ma è anche
necessario che egli conosca a fondo le caratteristiche d'ogni livello,
specialmente del livello in cui presume di essere e del livello
successivo al quale egli spera di giungere.
Quindi ancora una volta dobbiamo accingerci a studiare le
caratteristiche dei sette livelli dell'essere e cercare di vedere a che
livello siamo. Con la speranza che questo tentativo incrementi i nostri
sforzi per raggiungere il livello immediatamente successivo e ci renda
attenti a non regrederire al livello più basso.
Non è assolutamente in dubbio che il potenziale per la perfezione è
presente in ogni esser umano, poiché Iddio Altissimo ha posto i Suoi
Divini Segreti nell'essenza dell'uomo, al fine di far apparire dai regni
sconosciuti i Suoi Bei Nomi e Attributi. Ma noi abbiamo dimenticato la
perfezione che è stata posta prima che giungessimo in questo mondo
rivestiti di carne e ossa. Il nostro essere fisico e il suo attaccamento
al mondo in cui vive, copre e lascia nell'oscurità la bellezza e la
sapienza che sono nascoste in noi e ci ha fatto dimenticare la nostra
origine: ci ha lasciato in uno stato d'ignoranza.
Dio nella Sua Misericordia ci ha rivelato nei Suoi Libri Divini degli
insegnamenti e ci ha inviato i Suoi profeti e i Suoi santi come guide ed
esempi per insegnarci e riportarci alla consapevolezza, alla luce, dalle
tenebre con le quali noi abbiamo coperto noi stessi. A quelli di noi che
sono in grado di svegliarsi, che riscoprono ciò che di santo c'è in noi
stessi e che desiderano giungere più vicini al nostro Creatore e alla
nostra origine, che è la perfezione, è stato promesso che se "facciamo
un passo verso Dio, Lui ci correrà incontro".
L'uomo ha due anime. Una è detta Ruhu Hayvani, l'anima animale, e
l'altra Ruhu Insani, l'anima umana. L'anima animale è una sostanza
creata, raffinata che controlla la vita, la mente, i sensi, i
sentimenti, le emozioni, la volontà e i movimenti del corpo fisico. E il
nostro essere, che si collega a quest'anima è detto "io animale", l'io
governato dai desideri della nostra carne o Nafsi Ammara, l'io che
comanda il male, che è il primo e il più basso dei sette livelli
dell'essere.
Il Nafsi Ammara è una manifestazione dell'anima animale nell'uomo,
mentre i sei gradini successivi all'io che comanda il male sono lo
sviluppo dell'anima umana, che è N anche chiamata Nafsi Natiqa, l'essere
che può comunicare con il linguaggio, o l'Essere Razionale.
I successivi sei livelli sono:
Nafsi Lawwama, quando l'uomo ascolta la voce della sua coscienza e tenta
di resistere ai suoi desideri carnali;
Nafsi Mulhima, quando l'uomo riceve istruzioni dirette mediante le
ispirazioni del suo Signore;
Nafsi Mutmainna, quando l'uomo è liberato dall'auto-indulgenza e trova
pace e tranquillità nel suo stato di pietà e obbedienza al suo Signore;
Nafsi Radiyya, quando l'uomo accetta tutto ciò che gli accade senza
alcun risentimento o sofferenza e quando il bene e il male diventano
uguali per lui ed è contento della sua sorte;
Nafsi Mardiyya, quando l'uomo assume gli Attributi Divini, abbandonando
al sua materialità
Nafsi Safiyya, quando l'uomo raggiunge la purezza della perfetta
armonia.
Nafsi Ammara
In questo primo livello dello sviluppo dell'uomo, l'io razionale e la
coscienza umana sono stati sconfitti dalla cupidigia e dai desideri
carnali. A questo stadio il nostro io non riconosce alcuna barriera
morale o razionale al prendere ciò che vuole. Esso si esprime con
l'egoismo, l'arroganza, l'ambizione, la tirchieria, l'invidia, l'ira, il
cinismo, l'oziosità e la stupidità. All'origine gli io, i nostri se, le
nostre identità, le nostre personalità e realtà, sono uno dei doni che
il creatore ha fatto all'uomo. Ma poiché noi gli permettiamo di
inclinare verso i valori materiali, di trarre piacere solo dalla vita
mondana e poiché soccombiamo ai desideri della carne, allora diventa
brutto e diventa quasi come un animale, mentre la sua forma rimane
quella di un essere umano. È una belva camuffata da uomo, un pazzo
animale selvaggio che morde e azzanna se stesso e gli altri. Quest'io è
il nostro diavolo privato, il nostro peggior nemico, che vive dentro di
noi, ci domina e ci tiranneggia e tiene la nostra anima umana
imprigionata e dimenticata nelle profondità del nostro subconscio. Se
siamo abbastanza fortunati da essere condotti da una guida alla ricerca
di uno stato migliore, allora il diavolo ci sussurra nelle orecchie:
"Che affare fai ad essere su questa via? Non vedi che tutti quelli che
sono su questa Via alla fine muoiono? Tutto ciò che rimane di loro sono
poche parole. Lo so che desideri la Verità, ma dove sono i saggi uomini
in grado di insegnarti qualcosa? Mostrami un solo singolo uomo santo che
riceve rivelazioni, che può mostrare dei miracoli! Essi appartengono ad
un'altra epoca. Ora è l'epoca dei fatti, della scienza, della prosperità
e del benessere. Se vuoi essere religioso - va bene! Vai alla moschea,
prega, digiuna e prega gli spiriti di questi santi uomini del passato
che ti aiutino, perché non c'è più nessun valido insegnate vivente!"
In questo modo il diavolo nasconde la verità. Kufr, infedeltà, significa
coprire, nascondere in arabo. Kafir, l'infedele, significa colui che
nasconde qualcosa. Il diavolo nasconde il fatto che in ogni epoca
esistono uomini perfetti al mondo e insegnanti validi che possono
condurre alla salvezza.
Il nostro maestro, l'inviato di Dio (saws), ha due aspetti. Uno è la sua
profezia, hubuwwa; l'altro è la sua santitudine, la sua amicizia, la sua
vicinanza a Dio, o walaya. Lui è Hatemul Enbiya: l'ultimo, il Sigillo
della Profezia, ma il suo altro aspetto di santitudine è sempre stato e
sempre sarà ereditato dagli uomini perfetti, che lo amano e lo imitano,
e questi esisteranno in ogni epoca fino alla fine dei tempi. Ma se il
ricercatore presta la benché minima attenzione alle insinuazioni del
diavolo, allora soffre di dubbi sul suo maestro, è distolto dalla Via, i
suoi sforzi sono rallentati e i suoi orecchi si protenderanno di nuovo
verso i sussurri del diavolo il maledetto. Questa volta dirà: Dio
perdona, fai conto sulla Sua Misericordia, a Lui non dispiace la gente
che fa le cose che Lui permette. Sii dolce con te stesso e non
tiranneggiarti. Se tu sarai gentile con il tuo io e gli darai ciò che
vuole, allora ti obbedirà!". Se il ricercatore viene ingannato da queste
tentazioni, comincerà a dubitare; non gli sarà chiaro quali cose siano
legittime e quali no, se sono giuste o sbagliate. Quando ciò accade è
più probabile che egli scelga l'illegittima, poiché di solito è la più
piacevole per i sensi. E più i suoi sensi sono soddisfatti, più il suo
cuore sarà accecato e indurito, e più sarà incline al male.
A livello dell'io che comanda il male, tutte queste influenze sono molto
forti. Per uscirne fuori, ci vuole qualcuno che ci prenda per mano e ci
districhi. È molto difficile se non impossibile farlo da soli.
Ma mediante l'aiuto di Dio, tu puoi ascoltare la voce della ragione che
dice, "fare ciò che Dio ci permette di fare grazie alla sua
Misericordia, invece di fare ciò che ci ordina di fare, è la professione
delle creature pigre". Per il vero servitore di Dio è un obbligo vivere
secondo le regole della Shariat e gli ideali della Tariqat.
E se noi seguiamo questa decisione razionale, che è un dono immeritato
di Dio Altissimo oppure siamo salvati dalla nostra miseria da un solido
insegnante, allora potremmo salire al secondo livello del Nafsi Lawwama.
Così l'anima è spinta fuori dalla caverna tenebrosa dell'io alla luce
della coscienza, e noi vedremo la nostra arroganza trasformata in
umiltà, la vendicatività e l'odio in amore, l'ira in dolcezza, la
lussuria in castità ... Se Dio vuole.
Nafsi Lawwama
Questo è il secondo passo nello sviluppo dell'uomo. Quando l'uomo
diventa cosciente delle sue azioni è in grado di distinguere il giusto
dallo sbagliato, si dispiace per i suoi atti sbagliati. Egli non è
ancora in grado di smettere del tutto di commettere errori perché è
molto difficile rompere le abitudini del suo stadio precedente. Egli
prova a seguire gli obblighi della sua religione e prega, digiuna, fa la
carità e tenta di comportarsi in modo decente. Ma vuole essere noto come
una persona trasformata. Pubblicizza la sua pietà, i suoi buoni atti e
si aspetta apprezzamento dalla gente. Questo rende il suo comportamento
ipocrita. Talvolta egli realizza tutto ciò, e si dispiace e tenta di
cambiare. L'ipocrisia, uno dei peccati maggiori, è il pericolo
principale in questo stato.
Esistono altri due gravi pericoli: l'arroganza e l'ira. Ogni piccolo
sforzo di essere buono, comparato con lo stato precedente, sembra un
gran risultato. In tal modo pensiamo di essere i migliori, e ci adiriamo
con gli altri che sembra non ci rispettino. L'arroganza, il mentire a se
stessi, l'ipocrisia, l'ira e l'intolleranza, sono i soldati del diavolo.
Al livello del Nafsi Lawwama non siamo in salvo dal diavolo, che ci
inietta nelle vene il suo carattere di arroganza e ci sussurra nelle
orecchie: "tu adesso sei buono quanto i tuoi insegnanti; non solo sai
quanto sanno loro, ma il tuo comportamento è migliore. Se essi fossero
in grado di applicare alle proprie vite quello che insegnano sarebbero
la metà di te. Tu non hai bisogno delle loro prediche e dei loro
consigli. Che adesso la gente veda la tua sapienza e i tuoi atti
cosicché tu possa essere loro di esempio." Non solo i sussurri del
diavolo, ma a questo stadio l'intera vita mondana è contro il
ricercatore. Per lui Certamente il mondo non può perdere la sua
attrattività; lo chiama e lo tenta.
Se la risolutezza del ricercatore è debole, sarà afflitto
dall'arroganza, non ascolterà i buoni consigli, e, di fatto, combatterà
contro quelli che vogliono il suo bene, pensando che essi lo stiano
sminuendo e che facciano i superiori. Adirato, può tentare atti più
grandi di quelli che è in grado di compiere, e fallire. Il fallimento lo
farà adirare ulteriormente. Il suo umore diventerà nero, deluso; penserà
di avere preso la via sbagliata, che stava meglio prima e potrebbe
biasimare quelli che lo hanno condotto sulla Via, ricadendo nella
condizione precedente di animale in forma umana.
Se il ricercatore viene messo in guardia da questi pericoli all'inizio
del secondo stadio di Nafsi Lawwama e se è abbastanza intelligente da
non lasciare la mano che lo conduce, e se segue i consigli su come
combattere i tre nemici dell'ipocrisia, dell'ira e dell'arroganza,
supererà velocemente questo stadio. Più a lungo resta in questo stato
transitorio, peggiori saranno le difficoltà.
La cura per l'ipocrisia, sta nel realizzare che il valore di ogni cosa
in questo mondo, incluso l'opinione degli altri, è temporanea,
incostante e soggettiva, mutevole di minuto in minuto, da luogo a luogo,
da persona a persona, e infine scompare. Quindi uno dovrebbe scegliere
ciò che è permanente, eterno e potente invece di qualcosa che oggi c'è e
domani non c'è più. Quale folle accenderebbe una candela in pieno sole?
Non fare affidamento sul rispetto e l'elogio degli altri, e non temerli.
Poiché è stato detto: "Chiunque ti loda è tuo nemico perché è un alleato
dei tuoi nemici e chiunque ti indica i tuoi errori è nemico dei tuoi
nemici."
La cura per l'arroganza è ricordare che sei venuto da una goccia di seme
di tuo padre e da un uovo nel ventre di tua madre, e che finirai come un
putrido cadavere nella terra. Bellezza, forza, intelligenza, presto
diminuiranno e spariranno. Tutte le tue fortune, proprietà reputazione e
amici non ci saranno quando sarai calato da solo nella tua tomba. Le tue
preghiere, la tua pietà, i tuoi buoni atti, se fatti per impressionare
gli altri, svaniranno, e ancora peggio si rivolteranno contro di te.
Realizza che tutto ciò che hai, incluso il tuo corpo e la tua stessa
vita, non sono tuoi, ma sono ti sono prestati e affidati dal tuo
Creatore. Anche le tue azioni, se sono buone, sono Sue e se sono cattive
sei tu che stai tiranneggiando te stesso. Offri grazie per ogni cosa e
prova vergogna per i tuoi errori. La caduta di chi sta in basso è meno
dolorosa di quella di chi sta in alto.
La cura per l'ira è fondamentalmente raggiunta se puoi curare la tua
arroganza. È l'arrogante che si adira per le avversità, persino se ha
meno riconoscimenti di quelli che pensi gli spettino. L'emozione
negativa dell'ira, quando scoppia, è più veloce dello sforzo razionale
di sopprimerla. Una volta che si è accesi d'ira è difficile estinguerla.
Come il fuoco, brucia tutto ciò che di umano c'è in noi; compassione,
amore, gentilezza, generosità, la capacità di comunicare, di pensare
alle conseguenze, e l'intelligenza sono ridotte in polpette. Tutto ciò
che rimane è un pericoloso animale selvaggio ferito.
Come rimedio per richiamare e ricordare la propria umanità, l'inviato di
Dio (saws) suggerisce che quando siamo colpiti dall'ira, immediatamente
dobbiamo cambiare posizione. Se si è in piedi, dovremmo sederci. Se si è
seduti, dovremmo inginocchiarci. È difficile urlare e maledire
nell'umilissima posizione di ingínocchíato.
Oppure ci si dovrebbe sdraiare sulla schiena e pregare: "Oh Signore,
arricchiscimi con la conoscenza, abbelliscimi con la gentilezza, dammi
il dono della pietà e della paura e dell'amore per Te e la sanità
mentale e la salute, Amin". Oppure si dovrebbero fare abluzioni con
acqua fredda.
Se potessimo evitare questi pericoli, con la volontà di Dio e la guida
della nostra religione e l'aiuto del nostro maestro e il nostro
desiderio di avanzare, potremmo salire al terzo livello del Nafsi
Mulhima, il livello dove si ricevono le ispirazioni del nostro Signore.
Nafsi Mulhima
Questo è lo stadio in cui il ricercatore viene ricompensato per i suoi
sforzi, la sua costanza e la sua obbedienza al maestro. Ora lui riceve
occasionalmente messaggi dal di dentro: parole senza suono, ispirazioni
che gli danno la direzione, l'incoraggiamento e la forza per continuare
nel suo progresso. Ci sono ancora gravi pericoli, il peggiore dei quali
è che il diavolo è capace di imitare le ispirazioni divine. E il
ricercatore potrebbe non essere in grado di distinguerle. Questo è il
motivo per Cui a questo stadio la guida di un maestro è così necessaria,
di uno che sia in grado di distinguere tra la vera ispirazione e le
false immaginazioni ispirate dal diavolo.
È durante questo periodo che la relazione tra il ricercatore e il suo
maestro dovrebbe essere più stretta. Il ricercatore non dovrebbe
nascondere nulla al suo insegnante: dovrebbe rivelargli tutte le sue
speranze, le sue paure, le sue mancanze, persino se nutre del
risentimento o dell'opposizione verso di lui, deve confessarglielo.
Questi sono come i sintomi di una malattia che un ammalato deve rivelare
al dottore in cui ha fiducia. Proprio come tiene conto dei consigli dati
o della dieta prescritta, o prende diligentemente le medicine
prescritte, se obbedisce al consiglio del suo maestro, sarà in grado di
avanzare.
La voce dell'io potrebbe facilmente essere erroneamente presa per
ispirazione, specialmente quando l'io cambia il suo vocabolario da
materiale a spirituale. Il suo scopo è isolare il ricercatore dai suoi
compagni nella ricerca e dal loro insegnante. I suoi fratelli sulla Via
gli sembreranno degli schiavi ossequiosi del maestro e il maestro un
tiranno egocentrico che trae vantaggio dal suoi seguaci; in realtà i
suoi fratelli e i suoi maestri sono degli specchi in cui vede la propria
bruttezza. Quando ciò accade, il diavolo maledetto gli parla,
pretendendo di essere un'ispirazione, e dice; "Ora hai visto e capito
tutto. Ora sai tutto. Tu sei un uomo saggio, un insegnante tu stesso.
Perché devi obbedire e fare tutte questo cose non necessarie che il tuo
insegnante ti impone. Lui sta tentando di pretendere di essere ancora
superiore a te. Abbandona lui e i suoi seguaci che non hanno penetrato
il significato interno delle cose e continuano a praticare il lavoro
esteriore di pregare e servire. Tu sei ora a un livello nel quale il tuo
Signore ti parla direttamente. Quindi svolgi il lavoro interiore:
medita, sforzati di ascoltare i messaggi segreti che ti giungono ...".
In questa tempesta il solo salvagente che lo salverà dall'annegare
saranno le regole della sua religione. Deve pregare, digiunare e fare la
carità con più fervore e attenzione che mai. Soprattutto deve cercare di
far rivivere i sentimenti di amore che una volta provava per il suo
shaykh e i suoi fratelli sulla Via. Perché l'amore cura tutte le
malattie e l'amante è in grado di seguire tutti i desideri dell'amato.
Un'altra afflizione durante questo periodo è un mutamento nella
comprensione e nella sensibilità. È come se dimenticasse tutto ciò che
sapeva, persino la sua idea di se stesso. Le nuove impressioni non
corrispondono alle vecchie. Egli è in grado di vedere le cose in modo
differente, di fraintenderle, di sbagliare. Si sente come se non
esistesse. Può immaginare di aver raggiunto il livello finale di Fana
Fillah - smarrire se stessi in Dio. Ma questo sentimento non ha nulla a
che fare con quell'alto stato. Dovrebbe realizzare che è uno stato di
impotenza, di vuotezza, uno stato di bisogno disperato, lo stato del
Fakr, lo stato che è stato elogiato dal nostro Profeta (saws), che ha
detto, "Sono orgoglioso del mio fakr".
Ma se il ricercatore si e stancato di combattere contro il suo io ed è
diventato mal disposto nell'esecuzione dei suoi doveri religiosi, allora
ode di nuovo la voce del diavolo, "il tuo Signore è il tuo segreto e tu
sei il segreto del tuo Signore. Hai raggiunto l'obiettivo finale di
perdere te stesso in Dio, l'Eterno. Tutto ciò che è stato proibito o
reso obbligatorio per i suoi servi non si applica a te. Qualunque cosa
ti venga in mente, falla, perché tutto ciò che tu fai viene da Lui ed è
corretto. Tu non hai alcuna responsabilità"
Possa Dio proteggerci da una tale eventualità, perché cadere in questo
stato è come cadere giù dalla cima di un alto edificio. È mortale.
Uccide il cuore. Chi è senza cuore non ha coscienza né paura di Dio;
diventa un giocattolo del diavolo. Ruba, uccide, beve, diventa un
dissoluto; non c'è limite ai peccati che commette. È anche cieco quando
sta per cadere nella fossa dell'inferno, quando il suo shaykh e i suoi
fratelli sulla Via tentano di trattenerlo, lui scalcia e tira e c'è il
pericolo che li spinga all'inferno con lui.
Ma Dio Onnipotente salverà quelli che tengono conto degli avvertimenti e
che si attengono alla loro religione e alla mano del loro insegnante. E
che alimentano l'amore che sentono per il loro shaykh e i propri
fratelli sulla Via per amore di Dio. E sicuramente sarà spinto al
livello della pace e dell'armonia nel regno del Nafsi Mutmainna.
Nafsi Mutmainna
Questo stadio è il posto sicuro raggiunto dal ricercatore dopo un lungo
e difficile combattimento con il diavolo privato, il suo io, e
l'esercito dei diavoli che lo tentano nella sua vita di questo mondo.
Per essere in grado di raggiungere questo livello, deve avere placato
ambedue. Così è relativamente libero dai pericoli. Ora è sotto il
comando della sua anima umana. Che trae piacere nel seguire le regole
della religione e l'esempio del Profeta (saws). Possiede le qualità che
Dio loda: è gentile, generoso, paziente, perdonatore, sincero, grato,
contento e in pace. Ha udito Dio dire:
"O tu che hai trovato pace
Ritorna al tuo Signore, contento con Lui
E Lui contento di te.
Entra tra i miei bravi servi
Ed entra nel mio Paradiso."
Lui trova la sua pace, la sua felicità, la sua delizia, nel suo Signore.
Gli è stato dato il cielo in terra. Entra in Paradiso in vita.
Ogni parola che scaturisce dalle sue labbra o è dal Santo Corano o dalla
tradizione del Profeta (saws) o dall'insegnamento dei santi. La sua
adorazione e devozione sono nutrimento per la crescita della sua anima.
È un insegnante non solo mediante le parole, ma con l'esempio. I
miracoli che accadono tramite lui, li attribuisce ad altre cause, non li
rivendica mai, li ripudia al punto di negarli. Ogni sua azione
corrisponde alle regole della religione. Lui ha riguadagnato il nome di
Insan, vero essere umano; il nome deriva dalla parola uns, essere
vicino, intimo con il proprio Signore. Così il suo Signore lo prenderà
per mano e lo condurrà senza molte difficoltà da qui in poi.
Nafsi Radiyya
Ahimè! Veramente pochi uomini possono aspirare a raggiungere questo alto
stato. Da questo livello compreso in su il ricercatore non impara, con
le parole o l'esempio, da altri che se stesso, mediante la Ilm al Yaqin,
la conoscenza acquisita. Ora ha raggiunto il livello della conoscenza
tramite l'esperienza personale e le rivelazioni: Ayn al Yaqln, Certezza.
Fin qua ogni cosa era relativa. Ora lui offre la Verità. La
manifestazione di questo stato è amore, amore che tutto avvolge. Vede
tutto e ogni cosa come atti perfetti di Dio, così li ama come le azioni,
fil, dell'Amato. Raggiunge la perfetta sottomissione a ogni cosa che
accade. Questa è la "Verità dell'Islam". C'è una perfetta armonia, di
cui egli e conscio. Non ci sono possibilità di errore perché lui è il
maestro del suo io, e l'io stesso è diventato un Musulmano, sottomesso
al suo Signore. Lui non vuole altro che ciò che ha. Quindi non chiede a
Dio alcunché per se. Ma quando prega per qualcun altro, le sue preghiere
sono immediatamente soddisfatte. Lui siede sul trono nel regno
spirituale, mentre il mondo esteriore è presente per servirlo. La sua
accettazione, sottomissione, piacere. gratitudine e amore per il suo
Signore sono così perfetti, che il Signore risponde con il Suo piacere
per il Suo servo.
Nafsi Mardiyya
A questo livello si manifesta il legame tra il Creatore e il creato, con
un amore comune ad entrambi. Il Creatore trova nell'uomo perfetto le
qualità che Egli gli ha conferito quando lo ha creato, cosi come ha
detto:
"In verità abbiamo creato l'uomo nella forma migliore …"
I Suoi Bei Nomi, i Suoi Attributi, che ha insegnato a nostro padre
Adamo, si manifestano nel ricercatore. Così l'uomo perfetto che ha
raggiunto il livello dove merita il piacere di Dio, ha perso tutte le
sue caratteristiche fisiche animali così come i suoi aspetti umani
imperfetti sotto il comando del suo io. Ora i Divini Attributi di Dio
sono manifesti in lui e lui vede la Vera Realtà, la Verità, perché è
benedetto con Ayn al Yaqin, la Certezza. Lui vede bellezza in ogni cosa,
ama tutti, perdona le colpe di quelli che non sanno, è compassionevole,
generoso, dà, non chiede mai, serve con tutto ciò che ha per portare gli
altri alla luce dell'anima e per proteggerli dai pericoli dei loro io e
dall'oscurità della loro mondanità. Tutto questo lo fa per amore di Dio
e in Suo nome.
È difficile riconoscere questi esseri. Il loro stato non può essere
descritto a parole. Non possono essere paragonati ai concetti che uno
conosce ordinariamente. Una loro caratteristica particolare
identificabile è che sono sempre in uno stato di perfetto equilibrio,
come il centro di un circolo, come il fulcro di una bilancia: giusto nel
mezzo, né di più né di meno, il mezzo. Dio ce lo chiede, il Profeta (saws)
ci avvisa, tutti lo desiderano, ma nessuno riesce a raggiungere quest'obiettivo
di eqilibrio eccetto questi uomi perfetti.
Nafsi Safiyya
Nel mezzo di ogni cosa, avendo trovato il centro, l'anima trova il
proprio luogo. È un punto, senza lunghezza o estensione, non ricopre
alcun area o spazio. Così è pura. Non esiste desiderio, non esiste
richiesta. È l'inizio e la fine. È come il punto sotto la Ba e il punto
sopra la Nun, tutta la conoscenza è contenuta in esso. Quando l'essere
che possiede questa anima pura si muove, i suoi movimenti sono un potere
che reca beneficio; quando parla è sapienza e musica per le orecchie;
quando appare è bellezza e gioia per chi vede. Tutto il suo essere è
adorazione, ogni cellula del suo corpo è in continua lode del suo
Signore. È umile. Sebbene sia senza peccato, versa lacrime di
pentimento. La sua gioia è vedere l'uomo che si tende verso il suo
Signore, la sua pena è vederlo smarrirsi. Più di ogni cosa ama quelli
che servono Dio. È adirato con quelli che si rivoltano. Tutto ciò che
desidera per l'umanità è ciò che vuole Dio, e teme per il destino degli
infedeli. È giusto, più che giusto! È quello che intercederà per i
peccatori.
Dio è il più sapiente. Possa guidarci sulla Retta Via e condurci ai
livelli che incontrano la Sua approvazione e ci dia la pazienza, la
perseveranza, la forza e la sapienza per avere successo nella Via. Amin.
[Adattato da Marifetname di Hd. Ibrahim Hakki Erzurumi (1703-1780) dallo
Shaikh Tosun Bayrak al-jerrahi Zul-Qi'dah, 1420]
gli articoli sono tratti dal sito:
http://www.sufijerrahi.it/
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La Via del Cuore nel Sufismo
Il Sufismo é conosciuto come la Via del Cuore, la Via del puro, mistico
cammino dell'Islam. Con qualunque nome lo vogliate chiamare, é il
sentiero che conduce il ricercatore alla Presenza Divina.
Cos'è il Sufismo
nelle parole dei Maestri Sufi
In verità egli (il sufi) è come la terra, calpestata dai pii e dagli
empi, è come le nubi, la cui ombra si estende su ogni cosa, è come la
pioggia che bagna ogni cosa (senza distinzione).
Junayd al-Baghdadi
Il Sufismo è abbendonare quello che hai nella testa, donare ciò che hai
nella mano e non ritrarti da ciò che sopravviene.
Abu Said ben Abi-l-Khair
La conoscenza di Dio non si può ottenere cercandola; tuttavia solo
coloro che la cercano la trovano.
Bayazid al-Bistami
Sufismo consiste nel ristabilirsi nello stato di equilibrio di prima che
si entrasse nell'esistenza.
Abu Bakr ash-Shibli
Sufismo consiste nell'essere con Allah, senza attaccamenti per nulla che
non sia Lui.
Junayd al-Baghdadi
Il Sufismo consiste nell’abbandonarsi a Dio in conformità con ciò che
Dio vuole.
ibn Ahmad di Ruwaym
Il Tasawwuf non é un sistema costituito da regole o da scienze, ma
comportamento: se fosse una regola, potrebbe essere fatto proprio con lo
sforzo accanito, se fosse una scienza, potrebbe essere acquisito con
l’istruzione.
E’ invece un comportamento (analogico): conformatevi all’azione di
Allah! Ma è impossibile adeguarsi all’azione di Allah per mezzo di
regole o di scienze.
Abu-l-Hussain an-Nuri
Sufismo consiste nel non possedere alcunché e che niente e nessuno
possegga te.
Samnun
Sufismo consiste nel possedere tutte le qualità dell’eccellenza del
carattere (khulq) e lasciare ogni qualità riprovevole.
Abu Muhammad Al-Jariri
Sufismo è quando in ogni momento il servitore di Allah è in accordo con
ciò che è più appropriato (awla) a quel momento.
'Amr ibn 'Uthman al-Makki
Sufismo consiste nel raggiungere una stazione spirituale (nashr maqam)
ed essere nell'unione costante (ittisal bi-dawam)."
'Ali ibn 'Abd al-Rahim al-Qannad
Il Sufismo è abbandonarsi all'attimo fuggente (waqt).
Abu Sa'id Kharraz
- Il tasawwuf è afferrare le verità e rinunciare a ciò che è nelle mani
degli uomini.
Ma'ruf Al-Karkhi (+ 2oo E.) (R., 149, I; T.A., 1, 272).
La scienza utile è quella i cui raggi si dispiegano nel petto e con la
quale dal cuore è tolto il suo velo
Ibn 'Atà Allàh
- Il tasawwuf è questo: che le azioni (del sufi) non tengano conto del
sùfì: esse sono note soltanto ad Alláh; che egli sia sempre con Alláh in
un modo conosciuto soltanto da Alláh.
Abu Sulayman Ad-Darani (+ 215 E.) (T.A., I, 233).
- sufi è colui che conserva un cuore puro nei confronti di Alláh.
Bishr Al-Hafi (+ 227 E.)(T.A., 1, 112).
- Gli fu chiesto del tasawwuf, ed egli rispose: « Sono gente che hanno
preferito Alláh a qualsiasi altra cosa, perciò Alláh li ha preferiti a
qualsiasi altra cosa».
Dhul-L-Nun (+ 245 E.) (R., 149, 20; T.A., 1, 133).
- Il sufi è tale che, quando parla, il suo linguaggio è l'essenza del
suo stato, ciò significa che quando parla non dice nulla senza essere
egli stesso quel qualcosa; e quando tace il suo comportamento esprime il
suo stato e traduce all'esterno il distacco di esso. (T.A. 126).
- Il sufi non è insozzato da nulla e tutto è da lui purificato.
Abu Turab Al-Nakshabi (+ 245 E.)(R., 149).
- Il tasawwuf è un nome che include tre concetti.
Il sufi è colui in cui la luce della conoscenza divina non spegne la
luce della pietà;
è colui che non manifesta all'esterno dottrine esoteriche in
contraddizione con il significato letterale del Corano e con la Sunna;
e il potere di compiere miracoli non gli fa violate gli obblighi sacri
imposti da Alláh.
Sari As-Saqati (+ 257 E.)(R., 12; T.A., ->82).
- Il tasawwuf è tutto disciplina.
Abu Hafs Al-Haddad (+ circa 265 E.) (T.A., 1, 33I)
- Il sufi è colui che si è purgato da ogni lordura ed è diventato un
ricettacolo di meditazione, e in Prossimità di Allàh è escluso dal
genere umano; ai suoi occhi l'oro e la terra sono di egual valore.
Sahl B. Adullah At-Tustari (T. A., I, 264).
-Il tasawwuf è: nutrirsi parcarnente, riposarsi in Alláh e fuggire dagli
uomini. (T.A., 264).
Abu Sa 'id al-Kharraz (+ 286 E.)
- Gli dornandarono cosa fosse il tasawwuf. Rispose: « Il súfi è reso
puro dal suo Signore ed è riempito di splendori, ed è immerso nella
quintessenza delle delizie grazie alla pratica dell' " incantazione" (dhikr)
».
Summun al Muhlbb (+ 297 E.)
- Interrogato a proposito del tasawwuf, rispose: «Consiste in ciò: che
non possederai nulla e nulla ti possiederà ». (R., 148).
'Amr Ben 'Uthman Al-Makki (+ 291 E.)
- Gli fu domandato cosa fosse il tasawwuf. Rispose: « (Si applica) a
qualcuno che è sempre occupato di ciò che è piú adatto a lui in quel
rnomento ». (R., -148).
Abu-L Hussayn An-Nuri (+ 295 E.)
- E' un attributo del súfi esser sereno quando non ha nulla, e non esser
egoista quando gli vien dato qualcosa. (R., -149).
- I sufi sono coloro che si sono liberati dalle sozzure dello stato
umano e si sono purificati dalla macchia dell'ego e liberati dalle
brame; perciò sono in pace con Allàh e sono situati nei primi ranghi
della prossimità e nel grado piú elevato;
sfuggiti da tutto ciò che non sia Lui, non sono né padroni né schiavi. (T.A.).
- Il sufi è colui a cui nulla è attaccato, e non si attacca a nulla. (T.A.).
- Il tasawwuf non è un sistema costituito da regole o da scienze, ma
comportamento: (ciò equivale a dire che) se fosse una regola, potrebbe
esser fatto proprio con lo sforzo accanito, e se fosse una scienza,
potrebbe essere acquisito con l'istruzione; è invece un comportamento
(analogico). Formatevi sull'azione di Alláh! Ma è impossibile adeguarsi
all'azione di Allàh per mezzo di regole o di scienze. (T.A.).
- Il tasawwuf è libertà, generosità, assenza di autorepressione, e
liberalità. (T.A.).
- Il tasawwuf è rinunciare a ogni acquisizione egoistica per conquistare
la Verità. (T.A.).
- Il tasawwuf è odio per il mondo e desiderio del Signore. (T.A.).
Sheikh Ansari
- L'occhio pieno della visione di questo mondo non può vedere gli
attributi dell'altro mondo. L'occhio pieno degli attributi dell'altro
mondo sarà privato della Bellezza dell'Unicità (Kashf al Asrar, Vol. 7,
p. 511)
Sufi non è chi porta sempre il tappeto da preghiera, né chi indossa
vestiti rattoppati, né chi mantiene certe abitudini e apparenze; ma Sufi
è colui che attira l'attenzione di tutti, pur nascondendosi. Sufi è
colui che durante il giorno non necessita di sole e di notte non ha
bisogno della luna. L'essenza del Sufismo è l'inesistenza assoluta che
non necessita di esistenza, dato che non c'è esistenza oltre a quella di
Allah." Abul Hassan Ali ibn Jafar Al Kharqani, il grande Naqshbandi
sheikh, possa Allah santificare la sua anima e benedire il suo segreto.
Abul Hassan Ali ibn Jafar Al Kharqani
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Legenda:
R.: Tratto dalla Risalat al Qushairiyya di Imam Qushairi
T.A.:tratto dalla Tadhkiratu-l-Awliyya di Fariduddin 'Attar
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Dalle Fatawa di Sheykh 'Abd al-Halim Mahmud: Sul Sufismo
Shaykh 'Abd al-Halim Mahmud, il capo dell'autorità religiosa in Egitto (Shaikh
al-Azhar) fino alla sua morte nel 1978, nel suo libro di dichiarazioni
legali (Fatawa) mise in chiaro la natura del Sufismo nel modo seguente:
Abu Bakr al-Kattani affermò nella sua defnizione di Sufismo (at-Tasawwuf)
che (esso) consiste in comportamenti [di qualità elevata] (kuluq).
Perciò chi assume un comportamento che migliora in qualità, anche la sua
purezza aumenterà.
Abu al-Hasan al-Nawawi affermava, "il Sufismo non consiste né in
particolari usi, né nella conoscenza. Ma è costituito da un
comportamento [di qualità elevata] (kuluq). Là dove è costituito da
consuetudini particolari, può essere ottenuto attraverso lo sforzo (al-mujahada)
e là dove è costituito dalla conoscenza, può essere raggiunto attraverso
l'istruzione, Il Sufismo, tuttavia, consiste nell'assumere le qualità di
Dio (aklaq-Allah).
Shibli ha definito il Sufismo dicendo che il suo inizio è la gnosi di
Dio; e il suo punto finale è la Sua affermazione di unità. E la
definizione comprensiva è nelle parole di Abu Bakr al-Kattani, il
Sufismo è purità e testimonianza.
E il Sufismo cominciò immediatamente con [l'avvento de] l'Islam. Questo
è perché l'Islam è costituito da un comportamento nobile così come da
un'armonizzazione a Dio sia nelle faccende semplici che in quelle di
enorme importanza. Trai primi Sufi dopo i Compagni [del Profeta] e i
Seguaci [che sono succeduti a loro] ci fu Ibrahim ibn Ad'ham e Fudayl
ibn'Ayyad.
Come conseguenza della confusione della gente tra i termini asceta (zahid),
adoratore ('abid), e Sufi, possiamo affermare quel che segue: l'asceta è
colui che si allontana dai beni del mondo e dalle sue cose piacevoli..
L'adoratore è colui che pone attenzione nell'osservare gli atti di
adorazione, come alzarsi di notte per pregare (al-qiyam), compiere le
preghiere canoniche (al-salat), e così via. Il Sufi è sia un asceta che
un adoratore. Così il Sufi si astiene dal mondo, visto che è al di là
del punto in cui niente può distrarlo da Dio. Ma il Sufi è anche un
adoratore per la sua costanza con Dio e il suo legame con Dio (possa
Egli essere esaltato). Egli adora Dio perché Dio è "adorabile", non per
desiderio, né per paura.
La santa donna Sufi Rabi'ah al-'Adawiya- possa Allah essere compiaciuto
di lei- disse, "Oh Dio, se io Ti adorassi per paura del Tuo fuoco
infernale, gettamici dentro. E se Ti adorassi per il desiderio del Tuo
paradiso, impediscimi di entrarvi. E se Ti adorassi per amore del Tuo
nobile volto, non proibirmi di vederTi." (Dalla Fatwa dell'Imam 'Abd
al-Halim Mahmud, p. 334)
Il Sufismo
Il sufismo è una scoula di realizzazione etica mediante illuminazione
interiore e non mediante ragionamenti intellettualistici; implica
rivelazione, testimonianza e non logica.
Per Etica si intende la morale che trascende semplici convenzioni
sociali; un modo di essere che è la realizzazione degli Attributi di
Dio.
Spiegare cosa è la Verità non è facile. Le parole limitate come sono,
non potranno mai esprimere la Perfezione dell'Assoluto, dell'Illiminato.
Così in coloro che sono imperfetti nascono dubbi e smarrimenti. Ma se
non si può esaurire l'acqua dell"oceano, vi si può almeno smorzare la
propria sete.
I filosofi hanno scritto innumerevoli volumi e parlato senza fine della
Verità, ma senza essere esaurienti. Per cui vedono solo una parte
dell'Assoluto e non l'Infinito nella sua globalità.
E' infatti vero che i filosofi vedono è giusto; ma non è che una parte
dell'insieme. Unanimemente sappiamo che la parte corrisponde al tutto.
A tale proposito ricordo la famosa storia, raccontata da Rumi, di un
gruppo di Indù che non avevano mai visto un elefante. Un giorno,
giunsero in un luogo in cui ce n'era uno. Nell'oscurità completa si
avvicinarono all'animale e ognuno, dopo averlo toccato, descrisse ciò
che pensava di aver percepito. Naturalmente le descrizioni erano
diverse. Coloro che avevano toccato la zampa dell'animale, pensavano
fosse una colonna. Altri, che avevano toccato l'orecchio, dissero che
era un ventaglio, altri ancora lo definirono dalla proboscide e così
via.
Ciascuna delle descrizioni corrispondeva esattamente alle diverse parti
che ognuno aveva toccato, ma la realtà dell'insieme era ben lontana dai
singoli concetti. Se avessero avuto una candela, le divergenza di
opinioni non sarebbero emerse. La luce avrebbe rivelato nel suo insieme
l'elefante. E' soltanto con la luce della Via spirituale e della Via
mistica, che la Verità può realmente essere conosciuta.
L'individuo deve divenire testimonianza della Perfezione dell'Assoluto,
perché possa vedere con la vista interiore di chi percepisce la Realtà
nella sua interezza.
Questa testimonianza si manifesta quando si diventa perfetti, cioè
quando si perde la propria esistenza parziale nel Globale.
Se il tutto può essere paragonato all'Oceano, e la parte a una goccia,
il sufi dice che è impossibile vedere l'Oceano con l'occhio della
goccia. Tuttavia, quando la goccia si confonde con l'Oceano, può vedere
l'Oceano con l'occhio dell'Oceano.
Come è possibile raggiungere la perfezione?
L'uomo è dominato dai sensi e, se permane imprigionato dagli istinti
abituali, si allontana dall'armonia e dunque si ammala.
La sua malattia, causa alterazione dei sentimenti e, di conseguenza,
pensieri e percezioni diventano incerti.
Così sia la fede che la conoscenza individuale della verità si
allontanano dalla realtà.
Per poter progredire verso Perfezione, l'individuo deve, prima di tutto,
cambiare il suo modo negativo di pensare e tramutare le sue passioni in
virtù. Perché ciò avvenga bisogna armonizzarsi con la Natura Divina.
Questa via d'Armonia (la Via Spirituale), consiste nella povertà
spirituale; nella devozione e nel ricordo constante di Dio; totalmente
dimentico si sé. In questo modo, l'individuo percepisce la Verità quale
essa è veramente.
Ascetismo e astinenza nel sufismo
Per poter percorrere la via, il sufi ha bisogno di energia che trae da
una buona alimentazione.
E' stato detto che tutto ciò che il sufi mangia è trasformato in qualità
e luce. Mentere il nutrimento di coloro che sono schiavi dei propri
desideri e turbamenti non farà che aumentare le pulsioni egoistiche,
allontanandoli ancora di più dalla Verità.
A questo proposito, Rumi ha scritto:
Costui mangia e solamente avarizia e invidia ne risultano,
invece costui si nutre e il risultato è la luce dell'Unico.
Quest'altro mangia e gliene viene solo impurità,
mentere quello nutrendosi
diventa luce di Dio.
E' allora chiaro che il Sufismo non è fondato su pratiche ascetiche come
l'astinenza dal cibo. Nella nostra scoula, al viaggiatore sulla via di
Dio; viene consigliato di astenersi dal mangiare soltanto quando è
malato o preda delle passioni. In questo caso, il Maestro o la Guida
Spirituale, lo autorizza ad astenersi dal mangiare per un certo lasso di
tempo, consigliandogli di concentrarsi piuttosto su pratiche spirituali.
In questo modo, l'eccesso è trasmutato e l'essere interiore del
viaggiatore diventa armonioso. Il darvisc potrà così continuare la sua
difficoltosa ascesa verso l'Infinito.
I filosofi che praticano l'induismo, credono che nel digiuno si trovi la
forza necessaria per la purificazione dell'individuo.
Nel sufismo, invece, la sola astinenza non basta a purificare
l'individuo. E' vero che l'ascetismo e l'astinenza danno uno stato
spirituale particolare, nel quale la percezione dell'individuo potrebbe
essere acuita. Ma le nostre passioni potrebbero essere paragonate ad un
drago, che diventa meno potente durante il digiuno, ma appena sazio, si
rianima, diventa più forte che mai e cerca di soddisfare i suoi
desideri.
Nel Sufismo è per mezzo della Tariqat (la Via Spirituale) che le
passioni vengono progressivamente purificate e trasformate in Attributi
Divini, finché tutto ciò che è coercitivo dell'io individuale, scompare.
Allora, tutto ciò che resta è il Perfetto, I'Io Divino. Ascetismo e
astinenza, al confronto di un impresa così precisa, sono praticamente
senza valore.
La via spirituale (Tariqat)
La Tarigat è il cammino, la Via attraverso la quale il sufi si pone in
armonia con la Natura Divina. Come abbiamo detto, questa via comprende
il "fagr", cioé la povertà spirituale, la devozione, e il ricordo
continuo e disinteressato di Dio, che sono rappresentati dal Kherqe,
investitura onorifica del discepolo.
1. La Poverta Spirituale (Faqr)
E' contemporaneamente il sentimento di essere imperfetto e bisognoso e
l'aspirazione alla Perfezione. Il Profeta Maometto diceva: " La povertà
spirituale è il mio orgoglio ". E Dio rivelò al Profeta: " Di, o Dio,
accresci la mia vera conoscenza di Te "(Corano: Ta Ha; 144).
Come indica quest'ultima frase, benché il Profeta avesse il compito
onorifico della Profezia, era necessario che si sentisse povero e quindi
desideroso di essere più vicino all'Essenza di Dio.
2. L'Investitura Onorifica (Kherqe)
Il Kherqe è il mantello d'onore del darvisc. Esso simbolizza la Natura
Divina e i Suoi Attributi. Alcuni hanno erroneamente pensato che il
mantello possieda, di per sé le proprietà relativa agli Attributi Divini
e hanno ritenuto che portandolo si divenga santi. Al contrario il fatto
di portare un " abito spirituale ", non rende necessariamente
spirituali.
I sufi indossano ciò che vogliono o ciò che piace a loro, ma restando in
armonia con ciò che è socialmente accettato. Ali, il primo Imam, diceva:
" Il tuo abito non deve essere tale da provocare disprezzo, ammirazione
o invidia" . perciò non è l'abito che fa il sufi, sono piuttosto i suoi
atti e il suo stato interiore.
" Riposa sul trono del cuore,
sei un Sufi
nella purezza delle tue maniere".
(di Sa'di)
Il mantello è tessuto con l'ago della devozione e col filo del Ricordo
Permanente di Dio. Colui o colei che voglia essere onorato di questo
mantello di povertà deve, con devozione, sottomettersi ad una Guida
Spirituale.
La vera devozione attira il cuore dell'individuo verso il Beneamato. Ciò
implica un' attenzione continua alla Verità Reale e uno sforzo costante
nel distogliere l'attenzione dal "sé".
L'indiscutibile sottomissione alla guida spirituale è indispensabile.
La guida, con mezzi spirituali, penetra nelle profondità dell'anima del
discepolo, trasmutando le sue qualità negative liberandolo dalle
impurità del mondo della pluralità. In altri termini, la guida prende
l'ago della devozione dalle mani del discepolo e tesse per lui il
mantello del sufi, con il filo del Ricordo Permanente di Dio. Solo
allora per mezzo della Grazia del mantello dei Nomi e degli Attributi
divini, il discepolo diventerà un Uomo Perfetto.
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3. RICORDO PERPETUO DI DIO (Zekr)
Le forze dell'Unicità Assoluta, attraverso il canale della Divinità,
possono manifestarsi negli esseri.
Ogni essere secondo la sua capacità, beneficia di queste Forze Divine.
Nell'ambito del linguaggio, le manifestazioni di queste forze o verità
sono espresse dai Nomi Divini. Così, per esempio: il Vivente (al-Hayy),
che significa che la vita universale gli è subordinata, e il
Trascendente (al-Ali), che significa che la forza dell'universo gli
appartiene.
I Nomi Divini, nel ricordo continuo e permanente di Dio (zekr), sono
prescritti dal Maestro della Via Spirituale, allo scopo di preservare i
discepoli dal dominio dell'ego, dalle pulsioni naturali. Ma questo
ricordo ha valore solo se tutti i sensi dell'individuo vengono a
centrarsi totalmente sul Significato Reale di questi diversi Nomi. E'
solamente per mezzo di una perfetta conoscenza del significato e della
Verità di questi Nomi Divini che l'attenzione sull'io sparisce. Allora
l'ego si purifica e si orna dagli Attributi Divini. Il poeta Maghrebi ha
detto:
" Il Beneamato si manifestò così lungamente
al mio cuore predisposto
che dei suoi Attributi e della sua Natura
completamente si impregnò ".
E' soltanto così che la ripetizione dei Nomi Divini (litania o zekr) poù
essere definita ricordo disinteressato di Dio. Il discepolo è simile ad
una macchina la cui energia proviene dalla devozione. questa macchina,
con l'aiuto prezioso dello zekr, trasforma tutte le passioni in
Attributi Divini.
Gradualmente, l'io del discepolo sparisce e lascia il posto alla Natura
Divina; solo allora il discepolo può ricevere l'investitura del sufi. Il
suo cuorre e la sua anima si illuminano della grazia degli Attributi
Divini. In questo stato, il discepolo è pronto a partecipare alla festa
spirituale dei sufi che ha luogo nella " Taverna della Rovina " (Kharabàt).
Questo è lo stato spirituale del totale annullamento in Dio (fana). Ora
il sufi percepisce direttamente i segreti della Verità. Come è detto nel
Corano (al-waqe'a, L'Avvenimento; LVI: 79): " Solo i puri possono
provarla ". Puri, nel sufismo, sono chiamati gli esseri perfetti.
Per poter dimostrare come si pratica il ricordo di Dio (zekr), prediamo
l'esempio del " la elàha ella' llàh " che significa " non c'è alcuna
divinità oltre a Dio Unico ".
I sufi si siedono, con le gambe incrociate o sui talloni, la mano destra
posta al di sopra del ginocchio sinistro, e la mano sinistra sul polso
destro. In questa posizione le mani e le gambe dell'individuo formano un
"la" (no in arabo) che simbolizza la non esistenza del sufi di fronte al
suo Beneamato. In questa posizione il sufi deve rinunciare a questo
mondo, all'altro mondo e a sé medesimo. Il "la" delle braccia comincia
dall'ombelico e continua su sino al collo del discepolo. E' come un paio
di cesoie, che simbolizzano il distacco; l'assenza della testa, del sé,
e la rinuncia della fede e dell'attaccamento all'esistenza limitata
dell'individuo.
Con la elàha (Dio), il sufi inclina la testa e la gira verso destra in
un semicerchio. Questo è chiamato arco dell'esistenza possibile (emkàn).
Questa parola simbolizza la negazione o piuttosto la rinuncia alla
credenza di tutto ciò che non è Dio o il mondo di emkàn. " Altro
all'infuori di Dio " nel sufismo significa ogni esistenze effimra,
limitata e possibile; gli esseri umani si preoccupano di queste
esistenze possibili al posto dell'Eternità che comprende il Necessario e
l'Assoluto Reale di Dio. Allora, con ella llàh, inclina e volge la testa
a sinistra. Questo è chiamato arco della necessità (l'arco del vogiube)
e simbolizza la realtà del Necessario, la Realtà Assoluta.
La Manifestazione del Divino (Mazhariat)
Poiché le parole simbolizzano oggetti, conceti e realtà, i sufi credono
che coloro che iniziano a percorrere la Via (i discepoli) con l'aiuto
del ricordo costante e con la completa attenzione al significato del
ricordo do Dio, diventano la vera manifestazione del ricordo stesso; in
altri termini ricordando costantemente e disintressatamente Dio, il sufi
diviene Superiore e questo è uno degli Attributi Divini.
I sufi credono che ci sia un attributo Divino particolare che domina
l'essere di ogni profeta e di ogni santo (wali), per cui si potrebbe
dire che ciascuno di loro è la manifestazione di una teofania
particolare. Per esempio, i sufi considerano Mosè come il simbolo di
oluwyàt (superiorità o aspetto trascedente della realtà), grazie alla
capacità che aveva di indirizzarsi direttamente a Dio senza alcun
intermediario. Nel Corano, Dio dice a Mosè: " non temere nulla perché
sei il Superiore " (Il Corano: Ta Ha; XX: 68).
Gesù è la manifestazione della Profezia. In effetti, ancora bambino,
esclamò: " Dio mi diede il Libro e mi nominò suo inviato " (Il Corano:
Maria; XIX: 30).
Tutti i profeti incarnano l'Unita Divina e la Perfezione, ma il profeta
Maometto ne è la manifestazione suprema. E' il simbolo del Nome
Superiore (al-A'zam). Il Suo Nome è il più glorificato di tutti i Nomi
Divini, poiché li comprende tutti. Perciò Maometto è l'incarnazione
spirituale e la manifestazione dei Nomi Divini.
Maometto stesso diceva: " La prima cosa che Dio ha creato era la mia
Luce ".
Inoltre, ogni profeta è la manifestazione di un solo Attributo Divino,
mentre tutti gli Attributi si ritrovano nel nome più glorificato: il
nome al-A'zam di cui Maometto era il simbolo.
In altri termini, Maometto è la manifestazione del Grande Nome.
Così, per il fatto che la sua manifestazione include tutti i Nomi, egli
viene gerarchicamente prima di tutte le creature. per questa ragione ha
detto: " Ero l'inviato di dio, quando Adamo era ancora fra acqua e fango
".
Samà
Se nonsei con il Beneamato,
perché non lo cerchi?
E se arrivi al tuo Beneamato,
perché non ne gioisci?
L'aspetto musicale ed estatico del sufismo si chiama samà. Il Sufi
durante il suo rapimento spirituale, rivolge l'attenzione del suo cuore
al Beneamato attraverso movimenti particolari, spesso con una musica
speciale e ritmica ripetendo lo zekr. In questo stato di ebbrezza
spirituale, il sufi è paragonabile all'innamorato per eccellenza che non
ha niente altro nella sua mente fuorché Dio. Con tutte le sue facoltà è
attento al Beneamato ed è totalmente distratto per tutto il resto e
dimentico di sé. Non tutti i discepoli sono autorizzati ad impegnarsi
nel Samà. Soltanto la guida spirituale decide dell'opportunità di tale
pratica.
Può perciò prescrivere il Samà come un vero e proprio rimedio o talvolta
proibirlo.
La Santità (Welayat)
Abbiamo detto sopra che il fine del Sufismo è formare Uomini Perfetti
che riflettano i Nomi e gli Attributi Divini.
Nell Sufismo, l'Uomo Perfetto è chiamato anche "Wali" (santo), parola
che significa letteralmente "amico sincero"; tutti i profeti sono stati
anche santi. Il grado spirituale di santità è uno stadio che indica lo
stato interiore dell'individuo, mentere il rango di profeta riflette la
missione dell'individuo come inviato di Dio.
La missine profetica di Maometto era contemporaneamente la Santità
Assoluta e la Profezia. Ali pur non essendo un profeta ha raggiunto la
stessa Sanitità Assoluta.
Maometto diceva: " Ali ed io siamo della stessa luce " e Ali diceva:
"Spiritualmente, sono sato con tutti i profeti".
Per i grandi sufi, i santi comprendono i successori di Ali, nel suo
ruolo politico-spirituale, come primo Imam sciita. Tra i santi ci sono
anche i Grandi Maestri degli Ordini Sufi che hanno seguito la via
esoterica tracciata da Ali.
Questi Esseri di luce, ciascuno secondo la propria capacità, si sono
dissetati alla fontana della Verità.
Solo Dio conosce veramente i loro diversi livelli spirituali. In una
delle tradizioni del profeta, (hadith), Dio dice: " I miei amici sono
sotto il mio vessillo, nessun altro all'infuori di Me li conosce ".
La maggior parte della gente non ha l'attitudine necessaria per
conoscere i santi. Inolte, bisogna aggiungere e sottolineare che il
contenuto non poù mai conoscere il contenente. La vera conoscenza dei
santi, che non è una facoltà facile o comune, proviene dall'essere
consapevoli di avere una realtà interiore.
Un errore comune a molta gente è credere che vivendo da eremita, si
diventi santi. Mentere nella via del sufi, di Maometto e di Ali, si deve
vivere in società. Restare in isolamente, lontano dal contatto col
mondo, non ha valore spirituale duraturo.
Maometto diceva: " La fede di un credente non è perfetta fino a che
mille uomini di irreprensibile rettitudine non lo abbiano incolpato di
ateismo ". Quello che voleva dire è che la conoscenza divina di un
credente perfetto è al di là del livello della capacità di intendere
della maggior parte della gente. Coloro che sentono parlare un tale Uomo
Perfetto, premesso che non possono percepire la verità di ciò che dice,
lo tacciano di miscredenza. Un vero credente, un sufi, deve vivere nella
società, servirla e guidarla, deve essere il veicolo attraverso il quale
la società riceve la Grazia Divina. E' per questa ragione che
l'accordarsi, l'adattarsi, e l'armonizzarsi con l'ambiente, l'essere in
pace con il tutto sono requisiti basilari dell'Uomo perfetto
La Purificazione e i suoi stadi
Gli stadi della Purificazione sono i seguenti:
1. L'io svuotato da sé stesso (L'eliminazione o takliyà).
2. L'io illuminato (L'illuminazione o tajliyà).
3. L'io ornato (L'ornamento o tahliyà).
4. L'io scomparso (L'annichilimento o fanà).
Questi stadi si manifestano nel corso del ricordo disinteressato di Dio
(zekr).
Il primo stadio, l'essere svuotato di sé stesso, implica il rigetto
delle qualità negative, delle passioni che vengono dall'io egoista.
Il secondo stadio, quello dell'io illuminato, implica svuotare il cuore
e l'anima dalle impurità.
Nel terzo stadio, l'essere interiore dell'individuo si adorna degli
Attributi Divini.
Finalmente l'essere interiore del discepolo diventa completamente colmo
degli Attributi della Verità-Reale, nella misura in cui non c'è più
alcun segno della propria esistenza limitata. Questo quarto stadio è
chiamato " l'io scomparsa " (fanà). Un poeta sufi ha detto:
Ho pensato a Te così spesso
che sono diventato Te.
A poco a poco Tu sei avvicinato
e a poco a poco io sono scomparso.
Il discepolo attraverso questi gradi di purificazione, viaggia sulla Via
interiore, la Via spirituale (Tariqat). Ma egli (o ella) può fare questo
viaggio solo seguendo i doveri e gli obblighi della religione. Dopo aver
percorso questa via, il discepolo diventa un Uomo Perfetto e arriva alla
soglia della Verità (Haqiqat).
Maometto ha detto: " La shari'at è la mia parola, la tariqat le mie
azioni e l'haqiqat è il mio stato ".
Si potrebbe considerare il viaggio attraverso l'haqiqat, attraverso la
Verità come una formazione nell'Università Divina, la " Taverna della
rovina " (Kharabat). In questo reale centro di studi superiori non ci
sono professori, la sola guida dello studente è l'Amore Assoluto. Qui
L'Amore è il solo maestro, il solo programma di studi, ma anche l'essere
interiore dell'individuo. Prima del suo ingresso in questa Universita,
un individuo perfetto potrebbe essere ancora definito. Ma una volta
entrato nella Realtà, egli diventa indefinibile, al di là mondo delle
parole.
Fino alla riva dell'Oceano del fanà
si intravendono le orme
che spariscono poi
nell'Oceano del " la" (non).
(di Rumi)
Se gli domandate il suo nome, come Bayazid, risponderà: " E' da molto
tempo che l' ho perduto. Più lo cerco, meno lo trovo ".
Se gli chiedete della sua religione, come Rumi, risponderà:
"La via di un innamorato
non è fra le religioni.
La chiesa e lo stato degli amanti
è Dio ".
Se gli domandate come sta, come Bayazid risponde: " Non c'è che Dio
sotto il mio mantello ".
Se parlasse come Hallaj, potreste sentirlo cantare: " Sono la Verità " (Ana'l-Haqq).
Tali parole veramente non possono venire che da Uomini Perfetti che
hanno perduto il loro "io" e sono divenuti la manifestazione della
Natura dei Misteri Divini. Il loro io ha preso il volo e solo Dio è
rimasto.
http://www.nimatullahi.org/it/WIS/WIS9.html
http://www.sufi.it/sufismo/index.htm
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Dio è la risposta ad ogni domanda.
Hazrat Inayat Khan
IL SUFISMO E IL MESSAGGIO SUFI
Sufismo significa saggezza. Tutti sappiamo che i Cristiani sentono che c'è saggezza nell'essere Cristiani. Gli Ebrei sentono che c'è saggezza nell'essere Ebrei. I Musulmani sentono che c'è saggezza nell'essere Musulmani. Gli Indù e i Buddisti, e così molti altri, sentono anche che c'è saggezza nell'appartenere alla religione cui appartengono. Infatti, se i Cristiani scoprono veramente la saggezza, allora sono Sufi, sia loro scelgano di chiamarsi così oppure non. Se gli Ebrei scoprono veramente la saggezza, allora sono Sufi. Se i Musulmani scoprono veramente la saggezza, allora sono dei Sufi, e lo stesso vale per i Buddisti e gli Indù e per tutti coloro che seguono qualsiasi religione.
Un Sufi, per definizione, è un'anima religiosa, tuttavia, il Sufismo non è una religione, né un culto o una scuola. Il Sufismo è proprio solo una "porta aperta", un atteggiamento di simpatia interiore verso tutte le credenze. Tutte le religioni sembrano essere tutte derivazioni di uno e dello stesso impulso, il grido del cuore, la brama dell'anima per Dio.
Un Sufi sente la necessità di fare certe pratiche che non sono tenute segrete egoisticamente come nel caso di vari culti e sette. Queste pratiche sono salutari da un punto di vista fisico come anche psicologico. Per esempio, le pratiche di respirazione sono incoraggiate per sviluppare la finezza dell'energia del Prana nel respiro. Non è il volume del respiro che è importante ma piuttosto l'intensità della luce del Cosmo che il respiro trasmette. Altre discipline come le pratiche di concentrazione aiutano estremamente l'allenamento della mente. Sorprendentemente, più siamo capaci di concentrarci su un dato pensiero e tenerlo saldo più siamo capaci di liberare la mente da un pensiero che non è voluto. Ci sono talmente tante persone che sono infelici perché sono ossessionati da pensieri che disturbano, e non sanno come sbarazzarsene.
Ci sono anche pratiche di tipo devozionale, quali le preghiere in cui il Sufi si trattiene dal chiedere, ma invece tenta di offrire amore e gratitudine al Divino Amato. La parola amore rappresenta una realtà vastissima che ha significato soltanto quando l'io è dimenticato nello schiudersi dell'Amore.
Il Sufi prende gli altri più seriamente di sé, e questa è la ragione per cui è molto difficile comprendere ciò che un Sufi pensa e sente veramente. In riguardo all'esistenza materiale, il Sufi è sveglio alla realtà della creazione, mentre allo stesso tempo osserva l'infinita realtà dell'illusione. Un Sufi è sveglio alla realtà della creazione, mentre allo stesso tempo osserva l'infinita realtà dell'illusione.
SCOPI DEL MOVIMENTO SUFI FONDATO DA HAZRAT INAYAT KHAN
I. Realizzare e diffondere la conoscenza dell'UNITÀ, la religione dell'AMORE e della SAGGEZZA, cosicche vengano cancellate le diversità delle fedi e delle credenze e che il cuore umano trabocchi di amore e dissolva tutto l'odio causato dalle differenze e dalle distinzioni.
2. Scoprire la luce e la forza latenti dell'anima, il segreto di ogni religione, il potere del misticismo e l'essenza della filosofia, senza turbare usi e credenze.
3. Adoperarsi affinché i due poli estremi del mondo, l'Oriente e l'Occidente, si avvicinino nello scambio reciproco del pensiero e delle idee, affinché la FRATELLANZA UNIVERSALE possa formarsi da sé e gli uomini possano comunicare fra di loro al di là dei ristretti confini di nazionalità e di razze.

