* TAOISMO *

 TAOISMO

 

Taoismo

Il Taoismo è una religione originaria della Cina, istituzionalizzatasi come tale tra il VII e il V secolo avanti Cristo. Affonda le sue radici nell'antica cultura e nella filosofia cinese, proponendosi in differenti forme e influenzando l'arte, la vita e la spiritualità dell'Estremo Oriente. Se ne trovano tracce nel Buddhismo, nello Zen, nella medicina tradizionale, nella politica e nell'estetica. È componente essenziale delle arti marziali ed è venuto a contatto anche con l'Occidente, attraverso temi come l'ecologia e lo sviluppo personale.







Significato del termine
Il termine "Taoismo" può essere considerato la traduzione di daojia (道家) o daojiao (道教), termini che a partire dalla dinastia Han, vennero utilizzati per designare collettivamente i santi immortali, il Dao De Jing, e differenti movimenti religiosi, filosofici e scientifici (alchimia, astrologia). Molto si deve inoltre a Laozi, considerato a tutti gli effetti il fondatore della religione nella sua forma organizzata. Forme di insegnamento e scuole taoiste nacquero con la progressiva diffusione delle pratiche, assimilando molto tra riti, concetti e divinità dalla religione tradizionale cinese. Il taoista (daojia 道家, daoshi 道士) in passato non era solo un semplice credente, ma il termine veniva utilizzato per indicare i chierici; l'espressione fedele taoista (daojiaotu 道教徒) è infatti un neologismo recente, nato nella realtà dell'attuale Cina popolare. Malgrado l'apparizione di grandi scuole, il tessuto religioso taoista è oggi meno sviluppato rispetto al passato, la rinascita è iniziata infatti solo di recente, in seguito alla repressione.

Il termine Taoismo è spesso utilizzato per indicare anche la religione popolare cinese in modo da dare una distinzione dal Buddhismo. Effettivamente la religione popolare è per certi versi inscindibile dal Taoismo, poiché fagocitata da esso nel corso dei secoli, seppur diversa sotto alcuni aspetti. Il Taoismo è in specifico la dottrina, la metafisica e la visione del mondo basata sui testi sacri e sulla filosofia taoista.


Monaco con in mano il Tao Te Ching.
Nascita ed evoluzione del Taoismo


 Testi sacri
Il testo più importante è il Canone taoista (Daozang 道藏, traduzione letterale Il Tesoro del Tao), compilato durante le dinastie Jin, Tang, Song, e Ming. Include almeno 1500 testi. Seguendo l'esempio del Tripitaka buddhista, il Daozang è diviso in tre dong 洞 (di traduzione ambigua, si possono definire sezioni):

Dongzen, Testi di Suprema Purezza. Include i testi sulla meditazione e sull'alto livello di iniziazione dei maestri.
Dongxuan, Testi del Tesoro Sacro. Comprende scrittura sulla liturgia e sul medio livello di iniziazione.
Dongshen, Testi dei Tre Sovrani. Include le scritture sulle tecniche di esorcismo e sul minimo livello iniziatico.
Il Dao De Jing (o Tao Te Ching, Libro della Via e della Virtù) è il testo attribuito al padre fondatore della corrente: Lao Zi. Quest'opera poetica e dai termini oscuri è riconosciuta come una delle più grandi opere spirituali dell'umanità. Le sue numerose traduzioni ed interpretazioni, spesso fortemente divergenti, illustrano la ricchezza e la saggezza del pensiero taoista. Enuncia con chiarezza e oggettività il pensiero di Lao Zi, e permette di scoprire i principali temi del Taoismo e varie tecniche di meditazione.

Lo Zhuangzi, è l'opera diretta di uno dei più grandi pensatori della Cina. Sotto forma di favole, di viaggi metafisici o di dialoghi filosofici, propone una via da seguire. Fu il testo maggiormente utilizzato da artisti e letterati e tutt'oggi viene ampiamente studiato dai religiosi, anche buddhisti e confuciani.

Il Liezi (Vero Classico del Vuoto Perfetto), è una collezione di aneddoti e di favole, la maggior parte ispirati dalla filosofia di Zhuang Zi.

Altri libri includono il Taipinjing (Libro della Grande Pace), testi alchemici e scritture della tradizione dei Maestri Celesti.

Il Taoismo non dà particolare enfasi ai testi sacri. I fedeli generalmente non consultano il Daozang, ma usano testi tramandati dai maestri, spesso dai parenti. La scuola Quanzhen ha un approccio al Taoismo più improntato sullo studio delle scritture, e lo Yijing è ritenuto particolarmente importante rispetto agli altri testi per le sue valenze cosmologiche. Molti movimenti cinesi recenti si basano su nuove scritture rivelate. A Taiwan è inoltre usanza cantare inni tratti dai testi buddhisti anche nei templi taoisti.


 Origini mitologiche
All'epoca in cui vissero questi filosofi, esistevano altri uomini menzionati anche da Zhuang Zi, che furono di fondamentale importanza per la formazione del Taoismo. Sono gli esseri dai poteri straordinari, che praticavano esercizi ginnici e respiratori che sono senza dubbio all'origine delle pratiche daoyin. È inoltre il periodo degli specialisti (fangshi), provenienti dall'antico Sciamanesimo cinese, e degli immortali (xian), figure leggendarie di adepti ed imperatori che raggiunsero l'immortalità. Sono questi personaggi mitici, di cui sappiamo così poco (la letteratura li generalizzerà solo più tardi) che sono all'origine delle pratiche eremitiche cinesi, sia taoiste che buddhiste, spesso ai margini di tutte le dottrine, e che hanno giocato un ruolo essenziale nella formazione delle tecniche di longevità.


Piccolo tempio taoista in California.
Sviluppo filosofico e religioso
La filosofia di Lao Zi e di Zhuang Zi si è progressivamente mescolata alle idee cosmologiche delle scuole dello Yin-Yang e dei cinque elementi, per dare origine ad un complesso di idee taoiste che pone come base il pensiero di Lao Zi e l'ideale dello Huang Di, il leggendario Imperatore Giallo. Questa corrente fu conosciuta sotto gli Han con il nome di Huanglao, termine nato dalla fusione dei nomi dei personaggi centrali: Huang Di e Lao Zi. Lo Huanglao è un tratto culturale oggigiorno assimilato dal Taoismo, allora solamente in formazione.

Nello stesso periodo, il primo grande movimento religioso, conosciuto sotto il nome di Taiping Dao (Via della Grande Pace) fu fondato da Zhang Jue, prendendo come base il pensiero Huanglao. Ne seguì la scuola Wudoumi Dao (Scuola dei cinque sacchi di riso), fondata da Zhang Daoling, figura la cui storia reale si è poi intrecciata a numerose leggende. Gli adepti per far parte della confraternita dovevano pagare un tributo: cinque sacchi di riso (da qui il nome della scuola). Si occupavano della cura delle malattie e dell'esorcizzazione dalle creature demoniache. Questa scuola venne più tardi chiamata Tianshi Dao (La scuola dei maestri celesti) e ciascun Maestro Celeste, massima autorità della confraternita, fu (ma non sempre) discendente della famiglia Zhang. Oggi il rappresentante e la sede si trovano a Taiwan.


Pratiche alchemiche

Parallelamente alla scuola Tianshi Dao, si svilupperanno, promosse dai fangshi le pratiche alchemiche ricorrenti nella vita dei primi taoisti. L'obiettivo era il raggiungimento del segreto dell'immortalità fisica attraverso l'ingestione di sostanze minerali e vegetali, per creare nel corpo un elisir, oppure la creazione dell'oro a partire dal cinabro. Queste pratiche, molto in voga sotto i Tang, furono raccolte sotto il nome di Jindan (pillola d'oro o elisir d'oro) e costituirono le basi per la nascita delle prime forme di chimica. Poco tempo dopo, sotto i Song, il nome iniziò a designare sì pratiche esteriori (immortalità), ma anche interiori (ginnastica, meditazione, respirazione) e sessuali, volte ad accentuare il benessere. Sotto i Song, queste pratiche furono tuttavia completamente rimpiazzate da tecniche esclusivamente interiori, sotto il nome di Neidan (elisir interiore). Si specializzarono soprattutto nell'individuazione e trattamento dei centri energetici (Dantian, campi del cinabro), nella libera circolazione del Qi (energia vitale, soffio vitale) e nelle tecniche meditative.


Emersione delle maggiori scuole
Nel nord della Cina il Taoismo sviluppò maggiormente certe forme di ricerca della perfezione personale, sulla base della tradizione alchemica Neidan, delle tradizioni Zhonglu (dal nome dei patriarchi immortali Zhong Liquan e Lu Dongbin) e Zhang Boduan, e di influenze buddhiste e confuciane. Da questa situazione ebbe origine la corrente del Taoismo Quanzhen (Quanzhen Dao, religione della verità integrale), fondata da Wang Chongyang. Nel Sud ebbe invece maggiore sviluppo la corrente tradizionale, detta Taoismo Zhengyi (Zhengyi Dao, religione dell'unità ortodossa); quest'ultima faceva grande uso dell'alchimia, nel tentativo di sviluppare e controllare i principi dinamici Yin e Yang. Queste correnti sono anche quelle che resistettero maggiormente nel corso del tempo.


Organizzazione clericale


La musica è un elemento fondamentale della vita monastica.Dopo la sua origine e affermazione religiosa il Taoismo ha cominciato ad organizzarsi, con templi, riti e un clero. In particolare è emersa la tendenza al monachesimo, con l'istituzione di conventi sia maschili sia femminili, ad imitazione del Buddhismo. Il monachesimo è prerogativa del Taoismo Quanzhen. La vita nei monasteri è una vita pura, dedita soprattutto alle pratiche di coltivazione del Tao e all'armonia con la natura. I monasteri sono luoghi di pace e di ritiro, dove anche i laici si recano spesso per pregare. I monaci solitamente praticano le arti marziali e la meditazione (vedi il paragrafo sulle pratiche mistiche). Nella corrente del Taoismo Zhengyi i sacerdoti possono sposarsi, vivono maggiormente tra la gente e non abitano nei templi, che per questo sono generalmente piccoli, non conducono infatti vita conventuale e organizzano meno seminari.

L'ordinazione di monaci e sacerdoti avviene generalmente attraverso un rituale, che, nella corrente Quanzhen termina con la consegna ad ogni novizio del lu, una sorta di registro in cui sono elencate le forze divine conosciute.


Tratti principali della dottrina

Il Taoismo è spesso descritto in correlazione al Confucianesimo. Entrambe le correnti rappresentano il grande patrimonio culturale cinese, che è molto più importante di ciò che le differenzia, sono dunque più complementari che antagoniste. I letterati cinesi le hanno spesso descritte come due mezzi differenti per giungere al medesimo obiettivo: la saggezza. Ciascuno è efficace nel suo dominio, e si può essere, come definito da molti maestri: confuciani di giorno e taoisti di notte.


Illustrazione della simbologia taoista della nascita dell'universo. Vi si distinguono il Taijitu centrale e i cinque esseri sacri Siling.

Precetti fondamentali


Complessivamente si può dire che la dottrina taoista si basi sui seguenti precetti: Il Tao ha provocato la creazione dell'universo, dando origine ai due principi cosmici Yin e Yang, la natura dualistica di tutte le manifestazioni del Tao stesso. La dualità, l'opposizione e combinazione di questi due principi base è riscontrabile in ogni elemento della natura: maschio e femmina, luce e oscurità, attività e passività, movimento e staticità. Il mutare delle cose è un continuo compenetrarsi e vicendevole rigenerarsi di questo dualismo. Il simbolo dello Yin e Yang illustra queste situazione con i semi di ciascun opposto piantati nell'altro, suggerendo di osservare le apparenti opposizioni da un livello superiore, e non costituisce banalmente una vuota esortazione alla pacifica convivenza (come invece nell'uso delle derivazioni confuciane o nella New Age): il rapporto tra Yin e Yang non è il compromesso ma l'oltre. Nessun principio può uscire dai propri domini e surclassare il suo opposto. Infatti, niente potrebbe esistere se non esistesse la sua controparte complementare, essi rispettano, insieme, l'equilibrio degli aspetti duplici del tutto. Le loro rappresentazioni, infine, sono solo frutto delle nostre percezioni, solo le nostre percezioni di essi cambiano (vedi il concetto di taiji).

Il Tao è dunque l'energia che fluisce attraverso tutte le cose, tutta l'esistenza, poiché la materia stessa - ovvero ogni cosa presente nell'universo - è costituita da esso. Quindi ogni cosa è in realtà il Tao, una sua emanazione. Gli stessi dèi e spiriti che popolano l'universo sono manifestazioni del principio cosmico, poiché il Tao pervade ogni mondo, spirituale e fisico, dando frutto a quella che è la natura. Ognuno può contemplare la natura e riflettere sull'universo per raggiungere l'Illuminazione, che nel Taoismo, non è altro che l'unione con il principio, il Tao. Questo è l'obiettivo di ogni fedele alla religione taoista: diventare un tutt'uno con la legge eterna. I fedeli per fare ciò devono armonizzare il Tao dentro di sé, mettendo in comunicazione il proprio spirito con lo spirito dell'universo, attraverso l'esercizio fisico, la preghiera e la meditazione.

La natura dell'uomo è di per sé buona, quanto lo è tutta la natura dell'universo, dato che l'uomo ne fa parte. Le azioni umane sono quindi volte innanzi tutto alla ricerca di un equilibrio. Per non creare disarmonia e dolore l'uomo deve però pensare prima di agire, e seguire la regola del wu wei, lasciando che la natura porti sempre a compimento i suoi cicli. La natura è appunto ciclica, composta da cicli eterni e inarrestabili. Essa è la fonte della vita, di tutte le cose: per questo l'uomo deve rispettarla, imparando innanzitutto a rispettare la sua stessa natura, la natura della sua persona, accettandola e non lasciando che essa venga sminuita e repressa. Per rispettare la propria natura, ognuno dovrebbe trovare la prospettiva corretta per pensare, ma al contempo continuare a cercare una fonte più profonda per guidare al meglio la sua interazione con l'universo. Le sensazioni generate dall'influenza dei valori artificiali della società ostacolano la capacità di capire il senso della Via (vedere inoltre karma). La maggior parte dei taoisti sostiene che la vita personale debba basarsi sulle capacità e possibilità di ognuno, piuttosto che desiderare una vita forzata sul modello imposto dalla società. I desideri sono la fonte delle aspettative e aspettative irrealizzabili provocano sofferenza.

Realizzando che tutte le cose (anche l'uomo stesso) sono originate dal Tao, si riesce ad osservarle per quello che sono, e ci si osserva come una parte del ciclo degli eventi. Questa consapevolezza porta l'uomo ad apprezzare la vita in ogni suo evento, e a vedere il suo posto all'interno del mondo come un momento miracoloso in cui semplicemente è. Il Taoismo concepisce l'esistenza come frutto di un continuo ciclo fra tre elementi: l'individualità; la società e i suoi valori artificiali e i principi della natura. L'individuo deve capire i principi della natura e saperli integrare ai valori della società in cui vive per poter condurre un'esistenza armoniosa. Per il Taoismo, ciò che è bene e ciò che è male varia, nel tempo e nelle differenti società, a differenza dei principi della natura, i valori della società sono artificiali.
 


La salvezza taoista


La meditazione taoista, tecnica di avvicinamento al Tao. «L'uomo non è il centro della vita, la misura delle cose, ma è totalmente e soltanto parte della natura.»


Bisogna partire da questa affermazione per comprendere al meglio il concetto della salvezza nella religione taoista. Premesso che il Taoismo non riconosce nessun peccato originale da cui si deve essere salvati, si può comprendere che la salvezza taoista consiste nel raggiungimento della piena felicità, della realizzazione, della sanità del corpo e della longevità.

«Conoscere gli altri è saggezza; ma conoscere se stessi è saggezza superiore. Imporre la propria volontà agli altri, è forza; ma imporla a se stessi, è forza superiore. Esser sufficienti per se stessi è la vera ricchezza; governare se stessi è il vero carattere»
(Lao Tze)

Gli obiettivi che il Taoismo si pone sono essenzialmente:


Ritrovare se stessi: il Taoismo si occupa di costruire l'individuo, o meglio intende indicargli la via per ritrovare se stesso in tutto e in tutti. Ciò che veramente conta è educarsi a raggiungere l'unione con il Tao, da cui si riceve la virtù (de), intesa secondo il suo significato originale, che è forza (come in latino): la forza mistica del Tao che produce la massima semplicità (pu). La forza che ci permette di far tutto senza agire (wu wei), come la natura.
Conoscere se stessi: la conoscenza perfetta è di ordine mistico, la si raggiunge entrando in comunione con l'assoluto e annullando la distinzione che c'è fra io e mondo. Affinché questo avvenga l'uomo deve prendere coscienza, innanzitutto, di non essere superiore agli altri esseri viventi, la centralità di tutto l'universo, l'essere prescelto da un dio; ma deve comprendere di essere parte della natura, del ciclo delle cose, del Tao. Dunque, per prima cosa, l'uomo può raggiungere la completezza soltanto divenendo come il Tao, identificandosi con esso; trovando quindi la giusta armonia con l'universo e inserendosi nella natura di cui fa parte. Per attivare questo processo di auto-avvicinamento al Tao, si possono praticare meditazione, vegetarianesimo (vedi il paragrafo sulle pratiche mistiche) e attenersi alle regole del wu wei, superando cioè ciò che è particolare, mutevole e transitorio e diventando una cosa sola con il Tao, che è universale, stabile, eterno.
Governare se stessi diventando un tutt'uno con il Tao, sia con il corpo sia con lo spirito. Il Tao è, nella sua essenza, la totalità dei processi naturali ai quali l'uomo deve conformarsi. A questo punto non è più soltanto un principio che regola l'ordine cosmico, ma diventa una nozione metafisica e religiosa, è una realtà superiore, assoluta, che trascende i modi sensibili e insensibili dell'essere. Il Tao è increato e in sé completo. È inesauribile, è l'origine di tutte le cose, dà la vita a tutto senza agire. È l'ordine, la legge invariabile della natura: controlla tutto senza mantenere una forma, governa senza imporsi, è presente in ogni cosa, ma non possiede nulla. È la stessa struttura delle cose in cui agisce senza esserne cosciente. È come l'acqua del fiume della vita che cambia continuamente forma, rimanendo sempre se stessa, senza mai mantenere alcuna delle diverse forme che assume in ogni istante. È una realtà ineffabile che non può essere nominata, in quanto la parola Tao non è il suo vero nome, bensì solo un appellativo pratico. Il Tao di cui si può parlare non è l'eterno Tao.


La verità
La verità sta nella totalità che si può conoscere solo intuitivamente, indipendentemente dall'uso dei sensi. La conoscenza perfetta è di ordine mistico, la si raggiunge entrando in comunione con l'assoluto (il Tao) e annullando la distinzione che c'è fra io e mondo. Bisogna andare oltre l'apparenza delle cose per comprenderne il vero significato: le cose veramente importanti sono quelle che sembrano senza significato. La cosa più importante in una ruota è il foro centrale che le permette di attaccarsi al perno e quindi di girare; la cosa più importante in una tazza non è il materiale di cui è fatta, ma il vuoto che si crea nel suo interno e che permette di contenere il cibo; la cosa più importante in una finestra o in una porta è l'apertura ritagliata nel muro. L'uomo crede di essere saggio perché elabora idee creando delle sue verità, ma nello stesso tempo in cui stabilisce delle norme di moralità crea il male. In realtà, nessuno è più saggio di un bambino in cui l'armonia naturale è perfetta.


 Il vuoto
Il vuoto auspicato dal Taoismo è un vaso pronto per accogliere, un'indefinitezza multiforme e creativa, un fluido sorgente di vita, caos e brodo primordiale. Non si tratta - come in altre filosofie - di un allontanamento dalla realtà, di un distacco, in quanto il saggio taoista è prima di tutto concreto ed esperienziale (al punto che l'ascesi completa è trattata con divertita sufficienza in vari testi). Proprio per poter meglio agire nel mondo bisogna non essere subordinati agli oggetti ed alle convenzioni.

Il vuoto come non agire (wu wei) è astensione dal contenuto non necessario, non proprio. Una delle esortazioni ricorrenti è a non forzare (e parallelamente si ha anche il riconoscimento della guerra come non risolutiva). In quest'ottica vengono rigettate contemporaneamente sia le speculazioni metafisiche sia il materialismo. Assai importante è anche la parallela rivalutazione della figura femminile, rispetto alla sua scarsa considerazione nella cultura cinese antica. Una leggenda narra anche che Lao Tse avesse appreso la sua arte da una donna.


Taijitu, Yin e Yang. «C'è il vuoto nelle porte e nelle finestre che danno sulla strada, nei recipienti, nelle case. È la parte Yin, il fondo oscuro delle vallate, il sesso femminile che solo combinato a quello maschile origina, moltiplica gli esseri.»
(Tao Te Ching)

In questo vuoto, che non è il vuoto teorico dei fisici, si trovano tutte le possibilità di esistenza. Il vuoto è fecondo. È solo grazie al bianco del foglio che l'inchiostro può ricreare con grazia e sincerità le montagne, le coste, gli alberi. Questa fecondità del vuoto è alla base del Dao De Jing e di tutto il pensiero taoista.

La vacuità di un cuore libero da tutte le preoccupazioni mondane, è l'aspirazione fondamentale delle comunità taoiste. Ci si può ritirare dal mondo per comprenderlo meglio, ma non è né necessario, né sufficiente. Per realizzare questa liberazione, per trovare il vuoto, uno dei mezzi importanti è l'utilizzo dei paradossi. Sono numerosi nel Dao De Jing: è senza uscire da noi stessi che veniamo a conoscenza del mondo, è non sapendo ciò che sappiamo, è quando agiamo meno che facciamo l'azione più efficace. L'obiettivo dei paradossi è far comprendere all'uomo la Via, tracciando dei fili logici.


Concezione di vita e morte

Un argomento che ricorre spesso negli scritti taoisti è il problema della vita, e, per necessaria conseguenza, il problema della morte. L'esistenza universale non è altro che un perpetuo avvicendarsi di trasformazioni e di fenomeni: e il fatto più evidente di questa vicenda, è il continuo, eterno alternarsi di vita e di morte.

Secondo le idee occidentali, la morte è l’antitesi della vita: vita e morte sono due termini diametralmente opposti, senza alcuna attinenza, assolutamente antitetici. Il Taoismo al contrario considera la vita e la morte in stretta relazione tra loro, come due stadi necessari della vita universale sulla terra, e della vita individuale degli esseri. Le espressioni che in Occidente si usano più comunemente come eufemismi della parola “morte”, sono, tra le tante: il sonno eterno, la partenza che non ha ritorno. Il Taoismo usa invece, per designare la morte, espressioni che significano precisamente il contrario; tali sono: il ritorno, intendendo il ricominciare a vivere; il gran risveglio, alludendo al fatto che, dopo la morte, l'uomo giunge alla sua completezza ricongiungendosi con il Tao. La morte è dunque vista come un processo, naturale e benefico.

Il Taoismo ha ben chiara inoltre la differenza fisica che si ha tra vita e morte, sia Laozi che Zhuang Zi spiegarono questo concetto, il primo più sinteticamente, il secondo in modo più concreto:

«La vita umana nasce da una certa condensazione di Etere primordiale: fin che tale condensazione persiste viviamo; quando essa si discioglie e disperde, la morte ci coglie.»
(Lao Tze)
«Un fascio di ramoscelli esiste come tale finché è legato e stretto; quando viene sciolto i ramoscelli si disperdono ed esso non è più un tutt'uno. Così è dell’uomo: esso è uomo finché tutte le sue parti costituiscono un tutt'uno: cessata tale unione, cessa l’individualità umana. È da avvertire però che il fascio, se incendiato, può trasmettere il fuoco a un altro fascio, innanzi che il primo sia del tutto disfatto e consumato, e così di seguito il fuoco e la luce vengono trasmessi da fascio a fascio: i fastelli a mano a mano vengono composti e disfatti, come le persone vivono e muoiono, compaiono e scompaiono; ma il fuoco e la luce, o l’esistenza e la vita, continuano perenni nel mondo.»
(Zhuang Zi)

Tutte le cose che esistono sono costituite da tante sottoparti; il loro mantenersi congregate è la vita, il loro disgregarsi è la morte. Il vivere della natura e il vivere degli individui consiste in questo interminabile alternarsi di fatti opposti in apparenza: così fu, sin dall’origine dell’universo. Il paragone tra la vita e la morte e il sorgere e tramontare del sole, si ripete più volte in Zhuang Zi:

«Vivere e morire è come andare e venire; l’Essere, l’io, resta; ma va e viene sulla terra, come uno entra in casa e ne esce, rientra, riesce e così via.»


Il drago yin e la fenice yang.Il medesimo concetto viene, in forma diversa, esposto da Lie Zi nel passo seguente:

«Mentre Lie Zi, insieme con un suo discepolo, stava passeggiando, vide in terra un vecchio cranio. Raccogliendolo lo mostrò al compagno, e gli disse: "Soltanto io e costui sappiamo che non vi è sulla Terra né vita né morte; ma un eterno avvicendarsi di forme, prodotto dal continuo trasformarsi della materia. Le piante, gli animali e tutti gli esseri derivano l’un dall’altro, in virtù di cause esterne, le quali li portano a cambiare natura. Anche il genere umano è nato in questo modo; e dopo la durata della sua esistenza sulla Terra, anch'esso rientrerà nel meccanismo universale della natura. Tutti gli esseri emergono da questo meccanismo, e vi rientrano in un ciclo perpetuo. Lo spazio infinito è colmo di semenze e di germi, ognuno dei quali evolve diversamente".»


Con certe enfasi che precedono l'evoluzionismo darwiniano, Lie Zi dimostra inoltre come tutti gli esseri, viventi e non siano uguali di fronte alla morte, o meglio al mutamento. In vita esistono differenze tra felici e infelici, ricchi e poveri, grandi e piccoli. Nella morte invece c'è totale uniformità, ogni cosa ha la medesima sorte, il ricongiungimento con il Tao e la sua legge cosmica, ciò che gli esseri furono dopo il mutamento non è più influente.


 L'immortalità



Secondo i principi della teoria medica cinese, il Qi o corpo energetico, è considerato Yin, mentre il corpo fisico è considerato Yang. L'aspetto Yin del corpo (corpo energetico) é relazionato al pensiero, all'anima, allo spirito, mentre l'aspetto Yang (corpo fisico) è utilizzato per esprimere le decisioni o le pulsioni della parte Yin. Quando la vita di un individuo perde l'equilibrio instaurato tra queste due forze, sopraggiungono la malattia, la morte e la decomposizione.

Il Qi, l'energia, è la fonte non visibile della vita: le azioni e l'esistenza stessa del corpo fisico sono le sue manifestazioni. Quando lo Yin è forte, anche le manifestazioni dello Yang possono essere forti. Quando lo Yin è debole o troppo forte, il rapporto Yin e Yang si sbilancia facendo perdere armonia alla vita stessa. Per questa ragione lo scopo primario della medicina cinese é quello di mantenere un corretto bilanciamento dello Yin e dello Yang. Il segreto dell'immortalità è dunque l'identificazione con il Tao, data dal mantenimento di quei principi che governano il corpo e la psiche dell'individuo, attraverso le pratiche taoiste. Il raggiungimento dell'immortalità è al contempo un cammino mistico, fatto di devozione e rispetto del Tao.

«Chi lo conosce non ne parla, e chi ne parla non lo conosce. Esso è l'unione mistica.»


Secondo le testimonianze dei monaci taoisti antichi e moderni, unirsi misticamente al Tao è una esperienza spirituale di illuminazione. L’unione col esso porta alla comunicazione con il te, il potere universale che dà l'immortalità alla persona, corpo e anima. Ci sono innumerevoli testimonianze di persone che, raggiungendo l'unione con il Tao, sono svanite.

«Alla fine dell'esistenza, con la morte, l'uomo giunge al riposo, ritorna alla perfezione integrale, l'unione con il cosmo.»



 Visione mitologica
Per i cinesi gli uomini non hanno una, ma due anime: una più spirituale, che può, dopo la morte, diventare uno shen (spirito, entità benefica); l'altra più materiale, che potrebbe tramutarsi in gui (demone, entità capace di fare del male) e rimanere sulla Terra. L'anima terrestre proviene dal seme umano e l'anima aerea si forma al momento della nascita attraverso la prima aria che si respira. Quando l'uomo muore l'anima terrestre rimane sulla terra e l'altra va in cielo. Se la persona è identificata con il Tao essa si integrerà per sempre con l'armonia universale del cosmo, come gli dèì sarà immortale giusta e felice.

Nella mitologia cinese si narra di una paradiso collocato nelle isole felici, in mezzo alle quali è costruita una magnifica dimora, detta il Palazzo dell'immortalità, che galleggia sulla superficie dell'oceano, con le tre divinità che attraversano il mare: il dio della lunga vita, il dio della felicità, il dio che distribuisce i premi.


 Liturgia

Bastoncino di incenso.
Culto templare e collettivo

Il culto collettivo, guidato dai preti, si fonda essenzialmente su inni di glorificazione del Tao o più in specifico alle varie divinità. Riti sacrificali sono fortemente esclusi. La liturgia e la teologia taoiste contengono svariati elementi indo-tantrici e con l'introduzione del Buddhismo furono molto influenzate da esso. Le cerimonie possono includere offerte di incenso, cantici e inni (come già accennato), musica e benedizioni. Il manuale liturgico utilizzato è il Daozang che contiene vari tipi di liturgia in base alle ricorrenze: ad esempio la liturgia della pioggia e quella dell'acqua, la liturgia del fuoco, quella del Signore del Cielo e quella del Nuovo anno. Il riti taoisti sono di solito celebrati in precise date stabilite dal calendario cinese, anche se la venerazione personale può essere quotidiana.


Venerazione baibai
«Chi adempie alla Legge dell’Amore e nutre gli dèi con incenso, fiori, candele e frutti, chi prega il loro santo nome con proprietà, rispetto e riverenza,riceverà le trenta meravigliose benedizioni.»


Questa frase è particolarmente significativa per comprendere il ruolo prominente della venerazione nella religione taoista. Un rituale compiuto generalmente dai fedeli è il baibai (拜拜), che consiste nel pregare dinanzi ad un altare con tra le mani dei bastoncini di incenso. Questo tipo di preghiera può essere compiuto ovunque: a casa propria, in un tempio o all'esterno. Di fronte ai templi taoisti sono sempre presenti incensieri, che consentono appunto di praticare il baibai. La preghiera può essere recitata personalmente da un fedele o da un gruppo di fedeli con la guida di un sacerdote. L'altare può essere allestito con statue di una o più divinità e può essere legato al culto degli antenati (vedi paragrafo seguente). Un altro rituale, anche se oggi poco diffuso, con significato di offerta consiste nel bruciare le banconote dell'aldilà.


 Culto degli antenati
Già verso la fine della dinastia Zhou i morti non vennero più divinizzati, ma iniziò ad affermarsi un culto privato interamente dedicato a loro. Il culto si svolge in un'apposita sala-tempio, o semplicemente davanti ad un piccolo altare, su cui vengono esposte le tavolette con il nome dell'antenato.


Talismano taoista.

Festival nazionali
Ci sono anche festività pubbliche celebrate in tutta la Cina. Famosi sono i festival nelle strade che includono varie esibizioni tra cui processioni di carri con le statue delle divinità, danze dei leoni, danze dei draghi ed arti marziali. Il tutto è accompagnato da musiche tradizionali. Alcuni partecipanti si truccano spesso da demoni e divinità varie, si crede che con questo metodo gli dèi possano manifestarsi attraverso queste persone.

Il giorno sicuramente più significativo e più sentito, paragonabile al Natale cristiano, è il Capodanno lunare, o Festa di Primavera, nel quale si concentra ogni tipo di cerimonia religiosa, spettacolo ed esibizione sia in forma pubblica che privata. In privato si tiene un banchetto familiare in onore degli antenati e dei membri della famiglia che vivono lontano. Il banchetto è solitamente accompagnato da canti di prosperità e di benedizione per il nuovo anno. Le persone usano indossare abiti nuovi in attesa dell'esplosione di fuochi artificiali, che segnalano l'arrivo del nuovo anno.

Ci sono poi tutta una serie di feste minori: il quindicesimo giorno del primo mese dell'anno cinese ricorre la festa delle lanterne (o delle luci) che viene celebrata con processioni ed esposizioni di lanterne e danze di draghi; il terzo giorno del terzo mese è la festa della purificazione, che consiste nella manutenzione delle tombe, con offerte ai defunti e successivamente con un pranzo all'aperto sulle colline; il quinto giorno del quinto mese segna l'inizio dell'estate, accolta con la festa delle barche, celebrata con il consumo di focacce di riso, gare di barche a forma di drago e con rituali di benedizione dei bambini e di propiziazione della pioggia; nell'ottavo mese si celebra la festa dell'autunno, legata al raccolto, nel periodo invernale vengono celebrate feste dedicate a dèi e santi locali che ricorrono il primo e il quindicesimo giorno dei mesi invernali.


 Pratiche mistiche
«Niente ha presa sul corpo quando lo spirito non è turbato. Niente può nuocere al saggio, avvolto nell’integrità della sua natura, protetto dalla libertà del suo spirito.»
(Lao Tze)

Ci sono poi tutta una serie di pratiche particolari e opzionali (in cui si possono includere anche le arti marziali), volte ad accrescere la spiritualità umana, in modo che l'uomo possa giungere felicemente all'armonia con il Tao. Tra queste pratiche si possono trovare il vegetarianesimo, significante soprattutto il rispetto della natura; la mistica sessuale, ovvero il vedere l'atto sessuale come un momento di congiunzione cosmica, un momento in cui viene messa in atto la più alta legge del Tao, l'unione di Yin e Yang, corrispondenti ai due sessi; la meditazione, esercizio volto alla liberazione della mente dai limiti del finito; il Qigong, pratica volta ad allineare il Qi umano con il Qi dell'universo; e infine il Tai Chi, una combinazione di movimenti e di respirazione dinamica che punta alla meditazione.

Il ritorno al principio primo (il Tao) si effettua attraverso il soffio che guida il movimento; il pensiero guida ma non interviene, c'è ma non c'è. Queste tecniche sono volte a rendere ciascuno un uomo realizzato, in armonia con la natura, il Tao.


Simbologia


Un cane della felicità.Ci sono parecchi simboli ed immagini collegati al Taoismo. Il simbolo principale è il Taijitu 太極圖 spesso accompagnato dal Bagua 八卦. Le controparti Yin e Yang sono rispettivamente di colore nero (o blu) la parte yin e di colore bianco (o rosso) la parte yang. Il simbolo può essere trovato su bandiere e loghi delle associazioni taoiste, nei templi e sugli abiti dei chierici. Direttamente derivato dal Taijitu per così dire ortodosso è il Tomoe (vedi il paragrafo sulle influenze).

Nei templi taoisti si possono trovare bandierine quadrate o triangolari. Esse non hanno solo funzione decorativa ma anche mistica, sono infatti dei talismani e presentano solitamente iscrizioni come preghiere e diagrammi sacri.


Tao, la Via.I templi nella Cina e di Taiwan sono contraddistinti da simboli precisi, vi si trovano spesso statue o decorazioni di draghi cinesi, fenici, tartarughe, tigri e cani Fu. Spesso solo il drago e la fenice (o in alternativa a quest'ultima la tigre), hanno un preciso significato, simboleggiano infatti le due controparti yin e yang (la fenice è yang e il drago yin). Il gruppo drago blu, drago giallo, fenice rossa, tartaruga nera e tigre bianca è costituito dai Siling, i cinque esseri cosmologici, rappresentanti i cinque elementi. Un altro simbolo comune è la perla fiammeggiante, che accompagna i draghi o le divinità.

 La ricerca della Via
La ricerca del Tao è la ricerca dell'essenziale, e in questo può essere vista come un analogo più elaborato del cinismo greco. Tale fortissimo richiamo all'essenzialità, al cosiddetto tronco grezzo, agli antichi, richiede la difficile operazione di spogliarsi del superfluo e dei preconcetti. Lo scopo è lasciar fluire l'originale liberando la spontaneità, che non deve però essere scambiata con lassismo: l'autodisciplina è un elemento comunque importante (pur con l'insistenza acciocché si mantenga creativa e non diventi automutilazione). La disciplina richiesta al taoista non è quella occidentale portatrice talvolta di rigidità e limitazioni, ma incarna anzi la determinazione ad astenersi da questi. Il richiamo all'essenziale ed all'antico potrebbe essere scambiato per desiderio di regressione al primitivo, ma deve semmai essere inteso come esortazione ad una vita anche moderna che recuperi l'interazione diretta con la concretezza, eliminando le intermediazioni fuorvianti; un recupero del primitivo in quanto inalienabile.

La ricerca della saggezza, in Cina, si fonda principalmente sull'armonia. L'armonia, per i taoisti, si raggiunge placando il proprio cuore (e il proprio spirito, il cuore nel pensiero cinese simboleggia spesso questa entità) attraverso la Via (il Tao), ossia la stessa via della natura. Dottrina fondamentale del taoismo è che il Tao (la Via) non si può descrivere a parole; non si può quindi parlare del Tao ma solo parlare attorno ad esso. Questo va letto come un'indicazione non della complessità del Tao stesso, quanto dell'inadeguatezza del linguaggio umano, che riproduce, nelle sue stesse strutture fondamentali, proprio quegli errori fondamentali di percezione della realtà che il Taoismo si propone di superare. Ritornando all'autenticità primordiale e naturale, imitando la feconda passività della natura che origina spontaneamente i diecimila esseri, l'uomo può liberarsi dalle catene e il suo spirito può cavalcare le nuvole. Suscitante una sorta di pacifico naturalismo, il Taoismo è un ideale di spontaneità, di libertà individuale, di rifiuto dei rigori della vita sociale e di comunicazione estatica con le forze cosmiche. Queste caratteristiche mistiche del Taoismo hanno influenzato poeti, letterati, pittori e affascinano oggi molti occidentali. Per liberarsi dalle costrizioni sociali, i taoisti svolgono pellegrinaggi sulle montagne o in campagna. Già nel pensiero di Confucio, si trova questo intento di migliorare la vita sociale riavvicinando l'uomo alla natura.


Composizione votiva dedicata al dio della terra.
Il lasciar-fare

Un'idea ricorrente nel Dao De Jing è quella del lasciar-fare. Se si lascia fare la natura e i suoi diecimila esseri, essi crescono e si moltiplicano. Se non si cerca di governare gli uomini, loro si organizzeranno nel modo migliore possibile. Quest'idea che può apparire come liberalitaria deve essere contestualizzata. Essa si fonda su un'antica credenza sciamanica, secondo cui se si lascia fare la natura, essa soddisferà l'uomo. La concezione della storia è già postmoderna, nel senso che sono riconosciuti i limiti di una visione lineare e progressista delle vicende umane e si sottolinea amaramente il ripetersi degli stessi vecchi errori nei nuovi contesti, portatore quindi di una sorta di ciclicità statica. A questa è contrapposto l'ideale politico di una società conforme al Tao (che oggi diremmo libertaria, per quanto l'implicazione opposta sia tutt'altro che scontata), a sua volta stabile ed immutabile perché fluida e disgregatrice dei conflitti. Le due situazioni non devono essere confuse.

«Il ristagno e la pace sono segni opposti per loro natura.»



Concezione di divinità


 Il Tao
Il Taoismo è una religione anche panteistica. Per comprendere quale sia la natura del Tao bisogna evitare qualsiasi tipo di paragone con il Dio delle religioni monoteiste. Il Tao non è un ente trascendente, che governa e amministra letteralmente il mondo, punendo o premiando l'uomo. Piuttosto che un Dio-persona è più che altro, infatti, un Dio-energia: è un'entità immanente che fa parte del mondo, che compone letteralmente il mondo; è la matrice divina di tutte le cose che esistono. Il termine Dio suona inappropriato, sebbene se ne possa fare uso, ricordando sempre di evitare i parallelismi sopra riportati.

Parlando del Tao si parla dell'Uno, l'Infinito. Esso è l'energia cosmica che compone tutte le cose dell'universo, dal sasso all'essere umano, è la Grande Madre del mondo. Il Tao è dunque all'interno di tutto ciò che esiste, anche nell'uomo, essendo la più intima e sottile energia che fluisce attraverso il tutto, che condensata va a formare quella che è la materia. Esso è energia pura. Il Taoismo insegna quindi che più che cercare Dio scrutando il cielo, Dio va cercato all'interno di se stessi, e all'interno di tutte le cose che compongono il mondo multiforme di cui l'uomo fa parte, proprio perché il cosmo, l'universo, è Dio stesso, è la manifestazione attiva dell'energia. Il Tao è la natura, il respiro, la vita di tutte le cose. Esso va cercato negli alberi, nel fluire dell'acqua, nel fruscio delle foglie, lo si può sentire contemplando l'immensità e il silenzio sulla vetta di una montagna. Esso non agisce, ma agisce perennemente, aggregandosi a formare quello che è tutto l'essere, l'esistere. Esso è infatti energia, non può essere concepito e conosciuto dall'uomo, esso non parla, non comunica, ma la sua eternità corrisponde all'eternità della vita stessa, nei suoi cicli perpetui. Il Dio del Taoismo, l'energia, è infine, per definizione, un'energia immanente, presente nel mondo, eterno, immutabile. Il Tao semplicemente è.


 Gli dèi

Come affermato nel paragrafo precedente il Tao non può essere concepibile e conoscibile dalla mente umana. Ciò che l'uomo può percepire sono le sue emanazioni, le sue molteplici e multiformi immagini di manifestazione, gli dèi. In quanto religione monistica ed enoteistica, il Taoismo insegna che l'unico modo attraverso cui conoscere l'energia vitale dell'universo è conoscendo le divinità, le svariate entità spirituali che vengono emanate dalla matrice divina di tutto il cosmo.

Le divinità sono molteplici, illimitate per certi versi, e tutte valide, poiché tutte emanate dall'energia dell'Uno. Nel Taoismo, nelle zone storiche in cui si è sviluppato, è andato a costituirsi un pantheon relativamente definito, in cui figurano divinità prettamente taoiste e divinità assimilate dalle tradizioni con cui il Taoismo ha avuto stretti rapporti.


Dèi autoctoni

Divinità della vita dopo la morte.Le divinità cosiddette esclusivamente taoiste, sono soprattutto quelle assimilate dalla religione popolare cinese, assorbite e rivisitate dalle varie correnti del Taoismo nel corso dei secoli. Spesso le divinità tendono ad identificarsi le une con le altre, rendendo difficile una classificazione stabile. Ad esempio, da quasi tutte le correnti taoiste l'Imperatore di Giada è identificato con il dio del Cielo, Shangdi, assimilato dalla religione tradizionale, il cui culto ha origini antichissime.

Al vertice del pantheon è univocamente riconosciuta una trinità, un gruppo di tre dèi, i cosiddetti Tre Puri, generati dall'etere cosmico quando iniziò a manifestarsi scindendosi nelle due forze primordiali Yin e Yang, e in tutte le manifestazioni scaturite dalla loro eterna interazione. Tre dèi che corrispondono dunque a Yin, Yang e alla terza parte, il tutto nella sua forma manifestata. Le tre divinità suprme sono: il Puro di Giada, il Puro Superiore e il Puro Supremo. Tra le divinità prettamente taoiste si possono annoverare anche i santi, i cosiddetti xian (letteralmente "immortali"). Uomini che attraverso la coltivazione del Tao e le pratiche taoiste giunsero all'unione con l'energia cosmica stessa. Lo stesso Laozi è considerato un santo importante. Molti degli dèi taoisti, alcuni ritengono, sarebbero una ripresa di antiche figure divine provenienti dall'Asia centrale.


Dèi allogeni
Esiste poi una serie di divinità assimilate e condivise con altre grandi religioni, con cui il Taoismo è entrato in contatto. Molte di queste figure divine sono originarie del Buddhismo. Tra esse si trovano due delle dee più venerate, ovvero Mazu, la dea del mare e Guanyin, la dea della misericordia. Molte delle leggende che attorniano queste figure divine si possono riscontrare nel patrimonio narrativo di entrambe le correnti religiose. La dea Guanyin è inoltre spesso identificata con un'altra divinità di origine buddhista, Avalokitesvara, oppure associata alla stessa Mazu.


Incensiere di un tempio.
 I templi

Inizialmente il culto taoista si svolgeva all'aperto. Con il passare del tempo si è sempre più concentrato nei templi che hanno forti somiglianze con quelli buddhisti. Sono di solito consacrati a specifiche divinità ma è possibile invocarvi collettivamente anche più forze divine.

In cinese, il termine utilizzato per indicare i templi taoisti è kuan (o guan), traducibile come osservare, contemplare, intuire. Questo significato accentua la funzione mistica del luogo di culto, in cui il fedele non va solo per assistere ai rituali, ma anche e soprattutto per contemplare la natura, riflettendo sul concetto di divinità fortemente permeato in essa. L'edificio di culto è caratterizzato da un cortile, una sala principale in cui è custodita la rappresentazione della divinità, e più sale minori o giardini.

I templi, gestiti perlopiù da sacerdoti taoisti sotto la direzione di un consiglio di laici e costruiti tramite donazioni, sono il centro religioso dei paesi e servono non solo per i servizi religiosi, ma anche per feste di ogni tipo, rappresentazioni teatrali, spettacoli di marionette. Sono inoltre i luoghi più visitati in occasione dei grandi festival, come la Festa di Primavera. Fondamentale in tutti i templi taoisti è un grande tripode, situato di solito immediatamente all'entrata. I fedeli possono utilizzare il braciere accendendo bastoncini di incenso come voto per le divinità. I preti giocano un ruolo fondamentale nel sostegno morale dei fedeli parlando con loro dei loro problemi e delle loro preoccupazioni.


Storia recente del Taoismo
I problemi del Taoismo con le autorità iniziarono con l'avvento della Repubblica Popolare Cinese anche se la sua immagine andava deteriorandosi già a partire dalla dinastia Ming. Le scuole taoiste erano accusate di suscitare movimenti rivoluzionari, tanto che Liang Qichao (1873-1929), avvocato del rinnovo sociale della Cina, scrisse di essere umiliato dalla presenza del Taoismo nella storia cinese, poiché (a suo dire) il Paese non ne aveva tratto alcun vantaggio. Mezzo secolo di persecuzione portò la religione taoista vicina all'estinzione, senza tuttavia riuscire ad estirparla definitivamente. Da pochi anni a questa parte si registra una sempre crescente rinascita che sta portando ad un fervente ritorno del Taoismo nella Cina contemporanea.


 La repressione

Aree di diffusione e di influenza del Taoismo.Le prime avvisaglie di una certa avversione verso i culti religiosi si ebbero nel 1911 con la proibizione dei riti pubblici, ma non di quelli privati e nei templi. La situazione si aggravò durante la guerra contro il Giappone, negli anni Quaranta, che comportò la distruzione di numerosi luoghi sacri. La vera e propria guerra interna scoppiò invece negli anni successivi. Nonostante i monaci del monte Wudang presero parte alla terza armata rossa e molti taoisti diedero prova di patriottismo opponendosi all'invasione dei Giapponesi, nel 1948, il monastero principale della corrente Zhengyi, sul monte Longhu (nel Jiangxi), fu dato alle fiamme e il sessantatreesimo Maestro Celeste fu costretto a fuggire a Taiwan. La politica generale delle religioni si applicherà a partire dal 1949: non vi fu una soppressione totale, ma proibizione delle nuove ordinazioni, repressione dei riti e chiusura dei pochi locali di culto rimasti. Alcune sette furono dichiarate illegali e sopravvissero solo clandestinamente, ricorrendo a mezzi illeciti per guadagnare fondi. Nel 1956, le antiche statue di bronzo del monte Wudang vennero fuse.

Con la nascita del Movimento per le tre autonomie destinato a porre fine alla dipendenza finanziaria, ideologica e amministrativa delle religioni cinesi, fu fondata nel 1957 l'Associazione Taoista Cinese e il governo decise di promuovere la restaurazione dei culti. Si spesero fondi per la ricostruzione e il restauro di templi e monasteri e nel 1961, il presidente Chen Yingning finanziò ricerche, pubblicazioni e riforma di un clero.

Tuttavia, nel 1966, la Rivoluzione culturale interruppe drasticamente tutte le manovre di restauro. Nello stesso anno l’Associazione Taoista fu scardinata, migliaia tra templi e monasteri furono razziati e distrutti e il clero fu sollevato dal suo incarico per essere deportato in campi di lavoro. Si calcola che 10.000 rotoli di antichissimi testi sacri al monastero Louguantai (樓觀台), nello Shaanxi, andarono definitivamente perduti.


 La rinascita contemporanea
È nel 1979 sotto Deng Xiao Ping che viene riattivata una certa attività. L'Associazione Taoista, ricostituita nel maggio 1980, apre la sua sede nel Baiyun Guan (白云观 tempio della Nuvola Bianca) di Pechino, tempio principale anche della scuola Quanzhen Dao, riabilitata nel 1984. Altre organizzazioni furono ricostituite a partire da qualche anziano maestro. Il primo centro di formazione teologica aprì nel 1984 al tempio della Nuvola Bianca, con conseguente ripresa delle ordinazioni sacerdotali nel 1989. La scuola Zhengyi dovette aspettare il 1992 per essere legalmente riconosciuta e riattivata nel monastero di Longhu. Nel 1994, si contavano già 450 luoghi di culto riaperti e ricostruiti (a oggi i templi sono circa 1.700 e il numero è in costante crescita), in parte grazie ai fondi donati dai laici taoisti. I principali funzionano anche come luoghi turistici. Il primo incontro tra i chierici di Taiwan e cinesi - e tra le correnti Quanzhen e Zhengyi - si svolse nel settembre 1992 al tempio di Louguantai. In novembre ebbe luogo la prima visita ufficiale di una delegazione taoista di Taiwan in Cina continentale.

Ricerche sul Taoismo hanno luogo nel dipartimento di studi sulle religioni dell'Accademia delle scienze sociali, in particolare a Pechino, Shanghai, nel Sichuan e nel Jiangsu. Istituzioni di ricerca sulla cultura taoista sono state fondate a Pechino (1989), Shanghai (1988) e Xi'an (1992). Il Taoismo cinese (Zhongguo Daojiao 中国道教), organo dell'Associazione, pubblica alcuni degli studi. Dal 1986 al 1993 è stato recuperato l'Essenziale delle scritture taoiste (DaozangJiyao 道藏輯要), estrapolato da oltre 3.000 testi risalenti alla dinastia Qing.

Negli ultimi anni, con la libertà religiosa in Cina, i templi hanno riacquistato il loro valore culturale e il popolo cinese ne sta riscoprendo anche il significato religioso. Gli edifici di culto hanno ripreso la loro funzione centrale nell'organizzazione di festival nazionali, ad esempio la Festa di Primavera. Il Taoismo è oggi tollerato dal governo, in particolare per gli ideali di socialismo ed ambientalismo proclamati dai chierici. Essi esortano infatti i fedeli a promuovere opere di ecologia, riforestazione, a non tagliare gli alberi se non strettamente necessario, a proteggere gli habitat e la fauna. Organizzazioni come la Taoist Restoration Society, nate di recente, supportano questo processo, offrendo sussidi per il sostentamento dei monaci, il restauro e la costruzione di templi.


 Diffusione
Il numero dei taoisti è difficile da stimare, in parte a causa delle difficoltà di definizione, in parte a causa del sincretismo che rende molti cinesi taoisti ma contemporaneamente anche fedeli ad altre religioni ed in parte a causa del fatto che sia illegale condurre sondaggi sul territorio cinese. Il numero di persone praticanti aspetti della religione tradizionale cinese si stima ammonti a centinaia di milioni (Adherents segnala una cifra intorno ai 400 milioni).

Geograficamente il Taoismo è fiorito maggiormente in Stati asiatici: Cina, Taiwan, Malaysia, Vietnam, Bhutan, Singapore, Corea e in minore misura Thailandia e Giappone. Negli ultimi decenni, ha tuttavia destato interesse anche in Occidente con la relativa nascita di comunità, in America, Europa e Oceania (particolarmente rilevante il numero di fedeli in Francia, Gran Bretagna e in Australia).


Variante del Tomoe shintoista, derivazione del Taijitu.
Influenze

La relativa vicinanza di temi rispetto al Buddhismo - pur nella sostanziale differenza di prospettive - ha fatto sì che si creassero diverse forme di sincretismo fra le due fedi, con condivisione e scambio di elementi religiosi e divinità. Il che è avvenuto soprattutto sotto le dinastie Sui e Tang. Il contatto del Buddismo con la tradizione taoista ha portato alla formazione della famosa corrente del Buddhismo Zen, diffusa soprattutto in Giappone sincreticamente allo Shintoismo. Proprio in quest'ultima religione è andato affermandosi il simbolo del Tomoe, o Yin-Yang-Yuan, o Triplo Taijitu, il quale presenta tre scissioni dell'energia cosmica anziché due. Il significato è lo stesso di quello del Taijitu, ma adattato ai tre principi della cosmologia shintoista, ovvero il cosmo, la terra e tutti i frutti della loro unione. Il Tomoe ha valenza anche nel Taoismo, rappresenta infatti semplicemente lo stadio successivo a quello del Taiji (al quale corrisponde il Taijitu), ovvero la completa manifestazione del Tao. La terza parte rappresenta le reazioni fisiche che scaturiscono dalla relazione dei due principi cosmici primordiali.

Oltre alla sua influenza sull'arte dell'Estremo Oriente, il Taoismo ha profondamente influenzato domini vari come la medicina, la politica, la religione popolare cinese, l'arte dei giardini, la cucina, la sessualità (considerata spesso come parte della medicina), le arti marziali, la filosofia, la letteratura. Oggi, dopo mezzo secolo di repressione da parte dei governi cinesi, il Taoismo è nuovamente considerato come parte fondamentale della cultura del suo Paese d'origine e inizia a farsi sentire anche in Occidente, suscitando ideali come l'ecologia e l'estetica, ma anche come vera e propria opzione per chi cerca un nuovo tipo di spiritualità.

Parte costitutiva assieme al Confucianesimo di una cultura tra le più antiche al mondo, ha contribuito alla formazione di un popolo che costituisce oggi un quarto dell'umanità. Represso a causa di correnti di pensiero che si riteneva suscitasse, il Taoismo ha certamente rafforzato i suoi principi basilari: fluido come l'acqua, antico come il mare, difficile da descrivere a parole, impossibile da eliminare, impregna e fertilizza ogni cosa con cui entri in contatto. Il Taoismo è andato costituendosi nel corso dei secoli e si è adattato perfettamente alle varie società e filosofie. Ci sono studiosi ad esempio che ritengono che la meditazione taoista sia stata influenzata dallo Yoga induista. Nell'era moderna ha offerto le basi di nascita anche a nuove religioni come ad esempio il Falunismo e l'Iquantaoismo