terminologia hindu

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Abhijit
Abhijit è una delle 27 costellazioni, una "Nakshatras".

Aditya
Gli Aditya sono, nella mitologia Indù, un gruppo di divinità solari, figli di Aditi e Kashyapa. Originariamente essi erano sette o otto, ma in età vedica il loro numero fu portato a dodici, a rappresentare i dodici mesi dell'anno. Gli Aditya proteggono contro varie sciagure ed appartengono alla categoria dei Deva.

I loro nomi sono Ansa, Aryaman, Bhaga, Daksha, Dhatri, Indra, Mitra, Ravi, Savitri, Surya, Varuna, e Yama

Agastya
Grande Rishi e mitico poeta indiano, autore di numerosi inni del RigVeda.

Agni
Dio indiano del fuoco in ogni sua forma, dal fuoco domestico a quello cosmico degli astri. Raffigurato talora come uomo barbuto che regge la fiamma, non è tuttavia una divinità antropomorfa, ma viene concepito come un potere indomabile, onnipresente, saggio, senza età. E' sovente connesso con le acque, in quanto costituisce con esse l'elemento primordiale della vita: pertanto è anche il protettore della famiglia e della società. Il suo culto raggiunge la massima importanza durante il periodo brahmanico dell'induismo, quando l'aspetto rituale costituì il fattore centrale della religiosità: il fuoco sacrificale che sale al cielo sotto forma di fumo venne interpretato quale tramite fra l'uomo che offre e prega e gli dei che ricevono ed esaudiscono.

Ahalya
La prima donna creata da Brahma.

Ahi
Epiteto di Vritra, il demone sconfitto da Indra.

Aindra
Altro nome di Indrani, la sposa di Indra.

Airavata
L'elefante bianco, uno dei quattordici tesori prodotti dall'Oceano frullato ad opera degli dei induisti e donato ad Indra

Ambika
Personaggio del Mahabharata. Sorella di Amba e Ambalika e moglie di Vicitravirya, figlio di Shantanu.

Amrita
La bevanda degli dei, uno dei quattordici tesori prodotti dall'Oceano frullato ad opera degli dei induisti e donato ad Indra.

Ananta
Il serpente marino usato dagli dei induisti per frullare l'Oceano al fine di ricavarne la bevanda dell'immortalità ed altri tesori. Su di esso riposa Vishnu.

Angiras
1. Uno dei sette Maharishi, cantori degli inni vedici.

2. Uno dei dieci Prajapati, o padri fondatori dell'umanità, secondo la cosmologia induista

Angirasa
Divinità induiste del fuoco e della luce, discendenti di Agni. Vengono invocate per proteggere i fuochi sacrificali.

Anila
Epiteto di Vayu.

Annapurna
Dea induista del pane quotidiano e del nutrimento. Epiteto di Parvati, moglie di Shiva. Il saggio Narada le insegnò come persuadere il popolo a donarle offerte di cibo così che, quando Shiva tornò a casa affamato lei potè soddisfarne l'appetito. Il dio le fu talmente grato che l'abbracciò fino a diventare un solo essere con lei (Ardhanarishvara). Annapurna ha dato il nome a una delle montagne più alte del mondo, che con i suoi numerosi torrenti nutre i campi e i pascoli delle valli sottostanti.

Ansa
Uno degli Adithya della cosmologia induista. Rappresenta l'elemento solare.

Anumati
Termine sanscrito indicante la luna piena, venerata quale dea dagli induisti.

Apa

L'Acqua, uno dei Vasu: gli otto semidei-elementi, servi di Indra.

Apala
Protagonista di una leggenda indiana. Era una donna dalla pelle malata che per questo era rifiutata dal marito.Grazie a un frutto di soma riuscì ad evocare Indra e ad unirsi ad esso. Il dio le restituì la bellezza della pelle e con essa l'amore del marito.

Apam Napat
Epiteto di Agni, che vuol dire "figlio delle acque", a significare la forte connessione del dio vedico con l'elemento liquido.

Apsara
Danzatrici divine al seguito di Indra, nate dall'Oceano frullato. Vengono inviate a distrarre gli asceti dalle loro pratiche, probabilmente per impedire loro di raggiungere quel grado di santità che li renderebbe uguale agli dei.

Aranyani
Dea vedica dei boschi e delle foreste.

Ardhanarisvara
Lo Shiva androgino, il dio che comprende in sé sia la natura maschile che quella femminile. La parte sinistra è femminile, caratterizzata dalla scriminatura dei capelli, il segno sulla fronte, il seno, il loto, lo specchio; mentre la parte destra è maschile, con la crocchia dell'asceta, il tridente e la falce lunare.

Arjuna
Forse il più importante protagonista del grande poema del Mahabharata. E' uno dei cinque fratelli Pandava e amico personale di Krishna, che gli rivela la Bhagavadgita. Arjuna rappresenta uno degli esempi più alti della ricerca della pace spirituale e attraverso di lui si manifestano il consiglio e il volere divino di Vishnu, incarnato in Krishna.

Aryaman
Uno degli Adithya della cosmologia induista. E' il dio del matrimonio.

Asura
Negli antichi testi vedici questo termine stava a indicare il dio, corrispondente all'iraniano Ahura (Ahura Mazda). Più tardi assunse il significato di demone. Gli Asura, nati dall'inguine di Brahma, divennero nemici degli dei. Vengono anche annoverati tra i figli di Kashyapa.

Atharva Veda
Il quarto Veda, il più recente.

Athravan
Casta sacerdotale ereditaria della religione dei Parsi.

Atman
Termine filosofico-religioso sanscrito (derivante dalla radice an, respirare) indicante principalmente lo spirito, il soffio. l'anima. Nel senso più generico designa il sé. vale a dire la più intima essenza di ogni uomo e di ogni cosa. Nella filosofa indiana dei Vedanta, a partire dalle Upanishad in poi atman è l'essenza sostanziale, causa ultima di tutto l'universo. e viene perciò identificato col brahman. Per distinguere il sé individuale delle creature dal sé assoluto, o brahman, sono state anche introdotte le espressioni jiivatman (sé particolare degli esseri viventi) e paramatman, o atman supremo. Alcuni filosofi dello Advaita Vedanta sostengono che tale distinzione è determinata dalla maya ed è valida soltanto sul piano empirico. Altri invece mantengono costante la distinzione affermando che le singole anime formano il «corpo» del brahman e che al brahman sono simili, ma non identiche, da lui create o anche a lui coeterne. L'istanza monistica di un solo atman universale è presente nella Filosofia che si ispira allo shivaismo dei Kashmir, e anche nel buddhismo Mahayana. L'atman viene allora concepito come la realtà che sottostà all'intero universo, come coscienza universale che si irradia e si riflette ovunque. Sul piano filosofico e religioso è di estrema importanza saper operare la distinzione tra ciò che e finito, empirico e ciò che è eterno, al di fuori del tempo. ossia tra il contingente e l'assoluto atman.

Avatar
Termine sanscrito che significa «discesa» o incarnazione divina nel mondo. La tradizione indiana conosce diversi tipi di avatara, i più antichi dei quali, forse di origine totemica, sono simboli cosmogonici, successivamente assunti dal vishnuisrno a significare differenti avatara del dio Vishnu, intesi come successivi interventi divini nel mondo. Secondo la tradizione, Dio si incarna quando il mondo è in pericolo, per la protezione dei buoni e la punizione dei malvagi. Il numero degli avatara è generalmente fissato a dieci, ma alcuni testi ne annoverano assai di più. I nomi delle dieci incarnazioni classiche sono: Matsya (pesce), Kurma (tartaruga), Varaha (cinghiale), Narasirnha (uomo-leone), Vamana (nano). Parashu-Rama, Rama, Krishna, Buddha e Kalkin. I primi cinque di questi avatara sono di tipo mitologico; gli altri di carattere «epico», storico ed escatologico. Gli eroi Rama e Parashu-Rama sono infatti personaggi appartenenti ai poemi epici, Mahabharata e Ramayana, Krishna è figura preminente nella Bhagavadgita, nello Harivamsa e nel Bhagavata Purana, dove compare come la perfetta incarnazione di Vishnu, la sua manifestazione più adeguata. Il Buddha esprime invece l'esigenza dell'induismo di incorporare nel suo vasto pantheon tutte le figure storico-profetiche dell'India. Altrettanto si può dire del Kalki Avatar, d'ispirazione prettamente escatologica, egli è il Vishnu futuro che apparirà alla fine dei tempi (al termine cioè del Kaliyuga) su un cavallo bianco, con una spada infuocata. per sterminare malvagi e ristabilire l'originaria purezza del mondo.

B

Bala
Termine sanscrito che significa "forza" e indica le facoltà spirituali necessarie all'asceta per raggiungere l'illuminazione: fede nella vera conoscenza, l'energia, la forza della mente e la saggezza che rendono efficace la meditazione.

Baladeva
Altro nome di Balarama, fratello maggiore di Krishna.

Balahadra
Altro nome di Balarama, fratello maggiore di Krishna.

Balakrsna
Epiteto di Krishna che ammalia le Gopi, pastorelle sue amanti, al suono di un flauto, presso Brindaban-Gokula.

Balarama
Fratello maggiore di Krishna, settima incarnazione di Vishnu. Vishnu prese due capelli, uno bianco e uno nero, dalla sua chioma, e creò col nero Krishna (raffigurato, infatti, con la pelle azzurra) e col bianco Balarama. Quest'ultimo sfuggì al tiranno di Mathura, Kansa, che ne voleva la morte. Divenuto adulto, uccise il demone Dhenuka e aiutò Krishna a sconfiggere e uccidere Kansa. Balarama insegnò l'uso della mazza ferrata a Bhima e Duryodhana. che si preparavano alla guerra di Kurukshetra, descritta nel Mahabharata. Gli emblemi di Balarama sono il vomere Hala e il pestello Musala: egli era infatti considerato il dio degli agricoltori, mentre Krishna era il gopala, il pastore di buoi.
Bali
Epiteto di Parvati o Devi-Uma.

Bana
(o Vairochi), figlio maggiore di Bali. Nemico di Vishnu. Quando la figlia di Bali. Usha s'innamorò del nipote di Krishna: Aniruddha, Bali rapì quest'ultimo per farlo congiungere alla figlia.Allora Krishna e Balarama attaccarono Bana che era sostenuto da Shiva e Skanda. Bana, sconfitto, ottenne il perdono di Krishna, grazie all'intercessione di Shiva.

Banga
nome di una tribù indiana sconfitta da Krishna. La regione Banga corrisponde a una parte dell'attuale Bengala.

Bharadvaja
Mitico poeta indiano. Gli viene attribuita la maggior parte dei Veda. Figlio di Brihaspati e padre di Drona. Nel Ramayana riceve Rama e Sita presso nel suo eremitaggio presso Prayaga. E' stato, inoltre, il guru dei Pandava.

Bharati
Epiteto di Sarasvati.

Bhavani
Epiteto di Parvati o Devi-Uma.

Bhima
1. Epiteto di Rudra-Shiva

2. Personaggio del Mahabharata, è il secondo dei cinque fratelli Pandava. Era un gigante fortissimo, gioviale, irascibile, coraggioso e crudele. Allorché Purochana congiurò per bruciare la residenza dei Pandava, Bhima lo prevenne dandogli fuoco nel suo stesso palazzo. Tra le sue imprese vengono annoverate le uccisioni di molti demoni, tra cui Hidimba (di cui sposò la sorella Hidimbaa) e Vaka: ciò convinse gli Asura ad astenersi dal molestare gli uomini per molto tempo a venire. Essendo figlio di Vayu, il dio del vento, era in grado di volare. Salvò Draupadi dal rogo cui era stata destinata. Bhima ebbe inoltre un ruolo eminente nella guerra dei Kurukshetra. descritta nel Mahabharata: combatté contro Bhishma, uccise i principi di Magadha, trucidò Duhshasana e ne bevve il sangue come aveva promesso. Si vendicò anche di Duryodhana, fracassandogli la coscia sulla quale il Kaurava aveva fatto sedere Draupadi, la moglie dei Pandava, in segno di scherno quando essi ebbero perso ai dadi il loro regno. Ebbe da Hidimbaa un figlio di nome Ghatotkacha e un altro, Sarvaga, da Balandhara, principessa di Kasi.

Bhimadevi
In sanscrito è «la dea terribile». Epiteto di Devi-Uma-Kali.

Bhishma
Personaggio del Mahabharata e figlio del re Shantanu e della dea-fiume Ganga. Saggio e leale, ammínistrò degnamente il regno di Hastinapura. Educatore dei Kaurava e dei Pandava, cercò di evitare in tutti i modi il conflitto descritto nel Mahabharata. Una volta iniziata la guerra, tentò di elaborare delle norme per mitigarne la violenza e la crudeltà. Prese la parte dei Kaurava e fu ucciso da Arjuna. Potendo, per una grazia divina, scegliere il giorno della propria morte, prima di spirare rimase per 58 giorni sul letto di frecce scagliategli da Arjuna e, per tutto il tempo, offrì lezioni riguardanti l'etica e altri soggetti.

Bhramari
Epiteto di Devi-Uma-Kali. Letteralmente l'ape.

Bhrigu
Figlio di Varuna, è uno dei sette Maharishi (i grandi Rishi indiani), patriarchi istituiti da Manu, unici depositari della preparazione dei fuoco sacrificale. cosi che spesso vengono associati ad Agni. Ai Rishi furono altresì rivelati i testi sacri dei Veda. Bhrigu venne incaricato dall'assemblea dei Rishi a valutare quale degli dei fosse maggiormente meritevole della devozione umana. L'unico tra tutti gli dei evocati che fu disposto a riceverlo fu Vishnu che, anzi, si dichiarò onorato della sua visita. Così Vishnu fu definito il più meritevole di devozione perché un dio deve dimostrarsi modello di gentilezza e umiltà.

Bhrihad-Araniaka
Una delle grandi Upanishad.

Bhu, Bhumi
Epiteto di Prithivi, la Terra. La dea, prima della creazione, riposava sul fondo dell'oceano primordiale. Fu Brahma-Prajapati, il Creatore, a trarla alla superficie e a trasformarla in un fiore di loto dai numerosi petali sul quale il dio si posa, assorto in meditazione.

Bhubanesvar
Località indiana posta nel golfo del Bengala. Il suo nome significa «il signore del mondo», titolo attribuito a Shiva cui è dedicato il celebre Lingaraj, santuario costruito attorno all'XI sec. d.C. Antica capitale dei regno di Orissa è oggi meta di pellegrinaggi per i famosi templi indù, la cui architettura risulta un'ideale fusione fra lo stile nordico di ispirazione aria e quello meridionale originario indiano (dravidico). Caratteristica appare la separazione fra il vestibolo coperto (mandapa) e la struttura dei tempio propriamente detto (sikhara).

Bhudevi
«la dea Terra» della cosmologia induista. Nell'iconografia appare con un loto blu nella mano destra. Viene associata a Vishnu.

Bhuta
Nella mitologia induista gli spiriti di uomini deceduti per morte violenta e che detestavano la vita. Odiano il fuoco, elemento di purificazione. Non hanno ombra. Sono servitori di Shiva.

Bhuta-Nayaki
Epiteto di Devi-Uma-Kali

Bhutesvar
Epiteto di Shiva nel suo aspetto malefico.

Bhuvanesvara
1. Città indiana, l'attuale Bhubaneswar, posta nella regione dell'Orissa, sede di eminenti templi shivaiti. Celebre il santuario di Lingaraj. Si narra che, nei pressi di Bhubaneswar, vi era un bosco dove Shiva era solito cacciare

2. epiteto di Shiva.

Bhuvaraha
Termine sanscrito con cui si indica l'episodio mitico in cui Varaha, avatara di Vishnu in forma di cinghiale, libera Bhumi (la Terra), prigioniera, sul fondo dell'oceano, dal demone Hiranyaksha, Varaha uccide il demone e libera la bella dea. Nell'iconografia indiana Vishnu appare come un cinghiale di dimensioni cosmiche, posto sul fondo dell'oceano, col muso vicino al seno di Bhumi.

Bija
Termine sanscrito che indica «l'alfabeto sacro», recitato. soprattutto nel buddhismo tibetano, al fine di raggiungere la condizione di liberazione spirituale.

Bija-Mantra
Nella tradizione tantrica è uno dei mantra consistenti in singole sillabe, klim, hrim, shrim, ciascuna delle quali è in grado di evocare una divinità.

Bogavati
Nella mitologia induista è la capitale dei voluttuosi serpenti - Naga, piena di tesori e posta nella regione infera dei Patala.

D

Daksha
Uno degli Adithya della cosmologia induista.

Dhara
Uno degli otto semidei (Vasu) al servizio di Indra.

Dhatri
Uno degli Adithya della cosmologia induista.

Dhruva
Uno degli otto semidei (Vasu) al servizio di Indra.
Principe indiano devoto di Vishnu. Rinunciò al ruolo di kshatrya (guerriero) per divenire un rishi, un santo, al termine di durissime privazioni. Vishnu lo premiò, elevandolo al cielo nella forma della stella polare.

Dyaus
Il dio indiano del Cielo, padre di Indra. Potrebbe essere assimilato all'Urano della mitologia greca. Sua moglie è Prithivi la terra, dea-madre, identificabile con la Gaia greca. La coppia Dyaus-Prithivi è considerata la genitrice degli dei e degli uomini.

Dyaus Pita
Altro nome di Dyaus, padre di Indra.

Dyotana
Altro nome di Ushas, dea induista dell'alba e dell'aurora. Figlia del Cielo e sorella del Sole.

H

Halayudha
Altro nome di Balarama, fratello maggiore di Krishna.

I

Indra
Nella mitologia induista è una delle più potenti divinità del cielo dei Rigveda; dio del cielo, della pioggia e delle tempeste. La sua sposa è Indrani. Dopo aver ucciso il padre Dyaus, diventa il dio supremo dell'universo. Divinità tutelare degli Arii, è il dio della forza ed il protettore dei guerrieri e dominatori. E' anche chiamato Vritrahan, in sanscrito "L'uccisore di Vritra". Vritra era un demone malvagio in forma di immenso serpente, che impediva alle acque dei fiumi, dei torrenti e anche a quelle dei cieli di scorrere liberamente. Indra lo uccise e liberò i corsi d'acqua, che riportarono la vita sulla terra. Indra rappresenta l'ordine cosmico che sconfigge il disordine universale configurato da Vritra. Questo mito riflette altresì l'evento delle piogge monsoniche che pone fine ai periodi di siccità. Nel combattimento è accompagnato dai Marut, divinità della tempesta, anch'essi armati di folgore e lance, che annunciano l'arrivo dei monsoni e cantano senza posa le lodi di Indra. Tremendo fu anche la lotta con l'astuto demone Namuci, che riuscì a ridurre Indra all'impotenza mescolando alcool al soma. Il Dio dovette, allora, chiedere aiuto agli Asvhin, gli dei gemelli, e a Sarasvati che lo liberarono dall'ubriachezza, così da rendergli possibile la vittoria sul demone. Indra, nell'antica fase vedica dell'Induismo, occupava il primo posto, accanto a Mitra e Varuna, nel pantheon degli dei; in seguito la sua importanza era destinata a diminuire rispetto agli dei emergenti Vishnu e Shiva. Diventò un semplice suddito di Vishnu e, conosciuti la paura e il desiderio, rischiò addirittura di perdere l'immortalità, superato da alcuni eroi e da certi brahmani in quanto a valore e rigoroso ascetismo.

Indrani
La sposa di Indra, divideva con lui uno dei cieli induisti chiamato Svarga. Dea del cielo, è celebre per la sua pelle dorata e la grande sensualità: per le donne indiane rappresenta un ideale da raggiungere. E' una delle sette Matrika. Altri suoi appellativi sono Paulomi e Aindra.

L

Langali
Altro nome di Balarama, fratello maggiore di Krishna.

M

Marut
Dei induisti della tempesta e dell'atmosfera, sono gli accompagnatori di Indra. La loro genealogia è controversa, ma il più delle volte vengono considerati figli di Rudra-Shiva. Armati di fulmini e tuoni, cavalcando il vento, assistono Indra nelle sue imprese. Portano mantelli e elmetti dorati, sono agghindati con i khadi, grossi anelli portati ai polsi e alle caviglie, tuttora in uso presso le contadine indiane. I Marut sono assimilati ai monsoni, i venti che periodicamente investono con veemenza il subcontinente indiano.

Mitra
Uno degli Adithya della cosmologia induista. Era il guardiano dell'ordine cosmico, insieme al fratello Varuna. Era anche il dio dell'amicizia e degli affari e governava le ore diurne. Intermediario fra gli uomini e gli dei.

In epoca prevedica probabilmente Mitra era un dio molto importante ma con l'avvento degli Indo Ariani passò in secondo piano. Nel RigVeda è sempre presentato insieme al fratello Varuna, che viene detto suo gemello e come lui un Adithya.

Il dio ebbe maggiore importanza in Persia, dove era conosciuto come Mithra e da lì si diffuse fino all'antica Roma, dove veniva chiamato Mithras

N

Nakshatras
Nella mitologia Hindu, le stelle, i divini aiutatori di Indra.

P

Paulomi
Altro nome di Indrani, la sposa di Indra.

Prabhasa
1. Uno degli otto semidei (Vasu) al servizio di Indra.

2. Madre di Vishvakarma. Una località che porta questo nome si trova vicino alla città indiana di Dvarka

Prajapati
Epiteto di Brahma e talvolta di Indra. Più tardi questo titolo fu assegnato a Manu e ai sette Rishi (Angiras, Bhrigu, Daksha, Kashyapa, Narada, Vasishtha e Visvamitra) che in seguito divennero dieci o ventuno, se si segue il Mahabharata. Prajapati è il "signore della creazione", creatore e sostegno dell'universo e degli dei.

Prithivi
Dea vedica, sposa di Dyaus, madre di Indra e di Agni. Prithivi è la terra, venerata nei Veda come Dea-madre. Alcuni la considerano figlia di Prithu, altri la moglie. Simboleggia la pazienza e la sopportazione, poiché costretta a soffrire la ferita dell'aratro del contadino; e insieme costituisce un modello di gentilezza e generosità, per il frumento e i frutti che dona, in cambio del male che riceve.

Prithu, Prithi
Mitico sovrano induista, esempio di somma rettitudine. Prithi era il figlio del malvagio re Vena, ucciso dagli alti sacerdoti. Dopo la morte di Vena gli atti criminosi si moltiplicarono in tutto il regno. I brahmani allora strofinarono la coscia del re defunto: da essa nacque Nishada, un nano nero come la pece dalla faccia piatta, che raccoglieva tutto il male nascosto nella carne di Vena. Poi strofinarono il braccio destro del re e da esso sorse Prithu, splendente come il fuoco. Tutte le creature gioirono alla nascita del nuovo re, che riportò ordine e giustizia in tutto il paese. Secondo alcuni fu il padre di Prithivi, secondo altri il marito.

R

Ravi
Epiteto del dio induista del Sole, Surya. Il giorno della domenica si chiama, presso gli indiani, Ravivara. In astrologia Ravi risulta un segno malaugurante, che porta sofferenza e dolori, perdita ella moglie, dei figli e della proprietà; è ansietà e angoscia. Il suo simbolo è un disco dorato.
E' uno degli Adityas

Rudra
Divinità induista dell'epoca vedica che presiedeva alle tempeste e si opponeva in ciò a Varuna, personificazione del cielo sereno. Tra tanti dei vedici benefici, Rudra "l'ululante, il terribile" rappresenta l'aspetto collerico e distruttivo della divinità. Padre dei Marut e dei Rudra. Questi ultimi non sono altro che la manifestazione molteplice della sua forza distruttrice: essi diffondono ovunque epidemie, catastrofi, eventi delittuosi. L'origine di Rudra è controversa: alcuni ne fanno il figlio di Manyu, "il furore", altri di Prajapati. Secondo una tradizione diffusa, Prajapati, il creatore, avrebbe desiderato dei figli. Praticò pertanto un severo ascetismo e riuscì a produrre cinque creature: Aditya (il sole), Agni (il fuoco), Candramas (la luna), Vayu (il vento) e Ushas (l'aurora). Ushas si trasformò in una ninfa, si presentò di fronte ai propri fratelli e iniziò a danzare alla loro presenza. Dal seme che essi produssero nell'eccitazione di quella visione nacque Rudra, essere dai mille occhi e dai mille piedi, nato pertanto dall'incesto di Ushas con i suoi fratelli. Rudra vive sulle montagne e nelle foreste, preferendo i luoghi isolati, dove gli uomini sono colti dall'angoscia all'idea di incontrarlo. E' armato di frecce, che infliggono malattie e rovina, ma viene considerato anche un grande guaritore. Gli aspetti benefici di Rudra verranno assimilati da Shiva col quale sarà identificato in epoca post-vedica

S

Sanjina
Sposa del dio induista del sole, Surya, gli diede tre figli: Vaivasvata, Yama e Yami (il fiume Yamuna). Desiderando un attimo di tregua dal continuo splendore del marito, entrò nella foresta sotto forma di una giumenta, al fine di trovare un po' d'ombra e refrigerio. Il marito si trasformò allora in uno stallone, la seguì nel bosco e da questa unione nacquero gli Ashvin, i due déi gemelli.

Saranay

appellativo di Sanjna.

 

Savitri
Figura mitologica induista; figlia del re Ashvapati, si innamorò perdutamente di Sathyavan, un uomo di basso rango. Nonostante i saggi della corte del padre avessero profetizzato la sua morte dopo un anno esatto dal suo matrimonio, ella volle sposarlo a tutti i costi. Nel giorno destinato, Savitri seguì il marito, recatosi a tagliar legna nella foresta. Colà Sathyavan spirò tra le sue braccia. Allorchè apparve Yama, il Signore della Morte, per portarselo via, ella li seguì. Attraversarono le lande spaventose degli inferi e lei, per amore del marito, superò il terrore e la desolazione fino a che Yama, impressionato da tanta devozione, le restituì il consorte.
E' una degli Adityas

Soma
1. Uno degli otto semidei (Vasu) al servizio di Indra.

2. Bevanda inebriante, forse estratta dall'albero del fico che viene offerta agli dei e bevuta dai brahmani durante le cerimonie sacrificali. Soma è sinonimo di amrita, la bevanda che rende immortali gli dei, sorta dall'Oceano frullato. Il Soma, in quanto ritenuto dotato di poteri soprannaturali, è stato personificato in un dio, paragonabile al Dioniso-Bacco della tradizione Occidentale.

3. Appellativo di Chandra, dio induista della luna. Il giorno di lunedì in sanscrito si dice somavara. Nascere con la luna piena è ritenuto estremamente propizio presso gli induisti.

Surya
Il dio induista del Sole. E' uno degli Aditya, figlio di Aditi, dea del cielo e di Dyaus, dio-padre. Surya si muove nei cieli su un carro d'oro trainato da un cavallo a sette teste (Etasha), che simboleggia i sette giorni della settimana, e guidato dal cocchiere Aruna, "il rosso". Surya ha in testa la corona dorata del disco solare ed in mano il loto e la conchiglia, o la chakra (ruota). Sua moglie è Ushas, dea dell'alba, e i suoi due figli gemelli, gli dei Ashvin, che precedono il padre sul loro carro dorato, come i primi raggi mattutini precedono il sole nascente.

Secondo un'altra versione del mito, moglie di Surya è Sanjna o Saranyu. Esasperata dal troppo calore emanato dal marito, Sanjna creò una dea gemella, Chaya (l'Ombra) per poter sfuggire al consorte. Ritiratasi in una foresta e trasformatasi in giumenta, fu comunque raggiunta dal marito in forma di stallone. Un figlio di Surya, Vaivasvat, è il primo uomo della attuale era; il figlio di Vaivasvat, Ikshvaku, è il capostipite della Razza solare (Suryavansa), alla quale appartiene Rama, mentre Krishna è della Razza lunare (Chandravansa). Altri nomi di Surya sono: Mitra (l'amico), Bhaga (il distributore di ricchezza), Pushan (il benefattore), Savitri (il genitore), Vivasvat (padre dell'umanità), Arhapati (signore del giorno), Bhaskara (creatore della luce), Gabhastimam (padrone dei raggi), Dinakara (creatore del giorno) In tutta l'India sono presenti numerosi templi dedicati al sole, uno dei culti più antichi dell'umanità. Il tempio più famoso è quello di Konarak, nei pressi di Puri.

T

Tara
Nella mitologia indù Tara era una dea del cielo che era sposa di Brihaspati.

Nel cielo notturno si svolse una meravigliosa avventura celestiale quando Soma, il pianeta lunare, concupì e rapì Tara, che era la stella polare, a Brihaspati , il pianeta Giove.

Soma tenne Tara in ostaggio e non la liberò né alle richieste di Brihaspati e neppure a quelle di Brahma.

Gli dei marciarono contro Soma che chiamò gli Asura in suo soccorso e scoppiò una violenta guerra.

Prima che gli opposti schieramenti si annientassero, Brahma tentò un nuovo intervento, questa volta Soma lo ascoltò e lasciò libera la sua prigioniera.. Ella ritornò da suo marito, ma era gravida,e non volle dire chi era il padre. Brihaspati rifiutò di riprenderla con sé fino a che il bambino non fosse nato. Nello stesso momento in cui il bambino sentì l'ultimatum venne al mondo istantaneamente. Traboccava di forza e bellezza e sia Soma che Brihaspati lo rivendicarono come proprio. Il ragazzo si stancò del litigio su di lui e stava per bestemmiare ma Brahma salvò ancora una volta la situazione. Calmò il ragazzo e quindi chiese gentilmente a Tara chi fosse il padre. Tara confessò che era Soma. Soma lo accolse lo battezzò Budha ed egli divenne il pianeta Mercurio.

Nell' India del sud, Tara era un'importante aspetto della Dea Madre. Quando i Buddisti si affermarono fecero di Tara una delle loro dee più importanti ed il suo nome divenne un appellativo di più deità femminili. Essa si presentava con differenti colori . Poteva essere gentile o pericolosa a seconda della sua tinta. Se era bianca o verde , era amabile e tenera, ma se era rossa gialla o blu, allora era meglio starle lontano.

U

Ushas
Dea induista dell'alba e dell'aurora. Figlia del Cielo e sorella del Sole. E' anche dea della poesia e a lei sono dedicati alcuni degli inni più poetici dei Veda. Viene anche chiamata Dyotana "colei che porta la luce".

V

Vasu
Nome generico degli otto semidei servitori di Indra, personificazioni di alcuni elementi naturali. I loro nomi sono: Apa (l'acqua), Anala (il fuoco), Anila (il vento), Dhara (la terra), Dhruva (la stella polare); Prabhasa (l'alba); Pratyusha (la luce); Soma (la luna)

Vayu
Dio induista del vento e dell'aria. Nei Veda è associato a Indra, mentre spinge la truppa dei Marut, gli dei della tempesta e dei monsoni. Vayu è anche il dio dell'alito divino che fa respirare e vivere il mondo. E' inoltre il padre del dio delle scimmie Hanuman e di Bhima, uno dei principi Pandava, protagonisti del Mahabharata. Viene raffigurato mentre guida il carro volante di Indra, trainato da migliaia di cavalli fiammeggianti. Il suo veicolo è l'antilope e reca spesso con sé una rosa dei venti e un vessillo, simbolo degli attributi atmosferici, o tiene amorevolmente in braccio il figlio Hanuman. Divinità dal carattere violento, che verrà ereditato dal figlio Bhima, ebbe uno screzio con Indra e dal diverbio che ne nacque si staccò un pezzo del monte Meru, che andò a formare l'isola di Sri Lanka.

Vena
Malvagio sovrano indiano che intendeva abolire i riti sacrificali induisti. I brahmani lo uccisero ritualmente e ricavarono dal suo braccio, grazie all'intervento di Agni, un re giusto: Prithu

Virupaksha
Appellativo di Shiva.

Vishnuratha
Appellativo di Ganesha.

Vishravas
Figura mitologica induista, filgio di Pulastya, uno dei Rishi e uno dei Prajapati.
Dalla prima moglie Ilavida, Vishravas ebbe Kubèra, dio della ricchezza e signore dei Rakshasa. Dalla sua seconda moglie, una Rakshasi, ebbe tre figli, Ravana, Kumbhakarna e Vibishana.

Vishvakarma
Nel periodo vedico è uno dei nomi del creatore dell'universo, talvolta identificato con Indra, Twashtar o Brahma stesso. Vishvakarma viene descritto nei Veda come il grande architetto del cosmo, il dio che tutto vede e tutto conosce.
Istituì il Sarvamedha, il sacrificio totale, sacrificando se stesso per consentire una nuova creazione.
Nei poemi epici Mahabharata e Ramayana e nei Purana assume il ruolo di architetto e armaiolo degli dèi. Vishvakarma forgiava le armi divine e rivelò agli uomini e agli dèi la scienza della sthapatya (architettura, ingegneria). Fu altresì il primo costruttore dei carri divini, progettò la città di Lanka e creò Nala, la scimmia antropomorfa che congiunse con un ponte l'India e l'isola di Sri Lanka, per permettere a Rama di raggiungere e sconfiggere il demone Ravana.

Vishvantara
Mitico principe indiano, la cui generosità è proverbiale. Un giorno si presentò al suo cospetto un mendicante che osò chiedere in affidamento i quattro figli del principe perchè chiedessero l'elemosina in sua vece.
Vishvantara glieli affidò immediatamente, il mendicante mostrò la sua vera identità, quella del dio della giustizia Dharma, che aveva voluto metterlo alla prova.

Vitala
Uno degli inferni induisti. Rappresenta anche la condizione di una coscienza ancora ottenebrata dall'ignoranza, che non opera sufficienti sforzi per pervenire alla conoscenza spirituale.

Vivasvat

Appellativo del dio del Sole induista Surya. Padre di Yama e di Manu.

Vrikodara
Appellativo di Bhima, il secondo dei principi Pandava: letteralmente "ventre di lupo" per la sua incredibile voracità.

Vrindavan

localita' indiana nei pressi di Mathura, sulle rive del fiuma Yamana.

Secondo la religione induista Vrindavan sarebbe stato illuogo di Krishna, dove il dio trascorse la giovinezza, impegnanto nei giochi con le gopi. Vrindavan e' pertanto un luogo sacro di pellegrinaggio per vishuiti e krishnaiti.


Vrishabha
Il segno del Toro nello Zodiaco indiano

Vrishchika
Il segno dello Scorpione nello Zodiaco indiano.

Vrishni
Uno dei clan degli Yadava, il popolo governato da Krishna.

Vritra
Demone malvagio della mitologia induista. Vritra è un mostro dalla forma di serpente, che con la sua gigantesca figura copre il sole e tiene prigioniere le acque e le piogge. Indra lo sconfigge, liberando le acque e facendo tornare la vita sulla Terra.
L'interpretazione del mito di Vritra risulta estremamente complessa: il demone simboleggia in primo luogo la siccità annientata dal dio della pioggia Indra, o una divinità pre-vedica sbaragliata dall'avvento della religione aria o ancora l'ardità e l'ignoranza dell'anima che devono essere sconfitte dalla conoscenza spirituale.

Vyantara
Categoria di demoni che, secondo la cosmologia giainista, dimorano nel Patala o animano gli alberi. Possono rivelarsi molto malvagi.

Y

Yama
Dio induista della morte, figlio del dio sole, Vivasvat, e della ninfa Saranyu (Sanjna). Suo fratello è pertanto Manu, con cui divide il titolo di primo uomo. Yama è fratello della dea fiume Yamuna (Yami) con la quale avrebbe formato la prima coppia umana.
Yama fu il primo essere umano a moprire e, salito al cielo, regnò serenamente sulla città celeste di Yamapura. La figura rassicurante di Yama nel periodo vedico, lo assimila a Dharma, dio della giustizia, rispecchiando la concezione positiva che gli Arii avevano del trapasso nell'aldilà. Solo più tardi, al tempo della redazione dei Purana, forse in seguito alle tremende invasioni e carestie che sconvolsero la penisola indiana, il dio della morte assunse un aspetto terribile. Nell'iconografia induista Yama è rappresentato a cavallo del bufalo, suo veicolo. Suoi attributi sono la mazza con cui uccide gli uomini e la corda con cui li lega. I suoi emissari sono il gufo e il piccione, mentre i Saramei, figli della cagna di Indra, Sarama, custodiscono l'entrata degli inferi. Anche nella mitologia buddhista, Yama è il dio che presiede gli inferi e invia agli uomini le malattie e la vecchiaia per indurli a condurre una vita morigerata.

Yamapura
Città celeste, capitale del regno di Yama. Il dio vi appare come Pitripati, divinità degli antenati, o Samavurti, il giudice, o ancora come Dandadhara, colui che punisce.
Yamapura è una dimora felice, che rispecchia il concetto positivo che gli Arii avevano della morte, per cui i trapassati potevano finalmente ricongiungersi ai loro antenati.

Yami
Sorella gemella del dio induista della morte Yama. Yami viene identificata con la dea fiume Yamuna. Yami è anche sposa di Yama e forma con lui la prima coppia umana.

Yamuna
Fiume sacro indiano, attualmente chiamato Yumna. Sul suo percorso di circa 1400 km incontra il Castello Rosso di Delhi, il palazzo Shahjahan ad Agra, il Taj Mahal, prima di congiungersi al fiume Gange, nella città di Prajaga, ora nota come Allahabad.
Nella mitologia induista Yamuna viene assimilata a Yami, figlia del dio Sole e sorella e sposa di Yama. Balarama, il fratello maggiore di Krishna, grazie al suo gigantesco aratro, deviò il suo corso per irrigare i campi.

Yasapani
Protagonista di una leggenda indiana. Era il re di Varanasi; quando incontrò un bodhisattva, decise di nominarlo giudice di corte.
Il bodhisattva, dopo una breve indagine, accusò di corruzione il suo primo ministro Kalaka e altri funzionari di corte. Kalaka, sperando di screditare il santo, suggerì di metterne alla prova la competenza e l'abilità: avrebbe dovuto costruire in una sola notte un giardino regale. Il santo comprese che se non fosse riuscito nell'impresa lo avrebbero messo a morte. Grazie all'intervento del dio Indra, il giardino fu allestito all'istante. Il re si ritenne soddisfatto, ma Kalaka alzò la posta: il bodhisattva avrebbe dovuto scavare un lago ed erigere un sontuoso palazzo nei pressi del giardino. Quando il mattino dopo il lago e il palazzo furono pronti, il santo venne finalmente riconosciuto come tale e confermate le condanne di Kalaka e degli altri funzionari.

Yashoda
Moglie del pastore Nanda, che accosentì a fare da nutrice al piccolo Krishna, perseguitato dal tiranno Kansa.
Riuscì inoltre a proteggere il bambino dalla demonessa Putana, che intendeva attentare alla sua vita. Per questa ragione Yashoda viene talvolta venerata come protrettrice dei bambini.

Yatu
Categoria di demoni della mitologia induista: prendevano spesso le sembianze di cani o avvoltoi.

Yayati
Re della Razza Lunare (Chandravansa), discendente del dio induista della luna, Soma (Chandra). Yayati sposò Devayani, dopo averla salvata dal fondo di un pozzo a rischio della propria vita.
Il padre di Devayani era il brahmano Shukra e acconsentì alle nozze nonostante Yayati fosse uno Kshatriya. Devayani si recò alla corte del marito accompagnata da Sarmishtha, sua ancella, che un tempo era stata principessa, figlia di Vrishaparva. Dall'unione con Devayani Yayati ebbe due figli: il maggiore fu Yadu, capostipite del popolo Yadava, la stirpe del dio Krishna. Anche Sarmishtha diede dei figli al principe, tra cui Puru, capostipite dei Paurava, da cui discenderanno i Pandava e i Kaurava, protagonisti del poema epico Mahabharata. Quando Yayati fu invitato nel cielo di Indra, e là apprese degli strumenti di beatificazione che, tornato sulla terra, comunicò ai suoi sudditi. In seguito alla totale morigeratezza dei costumi stabilitasi nel regno, nessuno moriva più; Yama, dio della morte, si lamentò di questo fatto presso lo stesso Indra. Il dio inviò pertanto sulla terra la divinità dell'amore Kama, che ristabilì presto le passioni e i desideri in seno agli uomini.

Yogeshvara
Categoria di demoni della mitologia induista: prendevano spesso le sembianze di cani o avvoltoi.

Yogeshvari
Epiteto di Devi-Kali, in quanto "grande yogini".

Yogini
Nella mitologia hindu, una delle otto demoni femmina create per servire/ per prestare assistenza alla dea Durga. Talvolta le yogini sono forme/ figure di questa divinità capace di subire decine di milioni di trasformazioni.

Le yogini, che sono 64, sono esseri semidivini dall'aspetto terrifico, attendenti di Durga e talvolta considerate sue epifanie. I testi tantrici le mettono in relazione con i 64 bhairava (divinità terrifiche al seguito di Siva) di cui sono le spose. Raffigurazioni iconografiche delle 64 yogini si trovano in diversi templi antichi tra cui quello di Khajuraho, il Caumsath Yoginini Mandir, che da esse prende nome. Nel medioevo sono fiorite sulle yogini molte leggende, sulla loro possessione simile a quella diabolica. A questo proposito il Netra-tantra vi dedica il ventesimo capitolo. Secondo tale testo l'azione delle yogini è solo in apparenza malvagia poiché in realtà la loro possessione di un essere, ha come scopo il sacrificio di esso a Siva e in ultima analisi la sua riunificazione con Siva stesso, cioè la sua liberazione. Secondo l'Abhidanottara Tantra invece le yogini - che si dividono in tra classi: Kulaja, Brahmi, Rudra - sono fate bianche come i fiori di loto con occhi rosa, amanti delle vesti candide e profumate votate all'adorazione di Sugata. Si chiamano yogini perché vogliono sottolineare che l'origine della loro forza magica è lo yoga.

 

Significato dei Nomi usati nella Bhagavad Gita

Per designare Sri Krishna:

Achyuta: Immutabile; Immacolato. Bhagavan: Beato Signore.
Deva: Dio; Signore. Govinda: Capo Mandriano, che governa e controlla le 'mucche' dei sensi.
Hari: Colui che ruba i cuori
Hrishikesha: Signore dei sensi.
Janardana: Colui che esaudisce tutti i desideri e le preghiere dell'uomo. Datore di Salvezza.
Keshava: Uccisore del demone Keshi; Distruttore del male.
Madhava: Dio della Fortuna.
Vishnu, di cui Krishna è un'incarnazione, è lo sposo di Lakshmi, la dea della bellezza, della prosperità e della fortuna.
Madhusudana: Uccisore del demone Madhu; Uccisore dell'ignoranza.
Mahatma: Grande Anima.
Prabhu: Signore o Maestro.
Prajapati: Padre Divino degli innumerevoli esseri.
Purushottama: Spirito o Essere Supremo. La Suprema Persona
Varshneya: Discendente della dinastia dei Vrishni.
Vasudeva: Signore dell'Universo. Discendente di Vasudeva.
Vishnu: Dio Onnipotente, Colui che sostiene il mondo. La seconda Persona della Trinità Indù.
Yadava: Discendente di Yadu.
Yogeshwara: Signore dello Yoga.

Per designare Arjuna:

Bharata: Discendente di Re Bharata.
Dhananjaya: Conquistatore di ricchezza.
Gudakesha: Conquistatore del sonno.
Kaunteya: Figlio di Kunti.
Mahabaho: Eroe dal Braccio Possente.
Pandava: Figlio di Pandu.
Parantapa: Terrore dei nemici. Uccisore dei nemici.
Partha: Figlio di Pritha (altro nome di Kunti, la madre di Arjuna).

SEGUITO


Amrita
: secrezione ghiandolare che comunemente scivola dietro il palato.

Attraverso le pratiche si trasforma invece in ambrosia.

Ananda: beatitudine

Apana: uno dei soffi vitali; controlla l'eliminazione delle scorie

corporali.

Asana: posizione

Atman: il Sé, l'Anima suprema.

Bandha: legame, chiusura muscolare, contrazione.

Basti: tecnica di pulizia intestinale (del colon).

Bhagavad Gita: una parte del Mahabharata in cui Krishna dà istruzioni ad

Arjuna.

Bhakti: devozione.

Brahmacarya: astinenza sessuale.

Brahman: il principio unico da cui ha origine l'universo.

Buddhi: saggezza, ragione, intelligenza discriminativa.

Chaitanaya: Santo indù del XVI secolo, assai noto per la sua devozione a

Krishna.

Chakra: ruota o vortice, nel sistema dei condotti energetici dell'organismo.

Chandra: la luna.

Chela: discepolo.

Esicasmo: dottrina e metodo proprio dei monaci esicasti. Gli esicasti (dal

greco: stare tranquillo): letteralmente, coloro alla ricerca della pace

interiore; erano monaci orientali, seguaci delle antiche dottrine ascetiche

cristiane, che professavano la possibilità di accedere alla visione

sensibile di Dio attraverso tecniche fisiologiche e mentali di

concentrazione.

Dharana: concentrazione.

Dharma: la legge, il dovere, il compito esistenziale.

Dhyana: meditazione.

Diksha: iniziazione.

Garima: capacità di aumentare smisuratamente il proprio peso.

Guna: qualità della natura (rajas,tamas,sattva).

Ha: il sole.

Ida: la nadi a sinistra della colonna vertebrale.

Japa: letteralmente "mormorio", ripetizione di un mantra, ripetizione del

nome di Dio.

Jvan mukta: colui che si è liberato mentre è ancora in vita.

Jvan mukti: liberazione ottenuta mentre si è ancora in vita.

Karma: l'agire, la legge di causa effetto.

Kriya: atto di purificazione.

Kumbhaka: apnea o trattenimento del respiro.

Laghima: capacità di diventare leggeri.

Manas: la mente pensante, la psiche.

Maya: principio cosmico dell'illusione (confonde la conoscenza assoluta con

la percezione dei sensi e col pensiero).

Mudra: contrazioni muscolari che comprendono i bandha.

Nadi: dal sanscrito, recipiente, tubo, canale, vena. Sono i canali astrali

nel corpo astrale, le vie attraverso le quali passa il soffio vitale, il

prana, per alimentare tutte le parti del corpo. I chakra comunicano tra loro

tramite le nadi, canali di scorrimento delle forze vitali e sede del manas

(nello yoga è il settimo degli otto generi di coscienza, è la "capacità di

pensare", è il fondamento di tutte le attività mentali; attraverso la

mediazione del manas si ricevono le impressioni dal mondo esterno). Le tre

nadi principali sono: la prima, sushumna (il più importante dei canali di

energia), che scorre nell'asse cerebrospinale, partendo dall'estremità

inferiore del tronco fino ad arrivare all'estremità della testa, "corona".

Se kundalini si risveglia, sale lungo la sushumna nadi, attraverso i chakra.

Poi la seconda e la terza, ida e pingala, che si avvolgono intorno a

sushumna trasportando le due polarità dell'energia positiva e negativa.

Quella positiva/maschile, rivolta verso l'alto, ascendente; l'altra

negativa/femminile, rivolta verso il basso, discendente. Entrambe, ida e

pingala, terminano alle narici.

Pingala termina nella narice destra, "dell'energia solare", quella della

parte del corpo a polarità positiva, la maschile. Ida termina nella narice

sinistra, "dell'energia lunare", quella della parte del corpo a polarità

negativa, la femminile.

Niyama: autopurificazione attraverso la disciplina.

Nirvikalpa: nessuna differenza; il nirvikalpa samadhi è il samadhi in cui

non vengono percepite le differenze.

Patanjali: l'autore degli Yoga Sutra; fu il fondatore del Raja Yoga.

Pingala: la nadi che scorre sul lato destro della colonna vertebrale.

Prakriti: la natura, il mondo materiale e le sue leggi.

Prana: l'energia cosmica, il soffio che genera la vita.

Pranam: preghiera.

Pranava: termine che indica l'Om..

Pranayama: controllo dell'energia vitale ottenuto mediante esercizi di

respirazione.

Pratyahara: ritiro cosciente della mente dagli organi di senso.

Puraka: inspirazione.

Purusha: lo spirito, la coscienza, la controparte di prakriti.

Raja yoga: raja letteralmente significa regale. Sistema dello yoga formulato

da Patanjali, lo yoga della padronanza sulla mente.

Ramakrishna: Santo Bengali del XIX secolo.

Rechaka: esalazione.

Rishi: antichi saggi.

Sadhaka: cercatore spirituale, praticante la disciplina yogica.

Sadhana: dal sanscrito sadh: arrivare allo scopo, come anche strumento di

perfezione, strumento di disciplina spirituale. È l'insieme di discipline

spirituali, il complesso di esercizi di meditazione che conducono il

discepolo alla padronanza del sentiero yogico. Specificatamente: le

istruzioni, le asana, le pratiche di meditazione prescritte dal maestro-guru

ai suoi discepoli, i quali, seguendole fedelmente, alla fine realizzano Dio.

L'aspirante spirituale, il discepolo che pratica sadhana, viene chiamato

sadhaka. Nello yoga, l'esecuzione e la pratica di sadhana sono sempre

connesse con l'iniziazione da parte del guru-maestro spirituale e quindi

alla trasmissione del gurumantra, dalla sua benedizione, dal suo augurio.

L'iniziazione allo yoga è per noi cristiani la riconferma delle promesse

della nostra iniziazione originale: il Battesimo.

Sadhu: ricercatore spirituale

Samâ: Samâ e Zikr (o Dhikr): sacra audizione e ricordo. "Nel senso mistico,

si tratta di sinonimi: la sacra audizione, infatti, è una rappresentazione

simbolica del viaggio che l'anima compie verso Dio, quando in lei si

risveglia la potenza del ricordo".

La cerimonia del Samâ, eseguita dai dervisci mevlevi (la confraternita sufi

fondata nel XIII secolo da Maulàna Jalâl-od-Dîn Rûmî, nella città santa di

Konya, in Turchia) è un rituale simbolico complesso e sublime. Simbolico è

il loro copricapo cilindrico, che rappresenta la lapide tombale che essi

pongono sulle passioni terrene. E simbolica è la sopravveste scura, il mondo

materiale, che i dervisci lasciano cadere a terra quando si dispongono a

danzare.

Accompagnati dal suono del ney (il flauto) e del tamburo, con un gesto

fluido spalancano le braccia: la mano destra con il palmo aperto verso il

cielo, ad accogliere la grazia divina, la sinistra rivolta verso terra,

affinché il mondo la riceva. Simbolico è il loro ruotare sul loro stesso

asse, come i pianeti nelle loro orbite, e la loro veste si schiude in cerchi

infiniti intorno al Centro del creato. L'abbandonarsi dell'anima al ritmo

dell'universo e alla Grazia che lo anima, produce quell'alchimia che è

l'estasi mistica: l'unione col divino.

 

Sadhu: ricercatore spirituale.

Samana: uno dei soffi vitali che governa la digestione.

Samadhi: stato di supercoscienza a vari livelli.

Sat Nam: è il mantra usato più frequentemente nella pratica dello Yoga

Kundalini, il mantra universale, quello che rappresenta le vibrazioni della

verità.

Sat significa "verità, realtà dell'esistenza"; Nam significa "nome o

identità", cioè la nostra connessione con la verità.

Sattva: purezza.

Sattvico: puro.

Shanti: la parola sanscrita shanti, pace, esprime e comprende l'insieme dei

beni spirituali e doni materiali necessari a una creatura umana per condurre

la sua esistenza in armonia con il Tutto: con se stessa, con il prossimo,

con la natura e il creato e, soprattutto, con il suo Creatore. Quella pace

che proviene dalla consapevolezza di non essere corpo mortale, ma coscienza

imperitura.

Shastra: dal sanscrito, insegnamento, libro dottrinale; antichi testi di

sapienza sacra della tradizione indù.

Siddhi: scritta con la lettera maiuscola, è l'energia vitale in grado di

trasformare l'energia potenziale individuale in atto, azione concreta.

Sistema limbico: il sistema limbico o limitante è costituito da un insieme

di nuclei, vie associative e aree cerebrali e presiede alle espressioni

emotivo-affettive e comportamentali.

Fanno parte del sistema limbico: la formazione ammonica o ippocampo, il lobo

limbico che si estende sulla superficie mediale degli emisferi cerebrali, il

nucleo amigdaloideo, il nucleo anteriore del talamo, i corpi mammillari

dell'ipotalamo e, secondo alcuni autori, anche la sostanza reticolare del

tronco cerebrale.

Le funzioni del sistema limbico sono:

le risposte omeostatiche finalizzate alla preservazione dell'individuo e

della specie (ricerca di cibo, aggressione, fuga, accoppiamento, accudimento

della prole, adattamento neuroendocrino allo stress);

i meccanismi di memorizzazione (le esperienze importanti o vantaggiose o

comunque con un contenuto affettivo vengono memorizzate e la memorizzazione

viene consolidata tramite il circuito limbico o di PAPEZ).

Surya: sole.

Sushumna nadi: vedi nadi.

Sutra: dal sanscrito, aforisma, definizione, norma; i primi e più antichi

testi sul sistema yoga.

Tamas: inerzia o indolenza.

Tantra: insieme a Veda, Upanishad, Purana, Bhagavad Gita, fa parte del

Sanatana Dharnia, la "religione eterna" dell'Induismo. I trattati tantrici -

redatti in forma di dialogo tra Shiva, il signore divino, e la sua Shakti,

l'energia divina - cercano di elevare l'uomo verso la perfezione; di

insegnargli a risvegliare la forza cosmica, kundalini, per mezzo di

particolari discipline purificatrici e meditazioni; di insegnargli

l'adorazione a Dio; di fargli conseguire capacità sovrannaturali; di

indicargli le varie vie dell'unione con l'Assoluto, attraverso la relativa

meditazione, le varie pratiche dello yoga: Hatha, Karma, Bhakti, Kundalini,

Raja Yoga.

Tapas: ha diversi significati come penitenza, austerità religiosa, calore.

Di solito significa meditazione collegata alla pratica dell'abnegazione o

della mortificazione del corpo.

Tha: luna.

Trataka: lo sguardo immobilizzato per purificare gli occhi e la visione.

Udana: soffio vitale che controlla l'ingresso di cibo e aria.

Upanishad: parte finale filosofica dei Veda. Testo da cui ebbe origine tutta

la filosofia Vedantica.

Veda: le Sacre scritture dell'induismo ariano, datate dal 2000 al 500 a. C.,

che costituiscono la basilare fonte di autorità per la maggior parte degli

indù..

Vedanta: una delle scuole indiane di filosofia e di pensiero religioso.

Vyana: uno dei soffi vitali che fa circolare l'energia in tutto il corpo.

Zikr o dikr o dhakir: letteralmente: ripetizione, ricordo. La ripetizione

del Nome, del nome di Dio. Ed è attraverso il ricordo di Allah, l'Amato, che

il derviscio raggiunge la riunificazione con Lui. La cerimonia dello zikr è

accompagnata dal ney, flauto di canna che suona per la nostalgia del

canneto-paradiso. Il flauto rappresenta il corpo, l'involucro terreno dove è

imprigionata l'anima, che esalando la sua preghiera invoca il suo Creatore:

la ripetizione della sillaba Hû evoca nella coscienza individuale il ricordo

dello stato di unione con l'Amato e la riconduce a Lui (v. Samâ).

Yama: controllo, autocontrollo.

Yoga:unione