VRINDAVANA

 

Vrindavana

Vrindavana (Vrndavan, Brindaban) è una cittadina di circa 25.000 abitanti, dell'Uttar Pradesh, India.


Vrindavana Situata a circa 150 km a sud di Nuova Delhi, ed a 14 km da Mathura, è bagnata dal fiume Yamuna. Secondo la tradizione indiana, è a Vrindavana che, circa 5.000 anni fa nacque e trascorse l'infanzia Krishna, una delle divinità indiane più amate e popolari, considerato dai Vaishnava come Dio, la Persona Suprema.

Vrindavana è una città sacra, dall'atmosfera suggestiva e pacifica, che ospita numerosi templi ed ashram per pellegrini.


 

 

Dall'inizio del tempo l'uomo ha desiderato la casa perfetta - un paradiso - uno Shangri-la, uno Walden - dove poter vivere eternamente in pace e felicità.
Un luogo come questo non esiste nel mondo materiale poiché, per sua natura, questo mondo è temporaneo e pieno di frustrazione.
Per porre un termine alla nostra faticosa ricerca dobbiamo andare al di là di questo mondo di dualità, al di là dei confini dello spazio e del tempo, nel regno spirituale.
Vrindavana, in India, è quell'eterno luogo di riposo a lungo sospirato perché è a Vrindavana che Sri Krishna, Dio, la Persona Suprema, discese su questo pianeta cinquemila anni fa.
L'apparizione del Signore e le Sue attività non sono di questo mondo, sono completamente trascendentali.
Proprio come un re viaggia accompagnato da tutto il suo seguito e si accampa per dirigere i suoi affari di stato nello stesso modo in cui li condurrebbe nel suo palazzo, così Sri Krishna portando con Sè i Suoi compagni trascendentali e tutto ciò che Lo circondava, creò sulla Terra la replica esatta del mondo spirituale conosciuto come Goloka Vrindavana.
Poiché Vrindavana è la dimora eterna e completamente spirituale del Signore, non è differente da Lui.

A Vrindavana si trova ricchezza illimitata e altrettanto illimitate forza, fama, saggezza, bellezza e rinuncia: le sei opulenze che Sri Krishna, Dio, la Persona Suprema possiede.
In effetti Vrindavana è Krishna, e recarsi in quel luogo significa percepire Dio stesso.
Attraversando il confine di Vrindavana si ha la sensazione che questo luogo sia in qualche modo diverso.

Per prima cosa esplorate la foresta; la fresca terra sabbiosa sembra polvere di loto sotto i vostri piedi mentre camminate tra le diverse specie di alberi: il tamala dalla corteccia nera, il nim medicinale, il grande baniano e l'adorabile tulasi (Vrinda è un nome dell'albero tulasi, e vana significa foresta).
Qui le foreste sono come i parchi, la loro erba attentamente curata da migliaia di mucche bianche.
Le mucche dall'andatura lenta, con i loro grandi occhi sgranati da bambini, sembrano, mentre brucano, antichi saggi che meditano silenziosamente.
Pappagalli e altri uccelli multicolori ornano gli alberi facendo scendere cascate di piacevoli canzoni alle vostre orecchie, mentre una miriade di pavoni cammina impettita e imponente ostentando la coda di piume regali.
Vrindavana è circondata su tre lati dal fiume Yamuna le cui acque sono pure come le acque primordiali della creazione.
È detto che se ci si bagna nella Yamuna vengono cancellati tutti i peccati commessi in milioni di vite.
Se conoscete un po' Krishna, o se avete anche un leggero attaccamento per Lui, tutto a Vrindavana ve Lo ricorderà e sentirete in voi un particolare sentimento d'amore per Lui, conosciuto come sentimento di separazione.
Quando girerete per il villaggio di Vrindavana lungo le strette e tortuose strade medioevali, vi troverete davanti a templi di pesante pietra color ruggine, scolpita e filigranata con disegni di fiori di loto.

Non appena sarete entrati nel cortile di un tempio, vedrete Lui: la Divinità di Krishna, Dio, la Persona Suprema, nella Sua forma di puro marmo nero, su di un trono d'argento sovrastato da una cupola protettiva, i piedi cosparsi di foglie di tulasi.
Con il corpo che si piega in tre curve affascinanti, Krishna suona il flauto invitandovi a farLo nel vostro cuore.
Vicino a Lui c'è Srimati Radharani, la Sua inseparabile consorte, bella e immacolata.
Non dovete pensare che queste Divinità siano semplice pietra. Come dice Krishna nella Bhagavad-gita(7.24), "Gli uomini privi d'intelligenza, non conoscendoMi, credono che Io assuma questa forma e personalità.
A causa della loro ignoranza non conoscono la Mia natura superiore che è immutabile e suprema".
Chiunque può vedere Krishna nella Divinità, ma prima deve purificare la sua vista ascoltando parlare di Lui dalle labbra di un puro devoto e cantando le Sue glorie.
Sri Caitanya, una manifestazione di Sri Krishna apparsa cinquecento anni fa in Bengala (India) raccomandò in maniera particolare di cantare e ascoltare i santi nomi: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare.

Questo canto è un balsamo veramente speciale, che non si può trovare in farmacia. E' conosciuto come bhava, devozione. Se ungerete i vostri occhi con il balsamo della devozione vedrete la Divinità così come è realmente: trascendentale, viva e degna di adorazione.
Vrindavana comunque non è sempre stata una città di Divinità e templi, cinquecento anni fa era soltanto aperta campagna.
A quel tempo Sri Caitanya Mahaprabhu vi si recò personalmente per riscoprire i santi luoghi dove Sri Krishna aveva manifestato i Suoi passatempi trascendentali.
Dopo breve tempo Sri Caitanya inviò a Vrindavana sei dei Suoi più importanti discepoli, conosciuti come i Sei Gosvami. Lo scopo della loro missione era di proseguire l'opera di rilevamento dell'esatta localizzazione dei passatempi di Krishna, restaurare questi luoghi e scrivere libri autorevoli sulla scienza della coscienza di Krishna.
Vrindavana è la terra di Krishna e come Krishna è meravigliosamente bello lo è la Sua dimora.
Vrindavana tuttavia, vista con gli occhi di chi ha una visione materiale, sembra un normale villaggio. Per poterla vedere realmente in tutta la sua grande e gloriosa bellezza, dobbiamo purificare la nostra vista diventando coscienti di Krishna.

I Sei Gosvami ci hanno indicato la strada. Non solo resero perfetta e santa la loro vita nella coscienza di Krishna ma scrissero centinaia di opere che sono guide spirituali basate sulle Scritture vediche rivelate.
Per la loro misericordia il ricercatore sincero potrà raggiungere il fine supremo della vita: l'amore per Krishna.
Gli insegnamenti di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada sono identici a quelli trasmessi dai Sei Gosvami; infatti egli appartiene alla successione di maestri che discende da loro. Seguendo quindi i suoi insegnamenti potremo vedere Vrindavana così com'è realmente.
La Brahma-samhita, una composizione poetica scritta da Brahma, la più elevata personalità vivente in questo universo, descrive la Vrindavana che solo le anime pure possono percepire: "La trascendentale terra di Vrindavana è sempre spirituale. È popolata da dee della fortuna, conosciute come gopi. Esse sono tutte care a Krishna e Krishna è il loro unico amante.
Gli alberi di quella terra sono kalpa-vriksa, alberi dei desideri che possono offrire tutto ciò che si desidera. La terra è fatta di pietre filosofali e l'acqua è nettare.
In quella dimora suprema, ogni parola è un canto, ogni passo è una danza e il flauto è fedele compagno. Le mucche Surabhi inondano la terra di latte e tutto brilla di luce propria, come brilla il sole nel mondo materiale.
Poichè ogni attimo è vissuto nel servizio d'amore offerto a Krishna non esiste passato, nè presente nè futuro." Lo scopo della forma di vita umana è di comprendere la trascendentale terra di Vrindavana.

Le persone intelligenti dovrebbero approfondire la conoscenza di Vrindavana, l'eterno regno di Sri Krishna, e raggiungere così la dimora suprema in questa stessa vita.
In India, una volta visitai Vrindavana in compagnia di Sua Divina Grazia Srila Prabhupada.
Un mattino mentre lo accompagnavo nella sua passeggiata quotidiana, ci trovammo improvvisamente in un posto particolarmente bello.
Le fresche dune erano dense di fogliame e gli alti alberi erano pieni di uccelli cinguettanti.
Mentre il sole illuminava il chiaro cielo mattutino i pavoni riempivano l'aria del loro particolare richiamo, Srila Prabhupada si guardò intorno e mi disse: “Ecco Brahmananda questa è Vrindavana. Allora ti piace?" “È meravigliosa, Srila Prabhupada", fu tutto ciò che riuscii a dire.
Sentii che stava rivelandomi le glorie di Vrindavana anche se non avevo alcuna qualifica spirituale.
Vrindavana è il luogo dove Sri Krishna, il Signore Supremo, apparve cinquemila anni or sono.
Sri Krishna discese qui dal Suo pianeta spirituale Goloka Vrindavana per attrarci con i Suoi passatempi soprannaturali.
Srila Prabhupada ci ha spiegato che quando Krishna discende nel mondo materiale questa stessa Vrindavana discende con Lui, proprio come il seguito accompagna una personalità importante.
Poiché quando Krishna viene, con Lui viene anche la Sua terra, Vrindavana non è considerata un luogo del mondo materiale.
Perciò i devoti prendono rifugio a Vrindavana, in India, considerandola una replica dell'originale Goloka Vrindavana.

Nella terra spirituale di Vrindavana tutti amano Krishna, anche le piante e gli animali.

 Lo Srimad Bhagavatam (10.15.7) descrive come i pavoni salutavano Sri Krishna e Suo fratello Balarama: "Oh venerabile, guarda con quanto piacere Ti salutano i pavoni che stanno ritornando al loro nido! Anche i cucù sui rami degli alberi Ti stanno salutando alla loro maniera. Tutti gli abitanti di Vrindavana sono gloriosi perché ognuno di loro è pronto a offrirTi il suo servizio devozionale".
E più avanti, nella stessa opera: "Guarda come le gru e i cigni nell'acqua cantano le glorie del Signore! Immobili nell’acqua meditano su di Lui e L’adorano”.
Anche oggi a Vrindavana si possono vedere molte differenti specie di animali. In effetti quest'area sembra una specie di santuario dove tutti gli esseri viventi trovano rifugio.
Vrindavana per esempio, è un paradiso per le mucche. Mandrie di centinaia di mucche il mattino si recano sui pascoli e tornano puntualmente al tramonto. Alcune si avventurano per le strade della città dove ricevono cibo, carezze, omaggi e venerazione perché ognuno sa che le mucche sono gli animali prediletti di Krishna.

La prima volta che visitai Vrindavana, mi bagnai nella Yamuna e mi inoltrai in una delle foreste circostanti. Mi stupivo nel vedere che il suolo nella foresta era stato trasformato dalle mucche al pascolo in un tappeto erboso ben rasato, quando all'improvviso una fiumana di mucche arrivò tra gli alberi.
Ben presto centinaia di mucche bianche mi circondarono da ogni parte; a tratti brucavano l'erba o rosicchiavano le foglie dei rami più bassi degli alberi, scherzando e correndo come amici giocherelloni.
Mentre la mandria di passaggio cominciava ad assottigliarsi, scorsi un pastorello in retroguardia che rimproverava le ritardatarie. Aveva circa nove anni, scuro di pelle, gracile e vestito semplicemente, portava un piccolo bastone. Correva dietro i bianchi capi delle mucche, completamente assorto nel suo lavoro.
Dopo aver visto una scena come questa a Vrindavana come è possibile non ricordare Krishna, Lui che è famoso per il Suo ruolo di pastorello trascendentale?
Anche molte anziane vedove del Bengala hanno fatto di Vrindavana il loro paradiso. Con la schiena curva sotto il peso degli anni, affollano le strade della città mentre si recano ai templi. Si possono incontrare specialmente il mattino sulle rive della Yamuna dove, drappeggiate nei loro sari bianchi, sembrano uno stormo di anatre bianche che s'immergono, si bagnano e offrono le loro oblazioni.

Sembra che metà dei venticinquemila abitanti di Vrindavana siano vedove bengali venute a Vrindavana per morire.
Hanno portato con sé i risparmi di tutta una vita e li hanno depositati in uno dei templi, ricevendone in cambio una stanza e lo stretto necessario per vivere; in questo modo contano i loro giorni e le perle dei loro rosario di preghiere, finché non arriva la morte.
Benché morire a Vrindavana sia veramente di buon auspicio, Krishna raccomanda nella Bhagavad-gita che dovunque si muoia, si devono ricordare in quell'istante Krishna e le Sue attività, il Suo nome, la Sua forma o la Sua dimora: allora si sarà immediatamente trasferiti sul pianeta trascendentale di Krishna.

Vrindavana,
la terra di Krishna




 Palazzo del 1800 costruito da Suraja Mala come ringraziamento a Sri Krishna per aver ottenuto la vittoria contro i Mogul di Delhi.




(nella foto: S.G. matsyavatara Prabhu)

Dall'inizio del tempo l'uomo ha desiderato la casa perfetta - un paradiso - uno Shangri-la, uno Walden - dove poter vivere eternamente in pace e felicità.
Un luogo come questo non esiste nel mondo materiale poiché, per sua natura, questo mondo è temporaneo e pieno di frustrazione.
Per porre un termine alla nostra faticosa ricerca dobbiamo andare al di là di questo mondo di dualità, al di là dei confini dello spazio e del tempo, nel regno spirituale.
Vrindavana, in India, è quell'eterno luogo di riposo a lungo sospirato perché è a Vrindavana che Sri Krishna, Dio, la Persona Suprema, discese su questo pianeta cinquemila anni fa.
L'apparizione del Signore e le Sue attività non sono di questo mondo, sono completamente trascendentali.
Proprio come un re viaggia accompagnato da tutto il suo seguito e si accampa per dirigere i suoi affari di stato nello stesso modo in cui li condurrebbe nel suo palazzo, così Sri Krishna portando con Sè i Suoi compagni trascendentali e tutto ciò che Lo circondava, creò sulla Terra la replica esatta del mondo spirituale conosciuto come Goloka Vrindavana.
Poiché Vrindavana è la dimora eterna e completamente spirituale del Signore, non è differente da Lui.



 



L'albero Amli Tala sulle rive della Yamuna esisteva al tempo dei passatempi di Sri Krishna migliaia di anni fa. Sri Caitanya Mahaprabhu, che fu il pioniere della restaurazione dei luoghi
santi di Vrindavana cinquecento anni or sono, cantava qui di primo mattino il suo japa quotidiano.






A Vrindavana si trova ricchezza illimitata e altrettanto illimitate forza, fama, saggezza, bellezza e rinuncia: le sei opulenze che Sri Krishna, Dio, la Persona Suprema possiede.
In effetti Vrindavana è Krishna, e recarsi in quel luogo significa percepire Dio stesso.
Attraversando il confine di Vrindavana si ha la sensazione che questo luogo sia in qualche modo diverso.





Tempio di Madana-mohana costruito nel sedicesimo secolo da Sanatana Gosvami con l'aiuto finanziario di un ricco mercante.



Per prima cosa esplorate la foresta; la fresca terra sabbiosa sembra polvere di loto sotto i vostri piedi mentre camminate tra le diverse specie di alberi: il tamala dalla corteccia nera, il nim medicinale, il grande baniano e l'adorabile tulasi (Vrinda è un nome dell'albero tulasi, e vana significa foresta).
Qui le foreste sono come i parchi, la loro erba attentamente curata da migliaia di mucche bianche.
Le mucche dall'andatura lenta, con i loro grandi occhi sgranati da bambini, sembrano, mentre brucano, antichi saggi che meditano silenziosamente.
Pappagalli e altri uccelli multicolori ornano gli alberi facendo scendere cascate di piacevoli canzoni alle vostre orecchie, mentre una miriade di pavoni cammina impettita e imponente ostentando la coda di piume regali.
Vrindavana è circondata su tre lati dal fiume Yamuna le cui acque sono pure come le acque primordiali della creazione.
È detto che se ci si bagna nella Yamuna vengono cancellati tutti i peccati commessi in milioni di vite.
Se conoscete un po' Krishna, o se avete anche un leggero attaccamento per Lui, tutto a Vrindavana ve Lo ricorderà e sentirete in voi un particolare sentimento d'amore per Lui, conosciuto come sentimento di separazione.
Quando girerete per il villaggio di Vrindavana lungo le strette e tortuose strade medioevali, vi troverete davanti a templi di pesante pietra color ruggine, scolpita e filigranata con disegni di fiori di loto.





Ridotto alla metà della sua grandezza originale, il tempio di Radha-Govinda si erge muto testimone dell'intolleranza. Un tiranno conquistatore Mogul, Aurangzeb, s'infuriò talmente alla vista della sua magnificenza che ne smantellò la cima, pietra
dopo pietra. Sebbene il tempio sia stato privato di quattro piani, il suo maestoso stile attrae ancora pellegrini e studiosi. L'architettura imponente dell'ingresso centrale lo indica come il più grande tempio eretto dai Sei Gosvami.



Non appena sarete entrati nel cortile di un tempio, vedrete Lui: la Divinità di Krishna, Dio, la Persona Suprema, nella Sua forma di puro marmo nero, su di un trono d'argento sovrastato da una cupola protettiva, i piedi cosparsi di foglie di tulasi.
Con il corpo che si piega in tre curve affascinanti, Krishna suona il flauto invitandovi a farLo nel vostro cuore.
Vicino a Lui c'è Srimati Radharani, la Sua inseparabile consorte, bella e immacolata.
Non dovete pensare che queste Divinità siano semplice pietra. Come dice Krishna nella Bhagavad-gita(7.24), "Gli uomini privi d'intelligenza, non conoscendoMi, credono che Io assuma questa forma e personalità.
A causa della loro ignoranza non conoscono la Mia natura superiore che è immutabile e suprema".
Chiunque può vedere Krishna nella Divinità, ma prima deve purificare la sua vista ascoltando parlare di Lui dalle labbra di un puro devoto e cantando le Sue glorie.
Sri Caitanya, una manifestazione di Sri Krishna apparsa cinquecento anni fa in Bengala (India) raccomandò in maniera particolare di cantare e ascoltare i santi nomi: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare.





Il magnifico tempio dell'ISKCON, l'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna eretto secondo le direttive di Srila Prabhupada dai suoi discepoli. Adiacente al tempio è stata costruita una casa-albergo per gli ospiti internazionali, in modo che altre persone, soprattutto dall'estero possano visitare Vrindavana e sperimentare la sua intensa atmosfera spirituale. Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada abitò nella serena e sacra città per un certo numero di anni, partendo poi nel 1965 per distribuire la coscienza di Krishna agli Occidentali.




Questo canto è un balsamo veramente speciale, che non si può trovare in farmacia. E' conosciuto come bhava, devozione. Se ungerete i vostri occhi con il balsamo della devozione vedrete la Divinità così come è realmente: trascendentale, viva e degna di adorazione.
Vrindavana comunque non è sempre stata una città di Divinità e templi, cinquecento anni fa era soltanto aperta campagna.
A quel tempo Sri Caitanya Mahaprabhu vi si recò personalmente per riscoprire i santi luoghi dove Sri Krishna aveva manifestato i Suoi passatempi trascendentali.
Dopo breve tempo Sri Caitanya inviò a Vrindavana sei dei Suoi più importanti discepoli, conosciuti come i Sei Gosvami. Lo scopo della loro missione era di proseguire l'opera di rilevamento dell'esatta localizzazione dei passatempi di Krishna, restaurare questi luoghi e scrivere libri autorevoli sulla scienza della coscienza di Krishna.
Vrindavana è la terra di Krishna e come Krishna è meravigliosamente bello lo è la Sua dimora.
Vrindavana tuttavia, vista con gli occhi di chi ha una visione materiale, sembra un normale villaggio. Per poterla vedere realmente in tutta la sua grande e gloriosa bellezza, dobbiamo purificare la nostra vista diventando coscienti di Krishna.





Tradizionale sostegno dell'economia del villaggio, le mucche sono adorate in ricordo dell'affetto che Sri Krishna nutriva per loro. Quando Krishna giocava a Vrindavana migliaia di anni fa, uno dei Suoi passatempi preferiti era portare le mucche al pascolo in compagnia di Suo fratello maggiore, Balarama.




I Sei Gosvami ci hanno indicato la strada. Non solo resero perfetta e santa la loro vita nella coscienza di Krishna ma scrissero centinaia di opere che sono guide spirituali basate sulle Scritture vediche rivelate.
Per la loro misericordia il ricercatore sincero potrà raggiungere il fine supremo della vita: l'amore per Krishna.
Gli insegnamenti di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada sono identici a quelli trasmessi dai Sei Gosvami; infatti egli appartiene alla successione di maestri che discende da loro. Seguendo quindi i suoi insegnamenti potremo vedere Vrindavana così com'è realmente.
La Brahma-samhita, una composizione poetica scritta da Brahma, la più elevata personalità vivente in questo universo, descrive la Vrindavana che solo le anime pure possono percepire: "La trascendentale terra di Vrindavana è sempre spirituale. È popolata da dee della fortuna, conosciute come gopi. Esse sono tutte care a Krishna e Krishna è il loro unico amante.
Gli alberi di quella terra sono kalpa-vriksa, alberi dei desideri che possono offrire tutto ciò che si desidera. La terra è fatta di pietre filosofali e l'acqua è nettare.
In quella dimora suprema, ogni parola è un canto, ogni passo è una danza e il flauto è fedele compagno. Le mucche Surabhi inondano la terra di latte e tutto brilla di luce propria, come brilla il sole nel mondo materiale.
Poichè ogni attimo è vissuto nel servizio d'amore offerto a Krishna non esiste passato, nè presente nè futuro." Lo scopo della forma di vita umana è di comprendere la trascendentale terra di Vrindavana.





La Divinità in marmo nero di Sri Krishna posa in un tempio eretto quattrocento anni fa da Syamananda Gosvami. Questa forma del Signore è chiamata Syamasundara che significa "scuro e bello". È qui ritratto in compagnia di Srimati Radharani, la Sua eterna compagna.




Le persone intelligenti dovrebbero approfondire la conoscenza di Vrindavana, l'eterno regno di Sri Krishna, e raggiungere così la dimora suprema in questa stessa vita.
In India, una volta visitai Vrindavana in compagnia di Sua Divina Grazia Srila Prabhupada.
Un mattino mentre lo accompagnavo nella sua passeggiata quotidiana, ci trovammo improvvisamente in un posto particolarmente bello.
Le fresche dune erano dense di fogliame e gli alti alberi erano pieni di uccelli cinguettanti.
Mentre il sole illuminava il chiaro cielo mattutino i pavoni riempivano l'aria del loro particolare richiamo, Srila Prabhupada si guardò intorno e mi disse: “Ecco Brahmananda questa è Vrindavana. Allora ti piace?" “È meravigliosa, Srila Prabhupada", fu tutto ciò che riuscii a dire.
Sentii che stava rivelandomi le glorie di Vrindavana anche se non avevo alcuna qualifica spirituale.
Vrindavana è il luogo dove Sri Krishna, il Signore Supremo, apparve cinquemila anni or sono.
Sri Krishna discese qui dal Suo pianeta spirituale Goloka Vrindavana per attrarci con i Suoi passatempi soprannaturali.
Srila Prabhupada ci ha spiegato che quando Krishna discende nel mondo materiale questa stessa Vrindavana discende con Lui, proprio come il seguito accompagna una personalità importante.
Poiché quando Krishna viene, con Lui viene anche la Sua terra, Vrindavana non è considerata un luogo del mondo materiale.
Perciò i devoti prendono rifugio a Vrindavana, in India, considerandola una replica dell'originale Goloka Vrindavana.





Riposando nel tempio dello specchio.
La piccola Divinità di Krishna si stende su un soffice letto. Gli abitanti di Vrindavana dicono che sta solo facendo finta di riposare e che si alzerà presto per rubare il burro, uno dei Suoi divertimenti preferiti.




Nella terra spirituale di Vrindavana tutti amano Krishna, anche le piante e gli animali. Lo Srimad Bhagavatam (10.15.7) descrive come i pavoni salutavano Sri Krishna e Suo fratello Balarama: "Oh venerabile, guarda con quanto piacere Ti salutano i pavoni che stanno ritornando al loro nido! Anche i cucù sui rami degli alberi Ti stanno salutando alla loro maniera. Tutti gli abitanti di Vrindavana sono gloriosi perché ognuno di loro è pronto a offrirTi il suo servizio devozionale".
E più avanti, nella stessa opera: "Guarda come le gru e i cigni nell'acqua cantano le glorie del Signore! Immobili nell’acqua meditano su di Lui e L’adorano”.
Anche oggi a Vrindavana si possono vedere molte differenti specie di animali. In effetti quest'area sembra una specie di santuario dove tutti gli esseri viventi trovano rifugio.
Vrindavana per esempio, è un paradiso per le mucche. Mandrie di centinaia di mucche il mattino si recano sui pascoli e tornano puntualmente al tramonto. Alcune si avventurano per le strade della città dove ricevono cibo, carezze, omaggi e venerazione perché ognuno sa che le mucche sono gli animali prediletti di Krishna.





Bianchi fiori di mogra e petali di rose rosse per la decorazione di una Divinità del tempio, sono pazientemente annodati per formare una ghirlanda da un abitante di Vrindavana. I devoti dicono che Sri Krishna, indossando le ghirlande, rende i fiori molto più belli.




La prima volta che visitai Vrindavana, mi bagnai nella Yamuna e mi inoltrai in una delle foreste circostanti. Mi stupivo nel vedere che il suolo nella foresta era stato trasformato dalle mucche al pascolo in un tappeto erboso ben rasato, quando all'improvviso una fiumana di mucche arrivò tra gli alberi.
Ben presto centinaia di mucche bianche mi circondarono da ogni parte; a tratti brucavano l'erba o rosicchiavano le foglie dei rami più bassi degli alberi, scherzando e correndo come amici giocherelloni.
Mentre la mandria di passaggio cominciava ad assottigliarsi, scorsi un pastorello in retroguardia che rimproverava le ritardatarie. Aveva circa nove anni, scuro di pelle, gracile e vestito semplicemente, portava un piccolo bastone. Correva dietro i bianchi capi delle mucche, completamente assorto nel suo lavoro.
Dopo aver visto una scena come questa a Vrindavana come è possibile non ricordare Krishna, Lui che è famoso per il Suo ruolo di pastorello trascendentale?
Anche molte anziane vedove del Bengala hanno fatto di Vrindavana il loro paradiso. Con la schiena curva sotto il peso degli anni, affollano le strade della città mentre si recano ai templi. Si possono incontrare specialmente il mattino sulle rive della Yamuna dove, drappeggiate nei loro sari bianchi, sembrano uno stormo di anatre bianche che s'immergono, si bagnano e offrono le loro oblazioni.





Krishna si bagnò qui a Syamakunda e da allora i Suoi seguaci trassero beneficio dall'effetto purificante del lago.




Sembra che metà dei venticinquemila abitanti di Vrindavana siano vedove bengali venute a Vrindavana per morire.
Hanno portato con sé i risparmi di tutta una vita e li hanno depositati in uno dei templi, ricevendone in cambio una stanza e lo stretto necessario per vivere; in questo modo contano i loro giorni e le perle dei loro rosario di preghiere, finché non arriva la morte.
Benché morire a Vrindavana sia veramente di buon auspicio, Krishna raccomanda nella Bhagavad-gita che dovunque si muoia, si devono ricordare in quell'istante Krishna e le Sue attività, il Suo nome, la Sua forma o la Sua dimora: allora si sarà immediatamente trasferiti sul pianeta trascendentale di Krishna.





Un nuovo tempio  si erge nel luogo di nascita di Sri Krishna. Il vecchio fu distrutto da Aurangzeb, imperatore dei Mogul, che costruì sui suoi resti una moschea. I pellegrini possono scendere nel sotterraneo e vedere una copia della prigione in cui apparve Sri Krishna.




Gli altri abitanti di Vrindavana sono artigiani, lavoratori dell'argento, fabbricanti di bambole, intagliatori di rosari, carpentieri e negozianti. Sono tutti Vrajavasi (nati a Vrindavana) le cui famiglie hanno origini molto remote, e non avranno mai alcuna intenzione di lasciare Vrindavana.
Si trovano là anche i gosvami di casta che, per diritto di nascita, sono consiglieri nei templi. Sono l'aristocrazia brahminica della città e godono di molta considerazione.
Infine ci sono i pujari, ossia i sacerdoti del tempio, e i numerosi babaji. Questi ultimi sono umili mendicanti, gracili e seminudi che portano sui loro corpi scuri larghi segni d'argilla chiamati tilaka. Mangiano alle mense pubbliche chiamate chatra e non hanno fissa dimora.
Lo Srimad Bhagavatam raccomanda di chiedere istruzioni spirituali alle sante persone che vi risiedono, quando si visita un santo luogo come Vrindavana.
Sfortunatamente molti visitatori di Vrindavana trascurano questa indicazione e lasciano la città senza aver fatto là niente di più che un bagno. Ma anche così, chiunque si rechi a Vrindavana ne riceverà un beneficio.
Sua Divina Grazia Srila Prabhupada spiega nello Srimad Bhagavatam: "Ogni persona che si reca a Vrindavana, anche se è un peccatore, entrerà immediatamente in contatto con l'atmosfera della vita spirituale e canterà automaticamente i nomi di Radha e Krishna. Questo è quanto abbiamo veramente visto e sperimentato".
Nel Nettare della Devozione Srila Prabhupada spiega ancora: "I luoghi situati nelle ottantaquattro miglia quadrate del distretto di
Mathura (dove si trova Vrindavana) godono di una posizione così bella sulle rive del fiume Yamuna, che chiunque vi si rechi non desidera ritornare in questo mondo materiale".
Srila Rupa Gosvami conferma nel suo Bhakti-rasamrita-sindhu che anche i non devoti che si recano a Vrindavana possono sperimentare emozioni trascendentali.
Tuttavia per apprezzare pienamente la qualità trascendentale di Vrindavana occorre essere spiritualmente qualificati. Krishna e la Sua dimora sono visibili solo agli occhi dei Suoi devoti; per altri rimangono un mistero.
Come spiega Srìla Prabhupada nello Srimad Bhagavatam: Il mistero di Dio) è svelato al Suo puro devoto, i cui occhi sono unti col balsamo dell'amore per Dio. E questo amore per Lui si può conseguire soltanto con la pratica del servizio trascendentale offerto al Signore, e con nient'altro. La persona spiritualmente evoluta è effettivamente in grado di avere la visione del regno di Dio riflessa sempre nel suo cuore..."

Il miglior modo di sperimentare Vrindavana consiste nell'avvicinare con umiltà un puro devoto di Krishna e tentare di ricevere la sua misericordia. Poiché egli ha visto la Verità Assoluta, Dio, la Persona Suprema, può aprirci gli occhi e ungerli col balsamo dell'amore, in modo che anche noi possiamo averne una fugace visione.
Proprio come un paio di occhiali mette in grado una persona miope di vedere nitidamente, così il puro devoto è l'intermediario trasparente attraverso il quale possiamo percepire chiaramente Dio.
Per apprezzare pienamente Vrindavana quindi si deve diventare devoti e coscienti di Krishna.
Ma che cosa significa diventare devoto? Il devoto è una persona che si è purificata di tutta la lussuria materiale grazie al servizio devozionale compiuto sotto la guida di un autentico maestro spirituale. In quel puro stato di mente e di cuore egli può dedicarsi al Signore e sperimentare l'amore trascendentale per Dio.

Come Srila Prabhupada spiega negli Insegnamenti del Signore Caitanya: "Vrindavana può essere effettivamente sperimentata così com'è dalle persone che hanno cessato di cercare il piacere in ciò che è materiale. - "Quando la mia mente si sarà ripulita da ogni bramosia per il piacere materiale, sarò in grado di vedere Vrindavana?" - chiede un grande devoto. Quanto più diventiamo coscienti di Krishna e quanto più avanziamo, tanto più ogni cosa ci sarà rivelata come spirituale".
Chiunque vada a Vrindavana deve accuratamente evitare di commettere offese là. Vrindavana è la sacra dimora di Krishna e macchiarsi di colpe in quel luogo equivale a offendere Sri Krishna stesso.


Vrindavana,
la terra di Krishna



Palazzo del 1800 costruito da Suraja Mala come ringraziamento a Sri Krishna per aver ottenuto la vittoria contro i Mogul di Delhi.




Dall'inizio del tempo l'uomo ha desiderato la casa perfetta - un paradiso - uno Shangri-la, uno Walden - dove poter vivere eternamente in pace e felicità.
Un luogo come questo non esiste nel mondo materiale poiché, per sua natura, questo mondo è temporaneo e pieno di frustrazione.
Per porre un termine alla nostra faticosa ricerca dobbiamo andare al di là di questo mondo di dualità, al di là dei confini dello spazio e del tempo, nel regno spirituale.
Vrindavana, in India, è quell'eterno luogo di riposo a lungo sospirato perché è a Vrindavana che Sri Krishna, Dio, la Persona Suprema, discese su questo pianeta cinquemila anni fa.
L'apparizione del Signore e le Sue attività non sono di questo mondo, sono completamente trascendentali.
Proprio come un re viaggia accompagnato da tutto il suo seguito e si accampa per dirigere i suoi affari di stato nello stesso modo in cui li condurrebbe nel suo palazzo, così Sri Krishna portando con Sè i Suoi compagni trascendentali e tutto ciò che Lo circondava, creò sulla Terra la replica esatta del mondo spirituale conosciuto come Goloka Vrindavana.
Poiché Vrindavana è la dimora eterna e completamente spirituale del Signore, non è differente da Lui.





L'albero Amli Tala sulle rive della Yamuna esisteva al tempo dei passatempi di Sri Krishna migliaia di anni fa. Sri Caitanya Mahaprabhu, che fu il pioniere della restaurazione dei luoghi
santi di Vrindavana cinquecento anni or sono, cantava qui di primo mattino il suo japa quotidiano.




A Vrindavana si trova ricchezza illimitata e altrettanto illimitate forza, fama, saggezza, bellezza e rinuncia: le sei opulenze che Sri Krishna, Dio, la Persona Suprema possiede.
In effetti Vrindavana è Krishna, e recarsi in quel luogo significa percepire Dio stesso.
Attraversando il confine di Vrindavana si ha la sensazione che questo luogo sia in qualche modo diverso.





Tempio di Madana-mohana costruito nel sedicesimo secolo da Sanatana Gosvami con l'aiuto finanziario di un ricco mercante.



Per prima cosa esplorate la foresta; la fresca terra sabbiosa sembra polvere di loto sotto i vostri piedi mentre camminate tra le diverse specie di alberi: il tamala dalla corteccia nera, il nim medicinale, il grande baniano e l'adorabile tulasi (Vrinda è un nome dell'albero tulasi, e vana significa foresta).
Qui le foreste sono come i parchi, la loro erba attentamente curata da migliaia di mucche bianche.
Le mucche dall'andatura lenta, con i loro grandi occhi sgranati da bambini, sembrano, mentre brucano, antichi saggi che meditano silenziosamente.
Pappagalli e altri uccelli multicolori ornano gli alberi facendo scendere cascate di piacevoli canzoni alle vostre orecchie, mentre una miriade di pavoni cammina impettita e imponente ostentando la coda di piume regali.
Vrindavana è circondata su tre lati dal fiume Yamuna le cui acque sono pure come le acque primordiali della creazione.
È detto che se ci si bagna nella Yamuna vengono cancellati tutti i peccati commessi in milioni di vite.
Se conoscete un po' Krishna, o se avete anche un leggero attaccamento per Lui, tutto a Vrindavana ve Lo ricorderà e sentirete in voi un particolare sentimento d'amore per Lui, conosciuto come sentimento di separazione.
Quando girerete per il villaggio di Vrindavana lungo le strette e tortuose strade medioevali, vi troverete davanti a templi di pesante pietra color ruggine, scolpita e filigranata con disegni di fiori di loto.





Ridotto alla metà della sua grandezza originale, il tempio di Radha-Govinda si erge muto testimone dell'intolleranza. Un tiranno conquistatore Mogul, Aurangzeb, s'infuriò talmente alla vista della sua magnificenza che ne smantellò la cima, pietra
dopo pietra. Sebbene il tempio sia stato privato di quattro piani, il suo maestoso stile attrae ancora pellegrini e studiosi. L'architettura imponente dell'ingresso centrale lo indica come il più grande tempio eretto dai Sei Gosvami.



Non appena sarete entrati nel cortile di un tempio, vedrete Lui: la Divinità di Krishna, Dio, la Persona Suprema, nella Sua forma di puro marmo nero, su di un trono d'argento sovrastato da una cupola protettiva, i piedi cosparsi di foglie di tulasi.
Con il corpo che si piega in tre curve affascinanti, Krishna suona il flauto invitandovi a farLo nel vostro cuore.
Vicino a Lui c'è Srimati Radharani, la Sua inseparabile consorte, bella e immacolata.
Non dovete pensare che queste Divinità siano semplice pietra. Come dice Krishna nella Bhagavad-gita(7.24), "Gli uomini privi d'intelligenza, non conoscendoMi, credono che Io assuma questa forma e personalità.
A causa della loro ignoranza non conoscono la Mia natura superiore che è immutabile e suprema".
Chiunque può vedere Krishna nella Divinità, ma prima deve purificare la sua vista ascoltando parlare di Lui dalle labbra di un puro devoto e cantando le Sue glorie.
Sri Caitanya, una manifestazione di Sri Krishna apparsa cinquecento anni fa in Bengala (India) raccomandò in maniera particolare di cantare e ascoltare i santi nomi: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare.





Il magnifico tempio dell'ISKCON, l'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna eretto secondo le direttive di Srila Prabhupada dai suoi discepoli. Adiacente al tempio è stata costruita una casa-albergo per gli ospiti internazionali, in modo che altre persone, soprattutto dall'estero possano visitare Vrindavana e sperimentare la sua intensa atmosfera spirituale. Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada abitò nella serena e sacra città per un certo numero di anni, partendo poi nel 1965 per distribuire la coscienza di Krishna agli Occidentali.




Questo canto è un balsamo veramente speciale, che non si può trovare in farmacia. E' conosciuto come bhava, devozione. Se ungerete i vostri occhi con il balsamo della devozione vedrete la Divinità così come è realmente: trascendentale, viva e degna di adorazione.
Vrindavana comunque non è sempre stata una città di Divinità e templi, cinquecento anni fa era soltanto aperta campagna.
A quel tempo Sri Caitanya Mahaprabhu vi si recò personalmente per riscoprire i santi luoghi dove Sri Krishna aveva manifestato i Suoi passatempi trascendentali.
Dopo breve tempo Sri Caitanya inviò a Vrindavana sei dei Suoi più importanti discepoli, conosciuti come i Sei Gosvami. Lo scopo della loro missione era di proseguire l'opera di rilevamento dell'esatta localizzazione dei passatempi di Krishna, restaurare questi luoghi e scrivere libri autorevoli sulla scienza della coscienza di Krishna.
Vrindavana è la terra di Krishna e come Krishna è meravigliosamente bello lo è la Sua dimora.
Vrindavana tuttavia, vista con gli occhi di chi ha una visione materiale, sembra un normale villaggio. Per poterla vedere realmente in tutta la sua grande e gloriosa bellezza, dobbiamo purificare la nostra vista diventando coscienti di Krishna.





Tradizionale sostegno dell'economia del villaggio, le mucche sono adorate in ricordo dell'affetto che Sri Krishna nutriva per loro. Quando Krishna giocava a Vrindavana migliaia di anni fa, uno dei Suoi passatempi preferiti era portare le mucche al pascolo in compagnia di Suo fratello maggiore, Balarama.




I Sei Gosvami ci hanno indicato la strada. Non solo resero perfetta e santa la loro vita nella coscienza di Krishna ma scrissero centinaia di opere che sono guide spirituali basate sulle Scritture vediche rivelate.
Per la loro misericordia il ricercatore sincero potrà raggiungere il fine supremo della vita: l'amore per Krishna.
Gli insegnamenti di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada sono identici a quelli trasmessi dai Sei Gosvami; infatti egli appartiene alla successione di maestri che discende da loro. Seguendo quindi i suoi insegnamenti potremo vedere Vrindavana così com'è realmente.
La Brahma-samhita, una composizione poetica scritta da Brahma, la più elevata personalità vivente in questo universo, descrive la Vrindavana che solo le anime pure possono percepire: "La trascendentale terra di Vrindavana è sempre spirituale. È popolata da dee della fortuna, conosciute come gopi. Esse sono tutte care a Krishna e Krishna è il loro unico amante.
Gli alberi di quella terra sono kalpa-vriksa, alberi dei desideri che possono offrire tutto ciò che si desidera. La terra è fatta di pietre filosofali e l'acqua è nettare.
In quella dimora suprema, ogni parola è un canto, ogni passo è una danza e il flauto è fedele compagno. Le mucche Surabhi inondano la terra di latte e tutto brilla di luce propria, come brilla il sole nel mondo materiale.
Poichè ogni attimo è vissuto nel servizio d'amore offerto a Krishna non esiste passato, nè presente nè futuro." Lo scopo della forma di vita umana è di comprendere la trascendentale terra di Vrindavana.





La Divinità in marmo nero di Sri Krishna posa in un tempio eretto quattrocento anni fa da Syamananda Gosvami. Questa forma del Signore è chiamata Syamasundara che significa "scuro e bello". È qui ritratto in compagnia di Srimati Radharani, la Sua eterna compagna.




Le persone intelligenti dovrebbero approfondire la conoscenza di Vrindavana, l'eterno regno di Sri Krishna, e raggiungere così la dimora suprema in questa stessa vita.
In India, una volta visitai Vrindavana in compagnia di Sua Divina Grazia Srila Prabhupada.
Un mattino mentre lo accompagnavo nella sua passeggiata quotidiana, ci trovammo improvvisamente in un posto particolarmente bello.
Le fresche dune erano dense di fogliame e gli alti alberi erano pieni di uccelli cinguettanti.
Mentre il sole illuminava il chiaro cielo mattutino i pavoni riempivano l'aria del loro particolare richiamo, Srila Prabhupada si guardò intorno e mi disse: “Ecco Brahmananda questa è Vrindavana. Allora ti piace?" “È meravigliosa, Srila Prabhupada", fu tutto ciò che riuscii a dire.
Sentii che stava rivelandomi le glorie di Vrindavana anche se non avevo alcuna qualifica spirituale.
Vrindavana è il luogo dove Sri Krishna, il Signore Supremo, apparve cinquemila anni or sono.
Sri Krishna discese qui dal Suo pianeta spirituale Goloka Vrindavana per attrarci con i Suoi passatempi soprannaturali.
Srila Prabhupada ci ha spiegato che quando Krishna discende nel mondo materiale questa stessa Vrindavana discende con Lui, proprio come il seguito accompagna una personalità importante.
Poiché quando Krishna viene, con Lui viene anche la Sua terra, Vrindavana non è considerata un luogo del mondo materiale.
Perciò i devoti prendono rifugio a Vrindavana, in India, considerandola una replica dell'originale Goloka Vrindavana.





Riposando nel tempio dello specchio.
La piccola Divinità di Krishna si stende su un soffice letto. Gli abitanti di Vrindavana dicono che sta solo facendo finta di riposare e che si alzerà presto per rubare il burro, uno dei Suoi divertimenti preferiti.




Nella terra spirituale di Vrindavana tutti amano Krishna, anche le piante e gli animali. Lo Srimad Bhagavatam (10.15.7) descrive come i pavoni salutavano Sri Krishna e Suo fratello Balarama: "Oh venerabile, guarda con quanto piacere Ti salutano i pavoni che stanno ritornando al loro nido! Anche i cucù sui rami degli alberi Ti stanno salutando alla loro maniera. Tutti gli abitanti di Vrindavana sono gloriosi perché ognuno di loro è pronto a offrirTi il suo servizio devozionale".
E più avanti, nella stessa opera: "Guarda come le gru e i cigni nell'acqua cantano le glorie del Signore! Immobili nell’acqua meditano su di Lui e L’adorano”.
Anche oggi a Vrindavana si possono vedere molte differenti specie di animali. In effetti quest'area sembra una specie di santuario dove tutti gli esseri viventi trovano rifugio.
Vrindavana per esempio, è un paradiso per le mucche. Mandrie di centinaia di mucche il mattino si recano sui pascoli e tornano puntualmente al tramonto. Alcune si avventurano per le strade della città dove ricevono cibo, carezze, omaggi e venerazione perché ognuno sa che le mucche sono gli animali prediletti di Krishna.





Bianchi fiori di mogra e petali di rose rosse per la decorazione di una Divinità del tempio, sono pazientemente annodati per formare una ghirlanda da un abitante di Vrindavana. I devoti dicono che Sri Krishna, indossando le ghirlande, rende i fiori molto più belli.




La prima volta che visitai Vrindavana, mi bagnai nella Yamuna e mi inoltrai in una delle foreste circostanti. Mi stupivo nel vedere che il suolo nella foresta era stato trasformato dalle mucche al pascolo in un tappeto erboso ben rasato, quando all'improvviso una fiumana di mucche arrivò tra gli alberi.
Ben presto centinaia di mucche bianche mi circondarono da ogni parte; a tratti brucavano l'erba o rosicchiavano le foglie dei rami più bassi degli alberi, scherzando e correndo come amici giocherelloni.
Mentre la mandria di passaggio cominciava ad assottigliarsi, scorsi un pastorello in retroguardia che rimproverava le ritardatarie. Aveva circa nove anni, scuro di pelle, gracile e vestito semplicemente, portava un piccolo bastone. Correva dietro i bianchi capi delle mucche, completamente assorto nel suo lavoro.
Dopo aver visto una scena come questa a Vrindavana come è possibile non ricordare Krishna, Lui che è famoso per il Suo ruolo di pastorello trascendentale?
Anche molte anziane vedove del Bengala hanno fatto di Vrindavana il loro paradiso. Con la schiena curva sotto il peso degli anni, affollano le strade della città mentre si recano ai templi. Si possono incontrare specialmente il mattino sulle rive della Yamuna dove, drappeggiate nei loro sari bianchi, sembrano uno stormo di anatre bianche che s'immergono, si bagnano e offrono le loro oblazioni.





Krishna si bagnò qui a Syamakunda e da allora i Suoi seguaci trassero beneficio dall'effetto purificante del lago.




Sembra che metà dei venticinquemila abitanti di Vrindavana siano vedove bengali venute a Vrindavana per morire.
Hanno portato con sé i risparmi di tutta una vita e li hanno depositati in uno dei templi, ricevendone in cambio una stanza e lo stretto necessario per vivere; in questo modo contano i loro giorni e le perle dei loro rosario di preghiere, finché non arriva la morte.
Benché morire a Vrindavana sia veramente di buon auspicio, Krishna raccomanda nella Bhagavad-gita che dovunque si muoia, si devono ricordare in quell'istante Krishna e le Sue attività, il Suo nome, la Sua forma o la Sua dimora: allora si sarà immediatamente trasferiti sul pianeta trascendentale di Krishna.





Un nuovo tempio (sopra) si erge nel luogo di nascita di Sri Krishna. Il vecchio fu distrutto da Aurangzeb, imperatore dei Mogul, che costruì sui suoi resti una moschea. I pellegrini possono scendere nel sotterraneo e vedere una copia della prigione in cui apparve Sri Krishna.




Gli altri abitanti di Vrindavana sono artigiani, lavoratori dell'argento, fabbricanti di bambole, intagliatori di rosari, carpentieri e negozianti. Sono tutti Vrajavasi (nati a Vrindavana) le cui famiglie hanno origini molto remote, e non avranno mai alcuna intenzione di lasciare Vrindavana.
Si trovano là anche i gosvami di casta che, per diritto di nascita, sono consiglieri nei templi. Sono l'aristocrazia brahminica della città e godono di molta considerazione.
Infine ci sono i pujari, ossia i sacerdoti del tempio, e i numerosi babaji. Questi ultimi sono umili mendicanti, gracili e seminudi che portano sui loro corpi scuri larghi segni d'argilla chiamati tilaka. Mangiano alle mense pubbliche chiamate chatra e non hanno fissa dimora.
Lo Srimad Bhagavatam raccomanda di chiedere istruzioni spirituali alle sante persone che vi risiedono, quando si visita un santo luogo come Vrindavana.
Sfortunatamente molti visitatori di Vrindavana trascurano questa indicazione e lasciano la città senza aver fatto là niente di più che un bagno. Ma anche così, chiunque si rechi a Vrindavana ne riceverà un beneficio.
Sua Divina Grazia Srila Prabhupada spiega nello Srimad Bhagavatam: "Ogni persona che si reca a Vrindavana, anche se è un peccatore, entrerà immediatamente in contatto con l'atmosfera della vita spirituale e canterà automaticamente i nomi di Radha e Krishna. Questo è quanto abbiamo veramente visto e sperimentato".
Nel Nettare della Devozione Srila Prabhupada spiega ancora: "I luoghi situati nelle ottantaquattro miglia quadrate del distretto di
Mathura (dove si trova Vrindavana) godono di una posizione così bella sulle rive del fiume Yamuna, che chiunque vi si rechi non desidera ritornare in questo mondo materiale".
Srila Rupa Gosvami conferma nel suo Bhakti-rasamrita-sindhu che anche i non devoti che si recano a Vrindavana possono sperimentare emozioni trascendentali.
Tuttavia per apprezzare pienamente la qualità trascendentale di Vrindavana occorre essere spiritualmente qualificati. Krishna e la Sua dimora sono visibili solo agli occhi dei Suoi devoti; per altri rimangono un mistero.
Come spiega Srìla Prabhupada nello Srimad Bhagavatam: Il mistero di Dio) è svelato al Suo puro devoto, i cui occhi sono unti col balsamo dell'amore per Dio. E questo amore per Lui si può conseguire soltanto con la pratica del servizio trascendentale offerto al Signore, e con nient'altro. La persona spiritualmente evoluta è effettivamente in grado di avere la visione del regno di Dio riflessa sempre nel suo cuore..."





Un devoto si bagna con l'acqua purificatrice della Yamuna con la sua ciotola (lota) di ottone facendo la doccia mattutina. Il filo che gli attraversa le spalle denota il suo stato brahminico.




Il miglior modo di sperimentare Vrindavana consiste nell'avvicinare con umiltà un puro devoto di Krishna e tentare di ricevere la sua misericordia. Poiché egli ha visto la Verità Assoluta, Dio, la Persona Suprema, può aprirci gli occhi e ungerli col balsamo dell'amore, in modo che anche noi possiamo averne una fugace visione.
Proprio come un paio di occhiali mette in grado una persona miope di vedere nitidamente, così il puro devoto è l'intermediario trasparente attraverso il quale possiamo percepire chiaramente Dio.
Per apprezzare pienamente Vrindavana quindi si deve diventare devoti e coscienti di Krishna.
Ma che cosa significa diventare devoto? Il devoto è una persona che si è purificata di tutta la lussuria materiale grazie al servizio devozionale compiuto sotto la guida di un autentico maestro spirituale. In quel puro stato di mente e di cuore egli può dedicarsi al Signore e sperimentare l'amore trascendentale per Dio.





Un pozzo di acqua dolce nel tempio di Mahana-mohana.




Come Srila Prabhupada spiega negli Insegnamenti del Signore Caitanya: "Vrindavana può essere effettivamente sperimentata così com'è dalle persone che hanno cessato di cercare il piacere in ciò che è materiale. - "Quando la mia mente si sarà ripulita da ogni bramosia per il piacere materiale, sarò in grado di vedere Vrindavana?" - chiede un grande devoto. Quanto più diventiamo coscienti di Krishna e quanto più avanziamo, tanto più ogni cosa ci sarà rivelata come spirituale".
Chiunque vada a Vrindavana deve accuratamente evitare di commettere offese là. Vrindavana è la sacra dimora di Krishna e macchiarsi di colpe in quel luogo equivale a offendere Sri Krishna stesso.





La Divinità in un albero. Krishna è venerato come il ragazzo che rubò gli abiti delle pastorelle mentre stavano bagnandosi nella Yamuna, prendendole in giro quando Lo pregarono di essere misericordioso.




Una colpa commessa nella dimora di Dio è chiamata dhama-aparadha, e merita una punizione severa cento volte maggiore che se fosse commessa fuori di Vrindavana. Viceversa un'azione pia compiuta a Vrindavana produce un beneficio cento volte maggiore di un'azione pia compiuta fuori di Vrindavana.
I numerosi maiali, cani, scimmie e tartarughe che popolano Vrindavana testimoniano il fatto che molti devoti non puri nella loro ultima vita hanno commesso attività peccaminose a Vrindavana. Si sono incarnati in queste specie inferiori di vita, ma nella prossima vita, grazie all'attaccamento per la sacra polvere di Vrindavana, potranno tornare a Dio per Sua misericordia.
Non si deve commettere l'errore di ritirarsi prematuramente a Vrindavana. Senza essere avanzati nella coscienza di Krishna, trasferirsi là per interrompere le attività materiali in questo luogo, equivale a compiere con ogni probabilità attività materiali stando a Vrindavana. Per evitare ciò, il sistema vedico del varnasrama-dharma favorisce un graduale distacco dalla vita materiale.
Prima di accettare il sannyasa, ossia la completa rinuncia, si deve entrare nell'ordine del vanaprastha; a questo stadio tutte le responsabilità familiari e gli affari vengono trasferiti sui figli maggiori.
Diventa quindi possibile viaggiare nei vari luoghi di pellegrinaggio con la propria moglie, mantenendo ovviamente un rigido celibato.
 

La persona che è sufficientemente pura per risiedere a Vrindavana può sviluppare amore per Dio seguendo le orme di uno degli eterni abitanti di questa terra. Deve tentare di emulare la profonda devozione degli amici di Krishna, dei Suoi genitori o delle Sue compagne.
Pensate ad Akrura, lo zio di Krishna: quando arrivò nei dintorni di Vrindavana e vide le orme dei piedi di Krishna nella polvere, sentì crescere tanto il suo amore estatico per Lui che i peli del suo corpo si rizzarono. I suoi occhi si riempirono di lacrime e nell'estasi saltò dal suo carro e cadde a terra gridando: "E' meraviglioso! E' meraviglioso!"
Una devozione come questa è il modo ideale per vedere Vrindavana.
Quando si ama Krishna così intensamente si ama dello stesso amore anche Vrindavana; infatti non è possibile separare Vrindavana da Krishna.
Krishna è eternamente presente in questo luogo e ci invita a ritornare nella Sua meravigliosa dimora.